Il vicepresidente dell’Antimafia Fabio Granata lancia pietre acuminate contro i difensori di Silvio Berlusconi: “E’ incredibile constatare come le uniche voci coraggiose e di dissenso nel Pdl siano quelle di Pisanu e Pecorella mentre i nostri ‘ex camerati duri e puri’, a iniziare dai giovani di Atreju sono delle pecorelle mansuete, allineate e coperte. E gli altri duri e puri della Lega, tutti zitti”.
Granata insiste: “i soldi a Tarantini, Mora, Fede, Lavitola e compagnia bella e i giri di prostituzione e corruzione sono un oltraggio alla povertà e alla dignità degli italiani”.
E aggiunge che “Berlusconi e questo centrodestra stanno distruggendo l’Italia e la sua immagine ed è per questo che la destra repubblicana e legalitaria di Fli non può che lavorare per mandare all’opposizione dovunque il centrodestra decadente e corrotto che pretende di continuare a governare l’Italia”. Granata, l’ultimo bolscevico?
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Sulla tenuta del gruppo di Fli: “Chi ha passato le colonne d’Ercole della fiducia non torna indietro”
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Il messaggio lanciato da Berlusconi nella direzione del Pdl a Fini è stato respinto e rispedito al mittente. A stretto giro di posta e a brutto muso.
Alla proposta dell’ennesimo “ patto di legislatura” condita con arroganza e minacce del premier, i finiani hanno risposta “picche”, con inequivocabile chiarezza.
“Discorso deludente, scontato e fuori tempo massimo: noi stiamo già costruendo l’alternativa per l’Italia. Da Perugia partirà una pagina nuova della politica italiana”.
Firmato Fabio Granata, controfirmato da Italo Bocchino, dettato da Gianfranco Fini. Una ciliegia tira l’altra. Amare come la cicuta. Dure come pietre. Per Berlusconi.
Berlusconi suda e sbuffa a Roma, Fini invece si gode ancora il mare di Ansedonia. Sta in spiaggia e fa castelli di sabbia da vendere poi a società off-shore con sede alle Bahamas. Va in giro con il gommone e si diverte tanto. Ma prima o poi dovrà tornare e chiarire gli aspetti oscuri della casa a Montecarlo. L’estate al mare non dura in eterno. Motosbafo
Un ladro beffa la sorveglianza ed entra in una delle residenze prese in affitto dal premier e dai suoi. Un po’ come il Cav stesso che da anni beffa le opposizioni e continua a vincere le elezioni a suon di promesse. Turlupin III
Mentre Marina Berlusconi sfoggia un topless ad aria compressa, il suo impero editoriale è nella bufera per la leggina ad hoc che le consente di chiudere con due lire un lungo e pesante contenzioso con il Fisco. Immonda-dori
Fabio Granata è il più odiato dei finiani. Molti avversari lo considerano un pasdaran e perfino qualche finiano moderato non lo vede di buon occhio. Lui se ne frega e addirittura cura un suo blog sulle pagine web del Fatto Quotidiano. Per il Cav quello è il giornale di Satana ed è inconcepibile che uno della maggioranza (ancora per quanto?) ci metta la sua faccia sopra. Meglio mostrarsi sotto i titoli di ‘Chi’, organo di famiglia che sa esaltare anche il cerone del grande capo. Rifatto quotidiano
I berluscones odiano il suo ricciolo unto e ribelle, ma all’opposizione sta molto simpatico: tanti elettori dipietristi addirittura lo voterebbero e persino la piacevolissima Binetti lo ha invitato a entrare nell’Udc. Il casino che ha combinato, insomma, gli sta regalando un gran ritorno di immagine. E’ (Gra)nata una stella
Dopo la perla che partorì sul caso Cucchi (“morto perché drogato”), ecco un’altra uscita vergognosa del sottosegretario Giovanardi: “Caos e disorganizzazione? No, la tragedia del raduno tedesco ‘Love Parade’ è stata causata dalla droga”. Se ogni volta che spara una fesseria piovesse per cinque minuti, avremmo bisogno dell’Arca di Noè. Lui (s)balla da solo
Governo e maggioranza disturbati dalla linea editoriale di RaiNews24. Il sottosegretario Paolo Romani, in attesa di diventare ministro dello Sviluppo economico con responsabilità dirette sulla tv di Stato (come il lupo che diventa ministro per la gestione del gregge), non ha mai nascosto il desiderio di ‘normalizzare’ il canale specializzato in notizie. Canale che negli ultimi giorni ha molto battuto sul tema legalità e sulla trattativa mafia-Stato, argomento tabù per il Cav. CianciMineo
E’ riuscito a trovare un’auto blu anche dove non esiste: ossia all’Accademia della Crusca. La plateale smentita lascia intendere la superficialità con la quale il ministro Renato Brunetta ha condotto la sua santa indagine inquisitoria sulle vetture del privilegio nella P.a. Ma la cosa che fa quasi tenerezza è la ricerca frenetica di visibilità da parte di un uomo che, dopo i primi fuochi, è praticamente sparito dalla scena. Un po’ come è capitato a tutti i nemici di Tremonti. Sde-Renato
Nel Pdl ormai è guerra aperta sulla questione morale. Il clima rovente, però, non conviene a nessuno e gli stessi finiani dovrebbero cercare di raffreddare gli animi. Fabio granita
Intanto ancora ci si interroga sui motivi del grande successo della campagna contro la privatizzazione dei servizi idrici: un numero di firme mai visto per un quesito referendario. La ragione del trionfo in realtà è semplice: l’iniziativa non ha avuto l’appoggio esplicito del Pd. H2Ottusi
Lo aveva chiesto a Putin e adesso il Cav ha invitato anche il presidente Medvedev: “Vieni a dare una lezione alla mia Università del Pensiero liberale”. Ma i ‘capoccia’ russi che parlano agli studenti di liberalismo sono come Hannibal Lecter che insegna a cucinare le melanzane. O come Alvaro Vitali che spiega gli effetti speciali di ‘Kill Bill’. Duma Thurman
In ogni caso, lo stretto rapporto tra il presidente del Consiglio e gli zar di Mosca piace sempre meno agli Stati Uniti. Tartine al Cav-iale
Bersani cerca di non perdere i pezzi (rutelliani) e si trova alle prese con la solita discussione su (e con) Di Pietro. Gli elettori del Pd invece chiedono di fare opposizione al governo nel merito. Ci sono temi delicati, come l’acqua privata, che necessitano di maggiori energie. Occhio ai ruBinetti
Cosentino al Tg3: “Veramente quelli che, nella maggioranza, vogliono le mie dimissioni sono un pò pochini“. Pochini?!?!? Italo Pochino
I fedelissimi di Fini sono comunque protagonisti di un ‘movimentismo’ quotidiano molto mediatico e brillante. Alcuni di loro sembravano poco più che peones e invece si stanno dimostrando cavalli di razza. E’ (Gra)nata una stella
Torna, torna…sta casa aspiett’a'tte! Il destino di Cesare Battisti ora è appeso alle determinazioni del presidente brasiliano. Ma pare che ci siano poche chance di farla franca per l’ex terrorista italiano. Chiari di Lula