Tutti gli articoli con tag fabrizio cicchitto

Ore 12 - Chi era Bettino Craxi? Nè eroe, nè mariuolo

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroE’ rissa, rissa fra “nani”, per la dedica di una via di Milano a Bettino Craxi. Che fu un capo, un capo sconfitto ma non piegato, capace di fare tutto da solo, la propria fortuna e la propria rovina.

Figlioccio politico di Pietro Nenni, il leader storico del socialismo italiano, Bettino cambiò corpo e anima del vecchio PSI, innalzandolo prima sugli altari del potere e poi facendolo sprofondare nella polvere più ignominiosa.

Cocciuto autonomista, riformista con i piedi per terra, innovatore illuminato, europeista e atlantico senza riserve, ma senza calare le brache davanti all’arroganza USA, fu soprattutto anticomunista totale, disprezzando il burocratico rigore di Berlinguer, ossessionato da un possibile avvicinamento fra PCI e DC, il più scettico sul tentativo di rinnovamento dei comunisti italiani smontandone addirittura l’impalcatura teorica tanto da contrapporre l’eretico sconosciuto Proudon al santificato Carlo Marx.

In tal senso resta memorabile, una vera e propria bomba dagli effetti dirompenti nella sinistra, il documento manifesto scritto da Craxi nel 1978 e pubblicato da L’Espresso che diede il via al nuovo corso socialista.

Fu leader orgoglioso, suscitatore di venerazione e odio da vivo e mai lasciato in pace, da morto. A dieci anni dalla sua scomparsa nella terra tunisina di Hammamet dove si era rifugiato per sfuggire alla morsa politico-giudiziaria di tangentopoli, c’è ancora oggi chi sfoggia ipocrisia o cinismo per appropriasi delle spoglie di un personaggio che ai vecchi amici proconsoli del sottogoverno concesse all’epoca poteri e prebende e ai nuovi amici, in particolare gli ex PCI, per decenni suoi implacabili accusatori, concede ancora la possibilità di fare mea culpa e di rientrare nella storia.

Quanti accostamenti e quante analogie evoca Craxi! Paragonato persino, lui tessitore di beghe correntizie contro i Manca, Signorile, De Michelis, allo Stalin delle trappole assassine contro Trotzkij, Kamenev, Bucharin, i padri, sotto l’egida di Lenin, della Rivoluzione d’ottobre .

Non furono costretti a bare la cicuta e non videro il gulag De Martino, Riccardo Lombardi, Giacomo Mancini, Antonio Giolitti ma l’uno dopo l’altro caddero sotto la scure impietosa di Bettino ed ebbero le carriere stroncate, liquidando l’identità storica socialista. Della vecchia guardia , solo Pertini si salvò, salito sul Colle nonostante Craxi, grazie al Pci che lo propose

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Il Giornale, Sallusti, Cicchitto: i veri mandanti dell'odio?

pubblicato da V. in: Il fatto della settimana

cicchitto p2 falchi pdlQualunque cittadino italiano, non credo non possa constatare come i famosi “toni” di cui si chiedeva l’abbassamento, non si siano affatto abbassati. Non si sono abbassati grazie all’intervento di Fabrizio Cicchitto, che ha sostenuto come mandanti (!) dell’aggressione a Silvio Berlusconi in piazza del Duomo, gruppi editoriali - Repubblica l’Espresso - quotidiani - Il Fatto - persone - Marco Travaglio e Santoro col suo Annozero.

Un’accusa priva di una qualunque logicità, che non tiene, quando uno psicolabile attenta a un Primo Ministro: ma sono il linguaggio e le forma del discorso portati in politica da Silvio Berlusconi, ad avere ridotto a questo livello il dibattito politico. L’aggressione, la propaganda dell’odio - che è quella di Cicchitto, di Sallusti, de Il Giornale, non quella di chi fa il suo mestiere e scrive - non si può rispondere mai adeguatamente. Si perde sempre, a ribattere alla propaganda di chi ha una potenza di fuoco come quella di Berlusconi.

Verrai sempre sommerso da 3 - Mediaset - più 2 - RaiUno e RaiDue canali di propaganda. Con quelli “il popolo” che Berlusconi vanta come legittimante a ogni nefandezza, si forma un’opinione. Loro, sono e saranno semplicemente di più. Lui sì, SB, che può contare su gruppi editoriali dedicati alla sistematica demolizione, o ancora meglio, al sistematico ignorare delle voci contro. E’ il caso dei “contenti” per l’aggressione di domenica di cui vi dicevo ieri. Non hanno trovato rappresentanza sulla carta stampata o in tv?

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Stasera a Ballarò lotta politica e antiberlusconismo. Ospiti Enrico Letta, Cicchitto e Cofferati

pubblicato da Luca Landoni in: Stasera in TV

Stasera a Ballarò si torna a discutere di antiberlusconismo e lotta politica. Giovanni Floris si domanderà “quale prezzo paga il Paese a causa di questo scontro senza esclusione di colpi?”

Ospiti della trasmissione saranno il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, Enrico Letta e Giuseppe Civati del PD, Sergio Cofferati, Alberto Asor Rosa, il direttore del Tempo Roberto Arditti.

La puntata del settimanale d’informazione di Rai3 sarà aperta secondo consuetudine dalla copertina di Maurizio Crozza.

Come sempre questo spazio sarà a disposizione per i commenti alla trasmissione. Appuntamento su Rai3 alle 21.05

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L’Espresso: indagato Fabrizio Cicchitto

pubblicato da giovanni molaschi in: Popolo delle Libertà PDL


Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Popolo della Libertà alla Camera, avrebbe condiviso con il collega Sabatino Aracu una serie di tangenti provenienti da aspiranti politici o da strutture sanitarie abruzzesi.

La denuncia, raccolta dall’Espresso, sarebbe stata avanzata dall’ex moglie dello stesso Aracu all’indomani della separazione. La donna, secondo quanto riportato dallo stesso settimanale, si sarebbe messa in contatto con il procuratore di Pescara Nicola Trifuggi per mettere in atto la propria vendetta a causa della quale Fabrizio Cicchitto sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati.

Qualora le sue teorie risultassero infondate, ed è possibile sicché come riportato dallo stesso settimanale alle dichiarazioni non sono seguite delle prove, l’immagine dell’ex marito sarebbe comunque stata infangata. Davanti al linciaggio mediatico il leader politico abruzzese non avrebbe alcuna speranza di affermarsi anche a livello nazionale.

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Bossi & Fini: assist. Voto + 8. Il leader della Lega appoggia il presidente della Camera sulle riforme: “Quelle di Fini sono parole sagge”. Il Senatur concorda con Fini, secondo cui occorre fare le riforme entro la legislatura ma in maniera condivisa. Cioè l’opposto di ciò che vuole il premier.

Gasparri & Cicchitto: fuori gioco. Voto – 8. I capigruppo di Senato e Camera del Pdl Gasparri e Cicchitto sono certi che “questa sarà la legislatura delle riforme, a cominciare dalla riduzione del numero dei parlamentari, ai poteri al premier”. A quando il vino dai rubinetti? Sparate elettorali.

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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

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Silvio Berlusconi al Quirinale? Veto di Walter Veltroni: “Il Cavaliere se lo tolga dalla testa”. Antonio Di Pietro: “Alleanza con il Pd contro il sistema piduista del Cavaliere”. Massimo D’Alema: “Il Premier è solo un prepotente, vuole il potere assoluto”. Silvio Berlusconi: “Sono solo calunniatori, hanno perso la testa”.

Il nostro commento
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Siamo agli insulti incrociati. Sulla tolda del Titanic. Veltroni è un cattivo profeta: fin’ora non ne ha mai azzeccata una! Una cosa è certa: Silvio Berlusconi è, nel bene e nel male, lo stesso dell’aprile 2008. Walter Veltroni è diventato completamente un’ altra persona. Berlusconi forse culla mire “autoritarie”. Veltroni non ha alcuna coerenza e quindi non è credibile. Con Veltroni a capo dell’opposizione, il Pd difficilmente andrà al governo ma Berlusconi potrebbe anche salire al Colle. Non ci rimane che gridare: forza Napolitano!

Fabrizio Cicchitto: “E’ Veltroni ad attentare alla Costituzione. Il Parlamento è sovrano e deciderà, come sempre, chi siederà in futuro sullo scranno del Quirinale. Ogni cittadino ne ha diritto. Perché no Berlusconi?”

Walter Veltroni: “Berlusconi se lo tolga dalla testa, al Quirinale non ci andrà mai! Lui non è in grado di garantire unità ma solo divisione. Il suo è un disegno scellerato e autoritario. Gli italiani glielo impediranno”.

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Ore 12 - Berlusconi e Bossi indossano l'elmetto

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroIeri a Palazzo Grazioli Silvio Berlusconi ha riunito il ministro leghista Calderoli, il reggente di An La Russa e il coordinatore di Forza Italia Verdini per discutere delle prossime elezioni del 6 e 7 giugno e addirittura delle regionali del 2010.

Il Premier vuole a tutti i costi evitare che la Lega Nord si presenti da sola alle amministrative.

Il Carroccio ha il vento in poppa mentre il Pdl annaspa. I sondaggi parlano chiaro.

Il ministro più amato? Il leghista Roberto Maroni. Il sindaco più popolare d’Italia? Il leghista Flavio Tosi. Il presidente di provincia più efficiente? Il leghista Fiorello Provera. Fortuna che il partito di Bossi non ha nessun governatore di regione …

Nel Pdl cresce il malessere verso gli scomodi compagni di viaggio.

Il Senatur minaccia (“Il Pdl sta scherzando col fuoco!”), sente aria di fronda e non esclude in Parlamento qualche tranello “amico” sui temi caldi della sicurezza e poi del federalismo fiscale.

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Ore 12 - Nel Pdl conta e canta solo la "voce del padrone"

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroMentre nel Pd si attende la riunione della Direzione del 19 dicembre per una “conta” formale richiesta da Veltroni in modo da “stanare” gli avversari interni, nel Pdl, in vista della sua nascita formale, il confronto politico non decolla.

Questo perché a livello nazionale tutto ruota attorno a Berlusconi e alla sua leadership, indiscutibilmente trainante per le elezioni nazionali ed europee.

Mentre a livello territoriale l’unico interesse ad animare i “boss” locali riguarda la spartizione del potere, prestando più zelo a scannarsi reciprocamente che a cercare di battere le forze dello schieramento avversario o a rapportarsi con i problemi quotidiani della gente.

Non sono pochi, specie fra i “forzisti” a dire che non c’è dibattito sul nuovo partito perché, di fatto, il Pdl c’è già.

La lista unica presentata alle ultime e vittoriose elezioni politiche da Forza Italia, An e altri partitini cos’è stata se non la prefigurazione del nuovo soggetto politico lanciato dal Cavaliere con l’annuncio del “predellino”?

Questa sembra essere la posizione di chi ritiene superfluo un confronto interno serrato per definire strategia e forma partito.

Data la “caratura” del fondatore Silvio Berlusconi, non è facile pensare al Pdl come a un partito “tradizionale”.

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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

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Obama boom: il 75 % degli italiani avrebbe votato Barack Obama. Sei leghisti su dieci lo “votano”. Cicchitto: “Esercitazioni inutili. C’è gente che ha tempo da perdere”. Bersani: “Presto anche gli italiani voteranno per il cambiamento in Italia”.

Il nostro commento
E’ l’effetto Obama, bellezza! Barack fa man bassa nell’elettorato del Pd con l’87% dei votanti ma spopola anche nel Pdl e nella Lega. Lo dice un sondaggio realizzato dall’Istituto Ipso in esclusiva per Affaritaliani.it. E’ solo l’effetto mediatico dovuto al trionfo del leader del Partito democratico americano? No! Perché il sondaggio è stato effettuato martedì 4 novembre durante le votazioni americane e non dopo. E il 75% degli italiani dice che avrebbe votato Obama. Solo il 10% avrebbe votato John McCain. Italiani “pecoroni” o smaniosi di cambiare … l’America?

Renato Mannheimer: “La cosa interessante è che all’interno del Popolo delle Libertà e anche nella Lega la maggioranza dice che avrebbe scelto il senatore afro-americano, con percentuali pari al 58 e al 60 %..

Fabrizio Cicchitto: “Anche in Italia il tam tam che Obama “doveva vincere” ha prodotto i suoi effetti. Quali conseguenze per il governo e la sua maggioranza? Nessuna! Berlusconi e il governo hanno il vento in poppa e il favore degli italiani”.

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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

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Sondaggi: Pdl più Lega Nord-Mpa al 51%! Cala il Pd tra il 31 e il 31,5%. L’Idv al 5,5%. L’Udc al 4,5% e Rifondazione all’1.5%. Silvio Berlusconi: “Mi dispiace per Veltroni: finalmente superiamo il 50%! E il Pd fatica a resistere sulla linea del Piave del 30%”. Walter Veltroni: “Noi abbiamo altri dati, con i partiti di maggioranza in calo e il Pd in crescita”.

Il nostro commento
Qualcuno deve pur abbandonare lo show politico delle elezioni Usa e del trionfo di Obama e tornare alle nostre “miserie” nazionali. Renato Mannheimer (Ipso), nemmeno un mese fa, aveva registrato un calo di fiducia verso Berlusconi dal 5 al 15 per cento e un leggero recupero del Pd. Oggi il sondaggi Consortium diffuso in esclusiva da Affaritaliani.it ristabilisce le distanze. Anzi, Il PDl più Lega in fuga, oltre la fatidica soglia del 50% e il Pd in bilico sul 30%. E adesso Veltroni cerca di mettere il cappello anche sulla vittoria di Obama. Come se il nuovo presidente degli Stati Uniti fosse uno studente incazzato contro la Gelmini. Uolter resta un amerikano … de Roma.

Nicola Piepoli (Consortium): “Non tutti coloro che votano a sinistra sono favorevoli a Veltroni, mentre quasi tutti quelli del Centrodestra esprimono gradimento nei confronti di Berlusconi”.

Fabrizio Cicchitto: “La realtà è questa, i nostri avversari non ne vogliono prendere atto. La fiducia nel presidente del Consiglio è sopra il 50% mentre quella verso il segretario del Pd si ferma sul 33%. Il Pd soffia sul fuoco ma non raccoglie niente”.

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