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Intervista – polisblog incontra Nicola Biondo autore de “Il Patto”, tra Stato e Mafia

pubblicato da giovanni molaschi in: Intervista con...



L’affermazione, progressivamente, di youtube, e siti analoghi, ha creato un alibi pericoloso. Chi dovrebbe occuparsi dell’approfondimento ha smesso di farlo convinto che la contaminazione tra media e pubblico avrebbe ridotto tale necessità.

La settimana scorsa, ad esempio, ben pochi giornalisti hanno spiegato ai propri utenti la storia pubblica di Massimo Ciancimino. Chi è nato, ad esempio, negli anni novanta non è messo nelle condizioni di conoscere il proprio paese attraverso storie come queste.

Per questo motivo abbiamo deciso di incontrare il giornalista dell’Unità Nicola Biondo, autore insieme a Sigfrido Ranucci, de “Il Patto” che racconta appunto la relazione che c’è tra lo Stato e la Mafia.

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Intervista – polisblog incontra Stefano Andreoli

pubblicato da giovanni molaschi in: Intervista con...



Il progressivo passaggio dalla realtà al reality ha, di fatto, trasformato l’analisi dell’attualità. Quando, e negli ultimi mesi è capitato spesso, abbiamo creduto di essere davanti al fatto dell’anno ci siamo sempre ricreduti.

Di questo e molto altro abbiamo parlato con Stefano Andreoli che dal 2008 cura e seleziona le battute più pungenti per spinoza.it. Uno spazio virtuale che più di altri rappresenta una reale opportunità di ridere della politica senza fare necessariamente rissa.

È vero, come riportato da Wired, che la pagina facebook di Spinoza è stata sospesa? Ci racconti meglio cosa è successo?

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La "calma prima della tempesta". Se lo dice l'Economist ....

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il fatto della settimana

C’è un filo sottile, almeno nell’analisi politica, fra il “veggente” e il “menagramo”.

Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere. Dice il saggio.

Stavolta è l’autorevole settimanale inglese Economist (confermato dal Fondo Monetario Internazionale, dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro e dalle Nazioni Unite) a lanciare l’allarme.

Nel 2010, causa la crisi economica mondiale (oltre 60 milioni di disoccupati rispetto al 2008!), 78 Stati (su 166 monitorati) sono ad “alto rischio di rivolte popolari”.

Ammonisce Gianni Rossi su Aprile.online “Attenzione al malessere generalizzato, che potrebbe esprimersi fuori da qualsiasi schema e senza che le organizzazioni storiche del consenso (partiti, sindacati ecc.) potranno controllare e convogliare in dissenso democratico”.

Insomma, senza più partecipazione diretta, mediazioni, filtri e paletti, si rischia il caos con violenze e terrorismo, contraccolpi reazionari e addio democrazia!

In questo quadro potenzialmente “fosco”, il Governo italiano resta “ottimista” e si trastulla attorno a leggi censorie contro Internet (Facebook in primis), programmi tv, giornali e giornalisti “sgraditi”, accusati persino di essere incubatori del terrorismo.

Per l’Economist stiamo vivendo la “calma prima della tempesta”. Dentro la tempesta, l’Italia, si sa, è la zattera più a rischio.

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega in: Satira

Per fortuna sta bene e possiamo quasi scherzarci su. Ma domenica sera il Cav era una maschera di sangue. Aveva il volto davvero sfigurato. Se questo è un d-uomo

Certo che i souvenir riproducenti i monumenti italiani possono essere molto pericolosi. Il piccolo duomo ha rovinato il sorriso ottimista del premier, ma cosa sarebbe potuto accadere a Pisa? La torre pen-dente

Tartaglia era in difficoltà psichica e si curava da un decennio al Policlinico di Milano: lì, infatti, aveva conosciuto il ministro Calderoli. Matti da Lega-re

Gruppi che inneggiano all’aggressore. Gruppi fasulli che difendono il capo del governo. Siamo di fronte a un uso criminoso del social network? Scarfacebook

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Bersani porta il Pd in 1000 Piazze per l'alternativa

pubblicato da m.paganini in: Partito Democratico PD Pierluigi Bersani

Venerdì 11 e sabato 12 dicembre il Partito democratico torna in piazza per proporsi come alternativa. Dopo aver snobbato il No Berlusconi day con le solite motivazioni pretestuose quanto penose, Bersani ora si inventa le 1000 Piazze per l’alternativa, con l’obiettivo di tornare a occuparsi dei problemi di tutti e non di quelli del premier.

Un week end di mobilitazione, quello di dicembre, che stando agli annunci non resterà isolato, con inziative che continueranno durante il 2010, per delineare un programma alternativo di governo, insieme al popolo delle primarie. Sarà il modo per ricordare al governo, che si preoccupa solo dei problemi giudiziari di Berlusconi cosa davvero non va: il lavoro dove abbiamo registrato un milione di disoccupati in più, senza contare il livello di persone che non riescono a trovare un’occupazione, il più alto in Europa. E se le persone non hanno lavoro è evidente che a soffrire sono le imprese e i piccoli studi professionali. 50.000 quelli che rischiano di chiudere per sempre.O la sanità, dove a fronte dei risultati ottenuti dalle regioni di centrosinistra senza sacrificare i servizi per i cittadini il Governo ha messo zero euro in Finanziaria per la ristrutturazione e la costruzione di ospedali più moderni.

Senza mai dimenticare la necessità di polemizzare con i competitori più prossimi (energie sempre ben spese…), il lancio delle 1000 Piazze spiega che si tratta di “iniziative diverse dal No B. Day che serve solo a convincere chi è già convinto, senza portare nuovi consensi, occupandosi invece di tutti i problemi che riscontrano gli italiani”. Magari, già che si trovano nelle piazze e in mezzo al popolo, avranno anche modo di spiegare come mai le truppe parlamentari del Partito democratico si disperdono misteriosamente quando c’è da votare qualche atto davvero importante

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No Berlusconi Day: l'anacronistico niet del Partito Democratico

pubblicato da giulio in: Mediaticamente Partito Democratico PD


Il No Berlusconi Day del prossimo 5 dicembre si preannuncia fin da ora come uno degli eventi più degni di nota degli ultimi anni, almeno per quanto riguarda il rapporto tra politica e nuovi media: una manifestazione indetta “dal basso” su Facebook, che raggiunge in un mese quasi 300.000 aderenti potenziali e a cui ben 2 partiti decidono di aderire, non certo è cosa di tutti i giorni.

C’è chi però si è chiamato fuori: stiamo parlando ovviamente del Partito Democratico. Con motivazioni che spaziano dagli equilibrismi di Pierluigi Bersani (”non aderiremo però esprimiamo rispetto“), degni della peggior scuola delle Frattocchie, e candide dimostrazioni di anacronismo. Una su tutte quella di Anna Finocchiaro:

Il più grande partito di opposizione alle manifestazioni non aderisce, le organizza. Su piattaforme magari condivise ma pensate prima

Poche uscite di dirigenti del PD in questi ultimi anni hanno dimostrato meglio la drammatica arretratezza culturale della sua classe dirigente, prigioniera di una visione novecentesca del rapporto tra partiti, opinione pubblica e media.

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Uccidiamo Berlusconi. Il gruppo di Facebook rischia la chiusura per istigazione a delinquere

pubblicato da Luca Landoni in: Silvio Berlusconi


E così fu che Facebook assurse al rango di primo media del web. Così potremmo riassumere l’escalation di eventi che hanno portato la Procura di Roma ad aprire un’indagine sul più influente social network del web, con riferimento al gruppo Uccidiamo Berlusconi e ai suoi 14.000 membri.

In realtà i gruppi con questo nome sarebbero ben 3, ma uno solo conta un numero così elevato di aderenti. Inutile mettere un link, basta aprire FB e con una semplice ricerca le pagine si trovano facilmente. Semmai vorremmo cercare di capire senza alcun preconcetto come funzioni la pagina e che cosa vi si scriva veramente. Cominciamo col manifesto introduttivo (lunghissimo) che comincia così:

Silvio Berlusconi è stato oggetto di numerosi procedimenti penali, nessuno dei quali si è concluso con una sentenza definitiva di condanna. Alcuni di questi procedimenti sono stati archiviati in fase di indagine; a seguito di altri è stato instaurato un processo nel quale Berlusconi è stato assolto. In altri processi, infine, sono state pronunciate, in primo grado o in appello, sentenze di condanna per reati quali corruzione giudiziaria, finanziamento illecito a partiti e falso in bilancio.

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Diamole del tu: il Fan Club del ministro Mara Carfagna

pubblicato da m.paganini in: Popolo delle Libertà PDL Mara Carfagna


Mentre Rosy Bindi, dopo aver perduto la stima del Premier, deve accontentarsi di una pagina Fan Club su Facebook con soli 185 “amici”, il ministro Mara Carfagna (data in pole position per diventare la prossima presidente della Regione Campania), può vantare addirittura un sito internet creato dai suoi accaniti sostenitori del Popolo della libertà.

Il Fan club della Carfagna ha così piantato un’altra bandierina (azzurra) sul web, tenendo a battesimo Diamole del tu, sito agiografico di sostegno all’instancabile operato del ministro. Tra Il punto rosa, la gallery, le news, il blog e gli eventi, tutta l’attività della Carfagna viene incensata e proposta sotto la giusta luce. A proposito del suo ultimo libro, ad esempio, scopriamo che:

Mara sorprende ancora. Questa volta, il Ministro delle Pari Opportunità accorcia le distanze tra le istituzioni e la cittadinanza con il libro Mara Carfagna, un anno di governo. Non si tratta di un asettico resoconto del suo bilancio, né di un book auto celebrativo, nonostante la ricchezza di suggestive immagini che raccontano la presenza corposa e attenta della Ministra tra di noi, tra la sua gente. C’è qualcosa in più nel libricino blu di 65 pagine che parlano delle importanti conquiste per l’affermazione e la difesa dei diritti dei più deboli, delle donne e di noi tutti.

Il blog sembra tradire una partecipazione non proprio assidua dei piccoli fan del ministro, registrando zero post e 29 commenti in 4 mesi di vita.

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Polisblog Fan Page

pubblicato da Francesco in: Political Trackback

polisblog

Oltre al Gruppo Polisblog, da oggi è attiva su Facebook la Polisblog Fan Page. Come al solito l’iscrizione è gratuita e non presenta controindicazioni: provatela!

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Immagine di Berlusconi-joker: intervista a Vincenzo Cosenza

pubblicato da giulio in: Mediaticamente Silvio Berlusconi Intervista con...


Un’immagine raffigurante Berlusconi con le sembianze del Joker di Heath Ledger ha cominciato da qualche settimana a circolare sul web. L’abbiamo utilizzata anche noi di polisblog, in un post sul futuro dei media italiani, in uno speciale rassegna stampa estera e in una serie di commenti sullo scontro Berlusconi-UE.

L’immagine la trovate in coda al post, dopo il salto. Noi abbiamo intervistato il suo autore, Vincenzo Cosenza, che professionalmente si occupa di ricerca e comunicazione sui social media.

Puoi raccontare ai nostri lettori com’è nata l’idea di creare un’immagine di Berlusconi-Joker?

“L’idea nasce dallo studio della curiosa apparizione, sui muri di alcune città americane, di un poster di Barack Obama col volto dipinto in stile Joker e con la scritta “Socialism”. Dopo un po’ si è scoperto che l’immagine originale era stata scaricata dall’account Flickr di Firas Khateeb, uno studente ignaro dei manifesti, che a seguito del clamore mediatico, si è visto censurare l’immagine dal sito di condivisione fotografica”

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