Alzi la mano chi sa che ieri è stata la Giornata mondiale dell’alimentazione.
Certo, anche in Italia è la bufera delle borse a dominare la scena. Ma la crisi alimentare è un’altra grave, pesantissima emergenza nel mondo. E gli italiani non possono lavarsene le mani. Anche perché l’impennata del prezzo del pane e dei cereali, facendo aumentare il costo della vita, colpisce tutti.
Pochi mesi fa il mondo fu scosso dalla estensione e dalla impennata della crisi alimentare che causò quasi altri 100 milioni di nuovi affamati: ci furono rivolte di massa in molti paesi e anche l’occidente fu coinvolto con un aumento indiscriminato dei prezzi.
Il vertice straordinario della Fao tenutosi a Roma a giugno 2007 è stato il solito festival delle promesse non mantenute. Dei 22 miliardi di dollari (comunque una goccia nel mare!) promessi dai cosiddetti Paesi ricchi, ne sono stati elargiti appena due. Una presa in giro.
Può far piacere o, all’opposto, dare fastidio: ma l’unico a lanciare un monito chiaro è il Papa: “Basta con le speculazioni sfrenate e basta agli egoismi di stato. I mezzi e le risorse di cui il mondo dispone al giorno d’oggi sono in grado di fornire cibo sufficiente per soddisfare le crescenti necessità di tutti”. Parole come macigni. Però parole al vento.
Continua a leggere: Ore 12 - Di crisi in crisi: dalla bufera finanziaria al dramma della fame
Obama: storico. Voto + 10. E’ trionfo per Barack Obama che annuncia di essere il candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti. Ha vinto le Primarie, raggiunto la soglia dei 2118 delegati democratici e quindi la garanzia della nomination al congresso democratico. Figlio di un immigrato del Kenya e di una madre bianca del Kankas, il 46enne senatore è il primo afro-americano a correre per diventare presidente. Hillary Clinton forse vice-presidente. Gli Usa forse girano davvero pagina.
Ahmadinejad: mina vagante. Voto – 10. Le aberranti esternazioni del caporione iraniano hanno avuto una dura risposta dai leader convenuti a Roma per il vertice Fao. Ma il “Vade retro, Mahmud” lo ha gridato una grande manifestazione nella Piazza del Campidoglio e a Piazza di Spagna. Una protesta super partes, con in testa il sindaco Alemanno e politici e cittadini di ogni colore. “Go home. Ahmadinejad!”, “Free Iran!”. Ma quanti Ahmadinejd e quanti tiranni ancora nel mondo?

“Free Iran” è il titolo della manifestazione che prenderà il via a breve a Roma. Organizzato dal quotidiano arancione “Il Riformista”, il meeting del Campidoglio, raccoglierà tutti coloro che hanno condiviso l’appello lanciato dal giornale di Antonio Polito in occasione della visita a Roma del presidente iraniano Ahmadinejad.
“Negatore della Shoah, e istigatore alla distruzione dello stato d’Israele, Ahmadinejad - spiegano dal Riformista - ha molte colpe anche nei confronti del suo stesso popolo: repressione del dissenso, discriminazione sessuale, carcere e pena di morte, fanno dell’Iran uno dei paesi dove più gravemente i diritti fondamentali dell’uomo sono calpestati”.
L’obiettivo è far sentire (attraverso una veglia e una maratona oratoria “in nome della libertà e del rispetto dei diritti umani”) che “Roma e l’Italia disprezzano i tiranni”.
Tra i firmatari dell’appello spiccano i nomi di Gianni Alemanno, Andrea Ronchi, Francesco Rutelli, Piero Fassino e Franco Frattini.
Continua a leggere: 'Free Iran': al Campidoglio contro il 'dittatore persiano' Ahmadinejad
Leggi e commenta la Top News.
Vertice mondiale della Fao a Roma sull’emergenza alimentare.183 Paesi presenti, 4.749 delegati, 400 giornalisti. Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad attacca l’Onu e Israele. Nella capitale corteo degli ebrei contro l’Iran. Le autorità italiane rifiutano l’incontro con il presidente iraniano che dice: “L’Onu è in mano a paesi che pensano solo ai loro interessi. La svalutazione del dollaro mette i rapporti economici del mondo sull’orlo della distruzione. Israele deve essere cancellato, Ai popoli piacciono le mie idee”. Il presidente della Camera Fini annulla l’incontro programmato con l’ambasciatore iraniano.
Il nostro commento. Ha fatto bene il governo italiano e ha fatto bene Fini a dimostrare una netta chiusura nei confronti del “dittatore” iraniano. Ahmadinejad dalla tribuna romana spara a destra e a manca. Per fortuna sono solo parole. Per ora. Ma le sue minacce pesano e sono gravissime, specie quelle contro l’esistenza stessa dello stato di Israele. L’Italia e l’Europa devono essere inflessibili contro le vergognose e inaccettabili provocazioni del leader iraniano. Sull’emergenza fame: in Europa ci sono 74 milioni di potenziali affamati. Polisblog ha già scritto che “quando il pane ha il prezzo dell’oro e sul mercato si bilancia al petrolio, vuol dire che si sta precipitando nel baratro”. L’Onu ha le casse vuote. Oltre 100 milioni di persone rischiano di morire di fame. Bisogna dire con più chiarezza che questa crisi è il risultato di politiche sbagliate di cui non si è voluto prevedere le cause. Sono cause dovute all’uomo, quindi in gran parte risolvibili. C’è molta ipocrisia e poca volontà politica. Si è seguito, quando va bene, la facile via dell’elemosina che lascia le cose come stanno e mette a tacere la coscienza. Sarà la conferenza della svolta?
Giorgio Napolitano: “C’è una crisi drammatica. Il mercato da solo non basta. Modificare le distorsioni della globalizzazione. L’Onu resta strumento fondamentale”.
Silvio Berlusconi: “ Basta con le parole. E’ il momento di agire. L’Italia sarà in prima linea contro la fame nel mondo. L’Europa rinunci ai vincoli sui bilanci”.
Continua a leggere: Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

Siavush Randjbar-Daemi oltre ad essere l’iranologo de Il Messaggero è anche uno dei pochi validi esperti italiani di questioni mediorientali. Tra qualche mese esce la sua ultima fatica edita da ‘Sperling&Kupfer’. Titolo provvisorio: “L’eredità dell’Imam”. Ovvero: “Strategia rivoluzionaria degli sciiti da Mussa Sadr a Ahmadinejad”.
PolisBlog lo ha incontrato in occasione della visita del presidente iraniano a Roma.
Domani Ahmadinejad parteciperà al vertice FAO sulla sicurezza alimentare. Quali sono le aspettative?
“Dal lato iraniano direi che sono pochine dato che Ahamadinejad partirà domani mattina da Teheran sapendo che non ci saranno incontri bilaterali con i leader occidentali; il papa alla fine non lo ha voluto ricevere … sembra invece molto probabile che possa incontrare i suoi alleati di sempre come il presidente zimbabweiano Mugabe (che sta giungendo anch’egli a sorpresa al vertice della Fao) oppure, puntare un po’ più in alto e avere una stretta di mano con Lula. Insomma, se da un lato cercherà di rafforzare la sua posizione terzomondista dall’altro, tenterà di rintuzzare il mancato contatto con i politici occidentali incontrando gli imprenditori italiani che decideranno di partecipare al meeting promosso per domani sera dall’ambasciata iraniana a Roma. Nel complesso, tuttavia, sarà necessario attendere il suo ritorno a Teheran per vedere che linea seguirà”.
Intanto ieri ha scritto a Berlusconi …
“Si, una lettera di auguri indirizzata al premier e al presidente Napolitano in occasione della festa della Repubblica …”