Nel giorno del compleanno del Cavaliere vogliamo girare la medaglia e farci qualche domanda che l’opposizione e la sinistra non si pongono neppure dopo oltre 15 anni.
Questione numero uno: chi è davvero Silvio Berlusconi, cos’è il berlusconismo?
L’evoluzione italiana della crisi del capitalismo? La vittoria dell’irrazionale? Una malattia passeggera? Un grande liberale, Giustino Fortunato, in polemica con l’ottimismo di Benedette Croce diceva che “il fascismo non era venuto dal cielo, viene fuori dalla storia d’Italia”.
Questione numero due: perché Berlusconi vince e la sinistra perde?
Semplicemente perché il Cav domina i media o soprattutto per la non credibilità della sinistra e la mancanza di una alternativa di governo?
Terza questione. Contro Berlusconi sì, ma per che cosa?
Ritornare alla prima repubblica, ritornare al governo dell’Ulivo?
Quarta questione. Strategia e tattica.
Come lottare contro Berlusconi, con l’”irruenza” mediatica dei Santoro, Travaglio, con il “giustizialismo” di Di Pietro, con il “né carne né pesce” del Pd?
Mille di questi giorni, Cavaliere! Speriamo di no.
Comunque, auguri. Agli italiani.

Era un pò che non si facevano vedere quelli delle ronde nere, capeggiati dal Caporale Gaetano Saya. Se ricordate, vi avevamo mostrato come i nerorondisti si fossero ispirati nel loro programma a quello ben più noto del Partito Nazionalsocialista - ma tranquilli, sono tornati.
Dopo aver dato spettacolo in una conferenza stampa e aver tentato - invano - una marcia su Milano gli aspiranti neosquadristi con tanto di divisa (emulazionistico-fallita) ci provano con Roma, dove sotto l’occhio un pò distratto delle telecamere si esibiscono in un vero e proprio show. Quasi da cabaret.
Guidati da un Saya (nella foto) in versione ‘front man’ con tanto di sigaro alla Al Kapò, le guardie nere della Guardia Nazionale Italiana passeggiano impassibili per le strade di Roma, fanno il saluto quasi romano e si concedono a flash e interviste. Ma non sottovalutate il loro comandante, Saya.
Continua a leggere: Dopo Milano, le ronde nere di Saya sbarcano a Roma
Gli italiani, si sa, sono anche un popolo di scommettitori. E’ un modo per partecipare agli eventi.
In queste ore la scommessa è una sola: quanto dura?
Oramai solo “quattro gatti” ritengono che Silvio Berlusconi ce la faccia a venir fuori da quest’ultima bufera. I più sono convinti che la bufera si trasformerà presto in un vero e proprio tsunami che travolgerà il premier, costringendolo ad alzare le mani in segno di resa.
In queste ultime ore il viso del Cavaliere dice molto di più delle sue parole: è la maschera di un uomo oramai isolato, distrutto, che sa di aver imboccato il tunnel che lo porterà al capolinea della sua vicenda politica.
Una vicenda politica unica, irripetibile, straordinaria nei suoi (pochi) sprazzi positivi e nelle sue (molte) debolezze.
Il miracolo è stato solo promesso. E’ stato sempre annunciato ma nessuno l’ha mai potuto vedere e toccare con mano.
La verità è una sola: il “berlusconismo” è fallito, l’Italia sta peggio di prima. Tutto il resto è “fiction”, aria fritta, un castello di sabbia, un mix di demagogia e populismo che lascerà il segno negativo per anni. Peggio del debito pubblico.
Dov’è l’alternativa? Non c’è. Anche questo è frutto della mala pianta berlusconiana.
Anche durante il fascismo, le anime belle dicevano che mancava l’alternativa, come non sapessero chi l’avesse decapitata e perché. Poi si sa come andò a finire.
Stavolta l’epilogo sarà meno tragico.
E, dopo l’agonia che porterà alla svolta, di Berlusconi si ricorderanno le barzellette. E rideranno tutti. Scuotendo il capo.
Gli adulatori di oggi saranno gli accusatori di domani.

Vi ricordate le camicie nere in arrivo per le strade di Milano, e non per carnevale? Bene, mentre i magistrati indagano anche per il reato di ricostituzione del partito fascista, è curiosamente sparito dal sito della Guardia Nazionale il programma ispiratore delle ‘ronde nere’.
Sarà, ma Peacereporter aveva previsto tutto e salvato il programma prima della sua “scomparsa”. Risultato, paragonando il programma del Partito Nazionalista Italiano, quello delle Ronde nere, con quello della NSDAP, il partito nazional socialista di Adolf Hitler, le differenze sono minime.
Non avrà per caso il Nuovo MSI di Gaetano Saya fatto un veloce copia e incolla da qualche sito nostalgico del nazionalsocialismo? Mi sa proprio di si…
Immagine|Peacereporter
Mentre l’Italia ha a che fare con gli scandali spazzatura, in America Obama si occupa dei titoli spazzatura. Il suo obiettivo è riformare la finanza, eliminandone i vizi e ridandole nuove virtù. Fed, speranza e carità
Prima i Letizia, poi Patrizia. Adesso cosa farà il Pd rispetto a questo nuovo filone scandalistico? Il SegreDario cavalcherà o farà finta di niente. D’adDario
Ormai i redattori di Novella 2000 ed Eva 3000 non sanno più che pesci prendere. I grandi quotidiani italiani li stanno surclassando sul fronte del gossip piccante. Re-pubica e Corriere della Sega
Il ministro “autoreggente” Brambilla si difende a fatica da chi la accusa di essersi prodotta in un saluto romano. Lei scavalla le gambe e tenta di arrampicarsi sugli specchi: “Non ho nulla a che fare con il fascismo“. Eppure… A’ccà nisciuno è fez
Come segnalato anche dai colleghi di 02, arriva a Milano una versione quanto mai inquietante della “sicurezza fai da te”, le ronde nere. Di chiara ispirazione neofascista, indossano il tipico abbigliamento da balilla: aquila imperiale romana, elmetto, anfibi neri, guanti di pelle, una grossa torcia elettrica di metallo nero e una fascia nera con la “ruota solare”, che ricorda tanto il partito nazionalsocialista.
Così palese la somiglianza squadrista che è stato inevitabile per la procura di Milano aprire un’indagine; si è scandalizzato persino l’estremo centro, ovvero l’Udc, che senza di giri di parole ha riferito:”"Il governo intervenga subito per vietare le ronde nere di militanti neofascisti pronti a farsi giustizia come fossimo nel ‘ventennio’.
Ma chi sono questi fantomatici volontari della Guardia Nazionale Italiana?
Continua a leggere: Milano, arrivano le camicie nere. Chi sorveglierà le ronde neofasciste?
Silvio Berlusconi: cantastorie. Voto – 8 Il premier si sfoga e ironizza nel salotto di Vespa: “Meno male che Dario c’è –dice parafrasando l’inno scritto per lui – un Franceschini al giorno leva il partito democratico di torno”. Voli … radenti. Statisti si nasce.
Antonio Di Pietro: catastrofista. Voto – 8 Il leader dell’Idv a pallettoni: “Sabato e domenica si decide tra la dittatura e la democrazia. E’ l’ occasione, e potrebbe essere l’ultima, per strappare al corruttore e prescritto Berlusconi, la maschera del clown”. Sfascismo.

Gli argomenti più associati alla parola “Italia” sulle pagine della stampa straniera questa settimana sono stati le politiche dell’immigrazione e la xenofobia. Causa scatenante, il discusso respingimento di imbarcazioni cariche di migranti provenienti dalla Libia e l’approvazione del pacchetto sicurezza firmato Lega Nord. Molto attenta come sempre la stampa francese: Le Figaro ad esempio ha dato voce fin dall’inizio alle inquietudini dell’ONU (che hanno avuto eco perfino in India), riferendo poi dell’”indignazione” che l’espulsione ha suscitato in Italia (di indignazione ha parlato anche il cipriota Phileleftheros).
A proposito del pacchetto sicurezza, invece, il giornale del centro-destra francese ha titolato “Il Parlamento italiano criminalizza l’immigrazione clandestina”, mentre Le Monde ha parlato di un’Italia che “si dota di una politica di immigrazione decisamente di destra”. La ragione, secondo il quotidiano francese, sarebbe che “a un mese dalle elezioni europee, il capo del governo non vuole che la Lega Nord rimanga più a destra di lui”. In un altro articolo infatti il corrispondente Philippe Ridet nota che “ad un mese dalle elezioni, Berlusconi predilige il fronte sicurezza della sua maggioranza” e sottolinea i giochi politici interni alla destra italiana:
“La vittima di questa escalation a destra non è altro che il secondo dei principali alleati di Berlusconi: il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ex-presidente di Alleanza nazionale. Nel suo discorso durante il congresso per la fondazione del Popolo della Libertà, Fini aveva giustamente descritto l’Italia del futuro come un paese multietnico. Da allora, moltiplica le uscite “umaniste” per meglio sottolineare la sua differente opinione. Berlusconi aveva dato ragione a Fini ritirando la legge sulla sicurezza che obbligava i direttori scolastici a denunciare i bambini di immigrati irregolari. Questa volta, ha scelto di seguire Maroni e cavalcare l’onda xenofoba che attraversa l’Italia”
Continua a leggere: Rassegna della stampa estera: l'Italia, l'immigrazione e la xenofobia
Ma cosa vogliono questi francesi? Di che s’impicciano? Come si è permesso il sindaco di Parigi, Bertrand Delanoe, di sostenere che:
“Difficilmente riuscirò ad avere buoni rapporti anche con Gianni Alemanno che è stato accolto al Campidoglio con i saluti fascisti”
Mentre partiva la solita gazzarra di dichiarazioni, tra cui segnaliamo quella del “moderato” Fini (Delanoe avrebbe preso un abbaglio, ‘‘derivante da una cattiva informazione o peggio ancora da una strumentalizzazione politica”), è bene ricordare una cosa.
Continua a leggere: Berlusconi e il 25 Aprile, Alemanno e Delanoe. Qualche notizia in breve.

Meglio dire subito chiaro e tondo come la pensiamo: nessuna equiparazione di alcun tipo fra partigiani, deportati e militari e repubblichini di Salò!
Quindi la condanna e il rigetto nei confronti della proposta di Legge 1360 presentata dal Pdl relativa alla cosiddetta Istituzione dell’Ordine del Tricolore e all’adeguamento dei trattamenti pensionistici di guerra non possono che essere totali e inequivocabili.
Le radici della Costituzione repubblicana poggiano nei valori dell’antifascismo e della libertà e sono valori fuori discussione che non possono lasciare spazio a nessuna ambiguità di interpretazioni di parte o a subdoli e strumentali revisionismi.
La storia è stata scritta con il sangue degli italiani e le responsabilità sono del fascismo e del nazismo. Quella storia non si riscrive perché significherebbe sovvertire le radici stesse della Repubblica.
Non si può riconoscere, né per ragioni politiche e né per ragioni costituzionali, a chi ha contrastato lo stato sovrano schierandosi con la repubblica sociale, il titolo di combattente.
La stessa Cassazione è stata chiara: i repubblichini erano e restano “nemici” dell’Italia. Altra cosa è la pietà per i morti. Che non va mai negata.
Continua a leggere: Partigiani e "repubblichini": nessuna equiparazione!