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Tutti gli articoli con tag federalismo

Ore 12 - Il "Ghe pensi mi" salva il federalismo "de noantri". Il Senatur ricambia ...

pubblicato da Massimo Falcioni

altroFa già festa l’avanguardia dei leghisti, issando le bandiere dei “popoli del Nord”.

Bossi ha vinto ieri una tappa importante del Federalismo, in quella Camera di “Roma ladrona” dove il premier si associa ai bisboccianti del Carroccio infilandosi il fazzoletto verde. Sabato, a Bergamo sarà festa vera, di popolo, per osannare il Senatur, il Trota e la nomenclatura leghista che ha finalmente liberato la Padania dai lacci dell’italico stivalone bucato.

Bersani (piacentino) e Casini (bolognese) già alzano barricate.

Tuona il segretario del Pd: “Questo decreto è una patrimoniale per la piccola impresa che pagherà il doppio di Ici, se volete scambiare il guscio vuoto della riforma con il sostegno a Berlusconi per i suoi processi noi lo andremo a dire in tutti i posti. Ma non dite che lo fate per il federalismo, è una balla. Se volete reggere il moccolo al miliardario e mettere il Carroccio al servizio dell’Imperatore non trovate scuse”.

Rincara la dose il leader Udc: “Il federalismo fiscale non esiste, e’ solo uno spot della Lega, un pasticcio che crea confusione e danni, aumenta le tasse. E rischia di sfasciare il paese. Non possiamo fidarci della Lega, almeno finche’ non ci troveremo su alcune cose elementari, del tipo Roma non e’ Roma ladrona ma la nostra capitale, che il Po e’ un fiume e non un dio, che la Padania e’ non e’ uno stato ma una regione. E ‘non possiamo fidarci della lega se si rifiuta di festeggiare il 17 marzo per l’Unita’ d’Italia con al scusa della crisi e poi fara’ festa il 29 maggio per la battaglia di Legnano”.

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Umberto Bossi: padani. Voto 3. Passa alla Camera il Federalismo municipale “tascabile” con il premier commosso che mette il fazzoletto verde e i leghisti che sventolano in Aula le bandiere del Nord. Gongola il Senatur: “Un mattone in più, siamo quasi al tetto”. O in fondo al pozzo?

Lele Mora: italians. Voto 3. Il compagno di “merende” del Cav scenderà in politica “con un partito di destra, forse il Pdl”. Il mellifluo e sudaticcio viscidume umano si prepara le mutandone di latta per sfuggire alla giustizia come il suo magnate. Sì, siamo quasi al tetto del … ridicolo.

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Bossi il "furbetto" delle quote latte. Berlusconi il "furbetto" della ingiustizia fiscale

pubblicato da Massimo Falcioni

Umberto Bossi abbaia e … morde. E come morde! Portando acqua al mulino della Lega e prendendo per i fondelli gli italiani.

La storiaccia delle “quote latte” è davvero significativa del malgoverno imperante e del potere del Carroccio, un vero cappio su premier ed esecutivo costretti a dire sì al Senatur, sempre e su tutto, pena il ko della legislatura.

La Lega ha voluto inserire nel maxiemendamento appena approvato alla Camera la “proroga” del pagamento delle multe per i “quattro” allevatori che quasi 30 anni fa non rispettarono il regime europeo delle quote latte e che poi anno dopo anno si rifiutarono di mettersi in regola. L’entità del dovuto aumentò negli anni per esplodere nella metà degli anni novanta con le rumorose (e ben reclamizzate) manifestazioni dei Cobas del latte di Linate.

A buttare benzina sul fuoco, nel 1995, fu proprio il neonato partito di Umberto Bossi che, ancora oggi, si vanta di quella mobilitazione. Quelle proteste e quelle marce (quasi tutte fuorilegge) con gli allevatori sono state utili per i capi della Lega a comprendere come si crea e si alimenta il consenso. E come si fregano gli italiani. Altro che difesa della legalità!

La Lega, ieri come oggi, difende chi ha violato la legge e che, in questo caso, ha creato danni per oltre 4,4 miliardi euro al bilancio statale. Dov’è Roma ladrona!

E mentre alla Camera si approvava la cosiddetta Bossi-tax, peraltro finanziandola saccheggiando i soldi all’assistenza per i malati oncologici, la maggioranza ha bocciato la proposta di un deputato democratico, Marco Carra che chiedeva semplicemente di fare chiarezza su una vicenda così confusa e scongiurare ulteriori sanzioni comunitarie. Tant’è.

Avanti col federalismo. E avanti con la giustizia fiscale e sociale al contrario. Ultimo esempio. Ieri il presidente del Consiglio ha ricevuto le cedole delle sue aziende e le ha distribuite alla sua famiglia. Questo è legittimo, ma è legittima anche una domanda: perché quei soldi sono tassati al 12% e le retribuzioni degli italiani al 30%? Chi è ricco continua ad arricchirsi mentre chi è povero continua a impoverirsi. Ovvio.

Ore 12 - Lega, 17 marzo tutti a lavorare! Solo demagogia?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroSe c’è un valore che, pur traballante, ancora resiste in questa comatosa seconda Repubblica, è l’unità d’Italia.

Fa davvero pena, con il Governo assente da mesi (o da sempre?), incapace di gestire la durissima crisi economica, assistere alle piroette polemiche sulla festa del 17 marzo: la meschinità, la miseria morale, culturale, civile e politica toccano le vette più alte. Sul teatrino del solito polverone della bassa politica Made in Italy, su tutti svetta la Lega.

Il partito di Bossi dimentica sempre che il federalismo presuppone un forte senso dello stato, come succede ad esempio con i Bavaresi che si sentono prima di tutto tedeschi. Il partitone padano non si smentisce mai e coglie la palla al volo. Pur di non riconoscere l’Italia unita, il Carroccio boicotta il 17 marzo.

A preoccupare non è lo stallo del Governo o il caos legato ai … “movimenti” del premier. Pare proprio che non lavorare un giorno porti allo sfacelo l’economia.

Il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, è contrario alla chiusura degli uffici. “In un periodo di crisi come l’attuale - chiosa Calderoli - appare paradossale caricarsi dei costi di una giornata festiva, un evento quale il 150esimo dell’Unità d’Italia può essere celebrato degnamente lavorando e non restando a casa”.

Le parole di Calderoli fanno eco a quelle, economiciste, del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ieri ha ribadito la sua contrarietà alla chiusura dei luoghi di lavoro.

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Il federalismo della Lega Nord è scaduto?

pubblicato da Giovanni Molaschi


La Lega Nord dovrebbe cambiare le proprie priorità. Oggi non ha molto senso battersi per il federalismo. In Italia sempre più amministratori hanno deciso di pensare ai propri cittadini senza interpellare Roma.

Enrico Rossi (Pd), presidente della regione Toscana, ha deciso di avvalersi della collaborazione di monsignor Giuseppe Betori, presidente della Conferenza Episcopale Toscana, per aiutare gli anziani della sua regione. Queste persone saranno seguite dai preti. Il loro lavoro costerà alla Regione 250mila euro all’anno.

L’assistenza domiciliare non è l’unico settore che oggi in Italia non è più gestito dallo Stato. A Torino le ambulanze che lavorano per l’ospedale Molinette saranno gestite da una società privata.

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Bossi, "cane" da pagliaio, abbaia ma non morde

pubblicato da Massimo Falcioni

Questa storia del federalismo, come tante altre in Italia, è cominciata male e rischia di finire peggio. Bene che vada, sarà l’ennesima “riformicchia” all’italiana: un inutile pastrocchio, zavorra per il mangia mangia.

Adesso c’è addirittura chi se la prende con Napolitano, reo di aver fatto … rispettare la legge. Il capo dello Stato ha esercitato magnificamente (come sempre) la propria funzione costituzionale dichiarando non ricevibile il decreto legge, perché è evidente che il Governo ha voluto forzare la mano nelle procedure.

Ma quella forzatura è di carattere politico, non solo “procedurale” come ha voluto subito precisare il premier, evidentemente scosso dall’alt del Colle.

Dopo la bocciatura nella Bicameralina, a Bossi è salita la febbre e ha posto l’ultimatum del dl del Cdm convocato … per telefono e senza odg. Questa vicenda ha mostrato il vero volto del Carroccio: ricattatorio e servile insieme.

Dopo avere minacciato la fine del mondo e dichiarato che se non passava il federalismo nella commissione bicamerale la Lega avrebbe tolto la fiducia al Governo e quindi provocato le elezioni anticipate, c’è stato un (nuovo) clamoroso dietrofront di Bossi. Il Senatur è cane da pagliaio, abbaia da lontano, ma poi non morde e rimette la coda fra le gambe.

La Lega ha sbraitato, ha cercato di ricattare Berlusconi per ottenere il risultato che voleva, ma in realtà aveva armi scariche perché per troppo tempo ha retto il sacco al Cavaliere restandone del tutto prigioniera.

Anche il buon Bersani, illuso di poter portar via il Senatur dall’abbraccio del premier, è rimasto scornato, così come tutta l’opposizione, ancora alle prese con l’ennesimo assalto fallito. Alla fine, chi ride è solo Berlusconi, malandato ma sempre in sella.

Alt di Napolitano a Berlusconi e Bossi sul dl "federalismo"

pubblicato da il passator cortese

Mai dire gatto, prima di averlo nel sacco. Bossi e Berlusconi avevano già abbondantemente festeggiato ieri sera. Ma il capo dello Stato ferma il controverso decreto sul federalismo approvato ieri in un pasticciato Cdl dopo la bocciatura nella Bicamerale.

Per Napolitano il dl è “irricevibile” e rinvia al governo il provvedimento oggetto di uno scontro durissimo fra maggioranza e opposizione. Bossi, dopo aver gridato alla vittoria, ha accusato il colpo, telefonando immediatamente al capo dello Stato per “tranquillizzarlo”. E adesso? Queste le prime reazioni.

Antonio Di Pietro: “Dopo lo stop intimato dal Capo dello Stato e, soprattutto, dopo la bocciatura da parte del Parlamento al decreto sul federalismo, approvato ieri in fretta e furia dal Cdm, abbiamo la prova provata che il Paese si sta avviando verso un pericoloso regime. Se Berlusconi non viene fermato in tempo, e ci auguriamo che si dimetta, questo processo sarà irreversibile e peserà come un macigno sul futuro economico, politico, sociale e morale dell’Italia. Per il bene del Paese si restituisca subito la parola ai cittadini”.

Anna Finocchiaro: “Era evidente fin da ieri che sarebbe andata a finire così. Dopo la bocciatura della commissione bicamerale, tutti sapevano, anche quelli che nella maggioranza hanno fatto finta di niente, che il provvedimento sul federalismo non avrebbe potuto proseguire il suo iter. Da Napolitano, garante come sempre assoluto delle nostre istituzioni, è venuto un atto ineccepibile che blocca una norma illegittima”.

Pierferdinando Casini: La decisione del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, di considerare “irricevibile” il decreto sul federalismo municipale, senza che il governo abbia riferito alle camere, rappresenta “un atto dovuto”. Per l’ex presidente della Camera “sarebbe stata una follia prendere una scorciatoia di questo tipo”.

A nome di Futuro e libertà, Fabio Granata ha commentato: “Dopo lo stop di Napolitano, cosa aspetta la Lega a prendere atto che il berlusconismo è finito? Per riformare e modernizzare l’Italia occorre aprire una pagina nuova e costituente nella quale la Lega può essere, insieme a noi e alle altre forze politiche, protagonista. Ma Berlusconi deve fare un passo indietro e non paralizzare l’Italia e la politica italiana”.

Ore 12 - Berlusconi spezza la "tenaglia" e grida: "Paese commissariato dalle Procure". Opposizioni ancora ko

pubblicato da Massimo Falcioni

altroE guerra sia. Anzi, guerra era e guerra è. Non si spara qui da noi, non c’è sangue, per fortuna. Ma le parole sibilano e pesano come pallottole.

Da Bruxelles poco fa Berlusconi è una furia contro le toghe: “L’Italia è una Repubblica giudiziaria, è commissariata dalle Procure”. E’ il Paese a pagare il conto di una politica da ring che continua imperterrita nella sua logica aberrante del tirar fuori i muscoli e non le idee, le divisioni e non il confronto.

Quel che è successo ieri (prima la bocciatura della Bicameralina al federalismo sui comuni, poi il recupero dello stesso con un … “irrituale” decreto legge d’urgenza del Csd straordinario, infine la salvezza del premier alla Camera sul Ruby-gate) dimostra alcune semplici cose.

Berlusconi tiene, attaccato come un’edera a quei 314-315 voti con possibilità di incrementi per la compravendita in corso - attraverso piccole ma significative vittorie di Pirro. Bossi, cui il Cavaliere non può rifiutare niente, è il vero padrone del Governo. Il Pd e le opposizioni mancano ancora una volta la spallata risolutiva e sono sempre più isolati nel Paese, rintanati nel Palazzo.

Si potrebbe concludere, sconsolati o gaudenti, che Berlusconi fa (e continua a fare) il suo mestiere e continua a portare a casa l’obiettivo di fondo: resistere, non cedere la poltrona di Palazzo Chigi.

E’l’opposizione, Pd in testa, che non fa (non sa fare) il proprio mestiere e non utilizza neppure i preziosi assist di Napolitano: così non porta mai a casa niente, rinvia all’ennesima prossima spallata la fine di Berlusconi, creando sempre più un solco con il Paese reale.

In questa situazione, con l’Italia sempre più a terra, le elezioni sarebbero un disastro. Uno sconquasso per Bersani e il suo partito. Ma anche per il “nanetto” introvabile Terzo polo. Berlusconi, intanto, annuncia che il Pdl tornerà a chiamarsi Forza Italia e che straccia ogni alleanza con l’Udc nelle giunte locali. Chissà la … contentezza di Casini.

Emergenza rifiuti a Napoli. Il federalismo e il Rubygate sono le priorità del Governo Berlusconi?

pubblicato da Giovanni Molaschi


Nelle ultime 48 ore Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, ha ricominciato ad occuparsi del Governo. Dietro questo cambiamento, da verificare, pare ci sia Giuliano Ferrara, direttore del Foglio ed editorialista del Giornale.

Silvio Berlusconi ricomincia ad occuparsi del paese dando per scontato la risoluzione dei problemi dei mesi scorsi. L’emergenza rifiuti di Napoli è uno di quelle faccende che il Governo ha lasciato in sospeso.

Nelle stesse ore in cui la politica si concentrava sul federalismo, qui la notizia, o il Rubygate, qui la rassegna stampa estera della vicenda, la Campania provava a capire, di nuovo, come smaltire la monnezza in eccesso.

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Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Umberto Bossi: trombone. Voto 3. Bocciato sulla porta della Bicamerale il finto Federalismo rientra dalla finestra con un decreto da 118 del Cdm. Ercolino. B&B complottisti Spa: Padania e Roma ladrona uniti per la poltrona.

Pier Luigi Bersani: trombato. Voto 4. Il leader del Pd grida al vento per l’”inaudito schiaffo al Parlamento” sul Federalismo. E’ il risultato della “ingenua” trattativa del Pd con Bossi. Pd&C complottisti Srl in “rottamazione” .

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