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Tutti gli articoli con tag federalismo

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Umberto Bossi: trombone. Voto 3. Bocciato sulla porta della Bicamerale il finto Federalismo rientra dalla finestra con un decreto da 118 del Cdm. Ercolino. B&B complottisti Spa: Padania e Roma ladrona uniti per la poltrona.

Pier Luigi Bersani: trombato. Voto 4. Il leader del Pd grida al vento per l’”inaudito schiaffo al Parlamento” sul Federalismo. E’ il risultato della “ingenua” trattativa del Pd con Bossi. Pd&C complottisti Srl in “rottamazione” .

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Federalismo porcellum: ko del Governo. Bossi minaccia ma poi scappa con la coda fra le gambe

pubblicato da il passator cortese

Goal! No, quasi goal! gridava Nicolò Carosio quando la radio si “vedeva” meglio della tv. Crisi? No, quasi crisi.

È finito 15-15 il voto della ’”bicameralina” chiamata a esprimere il suo parere sul decreto per la fiscalità municipale. Secondo l’articolo 7 del regolamento della Commissione, il decreto dunque si intende respinto, almeno in commissione.

Una dura sconfitta della Lega, un rospo che non va giù a Umberto Bossi, che aveva minacciato fino a ieri: “O passa il sì, o si va al voto”. E adesso?

Siamo al porcellum tributario, al federalismo porcellum. Altra porcata Made in Italy. Se il governo fa il decreto con questo testo bocciato si rischia l’incostituzionalità, cui tutti poi, possono appellarsi per non pagare le tasse.

Ma del federalismo non gliene frega a nessuno (se non al Carroccio come bandiera ammosciata). La partita è squisitamente politica: sempre e tutto pro o contro i governo, pro o contro Berlusconi.

E’ in corso un meeting infuocato tra Berlusconi, Bossi, Tremonti, Calderoli. Il Senatur, sbraita, minaccia ma alla fine esce con la coda tra le gambe. Rabbonito dal Cavaliere. Niente crisi. Chissà perché?

Bossi ha fretta di tornare nella sua Padania e caricare il milione di fucili pronti a sparare. Per il federalismo. Taca banda. Qui, solo bande e cricche. Incollate alle poltrone.

Ore 12 - Bersani spera nell'aiutino dei pm e di ... Bossi

pubblicato da Massimo Falcioni

altroSe oggi la bicameralina sul federalismo finirà 15 a 15, Pier Luigi Bersani dice chiaro e tondo a Pdl e Lega di “lasciare perdere” e togliere … l’incomodo, con le dimissioni di premier e governo.

Se finirà in pareggio, Berlusconi invece farà orecchie da mercante e continuerà come se niente fosse e il segretario del Pd, ancora una volta, rimarrà con le pive nel sacco.

Con quale dote il leader del Partito democratico si presenterà domani e dopodomani alla terza Assemblea programmatica? Il carniere è davvero magro: con Berlusconi nel buco nero della sua crisi più pesante degli ultimi 17 anni, il Pd non fa un passo avanti su nessun fronte.

I prossimi 4 e il 5 febbraio alla Fiera di Roma Bersani proverà a dare una lucidata alla sua appannata leadership: vuole dimostrare che il Pd ha una identità, un programma, una linea strategica e mettere dei punti fermi nel dibattito interno al partito sempre in forte fibrillazione.

Dimostrare che sbaglia il “rottamatore” Matteo Renzi (il sindaco di Firenze che mentre il partito chiede le dimissioni di Berlusconi si reca ad Arcore a discutere tete-a-tete con il premier), che non è vero quello che ha dichiarato non più tardi di ieri, ossia che “il Pd guarda solo al proprio ombelico e non ai problemi del Paese”.

Forse, più realisticamente, il Pd non guarda da nessuna parte, smarrito com’è, nel bel mezzo di una palude da cui non ne esce. E’ “solo” una questione di manico? Bersani spera nella manna dal cielo: i pm o Bossi possono fare il miracolo?

Ore 12 - Federalismo, giovedì il "d-day". Bossi col colpo in canna. Solito gioco dell'oca?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroLa politica si avvita nel “gioco dell’oca”. Ai ripetuti grandi annunci sul “d-day” della svolta fa riscontro il solito replay del tutto come prima.

Dopo ogni assalto (fallito) alla diligenza del Governo, si torna al punto di partenza, con la maggioranza esultante e l’opposizione con le pive nel sacco. Adesso, Ruby-gate a parte, l’agenda ha già segnato con il lapis rosso fuoco il nuovo d-day: giovedì 3 febbraio.

Dopodomani va in scena il voto che la bicamerale darà sul “fisco municipale”, preannunciando quindi il crocevia della legislatura a cui è legata la sopravvivenza del Governo.

Un voto sul filo del rasoio, addirittura un non improbabile 15 a 15 che darebbe il via alla solita ridda di interpretazioni infinite, con la certezza che, in caso di pareggio, il Governo tirerebbe … diritto. Ma anche in caso di voto sfavorevole al testo Calderoli il Governo proverà ugualmente a tener duro portando in aula i decreti federalisti.

Un modo come un altro per allungare l’agonia. E Bossi ci starà a bruciare a fuoco lento? Il Senatur è pronto a tutto: o federalismo qui e adesso o voto subito.

A questo punto della partita è chiaro che l’autonomia fiscale dei comuni è solo un paravento perché a dominare sono i calcoli politici rispetto alla sopravvivenza o alla caduta del Governo.

Tant’è che Antonio Di Pietro - che ha sempre votato a favore del federalismo - cambia linea. “Voteremo politicamente e pregiudizialmente contro”, ha detto il leader dell’Idv, motivando questa inversione per cogliere l’obiettivo centrale, appunto la caduta del governo Berlusconi.

Le opposizioni terranno fino alla fine? O Berlusconi tirerà fuori dal suo inesauribile cappello l’ennesimo coniglio? Ma è questa la strada per ricostruire il rapporto di fiducia fra politica e popolo?

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Sulla tolda del Titanic

pubblicato da il passator cortese

Sandro Bondi la scampa alla Camera per la … compiacenza dell’Mpa, dell’Udc e compagnia cantante (questa è l’opposizione che passa il convento …); Emilio Fede “manolesta” e “lingualunga” riceve il benservito dal suo “amato” patron; Iva Zanicchi volte le spalle al premier ritrovando l’autonomia grintosa dei tempi andati; il Cavaliere “ripulisce” il Pdl milanese dopo le note vicende e soprattutto vuole usare il parlamento dei nominati contro i pm politicizzati.

Domina il Ruby-gate mentre Bossi carica i … “fucili” in vista della resa dei conti sul federalismo. Il piatto della politica nostrana è più o meno tutto qui.

Ma la realtà è un’altra. Nuove mazzate sono dietro l’angolo. L’Italia è l’unico paese membro del famigerato club dei PIIGS che ancora non ha dovuto fare i conti con i … propri conti.

Il Patto di Stabilità europeo prevede che il rapporto debito/PIL non deve superare il 60%; noi veleggiamo verso lo scoglio del 120%. L’economia italiana è la terza più grande dell’eurozona e questo ha permesso, soprattutto per i pochi debiti delle famiglie, qualche riguardo. Presto, molto presto, o l’Europa o i mercati ci chiederanno però di presentare il conto finale.

Nel palazzo, ognuno incolperà l’altro, come sempre. Le tasche degli italiani subiranno l’ultimo assalto. Chi avrà ancora lacrime, le verserà. Intanto c’è ressa sulla tolda del Titanic.

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La notizia di oggi è Berlusconi su la7, la legge sulle intercettazioni o il nuovo federalismo?

pubblicato da Giovanni Molaschi


Domenica Emma Marcegaglia, presidente Confindustria, è intervenuta a “Che tempo che fa”. A Fabio Fazio, conduttore del programma, ha precisato che l’attuale Governo non sta facendo nulla per il paese. Qui i dettagli.

Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, non ha replicato a Marcegaglia. Il suo silenzio non è stato interrotto da altri rappresentanti della maggioranza. I dubbi leciti della presidente di Confindustria probabilmente sono meno importanti delle vicende private del capo del Governo.

L’attualità testimonia questa tendenza tanto che due dei fatti scelti per il nostro sondaggio quotidiano riguardano proprio gli sviluppi del Rubygate. La notizia di oggi è Silvio Berlusconi su la7, la legge sulle intercettazioni o il nuovo federalismo proposto dai Comuni?

Gad Lerner, Silvio Berlusconi, Roberto CalderoliGad Lerner, Silvio Berlusconi, Roberto CalderoliGad Lerner, Silvio Berlusconi, Roberto Calderoli

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Ore 12 - Ultimo valzer per il "federalismo". O per il governo?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroSi apre una settimana di passione per maggioranza e governo. Si comincia oggi con l’avvio del match finale sul federalismo fiscale municipale, cioè le tasse dei comuni. In altre parole, chi “spenna” di più i cittadini.

Il faccia a faccia odierno, prima della battaglia finale sul decreto, è fra il presidente ANCI Sergio Chiamparino, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il ministro delle Semplificazioni Roberto Calderoli.

L’esecutivo pare orientato a una forte “disponibilità”, iniziando col dire sì alla richiesta dei comuni per l’Imu, l’imposta municipale unica. I sindaci vogliono che sia il decreto sul federalismo a definire l’aliquota di applicazione e che sia triennale, consentendo la programmazione dei bilanci.

Come pare ci sarà l’ok del Governo alla richiesta Anci per l’estensione della tassa di soggiorno (massimo 10 euro al giorno) a tutti i comuni, non solo quelli capoluogo. Più ingarbugliata la matassa per l’Irpef (ipotesi di compartecipazione dei Comuni del 2-2,5%). I Comuni chiedono inoltre una pronta e definitiva soluzione per Tarsu e Tia, volendo di fatto gestire in proprio la patata bollente dei rifiuti.

L’Anci chiede anche chi e dove si recuperano gli 800 milioni per l’esclusione del pagamento Ici degli immobili della Chiesa. Infine il nodo della Cedolare secca. Determinante, qui, (per il voto in commissione) il Terzo Polo che chiede l’abbassamento delle aliquote al 20% per i canoni liberi e al 15% per quelli concordati con l’inserimento di una detrazione forte fino a 2500 euro per gli inquilini con figli.

Vista così, sembra una partita “tranquilla” e “risolvibile”. Ma il terreno è minato, perché la partita è squisitamente politica.

La Lega vuole assolutamente portare a casa questa settimana il federalismo come trofeo o bottino di guerra per il proprio elettorato e per fare capire chi è che comanda. Le opposizioni fanno barricate e chiamano alla “guerra santa” perché vedono la possibilità (l’ultima?) per dividere Bossi da Berlusconi, mettere sotto maggioranza e governo, mandare a casa Berlusconi. Con quel che segue. Sarà così?

Federalismo, Terzo Polo e Pd dicono no alla proroga. E Bossi risponde con una pernacchia

pubblicato da il passator cortese

Slitta di sette giorni, per decisione del consiglio dei ministri, il decreto sul federalismo. La mossa del governo, voluta con forza dalla Lega per cercare di “aprire” ai comuni sul piede di guerra e soprattutto per “circuire” le opposizioni, non è riuscita.

Pd e Terzo Polo, infatti, hanno tagliato corto rispondendo picche: “Non basta una proroga di una settimana. Rispetto alla complessità dei problemi relativi al federalismo municipale occorrono almeno 5-6 mesi di tempo”.

Perentoria e immediata la risposta di Umberto Bossi: sonora e prolungata pernacchia.

Cade così l’ultimo tentativo di una possibile apertura del Terzo polo e del Pd verso il Carroccio in vista di un non impossibile ko di Berlusconi legato alle note vicende del Ruby-gate.

La Lega gioca tutte le sue carte sul federalismo e vuole portare a casa il risultato pieno entro gennaio. Fini, Casini, Bersani cercano ogni possibile varco per giocare l’ultima carta in grado di spaccare la maggioranza e far cadere il Governo.

A questo punto, a meno di clamorose sorprese, è guerra aperta: tutti contro tutti, o quasi. Se fra una settimana prossima il federalismo non passa, Bossi stacca la spina e buonanotte ai suonatori: il 15 maggio alle urne!

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Umberto Bossi: outout. Voto 4. Il Senatur grida: “Federalismo o urne!”. E qui comando io. Carroccio di provocazioni e di malgoverno. Il solito refrain, il solito ricatto. E il “trota” scalda i muscoli.

Pier Luigi Bersani: blabla. Voto 4. Il segretario del Pd grida: “Eureka!” e lancia la raccolta di 10 milioni di firme per ribaltare Berlusconi. E’ la rivoluzione dei giorni della merla. Gazebo pieni, urna vuote?

La notizia di oggi è la sfiducia a Bondi, la bocciatura di Cosentino o il federalismo di Bossi?

pubblicato da Giovanni Molaschi


Ieri non abbiamo pubblicato il sondaggio per scegliere la notizia del giorno. Per il 46% dei lettori di Polisblog la notizia di mercoledì 19 gennaio è stata la morte di Luca Sanna, l’alpino morto in Afghanistan.

La sua scomparsa è stata ritenuta più importante delle richiesta di Berlusconi ai deputati del Pdl che lavorano come avvocati (38%). A loro il premier ha chiesto di tutelare le ragazze coinvolte nel Rubygate. L’altra notizia del sondaggio era l’incontro tra Berlusconi e Napolitano (16%).

Quali sono i fatti più importanti di oggi? Il Rubygate sta lentamente sfumando. Le notizie riguardanti l’inchiesta della Procura di Milano sono sempre meno. Quelle rilevanti si contano sulle dita di una mano. Per questo motivo, dopo il salto, con voi oggi vogliamo ragionare di Bondi, Cosentino e Bossi.

Le notizie politiche di venerdì 21 gennaio 2011Le notizie politiche di venerdì 21 gennaio 2011Le notizie politiche di venerdì 21 gennaio 2011

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