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Tutti gli articoli con tag ferrara

Berlusconi e Strauss-Kahn: il nervosismo di Ferrara a Tv Talk

pubblicato da Bruno Marino

Inutile parlare del video: credo lo abbiate visto proprio tutti. Inutile anche parlare della stupita reazione del conduttore del programma alle grida del direttore del Foglio. Meglio invece parlare del nervosismo di Ferrara.Perchè reagire in questo modo alla domanda del conduttore, che in sostanza chiedeva: si è scusato Strauss-Kahn, e Berlusconi invece? Perchè dire che:

“Non dovete sostituire i vostri pregiudizi alla morale comune. Dovete distinguere tra bene e male in modo molto più preciso.”

Certo, Berlusconi non è accusato di stupro (e ci mancava, davvero, solo questa), ma che vuol dire? Che la morale comune (ammesso che esista) consente di telefonare in questura per chiedere il rilascio di una prostituta minorenne e il suo affido ad un consigliere regionale? Oggi, sul Foglio, è apparsa una lettera del conduttore di Tv Talk, Massimo Bernardini, a cui Ferrara ha replicato scrivendo, tra l’altro, che

“non gli ho mai voluto tanto bene (a Berlusconi, ndA) come quella volta che ha fatto la cazzata suprema degna di un vero gentiluomo: tirare fuori personalmente e istintivamente dai guai un’amica, senza nemmeno ricorrere a un qualsiasi ometto della sua catena di comando, e inventandosi la geniale trovata alla Totò della nipote di Mubarak“.

Il Presidente del Consiglio deve fare pressioni sulla Polizia per far rilasciare un’amica che potrebbe dire cose molto sconvenienti sul suo conto, e lo farebbe con l’animo di “un vero gentiluomo”? Si vede che il concetto di gentiluomo è cambiato repentinamente in pochi mesi. Un altro piccolo dettaglio: quella che Ferrara chiama, senza vergogna, “geniale trovata alla Totò” è stata ritenuta, dalla maggioranza della Camera dei Deputati (sotto la guida morale dell’On. Maurizio Paniz), talmente credibile da meritare il sollevamento del conflitto d’attribuzione con la Procura di Milano davanti alla Corte Costituzionale.

Seguiteci dopo il salto, non è mica finita…

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Giuliano Ferrara e la difesa ad oltranza di Berlusconi

pubblicato da Bruno Marino

Nel giorno in cui Standard and Poor’s ha declassato il nostro debito (qui un articolo per approfondire), le parole pronunciate e scritte da Ferrara (a Radio Londra e in un articolo pubblicato oggi sul Foglio) diventano molto importanti. Dopo aver definito Berlusconi “eroe popolare”, “incastrato” dal circuito mediatico-giudiziario, ha suggerito al Premier di andare a testimoniare davanti ai magistrati di Napoli e di dire la verità. In fondo, cosa avrebbe fatto di male Berlusconi? “Ha maneggiato troppi contanti”, ha parlato da un “telefonino peruviano”, si è comportato con “molta sciatteria” (ad esempio nella gestione degli aerei di Stato, su cui volavano anche alcune Papi girls).

Per tutti questi motivi, B. dovrebbe scusarsi, ma dovrebbe anche dire che la sua vita privata “è stata usata per abbattere la sua funzione pubblica”. Ferrara utilizza un trucco retorico molto interessante: cambia argomento, cerca di sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi che emergono dalla vicenda Tarantini-Ruby-Berlusconi: ad esempio, l’aver “proposto” di inserire nel listino bloccato di Formigoni alle ultime elezioni regionali lombarde Nicole Minetti (qui l’ultimo articolo dedicato al consigliere regionale), oppure l’essere diventato ricattabile, o magari l’aver esposto il Paese allo sputtanamento internazionale.

Questi sono i veri problemi, che ovviamente il direttore del Foglio non affronta. Meglio parlare di “ragazzotti, lì, che stanno con il vecchio Lepore, questi giudici in cerca di protagonismo”. Anche l’idea che Berlusconi desse soldi a Tarantini per “difendere un amico” - parole di Ferrara - convince poco, ma non importa: Berlusconi è un eroe. Questo è quello che conta. Il resto sono chiacchere da puritani.

Così, mentre il nostro Paese viene devastato da un’orda di ladri, prostitute e politici senza dignità e senza onore, dobbiamo assistere, su RaiUno, agli editoriali di Minzolini (che anche ieri - indovinate un po’? - ha difeso Berlusconi) e ai programmi di Ferrara, che ci ripetono senza sosta che Berlusconi è bravo, ha salvato l’Italia con la manovra (sarebbe meglio dire con LE manovre) ed è addirittura un “eroe popolare”. Quando finirà tutto questo?

Berlusconi, la Riforma Presidenziale e il Presidenzialismo. Ma di cosa parliamo?

pubblicato da Bruno Marino

Uno spettro si aggira per l’Italia: la Repubblica Presidenziale. Già nei sogni del MSI, di Craxi (ricordate la “Grande Riforma”?), di Berlusconi, e in generale di tutti quelli che vedono la vittoria alle elezioni come la conquista definitiva del potere (ignorando anche le basi della teoria politica democratica), la riforma che dovrebbe portare l’Italia nel novero delle “democrazie governabili” sembra urgente e indispensabile.

Ha dato il via alle danze Berlusconi, che al congresso fondativo del PDL ha detto:

“La Costituzione va rivitalizzata e arricchita. Una delle missioni della nostra maggioranza – ha aggiunto – è ammodernare l’architettura istituzionale dello Stato”. Ha dato ragione a Fini, che aveva usato la metafora del calabrone e della farfalla. “È il tempo di passare dal calabrone alla crisalide ed è tempo che la crisalide diventi finalmente farfalla. E che l’Italia, come una farfalla, possa spiccare finalmente il volo”. Le riforme dovranno dare più poteri al premier, che “al contrario delle favole scritte su di me dalla sinistra, non ho poteri, se non quelli che derivano dalla mia autorevolezza”. I poteri che la Costituzione assegna al presidente del Consiglio sono praticamente inesistenti (li ha definiti “finti”).”

Anche Maurizio Belpietro, dalle colonne di Panorama, ha detto la sua: cambiare la Costituzione, per dare finalmente al premier i poteri di cui avrebbe un disperato bisogno.

Ora, a parte il fatto che definire Berlusconi “armato solo di moral suasion”, prigioniero della sua maggioranza, dotato solo di finti poteri (ma, pare, di vere televisioni e di veri giornali) è, come dire, un pò riduttivo, è bene spiegare alcune cose.

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Caso Englaro. Quando il ridicolo supera il ridicolo: Daniele Capezzone chiede di abbassare i toni

pubblicato da Bruno Marino

La segnalazione arrivataci da LPR è tanto preziosa quanto inquietante. Preziosa perchè ci permette di capire fino a che punto può arrivare il servilismo. Inquietante perchè ci permette di capire fino a che punto può arrivare l’intelligenza umana.

Ecco le parole dell’onorevole Daniele Capezzone:

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Visto da destra - La legge 194, il monito del Papa e il silenzio di Berlusconi

pubblicato da fc

Peccato, che il centrodestra non riesca a trovare una posizione unitaria sul dibattito sollevato dalle dichiarazioni di ieri del Sommo Pontefice che, ricevendo gli esponenti del “Movimento per la vita”, ha additato la legge 194 come “ulteriore ferita nella nostra società già gravata da profonde sofferenze”.

Mara Carfagna a nome del governo, fa capire che il Santo Padre ha ragione (“la cultura della vita effettivamente è stata svilita”) ma la 194 non si tocca (“il problema non è discutere la 194”). A sostegno, quindi, del monito di Benedetto XVI si schiera solo l’ala teocon del Pdl.

Chiedono al premier che aborto e maternità entrino subito nell’agenda politica del Parlamento “poiché – dice Alessandra Mussolini - sono emergenze sociali da affrontare immediatamente”. La politica, insomma “deve assumersi le sue responsabilità” (Lupi) valorizzando la maternità e “ponendo rigorosi vincoli all’eugenetica” (Roccella).

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Ferrara, l'aborto, e la Destra Libertaria

pubblicato da Luca Landoni

Mai come in queste elezioni l’aborto è divenuto tema dominante nella campagna acquisti/voti e come ben sappiamo il (de)merito di ciò va ascritto al proteiforme Giuliano Ferrara. Il corpulento giornalista, che seguiremo tra poche ore in diretta su RAI2 (PolisBlog sarà presente come sempre) nello stile anticonformista che gli è proprio, un bel giorno si è svegliato e ha deciso di gettare questa bella pietra nello stagno politico italiano, prendendone particolarmente di mira la sonnacchiosa parte di centrodestra.

A seguito di questa clamorosa iniziativa abbiamo dunque assistito a un improvviso risveglio delle coscienze, e da più parti si sono levate voci apocalittiche che denunciavano assassinii e paragonavano l’interruzione di gravidanza alla pena di morte. Non è compito mio nè di alcun altro tracciare giudizi sulle opinioni altrui, ci mancherebbe; il rispetto delle idee è parte fondante dell’ideale liberale di cui la destra illuminata è (o dovrebbe essere) portatrice. Quello che mi chiedo, semmai, è se la destra stessa sia in grado di affrancarsi dai cliché della conservazione di cui l’antiabortismo è parte, trovando una nuova vita nel libertarismo.

Se dunque vogliamo definire la destra libertaria come la posizione che fa del sacro, voltairiano rispetto dell’altrui libertà il proprio credo, quello che mi chiedo è se essa sia effettivamente rappresentata nell’alveo politico italiano. Se per esempio dovessi dichiararmi abortista, divorzista, anticlericale, favorevole ai matrimoni gay, ma filoamericano, meritocratico e favorevole al libero mercato mi dite per chi potrei votare? Avete ancora tre giorni di tempo per rispondermi.

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Aborto: la revisione della 194 non è un tabù

pubblicato da Il Falco

La legge 194/78, quella che ha depenalizzato il reato di aborto (ma depenalizzare un reato non significa renderlo un diritto), sta per compiere trent’anni.

Verrebbe quasi da farle gli auguri, se non fosse per i milioni di bambini che ha impedito nascessero, ma anche volendolo bisognerebbe capire con chi congratularsi per davvero: le madri che hanno ricorso all’”interruzione volontaria della gravidanza” nel 1978 oggi lo rifarebbero? E come si sentono oggi, senza quel figlio che adesso rappresenterebbe piuttosto una risorsa che uno sgradito inconveniente, un regalo inaspettato e brutto del quale liberarsi al più presto? Magari dovremmo fare i complimenti allo “Stato”, che grazie all’aborto libero secondo alcuni è progredito (ah! il progressismo!), ma cosa ne sarebbe del nostro sistema pensionistico, oggi, con un milione e passa di giovani lavoratori in più? E cosa del sistema sanitario nazionale con un milione di interventi chirurgici in meno sul groppone, e una schiera di giovani medici, infermieri, tecnici di laboratorio al suo servizio?

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