Festa della Libertà 2009, terza e ultima parte - ecco la prima ed ecco la seconda. Che cosa rimane ancora da dire? Molto, un po’ perché le cose belle arrivano a chi sa aspettare, e anche quelle orrende: Silvio Berlusconi per esempio, che giunge al Lido di Milano dopo le 18, quando il pubblico si infiamma. E lui, sa come farlo deflagrare.
Lo scalda, con meccanismi che ricalcano quelli di una rockstar - l’attesa estenuante per il pubblico, la sorpresa nel vederlo sbucare direttamente sul palco, e non percorrere la passerella stile Premio Oscar che invece Feltri aveva percorso pochi minuti prima, e poi gli obblighi, per i fotografi, di unirsi ai cameraman, a fondo della struttura, per “motivi di sicurezza” - e che domina in pieno.
E quando arriva, la folla esplode, nell’unico altro boato della giornata - insieme a quello per Vittorio Feltri - un culto della personalità, che, nessuno ce ne voglia: è onestamente peronista, maoista, e che conficca il proprio dominio nell’inconscio di milioni di italiani. Gli uomini, che vorrebbero poterlo imitare, come una figura paterna immaginifica, maestosa. Le donne, che allo stesso modo, per esattamente gli stessi motivi, lo amano e lo venerano incondizionatamente.
Prosegue, chiaramente, dopo il salto.
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Festa della Libertà 2009 al Lido di Milano: ecco la seconda parte del nostro reportage - se avete apprezzato la prima, la trovate qui. Avevamo lasciato un venditore gadget pidiellini, e la sua bancarella densa di braccialetti Silviostrong - emulazioni fallite degli ormai dimenticati braccialetti Livestrong - e di discorsi rilegati in libretti azzurri, che in quanto a conformismo e ottusità, avevano poco da invidiare a quelli rossi maoisti.
Ora ci ributtiamo nella mischia, nella domenica pomeriggio in cui Silvio Berlusconi avrebbe di nuovo calcato la mano sull’Obama abbronzato, quando all’annuncio dell’arrivo di Vittorio Feltri, la folla sarebbe esplosa nel boato al più alto volume in decibel della giornata. Alla festa in cui Capezzone, maestro di oratoria - e non sono affatto ironico - avrebbe spiegato che, in fondo, Santoro poteva anche averlo il suo programma - visto che tutto il resto della Rai è militarizzato, si: ma da quelli che stanno con Capezzone.
Grave errore: subito l’ex radicale viene sommerso dai fischi e dai “buuu” della folla. Perché quello che c’era domenica al Lido, era un popolo che era per tutto, fuorché per la libertà. Se c’è qualcosa da temere, in tutto questo, non sono certo i big che si sono presentati in passerella ad usum fotografi e telecamere. C’è da preoccuparsi della base. Ma prima, leggiamoci qualche libro. Scopriamo cosa si leggeva alla Festa della Libertà 2009…
Festa della Libertà 2009: tutte le immagini, seconda parte








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Ieri alla Festa della Libertà 2009 di Milano eravamo un bel gruppo di inviati di polisblog (qui la prima puntata del mastodontico reportage di V.), e abbiamo deciso di realizzare un piccolo sondaggio, sulla base dello slogan della festa, che suonava pressapoco così: “Il governo rispetta gli impegni“.
Abbiamo quindi posto ai militanti pidiellini e ai semplici simpatizzanti che affluivano al Palalido per ascoltare il discorso finale di Silvio Berlusconi la seguente domanda: “Quali sono secondo lei i più importanti impegni che il governo ha rispettato, ovvero quelli che a lei stavano più a cuore?“.
Sulla base dei risultati del nostro sondaggio, abbiamo selezionato le risposte più frequenti, e le riproponiamo a voi per un controsondaggio, che resterà aperto per una settimana. Tra sette giorni poi valuteremo le differenze tra i militanti dell PdL e i lettori di polisblog nella valutazione dell’operato del governo. Dopo il salto un gustoso reportage con tutta la classifica delle risposte raccolte in dettaglio e i commenti raccolti tra i simpatizzanti di Berlusconi.
Festa della Libertà 2009, Milano, dal 24 al 27 settembre 2009: noi c’eravamo, ci abbiamo passato tutta la giornata di domenica, quella finale, quella in cui avrebbe presenziato anche Silvio Berlusconi. Tentare di raccontare in maniera giornalisticamente convenzionale un evento del genere è tempo perso, partiamo da questo presupposto.
Come si può mantenere l’oggettività, la freddezza, il calcolo, in un luogo, il Lido di Milano versione pdl, che è un incrocio tra la plasticosità di Disneyland, una sagra paesana, abbinata a un dispiegamento di security discreto, ma impressionante: e dove la cosa più interessante di tutte, è il pubblico che tira la volata agli oratori. Nel senso: gli oratori, in confronto al pubblico, sono davvero dei moderati.
Lo si capisce quando? Quando scorgi la celtica d’oro al collo di un militante della Giovane Italia, la formazione giovanile del PdL che ieri Silvio Berlusconi, tra una simpatica battuta su Michelle Obama abbronzata e l’altra, ha tenuto a battesimo. Oppure quando abbordi un sessantenne al parchetto: “Fascista nacqui, marchiato da mia madre”. O chiacchierando con quella che una volta si chiamava “la base”.
Un pomeriggio indimenticabile, che vi racconteremo in tre puntate, oggi, domani, e mercoledì. Prosegue dopo il salto, con la prima parte: intanto godetevi la prima gallery.
Festa della Libertà 2009: tutte le immagini, prima parte








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