Tutti gli articoli con tag fiat

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Bersani & Morgan: tempo perso. Voto – 7. Dopo l’espulsione da Sanremo per l’uso di droghe, il cantante Morgan trova un difensore doc, Pier Luigi Bersani: “Diamogli una seconda possibilità”. Idem per il segretario Pd, dopo la spennata delle Regionali?

Fassino & Epifani: aria & fritta. Voto – 7. L’ex segretario Ds e il capo della Cgil, entrambi Pd, si arrovellano su una diatriba da “terza internazionale”: Sergio Marchionne è un socialdemocratico o no? Il mondo trattiene il respiro. Capponi manzoniani.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega in: Satira

Nonostante abbia incassato il legittimo impedimento in prima lettura alla Camera, il SuperCav si lamenta con i suoi: “Potevano almeno lasciarci inserire, tra gli impegni che costituiscono un giustificato motivo di assenza dai tribunali, le partite internazionali del Milan. Che giustizialisti e forcaioli di m…”. Cappio’ns League

Il governo mette in dubbio l’ennesimo rinnovo dei sostegni all’auto e persino Schifani si scaglia contro la Fiat. Marchionne affronta ora la cosa con sufficienza, ma forse era meglio giocare i soldi al gratta e vinci piuttosto che darli al Lingotto. Gli (spr)eco-incentivi

L’uomo del pullover blu adesso dice che gli aiuti drogano il mercato e che è meglio votarsi a una vera politica industriale. Poi però non fa nulla per mantenere i livelli già bassi della produzione d’auto interna. Tu sTermini Imerese

Palazzo Chigi cerca di imporre ‘manu militari’ il nucleare ad alcune regioni ribelli. I governatori di Basilicata, Puglia e Campania hanno promesso che resisteranno a oltranza. L’invasore che arriva da Roma in nome dell’atomo non avrà vita facile. Depravatar

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Pronto il nuovo aiuto di stato per Termini Imerese. Quando finirà lo scandalo della Fiat?

pubblicato da Luca Landoni in: Visto da destra



Qualcosa dev’essere accaduto anche nelle alte sfere del giornalismo filogovernativo, se oggi il Giornale mette in campo addirittura il vicedirettore Nicola Porro per attaccare l’esecutivo sulla questione Termini Imerese. Ma prima di tutto i fatti. Il Governo, coadiuvato dalla Regione Sicilia, avrebbe intenzione di stanziare la folle cifra di 760 milioni di euro per salvare a tutti i costi il polo Fiat nell’isola che, ricordiamolo, conta 1500 dipendenti, cui va aggiunto il forte indotto.

Se il progetto andrà in porto verranno così stornate enormi risorse da tutti gli altri settori, tenendo in vita per l’ennesima volta quel morto che cammina rappresentato dallo stabilimento più meridionale del Lingotto. E se in passato gli aiuti alla Fiat (fatti coi soldi delle nostre tasse, ergo pagati da noi) si configuravano come una distorsione anomala del mercato, questa volta potremmo definirli senza tema assistenzialismo puro. Un po’ come quando la Dc assumeva migliaia di persone alle Poste giusto per dar loro un lavoro, anche se lavoro non ce n’era.

Ma come vi dicevamo, qualcosa è cambiato, se fino a poco fa queste cose le facevano rilevare in pochi (linko un mio articolo sul tema, perdonatemi la boria) mentre ora si levano voci autorevoli anche dallo schieramento di centro-destra, sia pur limitate alla carta stampata. Il pezzo di Porro, che per ora si ritrova solo nella versione cartacea del Giornale, recita:

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega in: Satira

Se potesse, la Lega metterebbe Casini su una nave e lo spedirebbe ad Haiti senza biglietto di ritorno. Cota Crociere

Ma qualcuno nel Pdl ancora aspetta il leader Udc all’ovile e cerca di contenere l’irritazione del SuperCav verso l’ex alleato sempre più lontano. Forno subito?

Arriva la cassa integrazione Fiat. Intanto in Sicilia si protesta per le sorti dello stabilimento di Termini e si subisce anche la beffa dei dividendi agli azionisti. Nell’Isola la dirigenza del Lingotto è leggermente impopolare. Sergio “Minchionne”

Nel sole di Puglia, invece, per il Pd sono maturati frutti dolorosi da maneggiare e in apparenza amari. Ma che il 29 marzo potrebbero riservare un succo molto dolce. Nichi d’India

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Chiude lo stabilimento di Termini Imerese. Assessore del PdL propone di boicottare la Fiat

pubblicato da giovanni molaschi in: Popolo delle Libertà PDL



Per qualche settimana, almeno, si continuerà a sostenere che il 2010 sarà l’anno della ripresa. Delle riforme. Della rinascita dell’economia. Ad oggi però non è dato sapere come tutto questo verrà gestito dal Governo.

Da un’amministrazione che degli scioperi, come testimonia il globale disinteresse di chi ha sempre difeso Mediaset tranne in questi giorni dove i lavoratori hanno deciso di manifestare, se ne frega.

Se il telegiornale non da notizia dei disagi, penserà qualcuno, vuol dire che non esistono. Eppure le condizioni dei lavoratori (immigrati e no, come precisava qualcuno nei giorni scorsi) peggiorano. Per capirlo è sufficiente riflettere sullo stabilimento Fiat di Termini Imerese.

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Le parole del 2009: Udc, Veneto e Zaia (Luca)

pubblicato da giovanni molaschi in: Il punto politico

U come Udc. Più che una moglie fedele il Partito di Pierferdinando Casini sembra un’amante pronta a concedersi al miglior offerente tanto che in vista delle prossime elezioni Regionali ha deciso di stare sia con il Partito Democratico che con il Popolo delle Libertà. Non vale più il proverbio meglio soli che male accompagnati?

V come Veneto. Dove si è visto concretamente quanto l’alleanza tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi sia pronta franare con un nonnulla. Pur di far contento il compagno di Governo il Premier ha deciso di tradire Giancarlo Galan al quale ha negato la possibilità di ricandidarsi per il posto che fino ad oggi occupava come governatore.

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Le parole del 2009: Raffaele (Lombardo), Scandalo e Terremoto

pubblicato da giovanni molaschi in: Il punto politico

R come Raffaele Lombardo. Il governatore della regione Sicilia più di altri ha rappresentato la distanza tra l’amministrazione e i cittadini. Al di là di tutte le vicende di colore che l’hanno riguardato dell’esponente politico ci ricorderemo il cospicuo assegno ricevuto da Silvio Berlusconi per evitare uno scisma all’interno del Popolo delle Libertà.
Quei soldi sarebbero serviti per aiutare la Sicilia. E l’Italia. Possibile che nel 2009 non si riescano a costruire adeguate protezioni per evitare frane omicida?

S come Scandalo. Ma anche come spettacolarizzazione dello scoop. La condivisione pubblica delle vicende private del Premier hanno dato inizio ad un eterno reality show che con cadenza quasi precisa presentava a noi, pubblico, uno scandalo di cui disquisire. Chiusa la vicenda Boffo e quella Marrazzo nelle scorse settimane si è iniziato a parlare del sex tape di Alessandra Mussolini. Della vicenda, ad oggi, non si sa più nulla.

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Le parole del 2009: Italia (dei Valori), Lodo (Alfano), Marrazzo (Piero) e Partito (Democratico)

pubblicato da giovanni molaschi in: Il punto politico

I come Italia dei Valori. Il partito di Antonio Di Pietro ha preso, di fatto, il posto della sinistra radicale che nelle precedenti amministrazioni tanto faceva tribolare i governi dell’uno e dell’altro schieramento politico. Ma il progetto dell’ex magistrato all’elettorato piace tanto che alle elezioni europee lo premia con un numero maggiore di consensi.

L come Lodo Alfano. La bocciatura della proposta dell’omonimo Ministro inasprisce ulteriormente il dibattito. Il rapporto tra l’amministrazione Berlusconi e la magistratura si fa sempre più teso tanto che della difesa del Premier non si occupa solo il Ministro della Giustizia. Con Silvio anche Franco Frattini, responsabile degli Esteri, e Renato Brunetta, responsabile della Pubblica Amministrazione.

M come Marrazzo Piero. Lo scandalo che ha travolto l’ex Presidente della Regione Lazio oltre ad indebolire la credibilità del Partito Democratico è stato per settimane e settimane al centro di un dibattito sociologico che politicamente non è collimato in nulla. Anzi. Per apparire più maschio ogni esponente politico dichiarava di non essersi trattenuto con una prostituta transgender. Eppure l’esistenza di chiappe d’oro è certa.

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Le parole del 2009: Divorzio, Eluana Englaro, Fiat e Giustizia

pubblicato da giovanni molaschi in: Il punto politico

D come Divorzio. L’abbandono del tetto coniugale di Veronica Lario ha dato il via, e ad alcuni mesi di distanza lo si può affermare con una certa sicurezza, ad una serie di grattacapi per il Premier che di certo non hanno contribuito alla sua resa politica.

E come Eluana Englaro. Nei giorni antecedenti alla morte della donna si è fatto un gran parlare di cosa fosse giusto per i malati terminali eppure a quasi un anno dalla quel tragico fatto di cronaca nessun esponente politico, sia destra che a sinistra, è ritornato sull’argomento. Perché? Chiusa la notizia chiuso il dibattito?

F come Fiat. Ma anche come fabbriche già chiuse. Non c’è giorno che i media paralleli a quelli ufficiali raccontino la crisi eppure il Governo non presenta ai propri elettori un progetto di rilancio del paese tanto che nel frattempo per sperare nella ripresa dobbiamo confidare in Giovanni Minoli che ha deciso di produrre “Agrodolce” con la regione Sicilia per creare dei nuovi posti di lavoro.

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Le parole del 2009: Anno Zero, Renato Brunetta e Clan (dei Casalesi)

pubblicato da giovanni molaschi in: Il punto politico

Non seguendo l’esempio di Silvio Berlusconi, già proiettato al 2010, noi un bilancio dell’anno che si conclude lo vogliamo fare. Stabilire però cosa sia da salvare è piuttosto difficile. Per questo motivo abbiamo deciso di condensare il 2009 in un elenco. Di seguito trovate la prima parte.

A come Anno Zero. Michele Santoro insieme ad altri ha rappresentato, nel 2009, l’informazione non gradita al Governo pronto a premiare invece i giornalisti più vicini alla maggioranza. Oltre alla sospensione della prima puntata di Ballarò per mandare in onda l’ennesimo speciale di “Porta a Porta” è di poche settimane fa lo slittamento in palinsesto del programma di Daria Bignardi per quanto dichiarato, contro Silvio Berlusconi, da alcuni dei suoi ospiti.

B come Brunetta Renato. Allievo prediletto del Premier, il Ministro della Pubblica Istruzione pur di non perdere nessuno talk show (da quello più impeccabile a quello più peccaminoso) ha accantonato la realizzazione dei propri progetti contro i fannulloni. Pare infatti che l’esponente politico sia pronto a candidarsi al ruolo di primo cittadino di Venezia.

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