Vicenda giudiziaria cavalcata da molti, sia a destra che a sinistra, quella di Filippo Penati, ex sindaco di Sesto San Giovanni, la Stalingrado d’Italia alle porte di Milano - oltre che presidente della Provincia milanese - si arricchisce oggi di nuove accuse. Riepiloghiamo le accuse e le indagini su Penati. Penati è:
indagato per concussione e corruzione in un’inchiesta della Procura della Repubblica di Monza sulle aree ex Falck di Sesto San Giovanni
finanziamento illecito ai partiti
concorso in corruzione nell’inchiesta di Monza che riguarda l’acquisto della Milano-Serravalle
L’ultima accusa è uscita oggi, sono vicende locali che spiegheremo meglio domani. Di Penati abbiamo ripercorso la vicenda qualche settimana fa. Perché all’inizio vi spiegavo che la vicenda era cavalcata da chiunque?
Perché torna utile a tanti, fa piacere non a pochi, ed è utile politicamente a molti. Torna utile al centro destra per i solito garantismo a orologeria all’attacco della “diversità morale” della sinistra, è cavalcato dai “rottamatori” del PD, Matteo Renzi in primis, quelli che “non c’è diversità morale nella sinistra”. sì non c’è, a parte la loro, che sono più uguali degli altri. E pure da chi non vede proprio bene in cima al PD Bersani, visto che colpendo l’ex sindaco di Sesto, si colpisce l’attuale segretario dell’opposizione.
Roberto Formigoni: questione morale. Voto 3 Gli 80 consiglieri del Pirellone “stremati” per le 16 sedute in un anno si godono oltre 50 giorni di ferie estive (dopo i 70 giorni di stop per le elezioni milanesi) intascando 10 mila euro mensili più benefit. Basta!
Filippo Penati: questione penale. Voto 2 Un milione di euro di tangenti per l’ex big Pd tra il 2009 e il 2010, quando l’ex braccio destro di Pierluigi Bersani corre per la presidenza della Provincia prima e della Regione poi, sempre sconfitto. Vergogna!
Anche a Roma l’argomento rifiuti crea grosse fibrillazioni e l’Ama, l’ex municipalizzata della monnezza, è nella bufera. La giunta Alemanno si sta politicamente suicidando. Ama Winehouse
Stazione Tiburtina nel caos, Ferrovie dello Stato nel pallone e la regolazione del traffico treni affidata agli altri snodi. Ai minimi…Termini
Penati annuncia dimissioni da tutto: “E’ il momento di recuperare il mio onore”. Onore finito su un conto estero dopo una triangolazione cifrata. Stavolta però il cetriolo che vola tra Lombardia, Lussemburgo e Svizzera sta scuotendo tutto il partito dall’interno. Lug-ano
Gli hacker di LulzSec, vicini ad Anonymous, hanno penetrato il database del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche. E hanno postato su Twitter diversi link a presunti file segreti e riservati contenuti nei server della task-force contro i cybercrimini. Insomma, questi ragazzetti impertinenti fanno un sol boccone dei nostri segreti nazionali? Mangiati un cr-hacker
Dopo le ultime vicende giudiziarie riguardanti Alberto Tedesco e Filippo Penati, sulla questione morale del Pd c’è chi, come il governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani, ex Pci e derivati, sceglie la vecchia impostazione, che la miglior difesa è l’attacco.
Le inchieste su dirigenti Pd? Errani: “La nostra diversità si vede dal rispetto del ruolo della magistratura”. E c’è chi come Paolo Gentiloni, ex Margherita, responsabile comunicazione del Pd, alza l’asticella: “C’è bisogno di una reazione intransigente da parte nostra, forse ancora più netta di quella che c’è stata finora. Minimizzare, dire che si tratta di problemi isolati, anche se è vero che non bisogna generalizzare, è un errore”.
Insomma, non ha più senso, se mai lo avesse avuto, affermare una superiorità morale del Partito democratico. Oggi, specie l’elettorato antiberlusconiano, non ha nessuna indulgenza. Sulla questione morale, il rischio è che il Pd possa dilapidare il capitale di fiducia avuto dalle urne con il voto delle amministrative e con i referendum.
Nel Pd, specie nella componente ex Pci-Pds-Ds, si crede ancora al partito berlingueriano delle mani pulite, alla diversità. Ma oggi, non basta dire di essere diversi, bisogna dimostrarlo, coi fatti, tutti i giorni e a tutti i livelli. Basta nascondersi dietro al paravento “ideologico” e illudersi dicendo che gli altri sono peggiori?
Purtroppo, vicende come quella di Penati, invece di rappresentare un’occasione di analisi politica su un nodo cruciale qual è la questione morale, rischiano di diventare l’occasione ghiotta per la solita e stantia resa dei conti interna. In questo caso contro il segretario Bersani.
Lui ci prova a commuovere l’aula con un intervento dignitoso, accorato e lacrimevole al tempo stesso. Ma la dura legge di Bobo (Maroni) lo condanna. E ora dovrà lasciare i colleghi e accomodarsi dietro le sbarre. Non ti curar di lor, ma guarda e Papa
In Senato, invece, si suona tutta un’altra musica e ora il Pd non può certo ergersi a cane da guardia della legalità. Pastore…Tedesco
Per giunta i democratici adesso devono vedersela con la vicenda Penati e le presunte tangenti per la ristrutturazione di un’area ex Falck. Bersani dovrà darne conto in qualche modo, anche in considerazione del fatto che l’ex presidente della Provincia di Milano è un uomo della sua cerchia. Il centrodestra si getterà a capofitto sul fattaccio per mettere alle corde il Pd? Fiondarsi come un Falck
L’easy rider de’ noantri, Gianni Alemanno, pochi giorni fa fece sapere di aver compiuto un giro notturno in moto, e in incognito, per capire quale fosse la presenza delle prostitute sulle strade delle periferie romane. Eh sì, è un sindaco che ancora c’ha er fisico. Kawasaki? No, chiava-saki

La possibile cancellazione delle primarie dallo statuto del Partito Democratico non è, come sostenuto anche da alcuni lettori di questo blog, uno dei tanti bluff creati attorno a Pierluigi Bersani e compagni.
A confermare implicitamente la preoccupazione del deputato Salvatore Vassallo, che per primo ha scritto di questa opportunità, lo stesso segretario secondo il quale lo strumento oltre a non rendere il Pd autosufficiente ne agevolerebbe la chiusura.
Più che da statista, sostenendo queste idee, Pierluigi Bersani sembra che stia studiando per diventare come Silvio Berlusconi. Mentre il secondo prova a cambiare le leggi che regolano l’elezione del Presidente della Repubblica il primo si adopera affinché lo strumento che gli ha permesso di essere dov’è non possa essere utilizzato anche da altri più meritevoli.
Secondo quanto sostenuto da Salvatore Vassallo (deputato del Pd) e Giuseppe Civati (consigliere regionale del Pd) i vertici del Partito Democratico si stanno impegnando affinché venga modificato lo statuto.
La classe dirigente del Partito, evidentemente scottata dal successo di Nichi Vendola, sta pensando di eliminare le primarie decidendo senza l’ausilio dei propri elettori i candidati da presentare agli appuntamenti elettorali.
Probabilmente chi di dovere si è già dimenticato quanto questo strumento sia stato utile in passato. Quando, come nel caso delle comunali di Firenze, sono state fatte le primarie il Partito Democratico ha vinto con Matteo Renzi. Quando, come nel caso delle regionali in Lombardia, non sono state fatte le primarie il Partito Democratico ha perso con Filippo Penati.
Si sapeva da mesi che avrebbe vinto Roberto Formigoni: le elezioni regionali 2010 in Lombardia non sono mai state in discussione. Filippo Penati, candidato del PD, era stato piazzato lì principalmente come vittima sacrificale, esattamente come spesso accaduto in passato per i candidati sindaci a Milano di centro sinistra: ve ne ricordate qualcuno dei passati mandati?
Gente come Antoniazzi, o anche Ferrante, o Sarfatti… ve li ricordate? Tutti destinati ad essere annichiliti in una regione - e in una città - passata dal decennio da bere, dal decennio in cui Milano era la roccaforte del socialismo di più stretta interpretazione craxiana - e la cintura produttiva tutta bianca, democristiana - al ventennio verde-azzurro del PdL e della Lega Nord. Meglio o peggio? Vai a sapere…
Unica incognita futura: l’impressionante crescendo delle Lega Nord, un alleato che al di là delle dichiarazioni di facciata, inizia ad essere scomodo nel PdL, un alleato che vuole di più: magari, proprio la poltrona di primo cittadino a Milano, facendola sgusciare da sotto le terga di Letizia Moratti, il cui mandato è in scadenza nel 2011. Nomi? Umberto Bossi.

L’attenzione generale prestata al risultato delle elezioni regionali ha fatto perdere di vista un’importante competizione politica che nelle stesse ore avveniva a Venezia dove il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta provava a diventare sindaco.
Sì. Provava. Salvo stravolgimenti dell’ultimo minuto, dettati dal traino del nuovo Governatore Luca Zaia, l’esponente politico avvezzo ai mass media sarà il primo cittadino del capoluogo veneto solo se vincerà il ballottaggio contro il candidato del Pd Giorgio Orsoni.
Secondo quanto pubblicato dal Corriere della Sera la coalizione del precedente sindaco, Massimo Cacciari, è al momento in vantaggio per 4 punti percentuali su quella del centro-destra.
Continua a leggere: Renato Brunetta non è il nuovo sindaco di Venezia

Dichiarare la morte del Pd, pur essendo prematuro, è un’ipotesi da prendere seriamente in considerazione. Peggio di così non poteva andare. I candidati sbagliati, come Filippo Penati in Lombardia, non sono riusciti ad arrivare nemmeno ad un testa a testa.
Il forte appeal dei candidati esterni, come nel caso di Emma Bonino nel Lazio, non è stato sufficiente per nascondere le lacune di Pierluigi Bersani e compagni che non prendendo seriamente in considerazione i gruppi antiberlusconiani nati nei scorsi mesi hanno regalato alla Lega Nord il Piemonte. A nulla è servito il buon lavoro svolto da Mercedes Bresso.
Inutile piangere oggi su quanto è accaduto. Il forte antagonismo adottato contro Nichi Vendola faceva presagire in tempi non sospetti quanto si è verificato ieri. Il Governatore della Puglia prima della maggioranza ha provato a far ricordare al Partito Democratico le proprie deficienze.
Continua a leggere: Elezioni Regionali 2010: è Nichi Vendola il nuovo leader del centro-sinistra