
Ieri il silenzio del Premier sulla questione dell’ammissione delle liste è stato finalmente rotto da un messaggio video inviato al sito dei Promotori della Libertà. Berlusconi, che era dato per furioso coi suoi in particolar modo sulla questione Lazio, vi parla di “sopruso inaccettabile” e “ingiustizia subita”, ma sposa anche la linea del complotto.
Illuminante infatti questo passaggio del discorso:
“A Roma, invece, abbiamo subìto una duplice ingiustizia. Ai nostri delegati, che erano presenti in orario nell’ufficio preposto, è stato impedito di consegnare le liste del Popolo della Libertà da coloro che hanno il dovere di ritirarle.
Dopo il salto trovate il testo integrale del discorso, che incita a “sfidare a viso aperto l’arroganza della sinistra”.
Verrebbe voglia di definire questo spazio “la vergogna della settimana”. Ce n’è di materiale.
Prendete il “niet” della messa in onda tv del filmato su Vittorio Bachelet, splendido personaggio della cultura italiana, cittadino integerrimo e cattolico martire del terrorismo brigatista.
Ebbene, la Rai ha posto il veto, annullando la trasmissione sul primo canale “A sua immagine” sul professor Bachelet, nel trentennale dell’assassinio (colpito da un commando Br il 12 febbraio 1980 sulle scale della facoltà di Scienze Politiche alla Sapienza mentre parlava con la sua assistente Rosy Bindi) perché il figlio Giovanni è … deputato del … Pd.
Quindi, il filmato turberebbe la par condicio elettorale. Meglio rinviare tutto a dopo le elezioni regionali. Fontapolitica? No, politica Made in Italy. Insorgono, inutilmente, Pd, Udc, Idv, Fnsi.
Non è solo un atto di inspiegabile miopia nell’attuazione di una norma. Forse non si tratta di ottusità burocratica ma di scelta politica. E’ un’offesa alla memoria, uno sfregio al buon senso. Due pesi e due misure: meglio lasciare scorrazzare nei vari talk show i delinquenti e assassini degli anni ’70 che pontificano liberamente, novelli maestri ancora grondanti del sangue degli innocenti.
Non si macchia solo la figura di un grande personaggio stroncato dalla furia dell’odio. Si offende la memoria collettiva e si prende per i fondelli, oltre la storia, un popolo intero.
Fulmine a ciel sereno per la redazione del Giornale, ma anche estrema sorpresa per tutti i telespettatori che avevano probabilmente conosciuto il nome di Gianni Pennacchi per via dello “scoop” sul presunto video hard tra Roberto Fiore e Alessandra Mussolini.
Solo pochi giorni fa si era infatti verificato il confronto-scontro in tv tra la Mussolini e il giornalista, cui si riferiscono le immagini del filmato. Pennacchi, cronista parlamentare di lungo corso, era presente in studio a beccarsi i rimbrotti della esponente del Pdl che alla fine abbandonerà lo studio annunciando querela contro Il Giornale.
La cosa che lascia sconcertati è che pare che la morte sia stata causata da una rovinosa caduta in casa, in seguito alla quale al giornalista era stata diagnosticata la frattura di 3 costole. Dimesso dall’ospedale, l’uomo sarebbe poi deceduto per un’emorragia interna, causata forse dal traforamento del pancreas proprio ad opera di una delle costole incrinate. La vicenda è ancora nebulosa, ma c’è chi paventa un caso - l’ennesimo - di malasanità.
Vi proponiamo qui il video della tv locale Telelombardia, in cui si vede con precisione Massimo Tartaglia che prende la mira e aspetta il momento giusto per colpire Berlusconi.
Il colpo viene vibrato con grande violenza ed è inquadrato con una lente d’ingrandimento. Il corpo contundente, che sappiamo essere una riproduzione del Duomo, non si vede benissimo.
Berlusconi per ora rimane ricoverato al San Raffaele di Milano con una prognosi di 20 giorni, il setto nasale fratturato e due denti rotti.

Gianfranco Fini è intervenuto ieri sera a Ballarò sul fuorionda finito in home page su Repubblica.it: e c’è poco da dire. Qui c’è un politico, di razza, che vuole più di quanto stia ricevendo ora. C’è una coalizione fatta di gente che si sopporta poco, sempre meno, ma che sta insieme per amore del Potere. Quell’amore che al solito, incolla a ogni poltrona.
Fini a Ballarò ha specificato che non c’è niente da chiarire, a riguardo dello “statte cheto” e del “monarca assoluto” che ha rivolto al Presidente del Consiglio: e ci mancherebbe anche altro, visto che credo qualunque persona sottoscriverebbe quanto ascoltato nel fuorionda:
Fini: “No ma lui, l’uomo confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di… qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo… magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento… siccome è eletto dal popolo…
A bruciapelo: dovendo scegliere, siate voi elettori di destra, centro, o sinistra - e qui siamo un po’ sulla scia di un sondaggio passato che aveva offerto risultati inequivocabili - chi preferireste trovarvi sulla scheda?
Non immaginava di essere ripreso da un cineoperatore, Gianfranco Fini, mentre discorreva amabilmente a microfono aperto con il suo amico procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi, seduto accanto a lui a Pescara, durante la giornata conclusiva del Premio Borsellino. Argomento: Berlusconi, ovviamente.
Vediamo alcuni passaggi delle esternazioni del Presidente della Camera:
Fini: “Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza (ndr il pentito Gaspare Spatuzza)… speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da… perché è una bomba atomica”
Trifuoggi: “Assolutamente si… non ci si può permettere un errore neanche minimo”
Continua a leggere: Il fuori onda di Fini che ha fatto infuriare il Pdl. Video

Oggi il Giornale esce con un titolo a caratteri cubitali sul presunto video hard tra il leader di Forza Nuova Roberto Fiore e Alessandra Mussolini, ipotizzando un ricatto ai danni di quest’ultima. La notizia per la verità non è nuovissima, ma solo ora assurge agli onori della cronaca proprio per via della campagna del quotidiano di Vittorio Feltri.
Vediamo di ricostruire la vicenda. Il 20 novembre Indymedia, sito di estrema sinistra di area no global, esce con il seguente comunicato stampa:
La notizia, assolutamente certa, ma ancora riservata, è questa: esiste un video dove sono ripresi ROBERTO FIORE ed ALESSANDRA MUSSOLINI a fare sesso esplicito nella sede romana di Forza Nuova.
Un ex dirigente nazionale di FN ed ex stretto collaboratore di Fiore (già responsabile della sua sicurezza), ha già contattato diversi giornalisti per vendere il video. La proposta è arrivata alla redazione de Il Giornale (che ha potuto visionare il filmato), ad alcuni giornalisti RAI e agli ambienti ex AN di Milano e Roma.
Si tratta di immagini registrate dal circuito interno di videocamere della sede romana di Forza Nuova. Il filmato è ancora in circolazione e in vendita. Per quanto si tratti di una questione personale e privata, la notizia, oltre che ghiotta per la stampa, dopo il caso Marrazzo, potrebbe colpire il PDL, soprattutto in Lazio e Campania dove la Mussolini vorrebbe ricandidarsi. In Forza Nuova lo scandalo sarebbe già scoppiato
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Il caso Marrazzo e le rivelazioni accennate da vari quotidiani sugli altri possibili nomi coinvolti nella trans-inchiesta sono stati al centro della puntata di ieri di Annozero. Tra l’altro riguardo a questo segnaliamo che oggi Gasparri ha comprato un’intera pagina sul Giornale per smentire le voci sul suo coinvolgimento. Inutile dire quanto oro valga questo vicenda gossippara per la trasmissione, ormai stabilmente attestata su livelli record di audience.
Anche gli ospiti erano decisamente azzeccati. Primo fra tutti il gongolante Storace, che ha finto moderazione nei confronti dell’odiato nemico ormai ex-governatore del Lazio, ma era chiaramente al settimo cielo. Anche Belpietro, direttore di Libero, non ha avuto bisogno di calcare la mano, e anzi è pure riuscito a uscire bene da una vicenda che vedeva il suo giornale al centro dello scandalo. È bastato ricordare - in questo suffragato dalle due inviate della redazione romana che per prime avevano visionato il video - che Libero in ben due riprese aveva rifiutato la pubblicazione; prima con Feltri e poi con lo stesso Belpietro.
Inutilmente il direttore del Riformista Polito ha cercato di riequilibrare la questione riportando l’argomento su Berlusconi. In questo è stata molto più brava, dobbiamo sottolinearlo, Debora Serracchiani, per una volta apparsa molto incisiva con la sua dialettica da “uomo della strada”, che candidamente si domandava come potesse non sembrare conflitto di interessi il fatto che il Presidente del consiglio in qualche modo fosse venuto a conoscenza del video per vie traverse, trovandosi nella condizione di avvertire Marrazzo del pericolo.
Continua a leggere: Retrospettiva su Annozero. Marrazzo, Video e i suoi fratelli
Accusato da più parti di ignorare uno scandalo di “sinistra”, Michele Santoro reagisce da par suo e in accordo con la redazione organizza una puntata monotematica sul caso Marrazzo. Tra gli invitati peraltro spicca lo stesso direttore di Libero Maurizio Belpietro che dalle colonne del suo quotidiano lo aveva pubblicamente sfidato a occuparsi del governatore laziale, lamentando che i suoi giornalisti non venissero mai chiamati in trasmissione.
Il caso Marrazzo e’ solo un affare privato, la vicenda di un uomo e delle sue debolezze per i trans o dimostra come la politica sia sotto ricatto? E di quella vicenda e’ stato chiarito tutto o ci sono ancora retroscena sconosciuti? Una cosa e’ certa: dossier, veline, filmati sembrano essere diventate le armi della politica.
In una puntata dal titolo Ricatti , Annozero si aprirà con l’inchiesta di Stefano Bianchi, Corrado Formigli, Giulia Bosetti e Luca Bertazzoni che ricostruira’ i passaggi piu’ importanti della vicenda Marrazzo, con i protagonisti e i testimoni della storia.
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Nel filmato che vedete sopra il Ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini presenta il nuovo canale aperto su Youtube per un confronto aperto sui temi della scuola. L’iniziativa è totalmente innovativa, qualunque idea si abbia della Riforma Gelmini stessa, e ha aperto un acceso dibattito sul canale stesso con 58.000 visualizzazioni e più di mille commenti nelle prime ore.
Dopo il salto potete leggere il testo integrale della presentazione: