
Sulle priorità del Ministro della Sanità Ferruccio Fazio, come già spiegato su queerblog.it, bisognerebbe ragionare bene. Dall’inizio della suo mandato, deciso a legislatura iniziata da Silvio Berlusconi dopo lo scoppio della pandemia riguardante l’influenza suina h1n1, il medico ha spesso ragionato su problemi superficiali.
L’ultimo è relativo all’utilizzo delle cravatte nelle corsie ospedaliere dove ieri i medici hanno scioperato per garantire ai cittadini italiani una sanità pubblica e efficiente che senza un determinato numero di personale è impossibile da migliorare.
Non più tardi di due giorni fa una bambina moriva di parto a Rossano, in provincia di Cosenza, dove la madre si era recata per farla nascere. La donna avrebbe dovuto partorire in un reparto chiuso.
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E’ inequivocabilmente un disco rosso quello alzato dalle Regioni contro il Governo.
Con un documento votato all’unanimità, le Regioni sono adesso in rivolta per fare saltare la manovra fortissimamente voluta da Tremonti e subita da Berlusconi.
I presidenti di Regione presentano il conto all’esecutivo con una accusa durissima: così com’è la Finanziaria rischia di essere incostituzionale.
Il motivo? Intaccherebbe il principio del collegamento diretto fra le funzioni conferite alle regioni e le risorse necessarie per il loro esercizio.
Persino il governatore della Lombardia Formigoni è furioso e accusa: “E’ insostenibile e anche anticostituzionale”.
Che succede? Ma non era la manovra “toccasana”, quella che porta soldi nelle casse inventandoli dal nulla senza mettere le mani nelle tasche degli italiani, senza ridurre i servizi?
Dopo Fini, anche Formigoni nell’albo dei … neo “comunisti” pessimisti e catastrofisti?
Nichi Vendola: anticaimano. Voto 7. Il “capo” di Sel contro il bavaglio e contro la finanziaria “modello Briatore”. Paese putrescente. Sos gregge e sos pastori. Opposizione virtuale. Urge leader reale. E non tascabile.
Antonio Di Pietro: primadonna. Voto 4. Idv non ha ne’ intenzione ne’ tempo di polemizzare con Napolitano, dice Di Pietro criticando la riforma delle intercettazioni. L’insostenibile leggerezza della primadonna.

A sette giorni dall’allarme lanciato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica, secondo la quale i tagli previsti alla sanità pubblica non garantiranno ai malati le adeguate cure, il Governo Berlusconi prosegue il proprio ridimensionamento dei budget previsto il servizio ospedaliero italiano.
All’interno della commissione Affari Sociali della Camera, per attenuare i tagli previsti sulla sanità pubblica, si sta pensando di agevolare i medici che privatamente eserciteranno la propria professione al di fuori dell’ospedale. Contrario al provvedimento si sono già detti Delia Murer del Pd e Antonio Palagiano dell’Idv.
Per un provvedimento non approvato ce ne sono altri due già in vigore. Secondo quanto denunciato dall’associazione Onlus Cittadinanzattiva i cittadini italiani che hanno contratto l’Aids a causa di una trasfusione di sangue non verranno più risarciti dallo Stato.
Continua a leggere: Crisi: il Governo privatizza la sanità pubblica

Nelle stesse ore in cui Silvio Berlusconi annuncia che la Protezione Civile non avrebbe operato più in Abruzzo a causa delle indagini avviate dai magistrati locali Sabina Guzzanti, ad un mese dall’uscita di Draquila, sul suo blog critica l’ultimo provvedimento approvato dal Governo a favore del dipartimento di competenza di Guido Bertolaso.
Secondo quanto sostenuto dall’attrice l’amministrazione Berlusconi, attraverso l’approvazione dell’articolo 14 del decreto dl 195 dl del 2010, avrebbe garantito a 13 dirigenti un prolungamento del contratto a termine.
Così facendo il Governo avrebbe permesso a queste persone l’esenzione al programma già stabilito dalla manovra finanziaria già pensata per i lavoratori pubblici ai quali è stato imposto, ad esempio, il blocco delle retribuzioni per un quadriennio.
Continua a leggere: I privilegi della casta: non esiste la crisi per la Protezione Civile

Ora che il Ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, ha capito che per aiutare la Grecia l’Italia dovrà condividere con l’Europa 25 miliardi di euro bisogna capire come procurarsi la cifra senza peggiorare il debito pubblico che stando a quanto pubblicato dalla Stampa è aumentato sfiorando il valore record registrato lo scorso ottobre.
Secondo le indiscrezioni trapelate l’economista per raccogliere il denaro necessario congelerà il rinnovo contrattuale degli impiegati pubblici ai quali verrà però garantita una vacanza contrattuale.
Oltre alla pubblica amministrazione già si prevedono dei tagli anche in ambito ospedaliero, sulle pensioni di invalidità (i cui criteri sono destinati a diventare più severi) e ai ministeri dove Giulio Tremonti proverà a contenere i costi della casta.
Continua a leggere: Economia: per salvare la Grecia Giulio Tremonti taglia le spese della casta
Come anticipato da Affaritaliani.it e Cerazade il settimanale Economist avrebbe promosso il Ministro italiano dell’Economia Giulio Tremonti sostenendo che l’attuale Governo Berlusconi si differenzia da quelli precedenti per via del taglio alle spese in eccesso fatto dallo stesso Tremonti.
Secondo il settimanale il Ministro avrebbe invece sbagliato la stesura della più recente legge finanziaria nonché sull’approvazione dello scudo fiscale, utile per far ritornare in patria tutti i capitali che gli evasori fiscali avevano deciso di accumulare al di là dei confini italiani.
Al di là di come la possa pensare una testata giornalistica, presa come esempio dai mass media italiani solo in rare occasioni (su tutte quella riguardante la copertina con la quale l’Economist bocciava Silvio Berlusconi), l’articolo che promuove Giulio Tremonti omette una delle uscite più infelici dello stesso Ministro.

Pochi giorni prima della sospensione di tutti i programmi televisivi politici della RAI era scoppiato un vero e proprio caso attorno alla trasmissione “A Sua Immagine”, contenitore religioso in onda il sabato pomeriggio su RaiUno.
La puntata che doveva andare in onda per ricordare Vittorio Bachelet è stata all’ultimo momento cancellata sostenendo che il figlio Giovanni, in quanto deputato (del Pd), non poteva intervenire in trasmissioni di intrattenimento durante il periodo pre-elettorale.
Partendo da quanto successo abbiamo ragionato con l’esponente politico sul ruolo della memoria e sulla pubblica istruzione cui lui, prima di essere eletto, contribuiva come docente universitario.
Continua a leggere: Intervista - polisblog incontra Giovanni Bachelet
Governo: Finanziaria licenziata . Voto – 9. Compromesso raggiunto al Senato sulla Finanziaria (via libera con 158 sì, 117 no e 4 astenuti): niente fiducia, niente modifiche. E niente fondi per famiglie e aziende. Cvd (Come volevasi dimostrare).
Pd: botteghe oscurate. Voto – 8. Il Partito democratico, in Puglia, si distingue non solo per il caos sulle candidature. Il segretario Sergio Blasi, dopo l’ennesimo vertice, ha chiuso la bocca ai giornalisti: “Non sono ammesse domande”. Si scrive Pd, si legge Pcus.
Che tempi, ragazzi! La crisi morde, e non solo ripulisce le tasche: “svuota” il modo di pensare e di essere delle persone.
In Sardegna, in 200 mila (duecentomila!) hanno preso parte a un “gioco” di una catena di distribuzione “Vinci il tuo posto di lavoro”. In palio c’è un posto di … commesso/a al supermercato.
Massimo Gramellini su La Stampa si scandalizza: “Non riesco a credere che il lavoro sta diventando un premio sorteggiabile come una pentola o un biglietto della Lotteria”. Tant’è.
“L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro” recita l’articolo 1 della Costituzione. Intanto la protesta degli operai che hanno perso il lavoro (o stanno per perderlo) torna ancora sui tetti. Da Pomigliano d’Arco (Fiat) a Lesmo (Yamaha) si riprendono forme di lotta (molto) discutibili ma esempi dello stato di esasperazione e di “squagliamento” politico dei lavoratori e dei sindacati, dell’impotenza e della nullità della politica.
E’, anzi, il frutto dell’antipolitica di questi 15 anni, una “furbata” di populisti menestrelli per fare la cattiva politica, la politica dei propri interessi, per fare finti partiti, scatole vuote per il potere fine a se stesso: i ricchi e i privilegiati sono cresciuti a danno di tutti gli altri e della nazione.
Continua a leggere: Ore 12 - E l'Italia nemmeno si vergogna!