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Tutti gli articoli con tag fiumicino

Body Scanner sì o no? Sondaggio

pubblicato da Luca Landoni



Il Body scanner è l’argomento del giorno, soprattutto dopo l’annuncio del Ministro degli interni Roberto Maroni che il governo italiano ne acquisterà 14 per mettere in sicurezza in primo luogo gli aeroporti di Fiumicino e Malpensa.

Molti i contrari, però, tra cui per esempio il giornalista Renato Farina che ieri sul Giornale (edizione cartacea) ha scritto una lunghissima filippica sul fatto che sia meglio infiltrare agenti antiterrorismo nelle moschee piuttosto che affidarsi a strumenti tecnologici fallibili nella lotta al terrorismo islamico.

È abbastanza chiaro infatti che questo congegno abbia come obiettivo primario quest’ultimo aspetto più che una prevenzione generica. Ricordando che già ad ottobre i colleghi di TravelBlog si erano occupati della cosa con un sondaggio, proviamo a ripeterlo oggi con i lettori di Polis (dopo il salto). Favorevoli o contrari?

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Barack stellare: premesse & promesse. Voto + 9. “So help me God”. La storia prende il volto di Obama, primo afroamericano presidente degli Usa. “60 anni fa un nero non poteva nemmeno entrare in un bar”. E promette: “Il mondo ha bisogno dell’America e l’America ha bisogno del mondo”. Un grande discorso a premessa di un grande presidente?

Governo: Alitalia follie. Voto – 9. Un biglietto aereo (sola andata, orario non di punta) della nuova Alitalia/Cai tratta Roma Fiumicino- Milano Linate costa “solo” … 325,80 euro! Tariffe fuori dal mondo, ovvero da fuori “di testa” Questo il frutto del regime di monopolio assicurato alla Cai dal governo Berlusconi. Dalla padella alla brace. Grazie, Cavaliere!

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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese

Alitalia: affare fatto fra Air France e Cai. Soddisfazione del premier Berlusconi: “Un successo”. In fumo l’ultimo tentativo di Lufthansa e del sindaco di Milano, Moratti. Critico Massimo D’Alema: “Intesa dannosa e scontata: un imbroglio!”. A Fiumicino i dipendenti inscenano il “funerale” della compagnia. Domani il decollo della nuova compagnia.

Il nostro commento
Finalmente c’è l’accordo ufficiale. Il consiglio di amministrazione della cordata italiana ratifica l’accordo con i francesi che sborsano 323 milioni di euro per il 25% della compagnia. Beffata (e irata contro il governo) Letizia Moratti che – insieme al “fronte del nord” - fino all’ultimo ha tentato di bloccare tutto per far arrivare l’offerta della Lufthansa. Air France diventa così il primo azionista, con tutti gli annessi e connessi. La vicenda è finalmente chiusa e questo è un bene. Ma il conto, salatissimo, è aperto. A pagarlo saranno tutti gli italiani. Alitalia è stata strumentalizzata per fini elettorali.

Roberto Formigoni
: “Non si può che restare critici. Ora serviranno accordi bilaterali per avere accordi internazionali su Malpensa. Serve un secondo passo, la possibilità per nuove compagnie di accedere alle rotte nazionali”.

Massimo D’Alema: “In questo accordo c’è la vendetta della razionalità economica contro la propaganda di Berlusconi e si svela il grande imbroglio, Tutta la vicenda è un tipico imbroglio voluto e gestito da Berlusconi”.

Alitalia-Air France: su Malpensa è tutti contro tutti e oggi Bossi incontra Berlusconi

pubblicato da G.L. Barone

Alitalia-duomoIl matrimonio Alitalia-Airfrance, alla fine, pare proprio che si farà: venerdì i CdA delle due società delibereranno l’ingresso dei francesi nel capitale di Cai con un gettone di 300 milioni di euro per il 25% della nuova Alitalia.

Con il matrimonio alle porte non poteva però mancare qualche mugugno (per la verità ben più di qualcuno): Milano contro Roma, nord contro sud, PD contro PdL ma anche Lega contro PdL.

Eh si, non è un mistero che il partito di Bossi parteggi per un partner straniero che non declassi Malpensa come farebbero i francesi (leggi Lufthansa). E così spunta anche un asse “diagonale” che vede PD, PdL e Lega del “nord” contro PDL del “Sud”.

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Ore 12 - Caos Alitalia. A casa i piloti o Berlusconi?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroAlitalia decolla? Macchè! La partita della nostra compagnia di bandiera è tutt’altro che chiusa. Anche perché il gioco avviato su più tavoli non si sa dove porta.

Quel che a tutti appare è sconcertante, con scioperi “fuori legge”, un manipolo di piloti che tiene tutti in scacco, voli a singhiozzo, passeggeri depressi e incazzati, caos quotidiano che, dopo i rifiuti napoletani, contribuisce ad infangare nel mondo l’immagine dell’Italia e brucia montagne di soldi del contribuente.

Ma ancor più sconcertante è quello che non appare.

Nel Palazzo (o nella Villa di Arcore) continua il braccio di ferro fra alleati.

In palio c’è un bel pezzo di torta. C’è il consenso, cioè i voti, che premiano chi ha in mano il bandolo della matassa e decide presidenze e consigli di amministrazioni, il pozzo di San Patrizio dei contributi statali, il flusso del business, delle assunzioni, delle società che gestiscono i servizi ecc.

Dopo il “cucù” di Trieste, Berlusconi si è superato con la “sortita” Lufthansa, proposto quale partner della nuova Alitalia, ma non per far piacere alla Merkel. Lo ha fatto perché quella è la strada indicata e imposta da Bossi.

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Alitalia: l'assemblea dei dipendenti ha votato. Sciopero di 24 ore dalle 18 di oggi

pubblicato da Luca Landoni



No, non siamo su scherzi a parte. Nonostante la strenua opposizone dei vertici sindacali l’assemblea dei dipendenti Alitalia ha deliberato lo sciopero, operativo già da un’oretta circa (ore 18 in punto). Le avvisaglie c’erano fin dal pomeriggio, quando il cosiddetto “comitato di lotta” aveva bloccato con un sit-in l’ingresso al centro equipaggi fino alle 16.20, impedendo l’accesso a piloti e hostess di altre compagnie aeree, anche straniere, costretti a raggiungere un ingresso secondario dell’aeroscalo.

Ecco le posizioni dei principali leader della protesta:

Berti (Anpac): «Il fronte del no non si è spaccato, piuttosto esistono fronti di lotta diversi». Cavola (segretario nazionale sindacato dei lavoratori): «La nostra risposta è decisa, molto dura e determinata ma nel rispetto della legge e nella volontà dei lavoratori». Maras: «La nostra risposta finirà quando avremo deciso che ci sono le condizioni per farla finire: quando saranno rispettati i principi di solidarietà, democrazia e di diritto al lavoro».

Foto: Il Giornale

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