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Tutti gli articoli con tag formigoni

Bossi insiste, fuori Formigoni dentro Maroni. E Berlusconi ...

pubblicato da il passator cortese

E comunque Umberto Bossi, che continua a “provocare” Berlusconi, un’idea ce l’ha. A parte il solito linguaggio “ruvido”, il capo del Carroccio lancia bombe per confondere gli avversari interni ed esterni.

Il vero obiettivo del Senatur è quello di mantenere il pieno potere della Lega. Non può accettare uno scontro aperto con Maroni, ragion per cui cerca di trovare per “Bobo” una collocazione prestigiosa istituzionale in modo da spuntargli gli artigli nella lotta per la leadership del Carroccio.

Da qui la sparata contro Formigoni, un vero e proprio ultimatum per aprire una crisi pilotata, giungere alle elezioni anticipate in primavera e sostituire l’attuale Governatore con Maroni.

Formigoni mostra sicurezza: “Non succederà niente. La Lega non commetterà l’errore esiziale per se stessa di uscire da un governo regionale che sta funzionando bene da 12 anni, che i cittadini hanno riconfermato più volte alla guida della Lombardia. Se si rompe un’alleanza come questa è difficile ricomporla in 15 giorni”.

Nel piano di Bossi Berlusconi perderebbe un pezzo importante ma recupererebbe il Senatur come alleato nelle politiche del 2013 o, se servisse, nella primavera 2012. Fantapolitica? Con Bossi in campo, mai dire mai. E con Berlusconi … fuori campo, peggio ancora.

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Mario Monti: intrappolato. Voto 5- Il premier prima fa l’ottimista: “Stiamo uscendo dalla crisi”, poi il pessimista: “Ho paura che il Pdl non tenga”. Ieri alla Camera ben 64 gli astenuti del Pdl - nonostante l’ordine di votare no – per non andare contro la mozione della Lega. Agguato in vista?

Silvio Berlusconi: trappolone. Voto 3- Il Cav contro i giudici del processo Mills: “Sentenza già scritta”. E tace su Monti: “Non parlo di politica”. E nel Pdl la paura fa 90 per i sondaggi da ko. Tace anche sull’ultimatum di Bossi “O molli Monti o via Formigoni”. Bombe sotto carica?

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Pdl in "picchiata". Santanchè: "Senza la Lega, il 15% è un miracolo!"

pubblicato da il passator cortese

Tira una brutta aria fra la Lega e il Pdl. Il neo capogruppo del Carroccio alla Camera Gian Paolo Dozzo picchia duro su Affaritaliani.it: “Alle amministrative la Lega andrà da sola. L’alleanza con Berlusconi è finita”. Chissà. Mai dire mai.

La minaccia di Bossi di fare saltare Formigoni potrebbe spingere il governatore ciellino a un rimpasto per offrire ancora più potere al partito del Senatur. Tutto sta a vedere se gli ultimatum di Bossi sono tattici o strategici, se cioè le minacce servono per portare a casa più poltrone o se invece si ritiene oramai il Pdl una zavorra incancrenita da lasciare al suo destino.

Nell’ultima riunione (a porte chiuse) dei vertici del Pdl lombardo con molti big nazionali aleggiava il clima della disfatta annunciata, con dirigenti che in poche settimane sono passati dall’euforia sbracata dei bei tempi del Cavaliere a Palazzo Chigi alle attuali facce “da morto”.

Il Pdl precipita nei sondaggi nazionali: è oggi dato al 23%, una debacle che non accenna a fermarsi. E’ per questo che nel meeting di Milano di cui sopra, l’arroganza e la sicumera di molti esponenti del partito del Cavaliere si è trasformata in insicurezza e forte preoccupazione di aver imboccato un vicolo cieco.

L’appuntamento delle amministrative di maggio fa accapponare la pelle, tanto che Daniela Santanchè lancia l’allarme e sbotta: “Non possiamo continuare così, senza la Lega se arriviamo al 15% è un miracolo”. Addirittura Lombardia e Veneto rischiano di più: se non si chiudono accordi con il Carroccio al primo turno, il pericolo che il Pdl non raggiunga il ballottaggio è davvero reale.

Tutti si appellano a Berlusconi. Ma il Cavaliere non batte ciglio. Per ora. Pdl nel classico “cul de sac”?

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Tremonti&Berlusconi: spiffero. Voto 6-. Nel Decreto sviluppo c’è il credito di imposta per le imprese che assumeranno lavoratori al Sud e c’è la rinegoziazione dei mutui per famiglie in crisi. Poco? Meglio prendere che lasciare.

Moratti&Formigoni: folata. Voto 5-. I milanesi chiedono i danni (6000 euro?!) per smog al sindaco e al governatore. E’ la class action, bellezza! Pisapia ci crede. Poco? Meglio di niente. Dall’aria pulita all’aria nuova?

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Manovra, disco rosso delle Regioni al Governo

pubblicato da il passator cortese

E’ inequivocabilmente un disco rosso quello alzato dalle Regioni contro il Governo.

Con un documento votato all’unanimità, le Regioni sono adesso in rivolta per fare saltare la manovra fortissimamente voluta da Tremonti e subita da Berlusconi.

I presidenti di Regione presentano il conto all’esecutivo con una accusa durissima: così com’è la Finanziaria rischia di essere incostituzionale.

Il motivo? Intaccherebbe il principio del collegamento diretto fra le funzioni conferite alle regioni e le risorse necessarie per il loro esercizio.

Persino il governatore della Lombardia Formigoni è furioso e accusa: “E’ insostenibile e anche anticostituzionale”.

Che succede? Ma non era la manovra “toccasana”, quella che porta soldi nelle casse inventandoli dal nulla senza mettere le mani nelle tasche degli italiani, senza ridurre i servizi?

Dopo Fini, anche Formigoni nell’albo dei … neo “comunisti” pessimisti e catastrofisti?

Riforma Gelmini e federalismo. Sì alle graduatorie regionali

pubblicato da Luca Landoni


Torniamo a parlare della Riforma Gelmini dopo qualche tempo, perché è alle porte un grosso cambiamento che introduce, per così dire, una sorta di progetto federalista nella scuola. Il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini si è infatti espressa a favore della proposta avanzata dal governatore lombardo Formigoni e dalla Lega Nord di introdurre le graduatorie regionali.

L’innovazione, di cui si è parlato ieri in una riunione al Pirellone di Milano, anticiperebbe una riforma a livello nazionale esprimendo la Regione Lombardia come pilota del progetto. Ma come funzionerebbe?

Le scuole andrebbero a scegliere i propri insegnanti pescando da una sorta di albo regionale. L’albo sarebbe comunque aperto a tutti, dunque nessuna discrminazione territoriale, ma vedrebbe la grossa novità che i prescelti non potrebbero cambiare sede almeno per i 5 anni successivi.

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Bossi scalcia, Berlusconi scalda i muscoli, l'astensione cresce

pubblicato da il passator cortese

A 10 giorni da un voto che di amministrativo oramai ha ben poco (croce sulla scheda pro o contro Berlusconi), l’Italietta della Seconda repubblica fallita, non sa più a che santo appellarsi.

L’ultima bordata viene da Umberto Bossi che spara ad alzo zero sulla … Lombardia: “Ne abbiamo piene le scatole di una regione che non decolla, che è in crisi, senza progetto, senza lavoro. E’ ora di cambiare”.

Un brutto colpo per il governatorissimo Formigoni, per il Pdl del Predellino, per lo stesso Premier che ha posto la Lombardia quale esempio del governo del fare.

Un (quasi) caos. Un anticipo di quel che il Senatur riserverà agli “alleati” dopo il voto di fine marzo.

Con questi chiari di luna e con le inquietanti note vicende politico-affaristico-giudiziarie, i sondaggi (segreti?!) in mano ai partiti prefigurano uno scenario dai limiti indefiniti e al limite della destabilizzazione dell’attuale quadro politico.

La preoccupazione maggiore (ma non per tutti?) è data dall’astensione: un’ombra minacciosa che si estende e che pare superi già il 35% e viaggi celermente verso e oltre il … 40%.

L’Italia non è la Francia, ma se queste cifre venissero confermate dalle urne, sarà bene sin d’ora … studiare la lingua dei cugini transalpini.

Elezioni regionali 2010 Lombardia: l'ultimo sondaggio su Polisblog

pubblicato da Luca Landoni

Il 28 e il 29 marzo la Lombardia va al voto. Come sappiamo qui la situazione è molto particolare. A breve dovrebbe essere reso noto l’esito del ricorso al Tar di Formigoni, ma in ogni caso ci sarà ancora la possibilità di appellarsi contro questa decisione. Ne abbiamo parlato abbondantemente (l’ultima volta qui) e non resta che attendere gli eventi. In ogni caso noi per il momento inseriremo l’ex-Governatore nel sondaggio.

I candidati alla Presidenza della Regione sono sei (Marco Cappato dei Radicali è stato escluso per numero insufficiente di firme). Ecco i nomi: Roberto Formigoni (Pdl-Lega Nord); Filippo Penati (Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia Libertà, PSI, Verdi e Pensionati); Gian Mario Invernizzi (Forza Nuova); Savino Pezzotta (Udc); Vittorio Agnoletto (Fed. della Sinistra); Vito Crimi (MoVimento 5 Stelle).

Tu chi sceglieresti?

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Elezioni regionali 2010. La soluzione politica per il Caos Liste nel Pdl: una leggina interpretativa

pubblicato da paganini


Ieri abbiamo provato ad immaginare il contenuto di un decreto legge che ponesse rimedio all’imperizia dimostrata dai presentatori delle liste del Popolo della libertà, meglio noti come il Gatto e la Volpe. Il testo era volutamente ed evidentemente paradossale, certo non quanto i proclami dei vari Formigoni e Polverini e le loro pretese di plasmare ogni regola ad immagine e somiglianza dei Polli delle libertà a cui hanno affidato il proprio futuro politico.

Oggi si parla con insistenza di una soluzione politica della vicenda, termine che già di per sé dimostra una certa confusione, dato che il problema è giudiziario e riguarda errori materiali, non elevate riflessioni sul futuro del sistema bicamerale in Italia. In ogni caso, visto che le pregiate menti dei palazzi romani non hanno ancora stilato il testo della leggina interpretativa che dovrebbe superare la scomoda situazione, proviamo noi a buttare giù qualche appunto per facilitargli il lavoro.

Per essere davvero chiara e fornire una interpretazione autentica delle norme elettorali, la leggina dovrebbe rendere più comprensibile che:
- gli uffici del Tribunale, per la consegna delle liste e delle firme, chiudono alle 12;
- gli uffici del Tar, per la presentazione dei ricorsi, chiudono alle 13;
- quando si raccolgono le firme bisogna autenticarle, tutte;
- quando un modulo è stato riempito con le firme dei sottoscrittori non è possibile modificare i nomi dei candidati;
- se non c’è accordo all’interno di un partito sulle persone da candidare, è opportuno superare i disaccordi almeno 2 giorni prima delle elezioni;

Avete qualche altro punto da aggiungere? Poi mandiamo una mail a Palazzo Chigi, magari li caviamo d’impaccio….

Foto | Flickr

Elezioni regionali 2010 in Lombardia: vince Invernizzi di Forza Nuova al ballottaggio con Penati

pubblicato da Luca Landoni



Lo scenario surreale evocato dal titolo può apparire impossibile, ma se ci pensate bene non lo è del tutto. Ieri Formigoni è stato bocciato per la seconda volta, e si attende la decisione finale del Tar per venerdì. Probabile, anche pressoché certo che il Tribunale amministrativo regionale ribalterà le decisioni precedenti, ma se così non fosse?

Procediamo per ordine. La vicenda Formigoni, come abbiamo già spiegato, è profondamente differente da quella Polverini. Un conto è arrivare in ritardo alla consegna delle candidature, un conto è essere bocciati per irregolarità di qualche firma o qualche timbrino. In quest’ultimo caso infatti l’errore se c’è è formale, ma il punto è che nella sostanza la lista non rischiava certo di non raccogliere un numero sufficiente di firme.

La soluzione di buonsenso è concedere una rapidissima proroga per raccogliere le adesioni sufficienti a colmare il gap (magari accoppiata a una bella multa) e chiudere la questione. Non si può certo negare a un elettorato di centrodestra che in Lombardia è in fortissima maggioranza di esprimere democraticamente la propria scelta. E badate bene, non è questione di colore politico. Se stessimo parlando della lista PD in Toscana (situazione affine) varrebbe esattamente lo stesso principio.

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