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Elezioni Regionali 2010: le liste del PdL, di Roberto Formigoni, sono false anche in Veneto

pubblicato da giovanni molaschi in: Regionali 2010



Non si fa in tempo a chiedere, e ottenere, le dimissioni di Nicola Di Girolamo (innescate, come spiegato lo scorso sabato a “che tempo che fa” da Massimo Gramellini da un errore di trascrizione) che già si deve ragionare sulle liste false.

A poche ore dall’esclusione di Roberto Formigoni, in Lombardia, per una serie (ancora da definire) di firme false anche in Veneto è scoppiato un caso analogo provocato sempre dal Popolo delle Libertà.

Secondo quanto pubblicato dal Gazzettino anche delle persone defunte, fan in vita della già morta Forza Italia, avrebbero firmato per sostenere le liste del Partito del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

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Silvio Berlusconi: “Fallita la fusione tra Alleanza Nazionale e Forza Italia”

pubblicato da giovanni molaschi in: Silvio Berlusconi Popolo delle Libertà PDL



Il bipolarismo, spacciato come soluzione contro il moltiplicarsi dei partiti, è di fatto fallito. Non solo a sinistra dove il Partito Democratico è stato, progressivamente, spurgato da molti esponenti dell’ex Margherita che hanno preferito Pierferdinando Casini a Pierluigi Bersani.

Secondo quanto riportato da Repubblica anche a destra ci sarebbero dei problemi. Silvio Berlusconi non sarebbe contento del Popolo delle Libertà, nato dalla fusione tra Forza Italia e Alleanza Nazionale.

“Mi sono pentito. Non c’è stata la fusione come la immaginavo io. Anzi, quelli di An hanno iniettato nel nostro partito il virus delle correnti. Forse si poteva studiare un’altra soluzione. Ma oramai dobbiamo fare i conti con quello che c’è”.

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Ore 12 - Ciancimino jr, polpetta avvelenata o pillola ricostituente per Berlusconi?

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroOgnuno torna al suo posto, più o meno. Basta un Ciancimino jr per rendere ancora più torbido il già fosco quadro politico, per fare gettar via alcune maschere e far riprendere ai vari attori il proprio ruolo.

Poco ore è durata la “svolta” di Tonino Di Pietro. L’ex Pm sposa i “teoremi” del figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo sui rapporti mafia-Forza Italia, accusando tout court questo “governo piduista, fascista e paramafioso”.

Pier Luigi Bersani, imbarazzato, “accusa” la giravolta del leader dell’Idv, appena abbracciato al congresso romano. Metà Pd rilancia il refrain dell’”avevamo detto che la tentazione di Di Pietro di togliersi la casacca giustizialista non è credibile”. Dalemiani, lettiani e Follini fans rilanciano la ricucitura con Casini. Mentre altri, specie i popolari con Rosy Bindi e i veltroniani, non fidandosi del leader centrista, strizzano l’occhio all’ex Pm.

Così ha buon gioco Pier Ferdinando Casini nello scompaginare la tela delle alleanze, bloccando la prospettiva strategica appena tracciata con Bersani: l’asse privilegiato Pd-Udc è (almeno per ora) naufragato prima di prendere vela. “Mai l’Udc potrà stare in una coalizione con l’ex Pm” chiosato da Casini, più che un monito, ha il sapore di un ultimatum.

Alla fin fine, di fronte alla “bomba” (o patacca?) Ciancimino, il Pd non sa che pesci pigliare, sta politicamente con un piede di qua e uno di là, affidandosi al giudizio dei … giudici.

Di fatto, è Bersani a rimanere con il cerino in mano. Ed è Berlusconi, anche stavolta, a prepararsi a incassare il … raccolto.

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Pier Ferdinando Casini: spaghetti western Voto + 8. Il leader dell’Udc rifiuta le “rivelazioni” di Ciancimino jr: “Ritenere che Forza Italia sia prodotto della mafia, significa offendere milioni di elettori e falsificare la realtà”. C’era una volta l’Italia.

Mariastella Gelmini: bavaglio. Voto – 9. La ministra maestra “unica” dell’istruzione con una mano apre al confronto sulla sua “riforma epocale” e con l’altra oscura tutti i forum del sito istituzionale Indire. Libertà di … censura. La Cina è vicina.

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Intervista – polisblog incontra Nicola Biondo autore de “Il Patto”, tra Stato e Mafia

pubblicato da giovanni molaschi in: Intervista con...



L’affermazione, progressivamente, di youtube, e siti analoghi, ha creato un alibi pericoloso. Chi dovrebbe occuparsi dell’approfondimento ha smesso di farlo convinto che la contaminazione tra media e pubblico avrebbe ridotto tale necessità.

La settimana scorsa, ad esempio, ben pochi giornalisti hanno spiegato ai propri utenti la storia pubblica di Massimo Ciancimino. Chi è nato, ad esempio, negli anni novanta non è messo nelle condizioni di conoscere il proprio paese attraverso storie come queste.

Per questo motivo abbiamo deciso di incontrare il giornalista dell’Unità Nicola Biondo, autore insieme a Sigfrido Ranucci, de “Il Patto” che racconta appunto la relazione che c’è tra lo Stato e la Mafia.

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Ore 12 - Fini ha... l'"arma segreta": boicottare i candidati Pdl (ex FI) alle Regionali ...

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroOramai solo il risultato del voto delle regionali di fine marzo dirà se il “sodalizio” fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini reggerà ancora.

L’uno non si fida più dell’altro e la tensione fra i due è al limite. Comunque andrà, non sarà facile riattaccare i cocci rotti.

Se il Pdl non brillerà e perderà voti, il Premier incolperà Fini. In tutti gli altri casi, sarà il Cavaliere a prendersi gli “onori”.

Quindi: o l’ex capo di An si decide a piegare la testa e a riconoscere in Berlusconi l’unico vero padre/padrone del partito e del governo, o è meglio preparare le valige.

Sabato 23 gennaio, ad Arezzo, gli ex “colonnelli” Gasparri, La Russa; Matteoli, Alemanno ecc. parteciperanno a un meeting per “contarsi” e, di fatto, fare il test di sganciamento da Fini.

Nel contempo, fra i finiani, dietro le quinte, si sta accentuando l’opera di ricostruzione della vecchia An, non per rifarla tout court, ma come anello di congiunzione per costruire un nuovo strumento e avviare il progetto di una nuovo e moderno partito “moderato”, molto più vicino al centro che alla destra. Su questo piano, c’è, in linea trasversale, attenzione e interesse verso l’evoluzione di Fini.

Per adesso, l’ordine (segreto) è uno solo: boicottare alle elezioni i candidati del Pdl, ex Forza Italia. Tutto il resto è conseguente.

Dopo di che, ogni secchio d’acqua gettato sul fuoco, avrà l’effetto della benzina.

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Ore 12 - E' Berlusconi il "burattinaio" del Partito del Sud

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroLo spettacolo dell’annunciato partito del sud non è solo desolante ma anche pericoloso. Si rischia un tonfo all’indietro di almeno 50 anni: l’Italia divisa con la cesoia.

Il progetto è in parte “trasversale” (per gli uomini interessati) ma il cuore, la testa e i soldi sono Made in Pdl e/o zone limitrofe.

Da dentro il Pdl (in chiave anti Tremonti, uomo cerniera tra Forza Italia e Lega Nord) si tenta di avvilire e ridicolizzare ulteriormente la politica italiana, asservire le istituzioni a gruppi e comitati di pressione (vere e proprie bande “legalizzate” con il voto) per esclusivi interessi di parte: recuperare i “delusi”, alzare polveroni per cercare consenso per avere più potere e più soldi.

Come se il Sud non fosse questione nazionale, non fosse decisivo per tutta l’Italia. Lo diceva Mazzini: “L’Italia sarà quello che il Mezzogiorno sarà”.

Siamo al limite di rottura: una ulteriore trasformazione della politica italiana in uno spezzatino corporativo può davvero portare al collasso generale. Si vuol far nascere l’Italia delle piccole leghe, nuove mini formazioni del “predellino” che imbarcano il “peggio del peggio” (degenerazione clientelare, con forte presenza della malavita organizzata), con l’obiettivo di ricattare con un pugno di voti i “due forni” maggiori.

Non solo, perché, specie a Berlusconi, il partito del Sud non dispiace: è la logica del divide et impera, la logica dei contrappesi (in questo caso all’asse Bossi-Tremonti).

In poche parole, alla fine, una ennesima operazione/truffa per accontentare “tutti” e ampliare il consenso pro Berlusconi. La campagna elettorale per le regionali 2010 è già iniziata. E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine.

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Ore 12 - E il Pdl? Il "partitone" di Berlusconi c'è ma non si vede

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroChe ne è del Pdl? A che punto è quella fusione tra Forza Italia e An partita così pomposamente e poi tornata nell’ombra in poche settimane?

Le luci non brillano. Qualche ingranaggio non gira. A dirla tutta, la “macchina” è ferma, ha le gomme sgonfiate.

C’è chi si sente addirittura tradito. La componente ex Alleanza nazionale scalpita e protesta: quella “cultura del partito” portata in dote al fratello maggiore è stata anestetizzata e fatta evaporare nel partitone del Cavaliere.

Dove resta intatta la formula del partito “leggero” e dove soprattutto decide sempre e solo uno solo (Berlusconi) e il “suo” staff, non proprio attento alle regole e ai valori della meritocrazia (cioè della democrazia), fa e disfa su comando.

I “suoi” continuano ad affermare che solo così si può costruire un partito in grado di modernizzare l’anchilosato sistema politico italiano. Sarà vero?

I fatti sembrano dimostrare il contrario. Quanto meno, ai vecchi rituali della Prima Repubblica si sono sostituiti nuovi rituali, spesso, per non dire sempre, assai peggiori di quelli precedenti.

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E' morto Don Gianni Baget Bozzo

pubblicato da fc in: Mediaticamente


Si è spento nel sonno, nella sua casa di Genova. Ieri aveva scritto il suo ultimo pezzo per il Giornale dimostrando, fino alla fine, fedeltà al premier Berlusconi. “Veronica non l’ha amato abbastanza”, aveva anticipato ad affaritaliani.it nel commentare la notizia del divorzio del premier. E così mentre i vescovi facevano sentire attraverso Avvenire la propria contrarietà ai fatti degli ultimi giorni lui, Don Gianni Baget Bozzo, 84 anni, ideologo di Forza Italia e “controverso sacerdote politico” (Repubblica), ancora una volta aveva preso le parti del Cavaliere.

Un legame, quello con Silvio Berlusconi, coltivato sin dai tempi del Psi. Nel 1994 scrive per la nuova formazione politica del Presidente, la carta dei valori. Diventa uno dei consiglieri più ascoltati di colui che definirà il “politico del secolo”. E se Fi è “nata grazie allo Spirito Santo”, il Pdl, per don Gianni, ha tutte le carte in regola per essere un partito nazional-popolare. Tesi ribadita in più occasioni a partire dalla sua creatura “Ragionpolitica.it”, il think tank virtuale del berlusconismo.

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Candidature "rosa". Fini lancia il sasso contro Berlusconi. Poi ritira la mano

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Gianfranco Fini resta una spina nel fianco di Silvio Berlusconi.

Stavolta il dardo lo lancia indirettamente, attraverso Sofia Ventura sul web magazine FareFuturo, la fondazione dell’ex leader di An. Ma la frecciata è velenosa perché colpisce il leader del Pdl su un punto centrale, quello delle candidature fortemente volute dal Cavaliere.

La bordata è precisa e rasoterra, un “basta” al modo di fare politica sul corpo delle donne.

Dice la Ventura: “Le donne non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole, non sono nemmeno fragili esserini bisognosi di protezione e promozione da parte di generosi e paterni signori maschi; le donne sono, banalmente, persone. Vorremmo che chi ha importanti responsabilità politiche qualche volta lo ricordasse”.

Pugno nello stomaco. Punto.

Fini tenta di “recuperare” con una nota: “Valutazioni comprensibili, ma eccessive e, pertanto, non totalmente condivisibili”.

Come dire, il presidente della Camera impara dal “suo” premier: lanciare il sasso (stavolta un pietrone) e poi ritirare (in parte) la mano.

Gran partito, il Pdl. Nessuno degli ex di Forza Italia dice mai una parola differente dal “capo”, nemmeno quando, come in questo caso le ventilate candidature alle elezioni europee di veline e attricette gridano “scandalo”.

Non alla politica. Ma al buon gusto. E al buon senso. Di chi ce l’ha. Fortuna che Fini c’è.

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