Per xenofobia si intende una paura del diverso che sfocia spesso nel razzismo e nella discriminazione. Ma quali sono i partiti apertamente xenofobi in Europa? Sono tanti: in Inghilterra il BNP, British National Party ha mandato all’Europarlamento nel 2009 Nick Griffin e Andrew Brons, forte del 6,2% di voti conquistati. Ma sempre in UK ci sono anche UKIP ed EDL, il primo, United Kingdom Independence Party è più euroscettico e si rifà a un populismo di estrema destra, mentre la English Defence League è più orientata alla “difesa” del Regno Unito dalla “minaccia” islam.
In Francia non è una novità il FN, Front National, nazionalista: destra sociale xenofoba, nata nel lontano 1972. Ha avuto un leader-simbolo molto noto anche in Italia, Jean Marie Le Pen. Dal gennaio scorso la linea di potere è passata da lui alla figlia, Marine Le Pen, attuale segretario del FN. In Spagna la Falange Española y de las J.O.N.S. esiste dagli anni trenta del secolo scorso - anche se fu sciolta nel 1977 - di ispirazione neofascista, insieme al Movimiento Social Republicano, neo-franchista, sempre di estrema destra.
In Germania c’è il NPD, Nationaldemokratische Partei Deutschlands, ovvero Partito Nazionaldemocratico Tedesco, antieuro, anti tutto - immigrati, islam, resto del mondo… - non di recentissima fondazione - risale agli anni sessanta del secolo scorso - in deciso declino. E in Italia? Nella mappa pubblicata da l’Espresso ci sono tre forze politiche: una minuscola, la Gioventù Hitleriana dell’Alto Adige, che nel 2009 fu decimata da molti arresti, apertamente razzista e di ispirazione nazista. Poi c’è Forza Nuova. E poi sempre nella mappa pubblicata sul settimanale, la Lega Nord.

Lo scenario surreale evocato dal titolo può apparire impossibile, ma se ci pensate bene non lo è del tutto. Ieri Formigoni è stato bocciato per la seconda volta, e si attende la decisione finale del Tar per venerdì. Probabile, anche pressoché certo che il Tribunale amministrativo regionale ribalterà le decisioni precedenti, ma se così non fosse?
Procediamo per ordine. La vicenda Formigoni, come abbiamo già spiegato, è profondamente differente da quella Polverini. Un conto è arrivare in ritardo alla consegna delle candidature, un conto è essere bocciati per irregolarità di qualche firma o qualche timbrino. In quest’ultimo caso infatti l’errore se c’è è formale, ma il punto è che nella sostanza la lista non rischiava certo di non raccogliere un numero sufficiente di firme.
La soluzione di buonsenso è concedere una rapidissima proroga per raccogliere le adesioni sufficienti a colmare il gap (magari accoppiata a una bella multa) e chiudere la questione. Non si può certo negare a un elettorato di centrodestra che in Lombardia è in fortissima maggioranza di esprimere democraticamente la propria scelta. E badate bene, non è questione di colore politico. Se stessimo parlando della lista PD in Toscana (situazione affine) varrebbe esattamente lo stesso principio.

Dopo una settimana di voto siamo finalmente in grado di pubblicare i dati sulle intenzioni di voto dei lettori di PolisBlog. Come spiegato precedentemente abbiamo intenzioni di ripetere il sondaggio ogni mese, per raffrontare meglio le variazioni. In questo primo caso faremo invece un confronto con l’unico dato precedente, risalente alla scorsa consultazione elettorale di giugno.
La prima cosa che salta all’occhio è l’”affluenza”, nel senso che in soli 9 giorni abbiamo quasi pareggiato il numero di voti di giugno (rimasti aperti fino ad oggi). 723 infatti i voti pervenuti, contro 859. Questo fa sì che il campione sia più efficacemente confrontabile.
Ma passiamo all’analisi dei risultati, subito dopo il salto.

Incredibile ma vero. La vicenda del filmato hard tra Roberto Fiore e Alessandra Mussolini invece di affievolirsi ha avuto uno sviluppo imprevisto. Era già stato offerto a Palazzo Chigi a settembre, infatti, e per la modica cifra di un milione di euro!
Dato che nell’occasione non si facevano nomi, parlando genericamente di “un parlamentare europeo e una deputata mentre fanno sesso” la cosa era stata accantonata. Ma ora è stata ritirata fuori e identificato il mittente. Si tratta di un iscritto a Forza Nuova, che ha dichiarato:
L’ho fatto «perché non c’ho un soldo e speravo che Silvio Berlusconi fosse interessato e mi pagasse». E poi: «Quel video non ce l’ho, non sono stato io a girarlo. Ho soltanto fatto da intermediario»
Continua a leggere: Il video hard Mussolini-Fiore fu offerto a Palazzo Chigi
Ieri vi abbiamo dato conto del presunto filmato che ritraeva Alessandra Mussolini e il capo di Forza Nuova Roberto Fiore in atteggiamenti inequivocabili nella sede del partito. Il video, secondo Indymedia, sarebbe stato ricavato dalle telecamere di sicurezza interne, ma già Fiore tra le altre cose aveva fatto rilevare che la sede non ne dispone.
Rimane da capire cosa abbia spinto il direttore del Giornale Vittorio Feltri a tirare fuori un comunicato stampa del 20 novembre, rimasto completamente inosservato fino al titolone del quotidiano apparso ieri, con tanto di foto della Mussolini che prendeva mezza pagina. Vecchie ruggini? Voglia di sensazionalismo? O più probabilmente pura abilità commerciale…? Giudicate voi.
Per l’intanto vi riproniamo le dichiarazioni di Alessandra Mussolini, come sempre molto colorite.

A due giorni dalla chiusura delle urne elettorali vi ripresentiamo il risultato del 2004, per farci un’idea su come potranno cambiare gli equilibri all’interno della rappresentanza italiana in sede di Parlamento europeo.
Forza Italia e An 5 anni fa si presentarono separatamente ottenendo rispetticvamente il 21,0 e l’11,5%, per un totale del 32,5%. È assai probabile che questa quota cresca almeno di 7-8 punti attestando il Pdl sopra il 40%. A ciò si aggiunga la Lega Nord, che nel 2004 riportò un modesto 5%, ma che dai sondaggi è data intorno al 10. Il dato complessivo del governo potrebbe dunque crescere dal 37,5 al 50% circa.
Il centrosinistra presentava la lista Uniti nell’Ulivo, che raccoglieva Margherita e Ds, riportando un buon 31,1% che ne faceva la prima forza politica del paese. Per ammissione dello stesso Franceschini per l’attuale Pd si potrebbe invece parlare di discreto successo a partire dal 25%. L’Idv si confronta invece con il dato della lista Di Pietro-Occhetto (2,1%). Qui si prevede un boom di consensi che potrebbe realisticamente arrivare almeno a quadruplicare quel risultato. Complessivamente azzardiamo un 33/35% per le due principali forze di opposizione.
Continua a leggere: Elezioni europee: i risultati del 2004. Comparazione con i sondaggi 2009
Come testimoniato dai colleghi di 02 la domenica di tensione a Milano è passata senza nessuno scontro da registrare e con il prevedibile tam tam di bracci tesi e desideri di crociate cristiano-romano-elleniche da parte del segretario di Forza Nuova, Roberto Fiore (per chi non lo ricordasse il segretario fu uno dei fondatori di Terza Posizione e venne condannato dalla magistratura italiana per banda armata e associazione sovversiva, ma l’Inghilterra, dove era latitante dal 1980, non ha mai concesso l’estradizione).
Contemporaneamente davanti al comune qualche migliaio di persone ha manifestato in nome dell’antifascismo contro questa reunion europea dell’estrema destra e contro il comune, come al solito “distratto” (Moratti e De Corato in testa) quando si parla di prendere posizione rispetto a queste parate.
La questione al centro rimane sempre se sia giusto consentire l’esistenza di un partito che diffonde idee socialmente pericolose _ come per esempio l’idea che l’immigrazione sia causa di gran parte dei problemi italiani, o che le camere a gas non siano mai esistite_ e che è per natura contro la costituzione, o invece sia giusto permettere di esprimersi a tutti, ma proprio tutti.
Continua a leggere: Forza Nuova e le ultradestre europee a Milano: la Moratti non dice niente?

Il tema della crisi economica e del ruolo nelle banche nella gestione del credito trova spazio anche dalle parti di Forza Nuova, che per il prossimo 5 aprile ha indetto una manifestazione a Milano, in Piazza San Babila, intitolata La nostra Europa: Popoli e Tradizione contro banche e usura.
Al raduno neofascista, che apre la campagna elettorale per le elezioni europee di giugno, dovrebbero aderire i francesi del Front National di Jean Marie Le Pen, i neonazisti tedeschi del Nationaldemokratische Partei Deutschland di Udo Voigt, gli ungheresi del MIEP, il Partito della Giustizia e della Vita e i britannici del British National Party.
La convocazione del raduno, forse per essere meglio compresa dai loro alleati europei, utilizza uno strano termine per indicare il luogo del ritrovo: stadtzentrum. Si tratta di una espressione gergale milanese oppure è proprio una parola tedesca?

Antonio Di Pietro taglia corto: “In Italia c’è un fascismo di ritorno. Come volevasi dimostrare: fascisti erano e fascisti sono rimasti e ora siedono anche nelle istituzioni e anelano alla riapparizione di quei periodi bui della nostra storia”.
Incredibile ma vero: almeno 150 mila giovani italiani sotto i 30 anni vivono nel culto del fascismo o del neofascismo. E molti di questi nel mito di Hitler.
Sono dati del libro di Paolo Berizzi “Bande nere, come vivono, chi sono, chi protegge i nuovi nazifascismi” (Bompiani editore), da domani in libreria. Un libro illuminante e inquietante. Con degli scoop che mettono i brividi.
Rivelazioni con preoccupanti contiguità: una recente foto del ministro La Russa in posa con un “camerata” della famiglia mafiosa siciliana Crisafulli, narcotraffico e spaccio di droga a Milano.
C’è anche, in altra pagina, il ministro Ronchi con uno dei fondatori del circolo nazifascista Cuore nero, i “bravi ragazzi” del brindisi all’olocausto.
Il camerata “amico” di Ronchi è Roberto Jonghi Lavarini capo del comitato Destra per Milano (confluito nel Pdl!) e sostiene le “destre germaniche”, il partito boero sudafricano pro-apartheid e si vanta di appartenere alla fondazione Augusto Pinochet.

E’ un’abitudine, la storia italiana lo dice. Pochi paesi al mondo, o forse nessun’altro, hanno visto come l’Italia intrecci così complessi tra politica ed estremismo di destra, nero. E mai come di questi tempi, ad un anno dall’elezione del Berlusconi III, si sono visti tanti casi in cui esponenti di quello che viene definito neofascismo si sono resi protagonisti di manifestazioni, aggressioni, e dichiarazioni violente. A braccetto con esponenti di governo, come La Russa e Ronchi, sostiene Paolo Berizzi di Repubblica in un articolo pubblicato ieri.
Perchè se vanno riconosciuti i passi in avanti di Fini in temi di antifascismo e antirazzismo, soprattutto nella disputa sul diritto alla cura dei clandestini, non si può dimenticare che il ministro della difesa è uno dei più appassionati nostalgici del ventennio all’interno del partito che a breve dovrebbe scomparire, An. Come non si può ignorare che Ronchi, Ministro delle politiche europee, ha avuto rapporti con i gestori di “Cuore Nero”, circolo neofascista aperto da quasi un anno a Milano. Naturalmente è partita subito la polemica politica, che non ha niente di interessante. Come sono scontate le smentite di La Russa e Ronchi, che non rispondono alla vera domanda posta dal servizio di ieri di Repubblica. Quali sono i rapporti tra governo e movimenti di estrema destra?
Continua a leggere: Repubblica su neofascisti e destra di governo: a volte ritornano?