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Tutti gli articoli con tag forza italia

Ore 12 - Fini ha... l'"arma segreta": boicottare i candidati Pdl (ex FI) alle Regionali ...

pubblicato da Massimo Falcioni

altroOramai solo il risultato del voto delle regionali di fine marzo dirà se il “sodalizio” fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini reggerà ancora.

L’uno non si fida più dell’altro e la tensione fra i due è al limite. Comunque andrà, non sarà facile riattaccare i cocci rotti.

Se il Pdl non brillerà e perderà voti, il Premier incolperà Fini. In tutti gli altri casi, sarà il Cavaliere a prendersi gli “onori”.

Quindi: o l’ex capo di An si decide a piegare la testa e a riconoscere in Berlusconi l’unico vero padre/padrone del partito e del governo, o è meglio preparare le valige.

Sabato 23 gennaio, ad Arezzo, gli ex “colonnelli” Gasparri, La Russa; Matteoli, Alemanno ecc. parteciperanno a un meeting per “contarsi” e, di fatto, fare il test di sganciamento da Fini.

Nel contempo, fra i finiani, dietro le quinte, si sta accentuando l’opera di ricostruzione della vecchia An, non per rifarla tout court, ma come anello di congiunzione per costruire un nuovo strumento e avviare il progetto di una nuovo e moderno partito “moderato”, molto più vicino al centro che alla destra. Su questo piano, c’è, in linea trasversale, attenzione e interesse verso l’evoluzione di Fini.

Per adesso, l’ordine (segreto) è uno solo: boicottare alle elezioni i candidati del Pdl, ex Forza Italia. Tutto il resto è conseguente.

Dopo di che, ogni secchio d’acqua gettato sul fuoco, avrà l’effetto della benzina.

Ore 12 - E' Berlusconi il "burattinaio" del Partito del Sud

pubblicato da Massimo Falcioni

altroLo spettacolo dell’annunciato partito del sud non è solo desolante ma anche pericoloso. Si rischia un tonfo all’indietro di almeno 50 anni: l’Italia divisa con la cesoia.

Il progetto è in parte “trasversale” (per gli uomini interessati) ma il cuore, la testa e i soldi sono Made in Pdl e/o zone limitrofe.

Da dentro il Pdl (in chiave anti Tremonti, uomo cerniera tra Forza Italia e Lega Nord) si tenta di avvilire e ridicolizzare ulteriormente la politica italiana, asservire le istituzioni a gruppi e comitati di pressione (vere e proprie bande “legalizzate” con il voto) per esclusivi interessi di parte: recuperare i “delusi”, alzare polveroni per cercare consenso per avere più potere e più soldi.

Come se il Sud non fosse questione nazionale, non fosse decisivo per tutta l’Italia. Lo diceva Mazzini: “L’Italia sarà quello che il Mezzogiorno sarà”.

Siamo al limite di rottura: una ulteriore trasformazione della politica italiana in uno spezzatino corporativo può davvero portare al collasso generale. Si vuol far nascere l’Italia delle piccole leghe, nuove mini formazioni del “predellino” che imbarcano il “peggio del peggio” (degenerazione clientelare, con forte presenza della malavita organizzata), con l’obiettivo di ricattare con un pugno di voti i “due forni” maggiori.

Non solo, perché, specie a Berlusconi, il partito del Sud non dispiace: è la logica del divide et impera, la logica dei contrappesi (in questo caso all’asse Bossi-Tremonti).

In poche parole, alla fine, una ennesima operazione/truffa per accontentare “tutti” e ampliare il consenso pro Berlusconi. La campagna elettorale per le regionali 2010 è già iniziata. E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine.

Ore 12 - E il Pdl? Il "partitone" di Berlusconi c'è ma non si vede

pubblicato da Massimo Falcioni

altroChe ne è del Pdl? A che punto è quella fusione tra Forza Italia e An partita così pomposamente e poi tornata nell’ombra in poche settimane?

Le luci non brillano. Qualche ingranaggio non gira. A dirla tutta, la “macchina” è ferma, ha le gomme sgonfiate.

C’è chi si sente addirittura tradito. La componente ex Alleanza nazionale scalpita e protesta: quella “cultura del partito” portata in dote al fratello maggiore è stata anestetizzata e fatta evaporare nel partitone del Cavaliere.

Dove resta intatta la formula del partito “leggero” e dove soprattutto decide sempre e solo uno solo (Berlusconi) e il “suo” staff, non proprio attento alle regole e ai valori della meritocrazia (cioè della democrazia), fa e disfa su comando.

I “suoi” continuano ad affermare che solo così si può costruire un partito in grado di modernizzare l’anchilosato sistema politico italiano. Sarà vero?

I fatti sembrano dimostrare il contrario. Quanto meno, ai vecchi rituali della Prima Repubblica si sono sostituiti nuovi rituali, spesso, per non dire sempre, assai peggiori di quelli precedenti.

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E' morto Don Gianni Baget Bozzo

pubblicato da fc


Si è spento nel sonno, nella sua casa di Genova. Ieri aveva scritto il suo ultimo pezzo per il Giornale dimostrando, fino alla fine, fedeltà al premier Berlusconi. “Veronica non l’ha amato abbastanza”, aveva anticipato ad affaritaliani.it nel commentare la notizia del divorzio del premier. E così mentre i vescovi facevano sentire attraverso Avvenire la propria contrarietà ai fatti degli ultimi giorni lui, Don Gianni Baget Bozzo, 84 anni, ideologo di Forza Italia e “controverso sacerdote politico” (Repubblica), ancora una volta aveva preso le parti del Cavaliere.

Un legame, quello con Silvio Berlusconi, coltivato sin dai tempi del Psi. Nel 1994 scrive per la nuova formazione politica del Presidente, la carta dei valori. Diventa uno dei consiglieri più ascoltati di colui che definirà il “politico del secolo”. E se Fi è “nata grazie allo Spirito Santo”, il Pdl, per don Gianni, ha tutte le carte in regola per essere un partito nazional-popolare. Tesi ribadita in più occasioni a partire dalla sua creatura “Ragionpolitica.it”, il think tank virtuale del berlusconismo.

Candidature "rosa". Fini lancia il sasso contro Berlusconi. Poi ritira la mano

pubblicato da il passator cortese

Gianfranco Fini resta una spina nel fianco di Silvio Berlusconi.

Stavolta il dardo lo lancia indirettamente, attraverso Sofia Ventura sul web magazine FareFuturo, la fondazione dell’ex leader di An. Ma la frecciata è velenosa perché colpisce il leader del Pdl su un punto centrale, quello delle candidature fortemente volute dal Cavaliere.

La bordata è precisa e rasoterra, un “basta” al modo di fare politica sul corpo delle donne.

Dice la Ventura: “Le donne non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole, non sono nemmeno fragili esserini bisognosi di protezione e promozione da parte di generosi e paterni signori maschi; le donne sono, banalmente, persone. Vorremmo che chi ha importanti responsabilità politiche qualche volta lo ricordasse”.

Pugno nello stomaco. Punto.

Fini tenta di “recuperare” con una nota: “Valutazioni comprensibili, ma eccessive e, pertanto, non totalmente condivisibili”.

Come dire, il presidente della Camera impara dal “suo” premier: lanciare il sasso (stavolta un pietrone) e poi ritirare (in parte) la mano.

Gran partito, il Pdl. Nessuno degli ex di Forza Italia dice mai una parola differente dal “capo”, nemmeno quando, come in questo caso le ventilate candidature alle elezioni europee di veline e attricette gridano “scandalo”.

Non alla politica. Ma al buon gusto. E al buon senso. Di chi ce l’ha. Fortuna che Fini c’è.

Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese

Alleanza Nazionale: the day after

Gianfranco Fini: “La nostra stella polare è l’amore di Patria”.

Marciare per non marcire (Arditi)

Francesco Storace: “An è passata dall’abbandonare la casa del padre, a servire la villa del padrone”.

Lui si che se ne intende!

Antonio Di Pietro: “An ha consumato il congresso dell’ipocrisia. Fini non aveva scelta, o seguire i suoi colonnelli passati armi e bagagli alla corte di re Silvio, o ritrovarsi totalmente isolato”.

Il Creatore li fa poi li accompagna.

Marco Pannella: “Complimenti a Fini, il cui intervento è una risposta degna, appropriata alla storia e al presente del partito Radicale”.

Dopo Rutelli, Capezzone, Gianfranco l’ultimo dei “volenterosi”?

Roberto Calderoli: “Molti, sia di An che di Forza Italia sono scontenti di fare il Pdl e bussano alla Lega”

Avanti di “porcata” in “porcata”.

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Floriano Abrahamowicz: il Williamson italiano che benedice la Lega Nord

pubblicato da Giulio Mattioli


Indovinello: chi ha rilasciato la seguente dichiarazione?

Io so che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dire se abbiano fatto morti oppure no, perchè non ho approfondito la questione. Tutta questa polemica riguardo l’esistenza delle camere a gas è una potentissima strumentalizzazione in funzione anti-Vaticano.

Se avete risposto “il vescovo Richard Williamson“, avete perso. Si tratta infatti dell’italianissimo don Floriano Abrahamowicz, il prete belloccio che vedete ritratto nella foto qua sopra mentre inaugura con la sua benedizione il Parlamento padano di Vicenza. Era l’11 febbraio del 2007, e davanti al capo della comunità lefebvriana del Nordest c’erano Roberto Maroni e i vertici della Lega Nord al gran completo.

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Ore 12 - Pdl in tilt. Berlusconi "gela" An: "No a investitura di Fini"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroA via della Scrofa, sede di An, dicono che il pranzo di una decina di giorni fa a Montecitorio fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini non ha sciolto nessun nodo. Anzi!

La tensione fra i due grandi alleati non si è affatto stemperata su questioni importanti quali la giustizia (intercettazioni, processo penale), gli immigrati, la riforma del voto per le Europee ecc.

Anche se, inutile nasconderlo, il problema dei problemi è uno solo: la futura leadership del futuro Pdl.

Alleanza Nazionale pretende da Berlusconi l’investitura di Fini come suo unico “delfino” ufficiale. Via della Scrofa vuole che il Cavaliere metta nero su bianco l’impegno che sarà Fini a sostituirlo quando il Premier prenderà la via … del Colle.

Oggi l’esecutivo di An prenderà la decisione di non chiudere il partito nemmeno dopo il 27 marzo, data fissata per la Costituente del Pdl. Non mancano le minacce, fino a quella di far saltare il Congresso e mandare il Pdl a carte quarantotto.

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Politica & Tribunali. Un deputato, 4 consiglieri comunali Pdl e l’ex sindaco condannati in primo grado ad Arezzo: estorsione, concussione, corruzione...

pubblicato da paganini


Roberto Tortoli, deputato del Pdl e vicepresidente della Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici, è stato condannato in primo grado dal tribunale di Arezzo a 3 anni e 4 mesi di reclusione per estorsione nell’ambito dei lavori per costruire una multisala.

Nell’ambito dell’inchiesta chiamata “Variantopoli”, incentrata sugli illeciti nella gestione urbanistica del Comune di Arezzo, sono stati poi condannati: l’ex sindaco di Forza Italia, Luigi Lucherini, 2 anni per abuso d’ufficio; Pietro Alberti, ex consigliere comunale di An, 6 anni e 11 mesi per concussione e corruzione; Alessandro Cipolleschi, ex consigliere comunale di FI, 3 anni, 3 mesi per concussione; Andrea Banchetti, ex consigliere di An, 3 anni e 5 mesi per concussione e abuso d’ufficio; 1 anno e mezzo per Dino Badiali, ex consigliere di Fi, per abuso d’ufficio e concussione.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, commentando la notizia della condanna dell’onorevole Roberto Tortoli, si è detto convinto della sua assoluta e totale innocenza: “Sono anche certo che questa innocenza sarà dimostrata senza ombra di dubbio nei successivi gradi di giudizio”.

Dobbiamo aspettarci, a breve, un decreto legge per depenalizzare concussione e corruzione?

Foto: Enostress

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