Ma come?!? Tremonti si affanna per evitare che i francesi si bevano Parmalat e ora il Cav dice che l’Opa di Lactalis non è ostile? Si mettano un attimino d’accordo. Forse il premier si ammorbidisce troppo quando sente l’amata lingua transalpina. (Lo prend en) cul…de sac
Fatto sta che su Collecchio rischiamo di fare la solita figura barbina. Autoda-fess
Comunque Berlusconi è apparso alquanto in forma nell’incontro con Sarkozy. Chissà se il presidente francese riuscirà a trasmettergli la sua passione per il jogging. Papì rulan
La pidiellina Nunzia De Girolamo conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, la sua relazione con il piddino Francesco Boccia. Poi spiega la sua riservatezza: “E’ stato il premier a chiedermi discrezione”. Acqua in Boccia

Nelle ultime ore tutti i media si affannano dietro alla storia del momento, fiorita - secondo il settimanale Chi - alla buvette di Montecitorio: quella tra il deputato Pd Francesco Boccia e la pidiellina Nunzia Di Girolamo.
Gli ingredienti della favola politica ci sono tutti. Ambedue illustri membri degli opposti schieramenti, darebbero vita a un caso praticamente unico nel suo genere; una liaison da film-commedia all’inglese o all’americana se vogliamo.
Il punto è che quasi sicuramente non è vero niente, vista anche la smentita dei diretti interessati. E allora perché il diabolico Signorini, direttore di Chi, avrebbe architettato tutto? Un po’ per vendere qualche copia, è chiaro, un po’ - dicono i maligni - per frenare la corsa della Di Girolamo verso il sottosegretariato, che ormai appariva certo.

Nichi Vendola sarà dunque il candidato del centro-sinistra in Puglia, dopo aver battuto per la seconda volta l’uomo del Pd Francesco Boccia. La differenza sostanziale però è che la volta scorsa aveva vinto con margine risicatissimo, mentre stavolta ha più che doppiato l’avversario, attestandosi sul 70%.
Inutili e quasi ridicole a questo punto le scuse accampate dai vertici Pd, tra le quali spicca per ottusità la pretesa “infiltrazione” degli elettori del Pdl a giustificare la terrificante batosta del dalemiano Boccia. La realtà è che Vendola piace, al punto da creare un caso clamoroso e pressoché unico nella politica italiana; quello di una rivoluzione disobbediente che parte dalla base in pieno spregio alla dirigenza. In quale altra regione sarebbe possibile vedere un candidato dichiaratamente comunista strabattere i tanto celebrati “moderati”?
La novità è tale da imporre una riflessione anche a destra. Una riflessione che divideremo in due punti; cause e conseguenze politiche del clamoroso evento. Partiamo da questo secondo aspetto. Quella che infatti esce sconfitta è l’attitudine generale a dare peso al centro come insopprimibile ago della bilancia del sistema. Il centro, o palude se mi consentite un ardito paragone storico con la Revolution, al momento è rappresentato non solo dall’Udc, ma anche da tutte le forze interne ai due schieramenti principali che continuano a minacciare lo strappo senza mai farlo (vedi Binetti).
Continua a leggere: Primarie Puglia 2010. Cosa ci insegna la lezione di Vendola
Complice la travagliata scelta del leader, le prossime elezioni regionali in Puglia, sono state analizzate da noi (e dagli altri colleghi che si occupano di politica) solo da un solo punto di vista. Quello del centro-sinistra.
Nichi Vendola da solo. Michele Emiliano contro Nichi Vendola. Rinuncia Michele Emiliano. Nichi Vendola corre da solo. Salta l’accordo tra Udc e Pd. Spunta Francesco Boccia. Coordina, male, Massimo D’Alema. Primarie. Faccia a faccia tra Nichi Vendola e Francesco Boccia.
Un gran marasma utile, fino ad oggi, a nascondere le intenzioni del Popolo delle Libertà. Per sconfiggere chi da quanto pocanzi raccontato ne uscirà indenne il Partito del Premier ha deciso di giocarsi un jolly. Il conduttore del Tg1 Attilio Romita.
Continua a leggere: Elezioni regionali 2010. In Puglia il PdL candida Attilio Romita, del Tg1
Ha scelto youtube Nichi Vendola per sconfessare le accuse che da questa mattina rincorrono su di lui. Con un video il Presidente della Regione Puglia prova a zittire il nascente dibattito che attorno a lui in queste ora sta nascendo a causa anche delle dichiarazioni che sul suo conto ha rilasciato Massimo D’Alema.
Fermo restando che fino a prova contraria non può, e non deve, essere accusato nessuno Nichi Vendola sorprende. Di nuovo. Avrà, come sosteneva giustamente qualcuno su questo sito, sbagliato con il Partito Democratico.
Di fatto la sua presenza in politica, tanto quella di Emma Bonino, rappresenta semmai ce ne fosse bisogno che l’evoluzione di un paese nel corso della storia è affidato alle anomalie. Non certo a chi vuol star più comodo sulle sedie. A sinistra come pure a destra.
Continua a leggere: Video. Nichi Vendola su youtube: "Non ho mai violato le regole"

Quanto successo a Piero Marrazzo non è servito a nessuno se oggi, a meno di un anno dall’accaduto, Nichi Vendola non può prepararsi alle primarie per giustificare tutte le accuse che puntualmente gli sono stare recapitate prima.
Oltre al presunto avviso di garanzia l’attuale Governatore della Regione Puglia deve arginare le pesanti dichiarazioni di Massimo D’Alema, che prima dell’investitura di Pierluigi Bersani non era così presente, secondo il quale Nichi Vendola rappresenta un problema politico.
“Vendola – ha dichiarato Massimo D’Alema – è un uomo molto intelligente, gli voglio anche bene e mi dispiace che la butti sul personale, ma qui ci occupiamo di politica e il valore delle persone non è in discussione. E Vendola anziché affrontare il problema in termini politici ha pensato bene di autocandidarsi”.
Continua a leggere: Elezioni Regionali 2010. Massimo D’Alema contro Nichi Vendola

Sul palcoscenico politico nazionale continua a tenere banco lo spettacolo penoso che il Partito democratico ha messo in scena per la campagna elettorale della competizione di marzo. Non trovando abbastanza ardua la sfida, Bersani si è lanciato nel corteggiamento sfrenato dell’affascinante Casini e della sua dote elettorale. Così, tra balletti, ammiccamenti e regali di fidanzamento, il Partito democratico si arrovella nella ricerca dei candidati da sacrificare sull’altare di una prevedibile batosta.
La Puglia, per la quale la parola laboratorio è stata usata fino alla nausea, rappresenta forse il luogo dove questa strategia suicida darà i suoi frutti migliori: dopo aver scaricato Vendola perché non piaceva all’Udc, dopo aver rinunciato a Emiliano perché non se la sentiva di sfidare Vendola, dopo aver rinunciato alle primarie perché altrimenti Casini passava col Pdl, Bersani si trova ben con più di un cerino acceso in mano. Avendo scelto l’ex sfidante di Vendola, Francesco Boccia, come candidato del partito, Bersani ha costruito un ponte verso l’Udc perdendo però il consenso di parte del Pd e rimanendo senza armi per giustificare le mancate primarie Vendola - Boccia, pure previste dai documenti fondativi del nuovo partito e non rinviabili a causa dello scarso sostegno che Boccia ha ricevuto nel Pd.
L’assurdo paradosso è che se davvero il 24 o il 31 gennaio si terranno le primarie del Pd in Puglia (tra l’altra sarebbe una riedizione dello scontro Vendola - Boccia già vinto dall’attuale governatore), i democratici si troverebbero ad aver perso in un sol colpo l’alleanza con l’Udc (che pure è alla base di tutto questo casino) e quel poco di unitarietà che aveva nel partito, regalando a Nichi Vendola un inatteso successo politico e personale.

Novità (soprattutto dal centrosinistra) in merito alle candidature per le elezioni regionali. A far partire le danze dei nomi ci hanno pensato i Radicali che hanno annunciato che si presenteranno con proprie liste in tutte le regioni e hanno ufficializzato la candidatura di Emma Bonino nel Lazio (e quella di Oliviero Toscani in Toscana). La proposta Bonino è sicuramente suggestiva ma pone in difficoltà il centrosinistra e in particolare il Pd che già nelle scorse settimane aveva visto questa candidatura crescere di interesse anche nella propria base. Cosa farà adesso? Per Pannella il Pd è bloccato nell’accattare poltrone nel sottobosco del potere locale e in effetti non si vede una grande strategia dei democratici soprattutto nelle regioni del Centro-Sud.
Bersani e soci in questi giorni si sono affezionati alla formula del mandato esplorativo. Dopo quello di Francesco Boccia in Puglia ora tocca al Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. Dovrà valutare, come il collega pugliese, se ci sono le possibilità di un’alleanza allargata dall’Udc a Sinistra&Libertà.
Ma le ipotesi della coalizione larga si scontrano proprio con gli estremi della potenziale alleanza. In Puglia Casini dà il suo via libera a Boccia (condizionandolo alla formazione dell’alleanza entro lunedì) ma bisogna tenere conto che Vendola non farà alcun passo indietro e quindi probabilmente, in condizioni di partenza nettamente favorevoli al centrodestra, avremo alle elezioni 3 candidati: Boccia sostenuto da Pd, Idv e Udc, Vendola sostenuto da Sinistra&Libertà e Comunisti (e da parte della base del Pd) e un candidato (non ancora ufficializzato) sostenuto dal centrodestra (compreso Io Sud della Poli Bortone).
Nel Lazio il compito di Zingaretti forse è persino più arduo, oltre alla candidatura della Bonino (oggettivamente molto forte) si trova già il rebus dell’Udc che salvo novità clamorose dovrebbe appoggiare la candidata del centrodestra Polverini. La sfida più interessante sarebbe appunto quella Polverini-Bonino ma il Pd avrà il coraggio di lasciare la candidatura, in una regione molto importante, a un nome non del suo partito?