
Il prossimo autunno per Roberto Cota potrebbe non cominciare nel migliore dei modi. Come spiegato nelle scorse ore da V., il Tar (dopo aver accolto il ricorso di Mercedes Bresso) il prossimo 7 ottobre potrebbe annullare il voto che ha garantito all’esponente leghista la poltrona di Governatore della Regione Piemonte.
Questa opportunità potrebbe essere colta al volo da Sergio Chiamparino. Il sindaco di Torino, più volte indicato come il coordinatore di un ipotetico Partito Democratico del Nord, si candiderebbe al posto di Mercedes Bresso.
L’eventuale ricandidatura dell’ex Governatore sarebbe stata sabotata dalla stessa Bresso che, non convinta del proprio ricorso (rivelatosi poi attendibile), avrebbe chiesto a Roberto Cota un appoggio per essere candidata alla presidenza europea delle Regioni.

Nelle stesse ore in cui la Lega Nord polemizzava per la sostituzione di Roberto Cota (il Governatore del Piemonte ha lasciato il proprio posto di deputato a Maurizio Grassano, noto alle forze dell’ordine per una truffa realizzata ai danni del Comune di Alessandria), Francesco Costa spiegava perché in Parlamento, per l’Udc, Giuseppe Drago non ci possa stare.
Secondo quanto raccontato dal giornalista del Post l’esponente politico è stato condannato: a tre anni e otto mesi di reclusione, alla restituzione di 123 mila euro di cui si era impossessato indebitamente mentre lavorava per la regione Sicilia e alla interdizione perpetua dagli uffici pubblici.
La condanna è stata stabilita nel 2003. Da allora Giuseppe Drago ha continuato ad esercitare la propria attività politica malgrado la magistratura, sulla sua vicenda, si sia espressa più volte confermando sempre la decisione iniziale.
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La presunta colpevolezza di Claudio Scajola è talmente prossima ad essere accertata anche in sede legale che persino Silvio Berlusconi, pronto a non accettare le dimissioni di altre persone, non ha chiesto pubblicamente al Ministro di rimanere.
Ieri, poche ore prima della conferenza stampa, la Stampa pubblicava un bel profilo del responsabile dello Sviluppo Economico ripreso poi da Francesco Costa che prima di altri ha fatto notare che quanto successo ieri non altro che l’ennesimo episodio che lega l’esponente del Pdl alla cattiva politica.
Scrive Francesco Costa sul suo blog:
“Questa è la terza volta che Scajola si dimette, non la seconda. Si dimise pure da sindaco di Imperia, nel 1983. Lo arrestarono i carabinieri, l’accusa era concussione, poi venne prosciolto. Il nipote di Scajola, invece, si chiama Marco ed è vicesindaco di Imperia. Alle ultime elezioni è stato eletto in consiglio regionale e oggi (ieri, ndr) si sarebbe dovuto dimettere da vicesindaco. Hanno rimandato.
Continua a leggere: Claudio Scajola si dimette. Per la terza volta

Francesco Costa rappresenta più di altri la nuova, valida, generazione di giornalisti italiani. Non solo per ragioni prettamente anagrafiche (ha 25 anni). Francesco Costa è una delle persone più attente ai cambiamenti.
A volte tenta di indurli occupandosi, ad esempio, della campagna elettorale di Ivan Scalfarotto. In altre occasioni li racconta. Attualmente si occupa del sito dell’Unità.
In rete esiste secondo te qualcuno che più di altro ha dimostrato di saper analizzare bene la politica italiana?
Penso che potremmo contare sulla dita di una mano le persone che in Italia usano la rete per analizzare la politica.
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Beati i giorni in cui il confronto politico avveniva attraverso una civile conversazione. Oggi, più di ieri, chi vuole cambiare il paese espone le proprie tesi urlando come se l’aumento del tono della voce possa servire a qualcosa.
Singolare, a tal proposito, ciò che sta accadendo a Roma. Nella capitale non muoiono soltanto le prostitute transessuali legate ad un presunto giro nel quale si è imbattuto il conduttore televisivo Piero Marrazzo.
A Roma sempre più gruppi politicizzati, come riporta sul suo blog Francesco Costa, stanno affiggendo cartelloni aventi messaggi poco corretti. Al gioco, riducendosi come i peggiori fedeli della destra estrema, hanno deciso di parteciparvi (come testimonia la foto sopra) anche i simpatizzanti del Partito Democratico.
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Si sta decidendo in queste ore, come spiegato da Francesco Costa sul suo blog, che forma avrà il congresso del Partito Democratico che partirà domenica prossima, 11 ottobre. Sull’evento si sta discutendo da tanto di quel tempo che come minimo ci aspetta un dopo tutto diverso dall’oggi, drammaticamente nero per la coalizione di centrosinistra.
Un movimento che oltre a non sapere la direzione da prendere su tutto, dallo scudo fiscale al lodo Alfano, presenta delle contraddizioni che a confronto lo scontro interno tra i teocon e i laici sembra qualcosa di riduttivo.
Come raccontato da Luca Sofri, uscito dalla direzione del partito di Dario Franceschini la scorsa primavera, la tanto supportata manifestazione sulla libertà di stampa è stata criticata pubblicamente dall’onorevole Calearo secondo il quale il corteo era formato anche da studenti pronti a marinare la scuola.
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