
Francesco Costa rappresenta più di altri la nuova, valida, generazione di giornalisti italiani. Non solo per ragioni prettamente anagrafiche (ha 25 anni). Francesco Costa è una delle persone più attente ai cambiamenti.
A volte tenta di indurli occupandosi, ad esempio, della campagna elettorale di Ivan Scalfarotto. In altre occasioni li racconta. Attualmente si occupa del sito dell’Unità.
In rete esiste secondo te qualcuno che più di altro ha dimostrato di saper analizzare bene la politica italiana?
Penso che potremmo contare sulla dita di una mano le persone che in Italia usano la rete per analizzare la politica.
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Beati i giorni in cui il confronto politico avveniva attraverso una civile conversazione. Oggi, più di ieri, chi vuole cambiare il paese espone le proprie tesi urlando come se l’aumento del tono della voce possa servire a qualcosa.
Singolare, a tal proposito, ciò che sta accadendo a Roma. Nella capitale non muoiono soltanto le prostitute transessuali legate ad un presunto giro nel quale si è imbattuto il conduttore televisivo Piero Marrazzo.
A Roma sempre più gruppi politicizzati, come riporta sul suo blog Francesco Costa, stanno affiggendo cartelloni aventi messaggi poco corretti. Al gioco, riducendosi come i peggiori fedeli della destra estrema, hanno deciso di parteciparvi (come testimonia la foto sopra) anche i simpatizzanti del Partito Democratico.
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Si sta decidendo in queste ore, come spiegato da Francesco Costa sul suo blog, che forma avrà il congresso del Partito Democratico che partirà domenica prossima, 11 ottobre. Sull’evento si sta discutendo da tanto di quel tempo che come minimo ci aspetta un dopo tutto diverso dall’oggi, drammaticamente nero per la coalizione di centrosinistra.
Un movimento che oltre a non sapere la direzione da prendere su tutto, dallo scudo fiscale al lodo Alfano, presenta delle contraddizioni che a confronto lo scontro interno tra i teocon e i laici sembra qualcosa di riduttivo.
Come raccontato da Luca Sofri, uscito dalla direzione del partito di Dario Franceschini la scorsa primavera, la tanto supportata manifestazione sulla libertà di stampa è stata criticata pubblicamente dall’onorevole Calearo secondo il quale il corteo era formato anche da studenti pronti a marinare la scuola.
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