
Francesco Zanardi ha deciso di interrompere lo sciopero della fame che aveva iniziato con il compagno Manuel Incorvaia affinché la loro unione, in quanto omosessuale, fosse riconosciuta dallo Stato.
Intervista da Ulisse Spinnato Vega Francesco Zanardi aveva condiviso con gli utenti di polisblog.it il boicottaggio che era stato organizzato da diversi media contro la loro iniziativa. Drammaticamente, e inutilmente, già vista.
Ricorre proprio in questi giorni l’anniversario della morte di Alfredo Ormando. Lui si mise in gioco molto più della coppia. Si diede fuoco in Piazza San Pietro come una strega, drammaticamente, moderna. Di lui, malgrado il massimo sacrificio, non si parla più.
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Ne ha parlato diverse volte Queerblog. Francesco Zanardi, 39 anni, omosessuale, un’aggressione omofoba quasi letale subita a Mykonos l’estate scorsa, racconta così l’inizio della battaglia per i diritti civili che sta combattendo dal 4 gennaio scorso assieme a Manuel Incorvaia, 22 anni, il suo compagno.
“Il secondo giorno di sciopero della fame ero molto stressato. Siamo rientrati a Savona alle 3 di notte dalla conferenza stampa di Roma. Ero digiuno, stanco. Non mi sono sentito bene e sono finito in ospedale”
I due ragazzi si amano da un paio d’anni e convivono nel capoluogo ligure da oltre uno. Francesco è un tecnico informatico, Manuel lavorava in un supermercato di Savona ma al momento è disoccupato. Il 3 dicembre scorso Francesco e Manuel inviarono una lettera a tutti i parlamentari, chiedendo la calendarizzazione di almeno uno dei progetti di legge sulle unioni civili che giacciono in Parlamento, ma “non abbiamo avuto alcuna risposta”, spiega Francesco a Polisblog.it…