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Tutti gli articoli con tag francia

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Berlusconi l’altro giorno ha fatto addirittura una veloce capatina in farmacia e ha cominciato a raccontare barzellette così vecchie che persino ai camici bianchi dietro il bancone è salito il mal di testa. Nimesuleader

A qualcuno dei farmacisti, però, sarà forse venuto il voltastomaco. Il premier può causare disturbi gastrici. SpasmoMan

In ogni caso il capo del governo mantiene una positività e una voglia di scherzare stupefacenti se si considera il periodo che attraversa. Una carica davvero esplosiva. La (xama)mina

Il Cav ha detto di non aver comprato nulla per sé: “Sono perfettamente sano”. Eppure avrebbe avuto bisogno di qualcosa per sedare l’acidità che gli ha di certo provocato il vertice con Sarkozy e la giravolta a 180 gradi sulla Libia. Bicarbo-Nato

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: capriole. Voto 3. Governo a mani vuote: Berlusconi accetta che la Francia respinga i migranti e dà l’ok a opa su Parmalat. Gliele abbiamo cantate ai Francesi, loro invece ce le hanno suonate. Il Cav si inchina a chiunque, tranne che alla legalità. Sempre affari suoi fa.

Umberto Bossi: giravolte. Voto 3. Il capo della Lega apertamente contro Berlusconi sulla Libia: “Siamo diventati una colonia francese. Verremo invasi dai profughi”. Governo ko? Solita sparata elettoralistica del Senatur. In Padania le minacce, a Roma le poltrone. Giullare e complice.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Bossi testuale sull’attacco in Libia: “Noi siamo bravissimi a prenderlo in quel posto”. L’intervento itali-ano

Bocchino risponde ironico a La Russa e critica la posizione tentennante dell’Italia nel conflitto: “Altro che affittacamere, siamo un albergo a ore per gli aerei della coalizione”. Ma Bocchino non sa che il premier, con 20 case, non ha certo bisogno di alberghi a ore. La mora, la bionda, La Russa

I francesi su Ligresti. I francesi su Edison. I francesi sui marchi del lusso. I francesi anche su Parmalat. Ma non dovevamo lasciar loro soltanto Carla Bruni? E la nostra politica industriale? Per il Cav suona come una pesante sconfitta. Editto Bulgari

Ora Tremonti vorrebbe rimediare sullo stile legislativo dei cugini d’Oltralpe. Il governo, però, sembra da tempo in bambola. Trance-alpino

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Libia: è guerra! Sarkozy dà il via libera all’attacco. Caccia francesi già a Bengasi

pubblicato da Massimo Falcioni

Sarkozy annuncia: “Via libera all’attacco!”. I caccia francesi sono sulla Libia, navi americane sono in azione e nelle basi siciliane sono già schierati i Tornado italiani e aerei danesi.

Il vertice a Parigi di Ue, Usa e Paesi arabi ha accolto l’invito della risoluzione dell’Onu. Pochi minuti dopo, poco prima delle 16, Sarkozy ha detto che: “Gli aerei francesi stanno impedendo gli attacchi delle truppe di Gheddafi contro Bengasi”.

Gheddafi ha risposto minacciando tutti, Gran Bretagna e Francia per primi: “Vi pentirete!”. E’ guerra!

Clandestini in arrivo dalla Libia, la Francia avverte l’Italia: “Teneteli voi!”

pubblicato da il passator cortese

Quasi con il tono e il linguaggio dei nostri “leghisti”, i cugini transalpini ci dicono con “franchezza” che la partita con gli immigrati in arrivo dalle coste libiche e dintorni non è affar loro, ma tutto nostro.

Dalla Francia, porta chiusa ai tunisini in fuga verso l’Europa, quindi. Il ministro degli Interni francese chiude le frontiere e chiede all’Italia di tenersi i clandestini.

Claude Guéant inoltra oggi alle autorità italiane la preghiera di “trattenere” in Italia i migranti tunisini arrivati dal Paese del nordafrica da gennaio, con l’intenzione di raggiungere la Francia.

“Desideriamo ottenere dai nostri amici italiani che stiano al gioco della norma europea. Hanno la responsabilità dell’accoglienza. Chiediamo loro di trattenere le persone che si presentano da loro e riprendano quelli che sono loro rimandati” spiega Guéant.

Il ministro dell’Interno ha precisato che dei 436 immigrati clandestini, per la maggior parte tunisini, arrestati a febbraio nel dipartimento delle Alpi Marittime, di cui Nizza è la capitale, 250 sono state condotti in Italia.

Poi la mazzata finale: “Gli italiani sono in gioco. Attendiamo che essi giochino completamente” spiega Guéant. Bene, bravo, bis! Davvero il ministro e forse la UE credono che se l’Italia crolla sotto l’ondata degli immigrati loro si salvano?

Evidentemente l’appello del presidente Napolitano, al governo francese non ha fatto né caldo, né freddo.

Veritometro: Sarkozy e le rivolte in Tunisia

pubblicato da Giulio Mattioli

“Gli spazi di libertà aumentano” (in Tunisia)

Nicolas Sarkozy, 28 aprile 2008

Scopri perchè dopo il salto

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Francia: censurato il mini-documentario su Carla Bruni

pubblicato da Giovanni Molaschi


Sembrano ormai conclusi i giorni in cui si sosteneva che Silvio Berlusconi studiasse per diventare il Nicolas Sarkozy italiano. A poco più di un anno dalla chiacchierata separazione tra il primo ministro italiano e Veronica Lario i ruoli sembrano essersi scambiati.

Il Presidente francese oltre a gestire le proteste degli studenti nelle prossime ore dovrà spiegare alla nazione perché dalla rete è stato tolto un video riguardante la moglie, l’ex modella Carla Bruni.

Secondo quanto riportato dalla Stampa dai siti francesi è scomparso “in the tube with Carla”, il mini-documentario realizzato Thomas Cazals in cui la première dame è raccontata con materiale d’archivio poco elegante.

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La Francia vieta il burqa. Il voto a maggio

pubblicato da Luca Landoni


La Francia si appresta a diventare il primo paese occidentale che vieta il burqa in tutti i luoghi pubblici, confinandolo nei soli spazi personali (in pratica a casa propria e basta). Il Premier Sarkozy prosegue così nella sua linea dura contro il copricapo integrale islamico, portando alle estreme conseguenze tutte le iniziative precedenti, come il divieto di portarlo a scuola.

Il disegno di legge è già pronto e andrà al voto a maggio, ma va subito detto che nonostante Sarkò goda di una confortevole maggioranza, non sarà una passeggiata. Molti nel paese temono infatti una levata di scudi da parte della fortissima comunità mussulmana e l’ondata di disordini che ne potrebbe derivare.

La determinazione del Premier tuttavia è tale da poter superare anche i dissidi interni, portando a una compattezza della maggioranza intorno a un provvedimento divenuto uno dei simboli del suo corso politico.

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Sondaggio: gli italiani sono contrari al presidenzialismo proposto da Silvio Berlusconi

pubblicato da Giovanni Molaschi



Qualcosa non torna. O Silvio Berlusconi è bravo a inventare delle storie o i cittadini italiani che dicono di non votarlo nell’intimità della cabina elettorale lo scelgono con la stessa parsimonia che ha garantito alla Democrazia Cristiana decenni e decenni di monopolio.

A seguito delle dichiarazioni fatte dallo stesso Premier sul cambio della legge elettorale il Corriere della Sera ha realizzato un sondaggio per capire se il presidenzialismo possa essere utilizzato anche in Italia.

Ebbene. Secondo quanto osservato da Nando Pagnoncelli (che per il quotidiano ha realizzato lo studio) solo due italiani su dieci sarebbero favorevoli alla proposta di Silvio Berlusconi, il quaranta percento sarebbero contrari mentre un terzo vedrebbe favorevolmente l’iniziativa solo se il Parlamento avesse più potere.

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Ore 12 - Berlusconi ha il "fiatone". Ma il Pd si illude

pubblicato da Massimo Falcioni

altroIl Pd spera che il cambiamento arrivi in Italia sull’onda dei fatti internazionali. Stavolta è il successo di Obama sulla riforma sanitaria americana e soprattutto la rinascita dei socialisti francesi a far credere possibile una “svolta” Made in Italy.

Già di per sé non convince la saldatura dei due eventi d’oltralpe e d’oltre Oceano. Ancor meno c’entra poi il segnale di un “vento di gauche” nel Belpaese. In Francia la sinistra, al di là dei travagli, c’è e si vede. Dov’è in Italia la sinistra? E come può questo Pidì mettersi una maschera che non è (più) sua?

Il Partito democratico si barcamena con la faccia onesta (e non è poco) e il buon fare di Bersani, ma gira intorno al pero: non ha ancora definito né il suo profilo identitario, né la sua strategia politica e di alleanze. E’ tutt’ora in uno stato “confusionale”.

Spera solo nelle disgrazie altrui: che il Cavaliere venga ingabbiato e travolto dalle beghe giudiziaria, disarcionato dalla Magistratura. Ma così, tutt’al più, il Premier subirà qualche ammaccatura, ma resterà in sella. Ci vuole la politica, il progetto, le idee, il radicamento sociale, il messaggio, le leadership adeguate per chiudere un ciclo e aprirne un altro.

Cos’è, se non l’ammissione di impotenza (di fallimento), la frase di Bersani: “La cacciata di Berlusconi avverrà quando sarà pronta una alternativa”? E’ questo il nodo. Che non lo si risolve con alleanze a geometria variabile adottate dal Pd in queste regionali soprattutto per “convenienza”: vedi l’accordo con l’Udc in Piemonte, con i Radicali nel Lazio e ancora con l’Udc nelle Marche, dopo aver silurato (sciaguratamente?) tutta la sinistra, Sel compresa.

Sono questi i “laboratori politici” da cui far scaturire l’alternativa a Berlusconi e al berlusconismo? Ha ragione chi dice che per vincere ci vuole un argomento migliore da contrapporre, dopo aver confutato gli argomenti dell’avversario. Non pare proprio che il Pd e le opposizioni siano oggi in grado di fare questo salto di qualità.