Tutti gli articoli con tag francia

Bossi scalcia, Berlusconi scalda i muscoli, l'astensione cresce

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

A 10 giorni da un voto che di amministrativo oramai ha ben poco (croce sulla scheda pro o contro Berlusconi), l’Italietta della Seconda repubblica fallita, non sa più a che santo appellarsi.

L’ultima bordata viene da Umberto Bossi che spara ad alzo zero sulla … Lombardia: “Ne abbiamo piene le scatole di una regione che non decolla, che è in crisi, senza progetto, senza lavoro. E’ ora di cambiare”.

Un brutto colpo per il governatorissimo Formigoni, per il Pdl del Predellino, per lo stesso Premier che ha posto la Lombardia quale esempio del governo del fare.

Un (quasi) caos. Un anticipo di quel che il Senatur riserverà agli “alleati” dopo il voto di fine marzo.

Con questi chiari di luna e con le inquietanti note vicende politico-affaristico-giudiziarie, i sondaggi (segreti?!) in mano ai partiti prefigurano uno scenario dai limiti indefiniti e al limite della destabilizzazione dell’attuale quadro politico.

La preoccupazione maggiore (ma non per tutti?) è data dall’astensione: un’ombra minacciosa che si estende e che pare superi già il 35% e viaggi celermente verso e oltre il … 40%.

L’Italia non è la Francia, ma se queste cifre venissero confermate dalle urne, sarà bene sin d’ora … studiare la lingua dei cugini transalpini.

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Intervista - polisblog incontra Olivier Roy

pubblicato da giovanni molaschi in: Esteri Intervista con...

All’istituto francese di Firenze, ieri, è stato organizzato un incontro pubblico con Olivier Roy. Orientalista e politologo, il signor Roy a ridosso dell’evento (in collaborazione con Francesca Ristori) ha fatto un punto per polisblog.it su quanto sta accadendo in una parte del mondo.

Con lui, dopo quanto successo a Milano in Via Padova, abbiamo ragionato anche sui quartieri a rischio che i mass media italiani hanno paragonato alla banlieue parigine.

Lei si è occupato molto di Medio Oriente. Nei giorni scorsi si sono tenute in Iraq le elezioni sulle quali le opinioni divergono. Secondo lei ha ragione Barack Obama quando sostiene che questo appuntamento elettorale rappresenta per gli iracheni “una pietra miliare nella loro storia”?

Si, al contrario di ciò che accade in Afghanistan, gli elettori continuano a votare in massa in Iraq e le elezione rimangono più o meno oneste. Siamo dunque entrati in una logica democratica, al meno sul medio termine. Ma evidentemente, tutto questo è fragile e rimane possibile solo perchè ci sono truppe americane in Iraq. Il vero test sara dopo la partenza delle truppe U.SA.

 

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Rassegna stampa estera: Berlusconi e la Mafia

pubblicato da giulio in: Esteri Silvio Berlusconi Rassegna stampa


Si è parlato molto in questi ultimi giorni, sulle testate straniere, dei provvedimenti annunciati dal governo per la lotta contro la criminalità organizzata; tuttavia molti media non hanno perso l’occasione per accendere i riflettori anche sulle accuse che da tempo circolano riguardo ai presunti rapporti tra il capo del governo e la Mafia.

Lo svizzero Le Temps, ad esempio, titola “Silvio Berlusconi in campagna contro la mafia“, ma poi aggiunge:

gli specialisti dell’antimafia sono perplessi riguardo alla reale volontà del Governo di annientare la Piovra. Non solo perchè Silvio Berlusconi è stato recentemente accusato da un pentito, Gaspare Spatuzza, di essere stato il referente politico di Cosa Nostra. Le dichiarazioni di Spatuzza non sono state, a quanto pare, giudicate sufficientemente probanti. Ma il suo vecchio braccio destro Marcello Dell’Utri è stato condannato in primo grado a nove anni di reclusione per collusione con la mafia

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"La Francia non farà la fine dell'Italia". E Sarkozy vieta il velo islamico d'autorità. Un esempio da seguire

pubblicato da Luca Landoni in: Esteri



Sarkozy decide di decidere, al contrario di un noto aforisma solitamente applicato alla politica nostrana, e vieta il velo integrale senza pensarci due volte. Rispondendo a una domanda precisa rivoltagli ieri in un’intervista alla tv nazionale, il primo ministro di Francia che - lo ricordiamo - è figlio di due genitori stranieri e immigrati, ha detto senza mezzi termini che tutti i clandestini vanno respinti o rispediti a casa, con la sola eccezione (ma senza furbate) dei profughi. E ha aggiunto:

“Non lascerò che il mio paese faccia la fine dell’Italia. Noi siamo gente aperta, pronta all’accoglienza. Ma vogliamo che ci siano diritti e doveri.”

Un chiaro messaggio di appoggio alla commissione parlamentare che chiede di vietare l’uso del velo nei luoghi pubblici; un primo passo verso il divieto totale dei copricapi islamici che una malcelata cultura oscurantista vuole imporre alle donne in segno di dispregio verso la loro stessa essenza. Una cultura che - lo chiariamo - non è quella mussulmana tout court, come afferma per esempio Fouad Allam, il sociologo algerino autore de L’Islam globale.

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Giorgio Napolitano, il discorso di fine anno su youtube

pubblicato da giovanni molaschi in: Quirinale Giorgio Napolitano



L’apertura del canale youtube del Quirinale ha un che di paradossale. Nello stesso anno, l’ennesimo, in cui il Governo decurta i finanziamenti per lo sviluppo della banda larga il Presidente della Repubblica decide di utilizzare internet per il suo consueto discorso.

Ragionamento che si apre alla rete per necessità più che per investimento. Se le stesse parole fossero state caricate su youtube qualche anno fa (il sito di video sharing compirà il prossimo febbraio cinque anni) avremmo potuto sostenere senza essere smentiti che il Capo dello Stato utilizza il web per avvicinarci al futuro.

Esserci oggi oltre che paradossale è quindi ridondante. Sottolinea l’arretratezza di un paese a cui fa comodo essere la Cenerentola d’Europa. È notizia di questi giorni, infatti, la decisione del Governo francese di stanziare 20 milioni di euro per la crescita dell’editoria on-line.

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Trasporto merci sui treni: l'Italia ultima in Europa. Che fine hanno fatto le politiche ambientali?

pubblicato da giulio in: Analisi e Dati


La drammatica inerzia del nostro paese nel campo delle politiche ambientali non si vede soltanto nelle periodiche polemiche sull’abolizione degli incentivi per il solare, ma anche quando vengono resi noti dati come quelli di oggi: in Italia il trasporto ferroviario delle merci sta perdendo quota.

Nel Bel Paese il 62% della merce viene trasportata via camion, mentre la quota dei treni è inferiore al 10%. Una percentuale che è rimasta stabile dal 2002 al 2007, per poi addirittura calare negli ultimi due anni. Un dato che ci piazza buoni ultimi tra i grandi paesi d’Europa dietro a Germania (21,4%), Francia(15,7%) e Inghilterra (11,8%). La media continentale è attorno al 15%.

Forse provare a darsi una mossa anche in questo settore potrebbe essere un segnale di buona volontà da parte della politica. Certo meglio che andare a scongiurare l’Unione Europa di ritrattare le quote delle emissioni di CO2, come si è provato a fare qualche settimana fa.

Foto | Flickr.

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Rassegna stampa estera: l'Italia ha pagato i Talebani in Afghanistan?

pubblicato da giulio in: Esteri Rassegna stampa


Le accuse rivolte dal Times ai servizi segreti italiani - colpevoli secondo il quotidiano britannico di aver “pagato il pizzo” ai Talebani - hanno inevitabilmente avuto una certa eco sui media internazionali, specie nei paesi coinvolti nella missione in Afghanistan.

A leggere i commenti della stampa straniera si scopre peraltro che la situazione potrebbe essere un po’ più complessa di quanto inizialmente delineato. Lo stesso Times ha dato un seguito al suo primo articolo dell’altro giorno pubblicando ieri un commento dell’esperto Sam Kiley:

Da Herat, nell’ovest dell’Afghanistan, a Sarobi, nell’est, le forze italiane sono state protette, come in un bozzolo, dal genere di realtà sanguinosa affrontata ogni giorno dalle truppe britanniche, grazie a bustarelle segrete pagate dagli agenti del servizio segreto italiano, che hanno messo in pericolo le vite dei loro alleati. I controversi pagamenti ai gruppi armati in Afghanistan non mostrano però che gli italiani sono dei perfidi codardi: piuttosto, indicano che l’intera operazione Nato in Afghanistan è un casino di proporzioni colossali

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Rassegna stampa estera. Berlusconi: "Michelle Obama abbronzata", la gaffe sui media internazionali

pubblicato da giulio in: Mediaticamente Esteri Silvio Berlusconi Analisi e Dati


Della giornata conclusiva della Festa della Libertà di Milano qui su polisblog abbiamo parlato a lungo: con il reportage in tre parti di V. e con il mio sondaggio sulle principali priorità rispettate dal governo, condotto tra i militanti al Palalido (aperto anche a voi lettori: c’è tempo fino a domani per votare).

Tuttavia, solo una cosa è filtrata all’estero di quella lunga giornata: la battuta di Berlusconi su Michelle Obama “abbronzata”. Da notare che già la settimana scorsa l’attenzione della stampa internazionale era stata attirata dal mancato abbraccio tra il Cavaliere e la first lady americana.

Più recentemente, ha scritto il britannico Times, tra gli altri:

C’è la tendenza, sia in Italia che nel resto del mondo, ad archiviare con una risata ogni nuova gaffe di Silvio Berlusconi come semplicemente “tipica di Silvio”. Le reazioni vanno dallo scuotere la testa - “eccolo di nuovo” - fino alla sincera ammirazione da quegli italiani che accettano l’idea che il suo volgare humour da bar lo renda “uno di noi” nonostante la sua ricchezza e il suo potere. (..) C’è una venatura di razzismo e xenofobia nella coalizione di centro-destra di Berlusconi - da qui i suoi commenti al convegno del PdL a Milano non solo sul colore di Obama, ma anche sul sospetto che “soltanto” legga dal gobbo. (..) Ma insultare Michelle Obama insieme al presidente degli USA potrebbe essere troppo

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Rassegna stampa estera: Il Fatto Quotidiano di Padellaro e Travaglio secondo i media stranieri

pubblicato da giulio in: Mediaticamente Esteri Analisi e Dati


Come già per la rassegna stampa estera della settimana scorsa, anche in questi giorni il nuovo quotidiano di Antonio Padellaro e Marco Travaglio ha suscitato vari commenti sulla stampa internazionale. Ve ne riportiamo alcuni.

Cominciamo dal belga De Standaard, che ha messo in evidenza come quella di lanciare una nuova testata in questo momento di crisi sia una scelta coraggiosa:

Mentre sempre più giornali in tutto il mondo faticano per restare a galla, ci sono però ancora giornalisti che credono in questo mezzo di comunicazione. Come Antonio Padellaro, che oggi senza dubbio vive uno dei giorni più emozionanti della sua carriera. (..) Il nuovo quotidiano non vuole essere un semplice quotidiano, ma è anche la reazione di un gruppo di giornalisti e ‘penne’ italiane, che vogliono testimoniare la loro fede nella forza della libertà di stampa

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Rassegna stampa estera: l'attacco ai militari italiani in Afghanistan

pubblicato da giulio in: Esteri


L’attacco suicida contro un convoglio dell’esercito italiano a Kabul ha ovviamente rappresentato un evento di importanza internazionale, e alcuni giornali stranieri hanno pubblicato degli interessanti commenti sulle possibili conseguenze di questo avvenimento.

Il Times ha sollevato il sospetto che il fatto che ad essere colpiti siano stati proprio gli italiani non sia stato un caso, ma parte di una più ampia strategia:

Nel mezzo del lutto nazionale per la morte di sei soldati italiani per mano di un kamikaze a Kabul questa settimana, un pensiero inconfessabile è passato per la testa di molti italiani: l’Italia è stata colpita dai Talebani nella convinzione che essa costituisca l’“anello debole”? (..)

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