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Tutti gli articoli con tag franco frattini

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Fabrizio Cicchitto: rinsavito. Voto 6+ Il capogruppo del Pdl alla Camera “difende” D’Alema indagato dalla procura di Roma sugli appalti Enac “Francamente le motivazioni dell’avviso di garanzia a D’ Alema ci appaiono forzate”. Furbatina?

Franco Frattini: rintronato. Voto 4- Videoconferenza di Obama con i capi di governo di Germania, Francia, Inghilterra sulla morte di Gheddafi e sul dopo Libia. L’Italia fuori dalla porta. Ruolo internazionale ko. Premier con Putin, Frattini con Lavitola?

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Claudio Scajola: sciaboletta. Voto 4- L’ex ministro ha congelato l’offensiva dei frondisti del Pdl. Dice il dc Rotondi: “All’amico Claudio basta garantirgli la rielezione dei suoi e farlo tornare ai vertici del partito, ed è tutto ok”. Già.

Franco Frattini: sciabolino. Voto 4- Il ministro degli Esteri alza la voce contro l’asse Parigi-Berlino. Sarkozy e la Merkel accusati per i “vertici bilaterali” neppure gli rispondono. Il Premier italiano “credibile” solo nella dacia di Putin. Già.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Frattini storce il naso sull’incontro Germania-Francia per la crisi dell’euro: “Non ci piacciono queste cose a due”. In effetti si sa che il governo italiano, e soprattutto il suo premier, ai tête-à-tête preferiscono le cosucce di gruppo. C’è più gusto tutti insieme. Non si fa (Sar)così

Fino a pochi giorni fa il primo obiettivo era salvare gli stati sovrani. Ora invece banche e finanza sono tornate ad avere la priorità e i potenti dell’economia di carta si preparano a divorare un altro fiume di danaro pubblico. Leccarsi i Buffett

La maggioranza litiga su tutto e il ddl intercettazioni rallenta. Ormai è chiaro anche al povero Guardasigilli che sarebbe più facile far approvare il codice di Hammurabi. Con un Palma di naso

Steve Jobs, il genio della mela, l’uomo dell’iPod Nano. Silvio Berlusconi, il nano geniale, l’uomo della patonza. Mela dai o no?

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Quando Frattini diceva: "L'Europa del direttorio non passerà"

pubblicato da Alberto Puliafito

Quando Frattini diceva: "L'Europa del direttorio non passerà"

Franco Frattini diceva: “L’Europa del direttorio non passerà”. Avere accesso agli archivi dei giornali è molto utile, perché si possono trovare riscontri sulle dichiarazioni dei nostri politici, sempre molto interessanti da confrontare con quelle rilasciate - o non rilasciate - in tempi più recenti.

Qui siamo nel 2004: il 18 febbraio di quell’anno si sarebbero riuniti Chirac, Blair e Schroeder. Una riunione che avrebbe suscitato polemiche circa l’intento di Francia, Inghilterra e Germania di dettare le linee guida dell’Unione Europea. L’Italia esclusa da questo direttorio faceva dire a Frattini che

Ogni iniziativa che dia anche simbolicamente un senso di separazione non aiuta l’Unione. L’allargamento impone risorse finanziarie e regole condivise dai venticinque. Nessuno è disponibile ad accettare che altri segnino la rotta.

Belle parole, senza dubbio. Ma allora, a distanza di sette anni, viene da chiedersi: dov’era Frattini, nuovamente Ministro degli Esteri (come nel 2004), quando Merkel e Sarkozy si riunivano per decidere il futuro dell’U.E. e decidere le linee guida da seguire in tutta Europa? Dov’era quando la Bce ci ha dettato le linee guida della manovra lacrime e sangue - che peraltro ha subito una serie inaudita di modifiche - che sta spaccando il Paese?

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Libia - Frattini scopre i crimini di Gheddafi

pubblicato da Alberto Puliafito

Gheddafi e Franco Frattini

Franco Frattini scopre che Gheddafi era cattivello. E dice che, addirittura, il rais aveva un piano per trasformare Lampedusa in un inferno. Ci ha messo un po’ di tempo, Frattini. Di cui è bene ricordare una serie di dichiarazioni. Giusto per un esercizio di memoria. E per far capire con che facilità cambino le cose, nel nostro paesello. Con che facilità si racconti agli italiani di tutto e di più. Senza nemmeno bisogno di un posto in prima fila.

Gheddafi era benvoluto dal Governo Berlusconi. E non c’è bisogno di eccessivi sforzi storiografici per ricordarlo. Ma le evoluzioni funamboliche delle dichiarazioni del nostro Ministro degli Esteri sono davvero uno spettacolo d’arte varia.

3 settembre 2008 - Il Giornale. Nessun attacco da Roma alla Libia: si firma il trattato, e l’Italia si impegna a non concedere basi agli USA per attaccare la Libia. E di non attaccare a sua volta.

C’é l’accordo con la Libia che prevede un reciproco impegno a non esercitare azioni di aggressione, cosa che l’Italia esclude categoricamente di poter fare.

31 ottobre 2008 - La Stampa. Amicizia e affidabilità della Libia.

Al convegno di ieri il ministro degli Esteri Frattini ha confermato che l’Italia è pronta ad accogliere Gheddafi «come un amico». E ha ribadito che Roma considera la Libia «un Paese affidabile e un partner eccezionale», garantendo la ratifica «in tempi brevi» del trattato da parte del Parlamento. «Le nostre relazioni sono entrate in una fase nuova», ha confermato Saif El-Islam Gheddafi: «Oggi è possibile realizzare cose prima impensabili», come le forme di cooperazione militare previste dall’articolo 20 del Trattato.

Agosto 2010 - TgCom: Frattini definisce le critiche dell’opposizione a Gheddafi “senza senso”.

Le critiche dell’opposizione per la visita del leader libico Muammar Gheddafi a Roma non hanno senso. “E’ gente che non conosce affatto né la politica estera né gli interessi dell’Italia”. Lo afferma il ministro degli Esteri Franco Frattini. “Gheddafi è un leader importante per tutto il Medioriente, e noi - ha aggiunto Frattini - da questa opposizione non ci aspettiamo niente”.

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Gianni Alemanno: strateghi si diventa. Voto 5-. Il sindaco di Roma: ‘Faremo un’asta via Internet per vendere tutto il materiale avanzato, come gadget, cappellini, manifesti, stendardi o maglie. Il ricavato della vendita andra’ all’ostello della Caritas di Via Marsala’. Giovanni Paolo secondo fa miracoli.

Franco Frattini: statisti si nasce. Voto 5-. ‘Il dato politico piu’ importante e’ che ne’ l’Arabia Saudita, ne’ il Pakistan abbiano accettato’ di accogliere la salma di Osama bin Laden, perche’ la tomba del terrorista ‘avrebbe potuto divenire un luogo di pellegrinaggio per gli estremisti’ islamici”. Frattini Dixit.

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Gheddafi in esilio! Ecco l'idea del nuovo asse italo-tedesco.

pubblicato da Massimo Falcioni

Due “debolezze” fanno una forza? Stavolta a mettersi insieme sono il sempre barcollante Berlusconi e la sempre più debole Merkel. Il premier italiano e la cancelliera tedesca provano a costruire un asse parallelo (alternativo?) al binomio franco-inglese sul nodo infuocato della Libia.

In effetti, dopo il “no” del governo tedesco a rispondere a Gheddafi con le bombe e dopo le giravolte dell’esecutivo italiano, la partita è tutta in mano a Sarkozy, spalleggiato dagli inglesi e (sottobanco) da Obama.

In questo quadro è adesso pronta una proposta italo-tedesca per affrontare da un’altra angolazione la crisi libica. A dirlo è il ministro degli esteri Franco Frattini in una intervista a Repubblica.

L’iniziativa è finalizzata a riportare la pace nel paese nordafricano “affiancandosi” all’azione politica condotta invece dal tandem franco-inglese. Il documento sarà illustrato al vertice della coalizione martedi a Londra.

Il piano dovrebbe poggiare sull’esilio del colonnello Gheddafi. Ma la road map ha nel cessate il fuoco immediato il primo ineludibile passaggio. Questo, ha spiegato Frattini, “dovrà essere monitorato dalle Nazioni Unite. E l’istituzione di un corridoio umanitario permanente”. Oltre al coinvolgimento delle organizzazioni internazionali come Lega Araba e Unione africana, il ministro è convinto che “occorrerà coinvolgere i gruppi tribali, quantomeno i più rappresentativi. Tutti insieme lavoreranno quindi per una costituzione per la Libia, della quale il paese finora è stato sprovvisto”. Speriamo non sia l’ennesimo pasticcio all’italiana aggravato dal prezzemolo tedesco.

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Franco Frattini: suonato Voto 4-. La crisi libica mette in luce lo stato di confusione del governo e della sua maggioranza. I giochi sono condotti da Usa, Francia e GB, l’Italia non conta niente. Pagherà solo il conto finale?

Paolo Romani: sonata. Voto 5-. Il ministro annuncia la moratoria di un anno sul nucleare. Ennesima giravolta del governo per paura di perdere voti e per fare fallire il referendum. E’ la solita manfrina, è il solito bluff. Stop and go?

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Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Franco Frattini: stralunato. Voto 5-. Sulla crisi libica il ministro degli Esteri non sa più che pesci prendere e va a rimorchio di tutti: Onu, Nato, Ue, Lega araba. Manca solo il circolo degli scacchi. Prudenza o assenza? Dopo la politica della pacca sulle spalle, solo il vuoto?

Italo Bocchino: stracotto. Voto 4. L’inossidabile falco di Fli querela 36 giornalisti del Giornale inventandosi il reato di stalking di massa. Chi di trama ferisce di trama perisce. Continua la politica del randello, della congiura e delle procure. E del ridicolo. Fli, è questo il nuovo?

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Franco Frattini: incertezze. Voto 4. Stralunato, il ministro degli Esteri ieri a “Otto e mezzo” de La 7: “Berlusconi aveva davvero dubbi che Ruby fosse nipote di Mubarak e lo chiese al presidente dell’Egitto. Non chiedi una cosa così a un presidente se non hai dubbi”. To be or not to be: dubbi amletici.

Luigi De Magistris: certezze. Voto 4. L’ex pm si candida con lista civica “killer” alle comunali di Napoli e mette il Pd con le spalle al muro. Dopo il pantano delle primarie e l’era caos di Bassolino-Jervolino il partito di Bersani è “servito”: o subire la convergenza-diktait o perdere le elezioni. Ko assicurato.