Franco Frattini: incertezze. Voto 4. Stralunato, il ministro degli Esteri ieri a “Otto e mezzo” de La 7: “Berlusconi aveva davvero dubbi che Ruby fosse nipote di Mubarak e lo chiese al presidente dell’Egitto. Non chiedi una cosa così a un presidente se non hai dubbi”. To be or not to be: dubbi amletici.
Luigi De Magistris: certezze. Voto 4. L’ex pm si candida con lista civica “killer” alle comunali di Napoli e mette il Pd con le spalle al muro. Dopo il pantano delle primarie e l’era caos di Bassolino-Jervolino il partito di Bersani è “servito”: o subire la convergenza-diktait o perdere le elezioni. Ko assicurato.
L’ineffabile Franco Frattini, a tempo perso ministro degli Esteri, si fa forza e, riempiendosi i polmoni, sputa fuori il “suo” futuro.
Addirittura, l’algido Franco, ridotta la Farnesina alla nullità e cancellata l’Italia nello scacchiere internazionale, entra a gamba tesa nella questione delle questioni: il dopo Berlusconi. E ci entra con la spada in mano, per recidere il nodo gordiano.
“Dopo Silvio Berlusconi non ci sara’ una copia o un’imitazione, ma un altro sistema di Governo e di gestione del partito”. Frattini, ospite di Fabio Fazio, nella puntata di Che tempo che fa di Raitre, immagina cosi’ il futuro politico dell’esecutivo e del PdL quando l’attuale premier, sia mai, non ne sara’ piu’ alla guida.
Chissà come la prenderà il Cavaliere! A meno di … “calamità naturali” (non previste), il padre-padrone del Pdl e del Governo non abbandonerà nè lo scettro nè lo scranno.
Solo uno “fuori” dall’Italia come Frattini può pensare al dopo Berlusconi in modo “indolore”, con gli automatismi di un semplice ricambio al timone.
Dopo Berlusconi c’è Berlusconi. Dopo ancora, senza Berlusconi, per il Pdl e zone limitrofe sarà il caos, solo caos: il castello crollerà come foglia secca e si sbriciolerà. Frattini e quelli come lui non avranno neppure il tempo di accorgersene.
In fondo al Cav del caso Battisti frega molto poco. In ballo ci sono 10 miliardi di contratti con il Brasile e non è proprio il caso di indispettire il governo del gigante sudamericano. Berlusconi si sarebbe limitato a dire ai suoi: “Battisti? Mi piaceva molto nei duetti con Mina”. Be bop a…Lula
Anche la tragedia dei cristiani massacrati in Egitto non impegna troppo i pensieri del premier. Giusto il tempo di mostrare un po’ di zelo nei confronti della Chiesa con i salamelecchi di Frattini e via. C’è altro a cui badare. Copto e mangiato
D’altronde questi fattacci internazionali non devono permettersi di turbare le eccitanti vacanze del presidente del Consiglio o le amate prodezze sulla neve del ministro degli Esteri. Cortina D’amplesso
In particolare, il titolare della Farnesina viene regolarmente scocciato da gravi vicende globali quando è sugli amati sci (chi ricorda le sue prime dichiarazioni sull’assedio di Gaza da parte di Israele?). Ormai accade ogni inverno, è un supplizio e lui non ne può proprio più. La misura è Colmar
Le rivelazioni di Wikileaks, archiviate tutte le note di gossip, cominciano a fare casino. I festini di Berlusconi passano in secondo piano se il dibattito viene spostato sullo stretto rapporto che c’è tra l’Italia e la Russia. L’amicizia tra il presidente del Consiglio e Putin potrebbe aver influenzato la politica energetica del nostro paese.
Franco Frattini, ministro degli Esteri, ha precisato che quanto sospettato dagli Stati Uniti non è vero. La smentita ai file di Wikileaks è stata a In 1/2 ora, il programma di Raitre condotto da Lucia Annunziata, dove l’esponente politico ha dichiarato:
“Sulla politica energetica nessuno può decidere a nome dell’Italia che ha un interesse nazionale nella sicurezza e nell’indipendenza energetica. La nostra strada è la differenziazione, che passa dalla Russia, dalla Libia, dall’Algeria e dai Paesi del Golfo. Queste quattro fonti di approvvigionamento energetico formano il piano di sicurezza nazionale”.
Continua a leggere: Franco Frattini: “Nessuno può decidere a nome dell’Italia”
La strizza per i documenti diffusi da Wikileaks deve aver dato alla testa a Franco Frattini. Il titolare della Farnesina parla di un ‘complottone’ internazionale contro l’Italia e allora si capisce che anche l’imprenditore Giuliani era manovrato dalle barbe finte quando ha picchiato Emilio Fede. D’altronde si sa che Assange in prima persona, notte dopo notte, ha riempito Napoli di spazzatura. Tutto questo sta accadendo per sovvertire il regime democratico, mandare a casa Berlusconi e insediare in un batter d’occhio un governo dei poteri forti. Sturm und Draghi
Intanto tutti gli italiani vengono a conoscenza delle imbarazzanti comunicazioni segrete che la diplomazia americana in Italia ha spedito negli ultimi anni al Dipartimento di Stato Usa. Una vera bufera. Thorne a casa Lassie
Da Frattini al presidente della Ferrari, da un ciuffo all’altro. Il buon Cordero si fa desiderare. Ci sono i quattro amici al bar del…Centro che lo aspettano, ma lui scenderà in campo solo quando sarà il momento. Per adesso, gli amici sono destinati a restare a bocca asciutta. Amaro Montezemolo, sapore vero
Il magna magna di Finmeccanica è arrivato al termine? L’ultima c-enav
Silvio Berlusconi: lessato. Voto 3. Il gruppo dei 20 deputati “salva governo” perde pezzi e lo stesso Nucara, pessimista, dice che il premier “è troppo ottimista”. Ennesimo bluff del Cavaliere che usa il bostik per la sua maggioranza sfasciata. Naufragio annunciato.
Franco Frattini: bollito. Voto 3. Il ministro degli Esteri è solo lo “zerbino” del premier. Viene strigliato dalla Cei sul peschereccio italiano mitragliato da motovedetta libica con a bordo sei militari italiani. Gheddafi detta legge. Dalla farsa alla tragedia.
Silvio Berlusconi: dietrofront. Voto 3. “Bavaglio”: Il Pdl cede, smentito il premier che dice:”Resta tutto così”. E la fiducia del Cavaliere crolla di 10 punti! Discesa libera. Ko finale?
Franco Frattini: ritardatario: Voto 4. Il ministro degli Esteri “difende” i diplomatici in sciopero contro la manovra: “Norme assurde”. Ma Tremonti non lo ascolta. Doppio gioco.
Franco Frattini in video ci mostra come sarà il sud alla luce del federalismo fiscale: onestamente, la sua visione mi è sembrata un po’ di circostanza e un filino ottimistica. Cosa cambierà col federalismo per il sud e per la Sicilia?
Io credo che la crisi globale imponga a tutta l’Europa di guardare alla nuova frontiera che è il Mediterraneo, e certamente il sud è chiamato a svolgere un’azione da protagonista, pensiamo ai piani energetici euromediterranei, le infrastrutture, ai grandi corridoi, alle autostrade del mare, a una nuova stagione di lotta alle mafie
Tema, quello del sud e del federalismo, del quale si dice un po’ tutto e il contrario di tutto. Per dire: per Roberto Calderoli è la soluzione ai problemi del sud, per Gianfranco Fini, “se non adeguatamente congegnato ed applicato, rischia di compromettere la coesione nazionale, di approfondire le divisioni e di ridurre, anziché incrementare, la competitività del sistema economico”, per Stefania Prestigiacomo val la pena di mettere in gioco l’ennesimo think tank con la fondazione Liberamente - Idee per Costruire. Poteva mancare Mastella? Anche il redivivo Mastella deve dire la sua: e si parla di federalismo solidale.

Per dimostrare l’inesistenza di un’opposizione seria, che ne dicano Dario Franceschini e Antonio Di Pietro, a Italo Bocchino sono stati sufficienti tre giorni. In meno di una settimana l’esponente, finiano, del Popolo della Libertà ha avviato attorno a sé un terremoto sul quale vale la pena riflettere partendo da quanto successo la scorsa domenica.
In un’intervista, rilasciata al Post, commentando le indagini avviate sul coordinatore del Pdl Denis Verdini l’esponente politico ha fatto intendere che per la tutela del partito sarebbe meglio che il braccio destro di Silvio Berlusconi facesse un passo indietro.
“Io - ha dichiarato Bocchino parlando di Verdini - penso che sarà costretto a dimettersi. Finora solo una parte delle intercettazioni, quella relativa alle responsabilità addebitate agli altri indagati. Ma quando emergeranno le intercettazioni che hanno portato a indagare lo stesso Verdini, è difficile che riesca a resistere. La richiesta è per Berlusconi”.
Frattini: “Se Fini se ne va, non ci strappiamo i capelli”. Beh, lo sappiamo che lui al suo ciuffo ci tiene come a null’altro. Dopo Montezemolo e Sgarbi, l’inquilino della Farnesina è terzo nella classifica italiana delle celebri, morbide tendine frontali da spostare con studiata ricercatezza. Il problema è capire cosa contenga la testa che sorregge il vezzo tricotico. Lui comunque si piace e si compiace. Ministro degli Estri
Pedaggi in aumento su una rete autostradale ferma al 1970? Si pagherà anche la Salerno-Reggio, lo scandalo permanente, il corpo del reato più lungo d’Italia? Repubblica delle Ban-Anas
Come previsto, Brancher si è dimesso. Ora una puntata speciale di ‘Voyager’ cercherà di svelare il mistero dei misteri: con quali deleghe era stato nominato? Universo parallelo, fenomeno paranormale, individuo paraculo
Il buon vecchio Aldo si fa da parte e un’ampia fetta della maggioranza lo omaggia, lo esalta manco fosse Nilla Pizzi che vince a Sanremo. Grazie dei fior(an)i