
L’attenzione dei media stranieri per l’Italia è catturata in gran parte dalla vicenda delle registrazioni Berlusconi - Patrizia D’Addario, come abbiamo visto nella rassegna stampa di ieri. Un fatto che rischia di far passare inosservati altri articoli interessanti sul nostro paese.
La tedesca Die Welt ha ad esempio dedicato un pezzo lungo e ben fatto (intitolato “il garbuglio italiano”) alla questione della regolamentazione dell’immigrazione nel nostro paese. In esso, vengono espresse considerazioni non troppo distanti da quelle da me espresse qualche tempo fa su polisblog, quando ho parlato di “governo in un vicolo cieco“:
Il governo vara dure leggi contro gli immigrati irregolari - una mossa pericolosa per l’economia (..) ha varato un pacchetto sicurezza che dovrebbe complicare la vita agli immigrati e ai loro datori di lavoro. L’immigrazione illegale diventa ufficialmente un reato. In questo modo il governo intende combattere un fenomeno che colpisce l’Italia più di altri paesi dell’Unione Europea. (..) Soprattutto nell’ambito dei lavori domestici l’Italia dipende fortemente dalla forza lavoro straniera
Nel 2005, al momento dell’elezione di Josef Ratzinger al soglio pontificio, la Germania era quasi unanimemente in festa: dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, infatti, non accade spesso che un tedesco occupi una posizione in cui (potenzialmente) si è oggetto di ammirazione e devozione da parte di uomini e donne di tutto il mondo.
Poco meno di 4 anni più tardi, il clima sembra ben diverso in terra teutonica: la riabilitazione del vescovo negazionista Williamson e la recente nomina a Vescovo di Linz dell’ultraconservatore Gerhard Wagner come Vescovo ausiliare di Linz hanno attirato al Papa tedesco una valanga di critiche nel suo paese d’origine.
E non solo - come ci si potrebbe attendere - dalla stampa più o meno liberale, ma anche in maniera crescente da esponenti della Chiesa Cattolica tedesca stessa, tra cui arcivescovi e teologi di spicco. E i toni che hanno scelto non sono stati dei più moderati.
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Che Berlusconi e il suo governo non godano di buona reputazione nel resto d’Europa - e in particolare in Germania - è risaputo. In questi giorni di armageddon finanziario globale ci pensa la Frankfurter Allgemeine Zeitung, una delle più note testate tedesche, a rincarare la dose. In un articolo di qualche giorno fa (che potete trovare tradotto sull’ottimo “Italia dall’Estero”) il quotidiano di orientamento moderato insinua che il Cavaliere potrebbe approfittare della crisi finanziaria per mettere le mani sulle banche più importanti del nostro paese.
Il ragionamento della FAZ è questo: finora il sistema creditizio italiano si è mostrato eccezionalmente solido, in parte anche per la sua arretratezza e per le pesanti condizioni economiche imposte ai clienti privati, in assenza di liberalizzazioni. Nonostante questo il governo sembra non vedere l’ora di poter mettere in atto un “piano di salvataggio” che, secondo il quotidiano di Francoforte, non sarebbe affatto necessario
si teme che il governo italiano sfrutti la crisi per prescrivere alle banche alte quote di patrimonio di base come capitalizzazione minima, cioé intorno al 7-8 %. Di conseguenza, gli istituti che non potranno dimostrare di avere a disposizione un tale livello di capitale, cioé praticamente tutti gli istituiti italiani, dovranno accettare un innalzamento di capitale da parte dello stato, che avrebbe così anche il potere di licenzare tutti gli attuali manager bancari.