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Tutti gli articoli con tag g20

Consiglio dei Ministri straordinario - La lunga notte dell'emergenza. Emendamento alla legge di stabilità

pubblicato da Alberto Puliafito

Consiglio dei ministri straordinario del 2 novembre 2011

Consiglio dei Ministri straordinario e raccolta firme dei frondisti: questi i due temi della lunga notte dell’emergenza. La “notte prima degli esami”, se volete trovare un termine soft, una specie di “lunga notte dei coltelli” se volete colorarla come Mentata (”non proprio una lunga notte dei coltelli”, ha detto il giornalista che ha messo in piedi un’edizione speciale del TgLa7 per seguire il CdM). Ma cosa sta succedendo, esattamente?

Sta succedendo che subito prima del G20 di Cannes, il Consiglio dei Ministri è stato riunito straordinariamente per una sorta di decretazione d’urgenza, con misure anticrisi (oggi si è detto di tutto: dal prelievo forzato, come nel 1992, alla sempreverde patrimoniale fino - di nuovo - a una modifica delle pensioni).

Contemporaneamente, però, arrivano i cosiddetti frondisti del PdL che escono allo scoperto: la lettera degli scontenti non era una bufala, come diceva il premier Silvio Berlusconi, e ora ha anche dei nomi e dei cognomi, secondo l’Agi e secondo lo stesso Mentana. Fra i firmatari ci sarebbero Luciano Sardelli, Antonino Milo e Santo Versace.

Nella lettera si chiede l’ormai canonico passo indietro, un nuovo esecutivo e l’allargamento della maggioranza: «Soltanto creando nuove condizioni e’ possibile evitare le elezioni anticipate e salvare il Paese».

22:20: sul sito ufficiale del Governo appare l’annuncio: «Terminata a Palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei Ministri».

Quel che trapela, al momento, è che il Consiglio dei Ministri ha deciso per un maxiemendamento alla legge di stabilità. Si annunciano inoltre un successivo decreto e poi un disegno legge per il futuro.

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Sviluppo Economico: Silvio Berlusconi propone a Pierferdinando Casini la poltrona di Claudio Scajola

pubblicato da Giovanni Molaschi


Il vero tallone d’Achille di Silvio Berlusconi non è il Presidente della Camera, Gianfranco Fini. L’unico punto debole di questa maggioranza funambola è il Ministero dello Sviluppo Economico lasciato libero lo scorso 4 maggio da Claudio Scajola.

Da quando l’esponente politico ha abbandonato il Governo il Presidente del Consiglio sta provando a capire come tenere in piedi una baracca che sempre più sembra essere destinata ad un’eutanasia riparatrice.

Accogliendo, furbescamente, le osservazioni di chi in Italia sta facendo opposizione Silvio Berlusconi pensò di affidare la poltrona di Claudio Scajola alla Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. La signora, dopo aver ringraziato, rifiutò l’invito che in seconda battuta è stato poi fatto a Pierferdinando Casini, leader dell’Udc.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Perché Berlusconi aveva l’aria così annoiata al vertice di Toronto? Forse non si diverte abbastanza con colleghi primi ministri che ormai hanno 20 o 30 anni meno di lui? In fondo, il Cav partecipa a questi summit dal ‘94: è una specie di T-Rex, l’unico superstite di una generazione che non esiste più. Meno male che il sauro c’è

Come al solito, i ‘grandi’ della Terra non si mettono d’accordo manco sul menu del vertice. E le Organizzazioni non governative lamentano uno scarso impegno in merito alla cooperazione internazionale. Tra i fanalini di coda, guarda caso, l’Italia del premier di Arcore. Su questo fronte, siamo veramente dei buzzurri. Bingo B-Ong

Bossi sul federalismo: “Ho scelto la via pacifica, ma per la violenza c’è sempre tempo”. Il cane feroce, come tante volte lo hanno ritratto i vignettisti, torna a ringhiare e a minacciare. Apocalypse Bau

Il momento è difficile. Ci vorrebbe un componimento del mite poeta Bondi che esalti gesta pubbliche e vita privata del Cav al governo. Majakovskij? No, maialoskij

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Condonetto, sanatoriella, deroghina, perdonuccio: spuntano sempre come i funghetti (velenosi) dopo la pioggia. Ma tutti si stracciano le vesti. Il governo: “Noi non c’entriamo nulla”. Si tira indietro persino chi li firma: “Ho sottoscritto senza sapere. La mia mano si muove da sola come quella della famiglia Addams”. Tutti lì a schermirsi, a chiamarsi fuori. Emenda-mentono

Tassa sulle banche sì o no? Sulle transazioni finanziarie sì o no? Riforma della finanza sì o no? E quale casomai? Si discute, si discute, si discute e si conclude sempre troppo poco. Che lentezza! G-Venti? No, G-stenti

Bossi se ne esce con la sublimazione delle ‘castate’, la quintessenza delle sparate senza senso, l’apoteosi delle bestialità, il paradigma del parlare a vanvera che fa impallidire persino il miglior Gasparri. Il senatur dice che l’Italia si qualificherà comprando la prossima gara mondiale. E non si capisce su quali basi lo affermi con tale, apodittica certezza. La (slo)vaccata

Operai Fiat: al referendum vince il sì. Chi ha votato contro l’accordo, continuerà a strepitare. Ma anche chi pensa di aver salvato il posto di lavoro con l’ok al piano del Lingotto, sa che le proprie condizioni di vita peggioreranno. Pomigli-ANO

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Le cattive "amicizie" internazionali del Cavaliere. Intanto va la musica firmata "feltrusconi"

pubblicato da il passator cortese

Le dichiarazioni farneticanti di Gheddafi contro Israele aspettano ancora la condanna del Premier Berlusconi.

Perché il presidente del Consiglio tace di fronte a tali insulti e provocazioni e si ostina a succhiare la ruota del leader libico?

Gheddafi, è noto, vuole solo ottenere visibilità internazionale e giocare sempre al più uno nella sua politica ricattatoria. A questo punto non si capisce dove mira Berlusconi, il quale prosegue imperterrito nella sua politica di inchini e regali al dittatore libico.

Mentre il Governo italiano ossequia Gheddafi, l’Europa (comunista?) si muove in modo completamente diverso: Francia e Germania si mettono insieme (con accordi seri su temi importanti) per il prossimo G20, Svezia e Spagna rilanciano i prossimi impegni della Ue, persino la Russia di Putin si riavvicina alla Polonia.

Evidentemente il Governo italiano ha scambiato la politica estera per le simpatie e le amicizie – con gente come Gheddafi e Chavez - (e gli interessi?) del Premier.

Intanto gli italiani sono costretti a seguire la (brutta) musica imposta da “feltrusconi” …

Morte al G20 di Londra: "Nessun infarto, è stato picchiato"

pubblicato da davide f.

Al contrario di quanto detto da Scotland Yard subito dopo l’incidente, Ian Tomlinson, l’edicolante di 47 anni deceduto durante le proteste al G20 di Londra, non sarebbe morto per infarto ma presumibilmente per un’aggressione, un colpo ricevuto all’addome. Così svelerebbe l’autopsia, anticipata dall’avvocato di Tomlinson.

Come denunciato dai manifestanti in quei giorni torna il sospetto che l’edicolante sia stato vittima della violenza gratuita della polizia: “Sono stati gli agenti che lo hanno malmenato”. Il video qui sopra pubblicato sul sito del Guardian all’indomani dell’incidente del primo aprile, mostra la vittima cadere a terra spinto alle spalle da un poliziotto che lo colpisce con un manganello.

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UPDATED: Berlusconi e la "zoccola", burla o illusione sonora?

pubblicato da paolo


Per chi si trova spesso a girovagare la mattina nella varia e pulsante blogosfera italiana (e a propaggini virtuali del web come Facebook, dove le cose rimbalzano e si gonfiano) potrà essere capitato di imbattersi stamattina in un filmato particolare (quello qui sopra).

Nel filmato, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sembra chiamare a sé le donne del partito, durante il Congresso fondativo del PDL , chiedendosi poi dove fosse finita “la zoccola”. Un epiteto ovviamente offensivo, ancora peggio della sgridata reale per il comportamento molesto al G20.

Molti, come spesso accade nel web, hanno quindi ripreso il filmato, spacciandolo come l’ennesima gaffe berlusconiana. Si tratta in realtà di una bufala, anche se probabilmente più figlia di una distorsione sonora (dovuta a un rumore sul parlato di un Berlusconi di schiena) che a una burla ben realizzata a livello sonoro. La frase incriminata, infatti, è una semplice “dov’è la piccola”, che suona come epiteto offensivo nel video sopra.

Ciò che viene da chiedersi è: l’accettazione del filmato da parte di molti è sintomo di creduloneria in giro per il web, o il nostro Cavaliere gaffeur ci ha ormai abituato a tutto, tanto che ormai si può crederlo capace di ogni uscita?

A voi la risposta nei commenti, e dopo il salto il video “originale” che aiuta a capire la differenza (ci vuole attenzione, ma aguzzate le orecchie tra il secondo 33 del primo video e il secondo 7 del secondo, dove il rumore “molesto” si sente meglio in sovrapposizione).

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Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pierferdinando Casini: tiraorecchie. Voto + 8. Il leader dell’Udc Casini commenta ad Annozero l’ “incidente” fra premier e Regina: “Berlusconi è migliorato, è passato dalle corna all’urletto”. Presto il Cavaliere nel coro di “voci bianche”?

Sergio Cofferati: pinocchio. Voto – 9. Non si scioglie il nodo della candidatura alle Europee dell’ex leader della Cgil e sindaco di Bologna Cofferati. “Se andassi a Bruxelles, sarei un ciarlatano”, giurò il “cinese” ad ottobre. Appunto.

Stasera ad Annozero si parla di crisi e G20 londinese

pubblicato da Luca Landoni

In una settimana orfana di Ballarò (sospeso per dare spazio alla partita della nazionale under 21, ditemi voi…) non ci resta che aggrapparci ad Annozero. Fortuna che l’intervento di Beppe Grillo ieri a Exit ha compensato in parte questa mancanza, ma la trasmissione di Michele Santoro rimane pur sempre la regina della settimana politica in televisione.

Questa sera si parlerà nuovamente di crisi, prendendo spunto dalla riunione del G20 attualmente in corso a Londra e dal suo corollario di scontri, che ieri purtroppo ha provocato, direttamente o indirettamente, un morto.

I paesi più industrializzati del mondo si riuniscono a Londra insieme al presidente americano Obama per riscrivere le regole della finanza internazionale, mentre in mezza Europa dilaga la protesta. In Francia i lavoratori di alcune fabbriche in crisi hanno sequestrato per diverse ore dirigenti aziendali contro i licenziamenti in atto. A Londra nei due giorni del G20 4 cortei no-global attraverseranno la città per protestare contro le banche e la finanza. C’è il rischio che la protesta degeneri? La rabbia dei 20 milioni di lavoratori che, come ha spiegato Berlusconi, rischiano di perdere il posto di lavoro nei prossimi due anni può minare la coesione sociale? A fronte del dilagare della perdita dei posti di lavoro in tutta Europa, i manager delle aziende in crisi prendono buonuscite milionarie e stipendi record, tanto che i governi li stanno bloccando. La crisi la pagheranno come sempre solo i più deboli? I manager che hanno commesso frodi, provocando la crisi delle loro aziende, come vengono trattati in Italia e come negli altri paesi?

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Primo giorno del G20 di Londra: gli scontri, un morto e l'assedio che continua

pubblicato da davide f.

Si potrebbe dire l’avevamo detto, avevamo parlato di aria di “Genova”. Certo è che si sperava di non dover parlare di altri fatti tragici. E invece durante le proteste alla vigilia del vertice del G20 a Londra, un uomo di 30 anni è morto a causa di un malore. Naturale certo, ma sempre drammatico.

Nel frattempo questo il bilancio di ieri. Più di 80 persone sono state arrestate e nuove manifestazioni sono previste per oggi (sopra, un video sulla giornata odierna dalla Bbc). I broker e i banchieri, alcuni dei quali hanno avuto l’idea geniale di aizzare ulteriormente gli animi lanciando sterline dalle finestre, sono ancora sotto shock per ieri. “Occhi di odio. Ci considerano i primi responsabili della crisi” hanno dichiarato. Ma va?

Oggi parte ufficialmente il G20. I leader mondiali rimangono con posizioni molto distanti tra loro, ma dovranno cercare un accordo sui paradisi fiscali, sulle misure per contrastare la crisi, sui contributi al Fondo monetario internazionale e sul mercato globale. Concludere questi giorni con un ennesimo nulla di fatto rappresenterebbe un’ulteriore fallimento inaccettabile agli occhi delle popolazioni e della loro crescente rabbia. Ai “grandi” e alle loro promesse chi ci crede più?