E’ tornata al centro dell’attenzione la questione TAV, e con essa il modello di gestione dello scontro e della protesta da parte dello Stato italiano. Le prime avvisaglie non sono per nulla confortanti: un giovane manifestante, Simone, è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Molinette di Torino, anche se le ultime notizie lo danno fuori pericolo di vita.
I fatti: mercoledì, ore 17, una parte dei No Tav improvvisa un piccolo corteo verso la trivella appena arrivata al cantiere, gli altri invece si ritrovano alla stazione di Porta Susa per un presidio informativo. Il primo gruppo, arrivato alla trivella, viene a contatto con la polizia (nel video), è qui che Simone viene colpito più volte e cade; un altra donna viene ripetutamente colpita al volto, ad una ragazza spaccano letteralmente la faccia.
Il movimento No Tav, descritto da praticamente tutti i media come un gruppo di chissà quali facinorosi irresponsabili e violenti, è in realtà un gruppo di cittadini semplicemente consapevoli dei loro diritti e del dovere di salvaguardare la loro terra da scempi e speculazione edilizia. La risposta dello Stato italiano, in un clima mediatico osceno è questo: repressione, repressione e ancora repressione. Vediamo le prime reazioni politiche.
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In più occasioni, su polisblog.it, abbiamo sottolineato le incongruenze del G8 organizzato lo scorso anno a L’Aquila. A sei mesi dal summit politico è stato arrestato, questa mattina, Angelo Balducci.
L’ex vice capo della Protezione Civile (oggi è il presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici) sarebbe stato fermato a causa di una poco chiara gestione degli appalti previsti se il G8, come da programma, fosse stato organizzato a La Maddalena.
Fino a che la giustizia non farà il suo corso è impensabile ragionare sulle presunte colpe di Angelo Balducci. Uomo, come documenta il Corriere della Sera, a servizio di un Paese che ha deciso di privatizzare la Protezione Civile trasformandola in una Spa.
Continua a leggere: G8: arrestato Angelo Balducci, ex di Guido Bertolaso

Il discorso fatto da Guido Bertolaso alla Maddalena spiega meglio di quanto possa fare Silvio Berlusconi perché il capo della Protezione Civile sia pronto per un Ministero. Confezionato, probabilmente, per l’occasione.
Facendo il passo più lungo della gamba, tanto quanto il Presidente del Consiglio, Guido Bertolaso ha garantito a chi risiede nelle zone destinate al G8 (che poi venne spostato a L’Aquila) la bonifica organizzata in vista appunto del summit politico.
“Prima dell’estate – ha dichiarato Guido Bertolaso - qui ci sarà una grande realtà industriale, che farà funzionare questa meraviglia. Stiamo lavorando al bando di assegnazione. Certo, ci sono cose da sistemare e lavori in corso, ma non vi sono segni di serio abbandono”.
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U come Udc. Più che una moglie fedele il Partito di Pierferdinando Casini sembra un’amante pronta a concedersi al miglior offerente tanto che in vista delle prossime elezioni Regionali ha deciso di stare sia con il Partito Democratico che con il Popolo delle Libertà. Non vale più il proverbio meglio soli che male accompagnati?
V come Veneto. Dove si è visto concretamente quanto l’alleanza tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi sia pronta franare con un nonnulla. Pur di far contento il compagno di Governo il Premier ha deciso di tradire Giancarlo Galan al quale ha negato la possibilità di ricandidarsi per il posto che fino ad oggi occupava come governatore.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Udc, Veneto e Zaia (Luca)
R come Raffaele Lombardo. Il governatore della regione Sicilia più di altri ha rappresentato la distanza tra l’amministrazione e i cittadini. Al di là di tutte le vicende di colore che l’hanno riguardato dell’esponente politico ci ricorderemo il cospicuo assegno ricevuto da Silvio Berlusconi per evitare uno scisma all’interno del Popolo delle Libertà.
Quei soldi sarebbero serviti per aiutare la Sicilia. E l’Italia. Possibile che nel 2009 non si riescano a costruire adeguate protezioni per evitare frane omicida?
S come Scandalo. Ma anche come spettacolarizzazione dello scoop. La condivisione pubblica delle vicende private del Premier hanno dato inizio ad un eterno reality show che con cadenza quasi precisa presentava a noi, pubblico, uno scandalo di cui disquisire. Chiusa la vicenda Boffo e quella Marrazzo nelle scorse settimane si è iniziato a parlare del sex tape di Alessandra Mussolini. Della vicenda, ad oggi, non si sa più nulla.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Raffaele (Lombardo), Scandalo e Terremoto
I come Italia dei Valori. Il partito di Antonio Di Pietro ha preso, di fatto, il posto della sinistra radicale che nelle precedenti amministrazioni tanto faceva tribolare i governi dell’uno e dell’altro schieramento politico. Ma il progetto dell’ex magistrato all’elettorato piace tanto che alle elezioni europee lo premia con un numero maggiore di consensi.
L come Lodo Alfano. La bocciatura della proposta dell’omonimo Ministro inasprisce ulteriormente il dibattito. Il rapporto tra l’amministrazione Berlusconi e la magistratura si fa sempre più teso tanto che della difesa del Premier non si occupa solo il Ministro della Giustizia. Con Silvio anche Franco Frattini, responsabile degli Esteri, e Renato Brunetta, responsabile della Pubblica Amministrazione.
M come Marrazzo Piero. Lo scandalo che ha travolto l’ex Presidente della Regione Lazio oltre ad indebolire la credibilità del Partito Democratico è stato per settimane e settimane al centro di un dibattito sociologico che politicamente non è collimato in nulla. Anzi. Per apparire più maschio ogni esponente politico dichiarava di non essersi trattenuto con una prostituta transgender. Eppure l’esistenza di chiappe d’oro è certa.
D come Divorzio. L’abbandono del tetto coniugale di Veronica Lario ha dato il via, e ad alcuni mesi di distanza lo si può affermare con una certa sicurezza, ad una serie di grattacapi per il Premier che di certo non hanno contribuito alla sua resa politica.
E come Eluana Englaro. Nei giorni antecedenti alla morte della donna si è fatto un gran parlare di cosa fosse giusto per i malati terminali eppure a quasi un anno dalla quel tragico fatto di cronaca nessun esponente politico, sia destra che a sinistra, è ritornato sull’argomento. Perché? Chiusa la notizia chiuso il dibattito?
F come Fiat. Ma anche come fabbriche già chiuse. Non c’è giorno che i media paralleli a quelli ufficiali raccontino la crisi eppure il Governo non presenta ai propri elettori un progetto di rilancio del paese tanto che nel frattempo per sperare nella ripresa dobbiamo confidare in Giovanni Minoli che ha deciso di produrre “Agrodolce” con la regione Sicilia per creare dei nuovi posti di lavoro.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Divorzio, Eluana Englaro, Fiat e Giustizia
Non seguendo l’esempio di Silvio Berlusconi, già proiettato al 2010, noi un bilancio dell’anno che si conclude lo vogliamo fare. Stabilire però cosa sia da salvare è piuttosto difficile. Per questo motivo abbiamo deciso di condensare il 2009 in un elenco. Di seguito trovate la prima parte.
A come Anno Zero. Michele Santoro insieme ad altri ha rappresentato, nel 2009, l’informazione non gradita al Governo pronto a premiare invece i giornalisti più vicini alla maggioranza. Oltre alla sospensione della prima puntata di Ballarò per mandare in onda l’ennesimo speciale di “Porta a Porta” è di poche settimane fa lo slittamento in palinsesto del programma di Daria Bignardi per quanto dichiarato, contro Silvio Berlusconi, da alcuni dei suoi ospiti.
B come Brunetta Renato. Allievo prediletto del Premier, il Ministro della Pubblica Istruzione pur di non perdere nessuno talk show (da quello più impeccabile a quello più peccaminoso) ha accantonato la realizzazione dei propri progetti contro i fannulloni. Pare infatti che l’esponente politico sia pronto a candidarsi al ruolo di primo cittadino di Venezia.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Anno Zero, Renato Brunetta e Clan (dei Casalesi)

Lo chiamavano il Paese delle impunità. E continueranno a chiamarlo così. Assolti per non aver commesso il fatto, l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro e l’ex dirigente della Digos (e ora questore di Torino) Spartaco Mortola.
Accusati di aver indotto a mentire l’ex questore di Genova Francesco Colucci in relazione all’irruzione nella scuola Diaz durante i giorni del G8, i due sono stati assolti, nonostante l’evidenza del loro comportamento omertoso.
Se ricordate il tutto era nato dalle due versioni sulla notte della Diaz differenti date da Colucci, la seconda dopo aver parlato con De Gennaro. Ci sono le intercettazioni a dimostrarlo. Colucci dopo aver parlato con De Gennaro cambia versione per coprire le responsabilità dell’allora capo della polizia sulla notte della Diaz.
Immagine|Flickr
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Mentre Ferrero e Diliberto si riorganizzano e provano a stare insieme con ‘Sinistra alternativa’, ecco che una vecchia mini-scissione genera una nuova sigla nella galassia delle ‘formiche’ che stanno a sinistra del Pd. Marco Rizzo, transfuga del Pdci, crea Csp: ‘Comunisti, sinistra popolare’. Nel frattempo però il braccio destro di Rizzo si è separato dal resto del corpo e ha firmato l’atto di nascita del movimento ‘Mani destre per il Comunismo’. Il braccio sinistro, invece, pare non condividere la piattaforma elaborata dal cervello di Rizzo, per cui sarebbe pronto alla scissione e alla fusione con la gamba destra di Nichi Vendola. Intanto il piede sinistro di Franco Giordano è uscito da ‘Sinistra e libertà’ per tornare da Paolo Ferrero. Più che un’evoluzione politica sembra un horror-splatter. Profondo…rosso
In tempi di papino, inizia a parlare persino il padrino. Totò Riina lo fa tramite il suo avvocato e ha qualcosa da dire sull’eccidio di via D’Amelio. “Borsellino l’hanno ammazzato loro”, afferma sibillinamente l’ex capo dei capi. Chi, nei palazzi della politica e delle istituzioni, deve preoccuparsi? Nel frattempo la società civile siciliana assiste sconsolata all’ennesimo teatrino. Ingroia…il rospo
Malgrado il G8 (che ha portato consensi a Gelmini e Carfagna, figure fondamentali per il summit), il sondaggio Ipr segna un calo di popolarità del Santo Cav. Non crescort più
Di Pietro&c. contro tutti. Lui si intigna su Napolitano, mentre De Magistris attacca il Pd e Orlando sfruculia ancora Mancino sulla storia delle stragi ‘92-’93. Quelli dell’Italia dei valori sono come belve in gabbia: sentono l’odore del sangue e non vogliono mollare la presa. Leo-Pardi