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L'Aquila - G8 - Conclusioni e critiche - Per Silvio Berlusconi è un successo - Jeremy Rifkin critica duramente l'accordo sul clima

pubblicato da Alberto Puliafito in: Esteri Interni G8

Jeremy Rifkin

Il G8 Summit 2009 è finito, in tutta la sua plasticosa vetrina. Finiscono anche le peripezie dei delegati che si affrettano a trarre le loro conclusioni nelle tre sale stampa, e che cercano di dare un senso compiuto a tutto quello che è stato detto. A sentire la presidenza, naturalmente, è stato un successo, questo G8. Lo dice Silvio Berlusconi, che è scampato agli iniziali assalti della stampa estera e nazionale.

Sono stati raggiunti accordi, stanziati fondi (o almeno si è promesso di stanziare fondi) per combattere la povertà, è stato detto tutto quel che bisognava dire. Che poi lo si faccia, be’, questo è un altro paio di maniche. Si stanzierebbero 20 miliardi di dollari in tre anni, senza però che venga precisato da quali fondi e in quale misura gli Stati del G8 se ne faranno carico.

Quel che lascia perplessi, però, è il concetto stesso che sta alla base degli aiuti. L’assistenzialismo ha già fallito miseramente negli anni ‘80 e ‘90 e nuove forme di aiuto e di cooperazione (la cooperazione decentrata, per dire) si fanno strada e propongono nuovi modelli senza che questi stessi modelli vengano minimamente presi in considerazione dai summit dei grandi. Eppure, posso affermare per esperienze personali che sarebbe lungo raccontare in questa sede, che la cooperazione decentrata, che prevede, fra l’altro, un ruolo attivo dei destinatari degli aiuti, funziona, molto più dei regali che piovono dall’alto. Ma questa non è l’unica critica che viene mossa all’istituzione G8: ce ne sono di molto più autorevoli. Jeremy Rifkin, il presidente della Foundation on Economic Trends, ha definito a Repubblicale promesse sulle emissioni di CO2 Un accordo ridicolo

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L'Aquila - G8 - Quello vero è per strada, e lo capiscono anche i giornalisti

pubblicato da Alberto Puliafito in: Esteri Interni G8


Oggi il G8 Summit 2009 si allarga a 15, e si prosegue con i lavori. Nel frattempo, si raccolgono le osservazioni di vari giornalisti, anche di testate nazionali, che di fatto si guardano le conferenze stampa in televisione. Ma sono lì. E’ il paradosso dell’evento che ho iniziato a illustrarvi ieri: tutti vogliono esserci ma non c’è spazio per tutti, i lavori sono, ovviamente, chiusi e dagli stessi i leader che riemergono dalle loro salette non si ricavano che dichiarazioni da comunicato stampa.

E così, anche la stampa (nazionale e straniera) comincia a capire che forse deve cercare le notizie altrove. Così, oggi, i ragazzi del 3e32, che proseguono nelle loro iniziative di protesta pacifica, si sono trovati di fronte al piccolo problema di avere un nutritissimo numero di giornalisti al loro seguito. Cosa che, ovviamente, non aiuta.

Il 3e32 sfruttando - giustamente - la visibilità della loro città portata dal G8, sta cercando di far sì che i riflettori non si spengano sulle vere e concrete problematiche aquilane, che riguardano i campi di tende, la ricostruzione e soprattutto i prossimi 10 anni di futuro della città. Così, mentre avremmo voluto raccontarvi com’è trovarsi di fronte gli 8 grandi del mondo, ci troviamo - con grande piacere, a dire il vero -, a raccontarvi l’iniziativa di oggi, che segue il filone della scritta Yes We Camp sulla collina di Roio, ancora ben visibile.

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L'Aquila - G8 - Le proteste dei giornalisti per un evento di plastica, gli arrivi a Coppito e lo "Yes We Camp"

pubblicato da Alberto Puliafito in: Esteri Barack Obama G8

G8 2009

Questo pezzo, scritto dalla sala stampa 2 del Media Village di Coppito, non doveva iniziare così (e veramente era cominciato in mattinata, ma gli eventi non sono andati esattamente come si voleva. Giusto dunque darne conto a chi non c’è. Il G8 (nell’immagine ufficiale ANSA che, bontà loro, viene assicurata ai giornalisti accreditati, la foto di famiglia), per tutti coloro che non fanno parte dei media mainstream è un evento di plastica.

Ci sono 3500 accreditati che ciondolano da un posto all’altro dell’evento, mendicando informazioni o rassegnandosi a sedere sulle poltroncine e a gustarsi il catering - quello no, non manca - mentre tutto scorre a beneficio dei grandi media. Gli eventi sono limitati a 15, 20 posti, 50 quando va di lusso, e assegnati sulla base di criteri non esplicitati ma evidenti per chi abbia un minimo di spirito di osservazione.

Il sito ufficiale non è mai aggiornato, anche se ci si dice il contrario. Non esiste un programma scritto: te lo mostrano, non te lo fotocopiano (perché accanto all’evento c’è la testimonianza scritta del numero dei posti disponibili, mi dico io, che penso male, eh). Non si riesce nemmeno a avere le immagini ufficiali aggiornate.

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