Berlusconi operato alla mano. Qualche maligno potrebbe pensare a usi impropri resi esasperati da noti motivi ormonali. Invece la verità è che il premier è un uomo di polso cui non tremano i polsi. E con polso fermo vuole uscire da questo stallo politico. Fuori dal tunnel…carpale
Il Cav, comunque, è politicamente nei guai fino al collo. Ha tanti di quei grattacapi da far venire l’emicrania. Meno male che c’è Alfano, il pupillo che lo mette di buonumore. L’unico che può alleviargli quel cronico mal di testa. Non ha Oki che per lui
Anzi, in estate il premier se la passa tutto sommato meglio perché sono in vacanza quei talk-show politici che lo angustiano durante l’inverno. Con l’autunno e il ritorno di gente tipo Floris e Lerner, il dolore di capoccia diverrà lancinante. EfferalGad
La recessione è come un vampiro che vuole succhiarci tutto il sangue. La politica non sa scacciare Dracula? Allora ci penseranno le parti sociali e soprattutto gli imprenditori illuminati di questo Paese. Emma Marceg-aglio
Saponi, bagnoschiuma, profumi: il tema elettorale dell’igiene e dell’impatto olfattivo dell’avversario appare oggettivamente grossolano e retrivo. Il premier, si sa, ha sempre molte clave nel suo sottoscala retorico. Yeti, l’uomo delle nivea
Ora i falchi del Pdl andranno in giro ad annusare i nemici? Se scoprono qualche ascella maleodorante, è pronta la lettera scarlatta. Giorgio Sciacquadanio
D’altronde a Napoli la puzza (ma non quella dei leader di sinistra) è il tema chiave della campagna elettorale. Il Cav non ha ancora promesso deodorante spray per le strade, però poco ci manca. Trash&clean
Chissà se Di Pietro preferisce la doccia o la vasca. E Bersani? Si lava più Giuliano Ferrara o Gad Lerner? A Ferrara di certo serve più acqua. Quanto balsamo usa Sgarbi per il ciuffo? Programmiamo disinfezioni di massa? La discussione ha preso una piega pericolosa. La brutta (amu)china
La scena non è “unica” o tanto meno storica, ma va ricordata, a dimostrazione di come oramai è messo il Belpaese. Il (mal)fatto riguarda l’Infedele di Gad Lerner dell’altra sera dove una coppia leghista composta dal sindaco di Adro e dal presidente del consiglio regionale lombardo Boni si è cimentata in uno show da voltastomaco.
Dopo aver manifestato disprezzo per l’Italia e la sua storia, il “duo” padano è scattato in piedi con la mano sul petto quando il coro dell’orchestra Verdi ha intonato il “Va pensiero”. Una musica che, come si sa, non appartiene alla Lega, ma alla cultura italiana e al mondo intero.
Questi leghisti non hanno dimestichezza con la cultura, non conoscono il testo del “va pensiero” che parla del popolo ebraico sotto gli egizi, e le rive dorate sono quelle del Giordano, che non è proprio ubicato in terra “padana”.
E Giuseppe Verdi ha scritto un’ opera: “I lombardi alla prima crociata” che già dal titolo meglio si presterebbe al padrinaggio “padano”, al cui interno vi è il bellissimo coro: “O signore dai tetti natio” che quello, sì meglio, si presterebbe come inno della immaginaria “padania”! Del resto il responsabile dell’informazione della lega è nientemeno che il” Trota”.
Che fare? A forza di sottovalutarli e prenderli per burloni, lorsignori (si fa per dire) hanno occupato quasi tutte le stanze del potere e, di questo passo, a chi non è d’accordo con Bossi, non resta che emigrare. Non fuori dalla padania, fuori dall’Italia.
A meno che non si faccia rispettare la legge: procedere per appropriazione indebita (e non solo) nei confronti di Bossi e compagnia cantante, che si sono inventati una patria inesistente solo per andare a occupare qualche poltrona a Roma (con potere e montagne di soldi annessi) e fare da palo al Cavaliere.
Il Cav è quasi in età da badante. Non è che invece di circondarsi di ragazzine avvenenti e scavezzacollo, sarebbe meglio per lui avere accanto una specie di colf saggia e matura? Sos pa-tata
Ancora polemiche dopo la ruvida telefonata del premier all’Infedele. Si sa che Silvio non ama La7, ama soltanto i suoi canali tv o quelli che praticano la prostituzione intellettuale. La Tette
Nuove intercettazioni in cui la Minetti attacca duramente il suo illustre benefattore: “E’ un vecchio che vuole salvare solo il suo culo flaccido”. (Hard)core ‘ngrato
Ironia della sorte, in proporzione alla sua ‘pericolosità’ la Sorcinelli ha spillato al capo del governo più soldi di quanti, secondo i pentiti, gliene abbia estorti la mafia siciliana negli anni ‘70 e ‘80. La meteoRiina

Domenica Emma Marcegaglia, presidente Confindustria, è intervenuta a “Che tempo che fa”. A Fabio Fazio, conduttore del programma, ha precisato che l’attuale Governo non sta facendo nulla per il paese. Qui i dettagli.
Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, non ha replicato a Marcegaglia. Il suo silenzio non è stato interrotto da altri rappresentanti della maggioranza. I dubbi leciti della presidente di Confindustria probabilmente sono meno importanti delle vicende private del capo del Governo.
L’attualità testimonia questa tendenza tanto che due dei fatti scelti per il nostro sondaggio quotidiano riguardano proprio gli sviluppi del Rubygate. La notizia di oggi è Silvio Berlusconi su la7, la legge sulle intercettazioni o il nuovo federalismo proposto dai Comuni?
Di Pietro: “Bondi è l’ultimo giapponese che si immola per Berlusconi”. Ma forse il ministro della Cultura è solo il penultimo, perché l’ultimo giapponese è proprio il premier. Il Banana (Yoshimoto)
Il Cav si dice irremovibile di fronte alla proposta di Fini e utilizza la metafora stradale del paracarro. Intanto, però, ‘l’infedele’ Lerner si esercita sul post-berlusconismo con sorrisetto sardonico. Gad-rail
Veneto prima, Abruzzo poi. Il capo del governo, però, non è spaventato da cataclismi di questo genere. Con ottimismo sa trasformare tutto in una festa. Jerry Cala(mità)
Eppure un giorno il Cav uscirà inevitabilmente di scena. E allora potrà dedicarsi alle sue passioni autentiche con Lele ed Emilio, veleggiando lontano, come uno skipper, su mari di giovani ragazze verso paradisi fiscali assolati. Il Mora di Venezia
Floris è già partito. Ora tocca a Santoro, Dandini e alla new entry Busi. Senza dimenticare il peso crescente di RaiNews 24 e de La7 targata Mentana-Lerner. Insomma, malgrado lo zelo del dg Sado-Masi, il Cav ha molti motivi per farsi venire il mal di testa quando accende la tv. EfferalGad
Walterremoto Veltroni, in un primo tempo, aveva preso un po’ troppo alla lettera questa cosa del “papa nero” (ossia straniero) per la leadership del Pd. E aveva proposto con insistenza ai fedelissimi di sondare la disponibilità di: Stevie Wonder, Tiger Woods e del reverendo Jesse Jackson (opzione prediletta da cattolici veltroniani tipo Gasbarra o Sarubbi). Poi gli hanno spiegato che si trattava semplicemente di trovare una personalità esterna al partito e allora lui ha iniziato a perorare la causa del suo amico Renato Zero. Dura la reazione di Rosy Bindi. “Lui chi è?! Lui chi èèè?!”
Vistosi mollato da tanti tra i suoi, l’ex sindaco ha poi cercato di ammorbidire il contrasto alla linea della segreteria e ha proposto un ticket tra Bersani e lo stesso Zero, con il sostegno di Franceschini. Durissima stavolta la reazione dei fassiniani. “Il triangolo no!!”
Il sole delle Alpi nell’ormai celebre scuola di Adro. “Un simbolo culturale e non politico”, ha insistito il sindaco. Si capiva che era ‘na stronzata? Lontano un…Miglio
L’intervista che Roberto Saviano ha rilasciato a Vanity Fair ha generato, fin da ieri, una serie di polemiche tanto che la Lega Nord, responsabile secondo lo scrittore della crescita della ‘ndrangheta nell’hinterland milanese, ha già fatto sapere di non condividere quanto scritto dal settimanale di Condé Nast.
Roberto Saviano, che ne dica Roberto Castelli (ex Ministro della Giustizia oggi impiegato alle Infrastrutture), ha ragione. Per capirlo è sufficiente soffermarsi sulle notizie delle ultime settimane.
In meno di sette giorni Gad Lerner, sul proprio blog (sul quale aveva anticipato il maxi arresto che a Milano avrebbe consegnato alla giustizia più di 300 malavitosi), ha spiegato per ben due volte perché la Lega Nord è responsabile della crescita della ‘ndrangheta al Nord che come spiegato su 02blog.it rischia di inficiare la realizzazione, già pericolante, di Expo 2015.
Continua a leggere: Vanity Fair. Perché Roberto Saviano ha ragione quando accusa la Lega Nord?

A ventiquattro ore dalla protesta che i cittadini dell’Aquila hanno fatto a Roma, di cui ci siamo già occupati qui e qui, vale la pena fare un punto analizzando quanto in rete è stato scritto sull’accaduto.
Chi, in queste ore, ha scritto degli scontri ha posto la propria attenzione su due aspetti specifici della vicenda:le modalità con cui è stata data notizia dal Tg1 di Augusto Minzolini e le reazioni politiche di maggioranza e opposizione alle richieste degli aquilani.
Scrive un utente di AgoraVox Italia:
“Per il Tg1 delle 13,30 del 7 luglio le manganellate della Polizia contro gli aquilani in corteo a Roma non esistono. Niente. Fino alle 13,47. C’è il Lodo Alfano, e le voci dell’emendamento Pd a favore di Napolitano. C’è il vertice tra Berlusconi e lo stato maggiore del Pdl, c’è l’Europa col Pil crescente e l’Italia ovviamente meglio di tutti. Poi il servizio, come fosse dovuto. Striminzita cronaca, chiusura in bellezza: i manifestanti hanno contestato Bersani”.

In concomitanza con l’annuncio del ritorno sulle scene di Silvio Berlusconi, avvenuto durante la conferenza stampa nella quale si è poi registrata la pazzia di Rocco Carlomagno, Gad Lerner sul proprio blog ipotizzava la fine (cito testualmente) della censura sul mezzo televisivo per permettere al Presidente del Consiglio di divulgare il proprio verbo.
In attesa di capire se tale messaggio possa ritornare ad essere veicolato anche attraverso la RAI, il Tar del Lazio ha accolto il ricorso avanzato da Sky e Telecom Italia Media (la7) stabilendo che anche a ridosso degli appuntamenti elettorali possono essere trasmessi degli approfondimenti politici.
Il Tar amministrativo regionale ha invece respinto le richieste avanzate da Federconsumatori contro la Vigilanza RAI che ha cancellato dai palinsesti della televisione pubblica i talk show politici.