
A ventiquattro ore dalla protesta che i cittadini dell’Aquila hanno fatto a Roma, di cui ci siamo già occupati qui e qui, vale la pena fare un punto analizzando quanto in rete è stato scritto sull’accaduto.
Chi, in queste ore, ha scritto degli scontri ha posto la propria attenzione su due aspetti specifici della vicenda:le modalità con cui è stata data notizia dal Tg1 di Augusto Minzolini e le reazioni politiche di maggioranza e opposizione alle richieste degli aquilani.
Scrive un utente di AgoraVox Italia:
“Per il Tg1 delle 13,30 del 7 luglio le manganellate della Polizia contro gli aquilani in corteo a Roma non esistono. Niente. Fino alle 13,47. C’è il Lodo Alfano, e le voci dell’emendamento Pd a favore di Napolitano. C’è il vertice tra Berlusconi e lo stato maggiore del Pdl, c’è l’Europa col Pil crescente e l’Italia ovviamente meglio di tutti. Poi il servizio, come fosse dovuto. Striminzita cronaca, chiusura in bellezza: i manifestanti hanno contestato Bersani”.

In concomitanza con l’annuncio del ritorno sulle scene di Silvio Berlusconi, avvenuto durante la conferenza stampa nella quale si è poi registrata la pazzia di Rocco Carlomagno, Gad Lerner sul proprio blog ipotizzava la fine (cito testualmente) della censura sul mezzo televisivo per permettere al Presidente del Consiglio di divulgare il proprio verbo.
In attesa di capire se tale messaggio possa ritornare ad essere veicolato anche attraverso la RAI, il Tar del Lazio ha accolto il ricorso avanzato da Sky e Telecom Italia Media (la7) stabilendo che anche a ridosso degli appuntamenti elettorali possono essere trasmessi degli approfondimenti politici.
Il Tar amministrativo regionale ha invece respinto le richieste avanzate da Federconsumatori contro la Vigilanza RAI che ha cancellato dai palinsesti della televisione pubblica i talk show politici.

Brutto momento per l’informazione italiana. Nelle ultime 48 ore sono state prese una serie di decisioni che fanno di Augusto Minzolini, e del suo modus operandi da occultatore, un esempio da seguire.
La sospensione della puntata, già sponsorizzata nei giorni scorsi, dell’Infedele di Gad Lerner sul riciclaggio è sicuramente l’evento peggiore. Se anche la7 ridimensiona in modo massiccio (al margine della presentazione dei palinsesti 2009/10 era stato cancellato “Crozza Italia”) gli spazi dedicati all’attualità italiana allora è vero che nessun editore garantisce ai giornalisti di fare il proprio lavoro.
Operato su cui però si deve ragionare perché spesso non apprezzato dagli stessi utenti per il quale è stato pensato. Ogni volta che viene trasmessa una puntata di “Presa Diretta” o “Report” molti telespettatori molto chiaramente fanno presente sui vari forum che programmi come questi dovrebbero aver maggior spazio nei palinsesti. Del servizio pubblico, almeno.
Continua a leggere: Par condicio: confermato lo stop dei programmi Rai
Per capire quanto sia importante per la politica italiana il mondo cattolico bisogna, necessariamente, mettere da parte i principi e ragionare sui dati di fatto partendo, ad esempio, dall’Opus Dei.
Per questo motivo abbiamo deciso di incontrare Emanuela Provera, autrice del libro “Dentro l’Opus Dei”. Con lei, oltre a parlare della forza economica che l’organizzazione ha nel nostro paese, abbiamo provato a capire se Roberto Formigoni avesse potuto avere le stesse opportunità correndo da solo. Senza Comunione e Liberazione.
Cos’è l’Opus Dei e di cosa parla il libro che sull’argomento ha scritto?
L’Opus Dei è una prelatura personale che, con questa particolare forma giuridica, ha ottenuto un’autonomia senza precedenti all’interno della Chiesa Cattolica. Per far parte dell’Opus Dei è necessario “essere chiamati” e percorre un piano inclinato che ha come traguardo l’incorporazione giuridica.

Partirà forse il prossimo fine settimana la nuova fase del Partito Democratico. Per capirlo è sufficiente ragionare sulle posizioni che Rosy Bindi, presidente del progetto politico creato da Walter Veltroni, ha sul No Berlusconi Day.
“Se non fossi presidente del Pd – ha dichiarato l’esponente politico - parteciperei al No Berlusconi Day. Il principale partito dell’opposizione non va in piazza a chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio.
I partiti politici hanno una funzione diversa che organizzare manifestazioni che chiedono le dimissioni del presidente del consiglio, tant’è vero che la settimana successiva faremo 1000 piazze in Italia nelle quali ci proporremo agli italiani come alternativa a Berlusconi”.
Continua a leggere: No Berlusconi Day: Rosy Bindi non ci sarà

Come già spiegato in un altro post, la bocciatura del lodo Alfano, è stata commentata dai principali contenitori d’informazione del Paese (Porta a Porta e Matrix) proponendo ai telespettatori un commento del Presidente del Consiglio.
Dal coro, si è contraddistinta, Ilaria D’Amico che senza l’intervento di Silvio Berlusconi ha registrato un ascolto record per la7. In attesa di sapere se Michele Santoro è riuscito a bissare il successo della scorsa settimana, quando intervistò Patrizia D’Addario.
Ebbene. Dimenticandosi quel banale principio democratico a causa del quale è giusto che Silvio Berlusconi completi, compatibilmente con i processi, la legislatura il Ministro per sviluppo economico Claudio Scajola ha chiesto ai vertici RAI informazioni sul programma di Michele Santoro.
Continua a leggere: Claudio Scajola contro Anno Zero anche se gli ascolti premiano Michele Santoro
Ne avevamo parlato anche noi ieri, recensendo il bellissimo I conti con me stesso, raccolta dei diari scritti tra il 1957 e il 1978 da Indro Montanelli. Ma anche Annozero ha deciso di dedicare una puntata a tema sul più grande giornalista italiano del Novecento, in occasione del centenario della nascita, ricorso ieri.
Cent’anni fa nasceva Indro Montanelli. Che idea aveva il grande giornalista del nostro Paese e degli italiani? Cosa pensava della categoria dei giornalisti? Le polemiche dell’ultimo Montanelli sulla libertà di espressione sono smentite dall’andamento dei fatti? Oppure i rischi di autoritarismo in un paese come l’Italia sono sempre presenti? Annozero si occupa soprattutto dell’ultimo Montanelli, quello meno rievocato nelle celebrazioni
Inutile dire che riteniamo scontata la scelta di occuparsi “soprattutto” dell’ultimo Indro, cioè in parole povere quello più comodo per Travaglio e Santoro, per la sua posizione antiberlusconiana. La presenza in studio di Enrico Mentana e Maurizio Belpietro ci induce tuttavia a sperare che la trasmissione non si riduca a questo.
Purtroppo abbiamo trascurato ieri di presentare la puntata de L’Infedele di Gad Lerner - responsabilità che mi assumo in pieno - non immaginando che potesse scaturirne un botta e risposta così esplosivo. Ospite era infatti Enrico Mentana, che ha svelato alcuni retroscena della sua cacciata da Mediaset in seguito alla mancata diretta seguita alla morte di Eluana Englaro.
L’ex-conduttore di Matrix ha spiegato che non si è trattato di un fulmine a ciel sereno, ma che da tempo era malvisto all’interno del network per le sue posizioni non filogovernative e spesso i suoi ospiti non erano graditi. Per dirla con “Chicco”, come lo avevano soprannominato Greggio e Iacchetti nei tempi felici, «Di Pietro può essere stata la penultima goccia che ha fatto traboccare il vaso».
«È evidente che quando la tua parte politica governa, meno informazione c’è e meglio è, meno fastidi ci sono meglio è, meno voci ci sono e meglio è. Se poi si abbina questo - ha continuato - alla progressiva fidelizzazione di Mediaset all’avventura politica di Berlusconi, allora non c’è dubbio che l’informazione deve essere tranquilla e che l’approfondimento è meglio farlo scivolare oltre la mezzanotte»
Continua a leggere: La deriva autoritaria di Mediaset: Mentana cacciato perché scomodo

Nel primo anniversario della strage della Thyssen Krupp, avvenuta nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, La7 dedica all’evento una serata a tema, che avrà come punto focale la programmazione del film La fabbrica dei tedeschi di Mimmo Calopresti. La pellicola sarà trasmessa in prima visione tv alle ore 21,30, preceduta dallo speciale L’infedele con Gad Lerner.
“Calopresti ha una storia personale e una sensibilità che gli consentono di raccontare dal di dentro quella Superga operaia, l’ingiustizia dell’umiliazione e della retrocessione sociale, vissuta dai lavoratori manuali torinesi” - recita il comunicato stampa dell’emittente, cui va dato atto dello sforzo di presentare un palinsesto alternativo, senz’altro più rivolto alla cultura e al sociale delle altre tv generaliste.
Lerner sarà in collegamento dalle ore 20,30 presso la sala delle Colonne del Palazzo di Città di Torino, per poi riprendere la trasmissione dopo la proiezione del film. Saranno presenti diversi ospiti, tra cui il sindaco Sergio Chiamparino, col quale si ritornerà sui tragici eventi del dicembre scorso per poi trattare il tema delle morti bianche in generale.
Continua a leggere: Thyssen Krupp: primo anniversario della strage. Serata a tema su La7

E’ in questi giorni in discussione al Senato il ddl sicurezza, e il Partito Democratico di Walter Veltroni sta dando battaglia in aula: Felice Casson, ad esempio, sta cercando di far dichiarare incostituzionali le ronde, su cui invece la maggioranza, e in particolare la Lega Nord, insistono.
Peccato si tratti di quello stesso Partito Democratico che qualche mese fa, in Lombardia, aveva proposto le “ronde democratiche“, attirandosi tra l’altro le critiche di Gad Lerner, a sua volta membro dell’assemblea costituente del partito.
Il PD continua dunque a mostrarsi privo di una linea coerente sulla questione sicurezza. E non solo: l’ambiguità pervade anche il rapporto con la Lega Nord, che i democratici accusano spesso e volentieri di xenofobia, ma di cui poi copiano, a Monza, gli storici manifesti.
Delle due una: o il PD nazionale e quello lombardo hanno ormai due linee politiche del tutto divergenti, oppure il partito di Walter Veltroni non ha afferrato che in politica, senza le idee chiare, non si va da nessuna parte.