
Del Lodo Alfano, ieri sera, in tv ne hanno parlato tutti. Da Ilaria D’Amico, che ha debuttato con la nuova serie di Exit, ad Alessio Vinci che in studio ha ospitato Gaetano Pecorella che fino a poche prima difendeva il provvedimento per il Premier in aula.
Sull’argomento ci ha fatto, ovviamente, una puntata anche Bruno Vespa avvalendosi (come fa notare sul suo blog Luca Sofri) di Pierferdinando Casini e Rosy Bindi. Proprio con l’ex Ministro della Sanità Silvio Berlusconi ha consumato uno dei suoi peggiori siparietti.
Intervenuto telefonicamente, dopo essere stato intervistato pochi minuti prima dal sostituto di Enrico Mentana, il Premier le ha fatto sapere che con il tempo sta diventando sempre più bella che intelligente pertanto (cito testualmente) non si interessa della sue opinioni.

Oggi, probabilmente, la Consulta si esprimerà sul lodo Alfano. Fare delle previsioni ora non avrebbe senso, oltre che essere di cattivo auspicio per tutti coloro che diversamente da Niccolò Ghedini pensano che la legge e la relativa applicazione debbano essere uguali per tutti.
Oggi, più di ieri, è giusto omaggiare l’esponente politico a cui si deve la creazione di questo provvedimento che ha spostato l’attenzione degli italiani dalla tragedia nel messinese alla santificazione di Silvio. Non è certo un caso che ieri Bruno Vespa si sia dedicato ai miracoli di Lourdes.
Oggi qualcuno dovrebbe intervistare il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Qualora il lodo passasse il suo nome, più citato della sua persona, sarebbe ricordato. E non solo da quei quattro comunistelli che manifestano. Di sabato. Sulla libertà di stampa.

È iniziata da pochi minuti il live blogging di Paolo Biondani dal palazzo della Consulta dove si sta decidendo la correttezza del Lodo Alfano. Presenti in aula quasi 50 giornalisti, italiani e stranieri. Alle 9.38 sono stati fatti accomodare fuori dall’aula fotografi e cronisti televisivi.
9.59 Stando a quanto riportato in home page dal Corriere della Sera è possibile che la decisa prevista oggi dalla Consulta slitti di una settimana.
Continua a leggere: Consulta sul Lodo Alfano, si attende la decisione nel pomeriggio
Dall’intervista che il deputato del Pdl Gaetano Pecorella ha rilasciato qualche minuto fa a Radio Radicale traspare – finalmente – in modo cristallino l’intento di Berlusconi di approntare norme ad personam in vista dell’imminente giudizio sul processo Mills che lo vede coinvolto a Milano.
Spiega infatti il legale del premier: “Il processo a Silvio Berlusconi terminerà a fine settembre ed è chiaro che un presidente del consiglio che avesse su di sé la condanna per una pena molto grave, come per il tipo di reato contestatogli, difficilmente potrebbe continuare a presentare sulla scena internazionale con sufficiente credibilità. Quindi o si corre questo rischio, che per il Paese sarebbe un disastro, o si approva auspicabilmente con l’opposizione una legge che sospende i processi per le alte cariche dello stato”.
L’ipotesi delle dimissioni nel caso di condanna – notiamo con sommo rammarico – non è affatto contemplata nell’analisi dell’avvocato Pecorella che, tra l’altro, fa finta di mostrarsi preoccupato per l’immagine dell’Italia quando poi traspare benissimo che gli sta a cuore solo quella del Premier.
In Svezia, nel 2006, un ministro si è dimesso perché si è scoperto che non pagava né il canone, né i contributi alla sua colf. In Italia, per evitare che un premier possa essere condannato in corruzione in atti giudiziari (reato ben più grave), invece, si approvano norme ad hoc col preciso obiettivo di non fargli perdere la poltrona.
D’altronde, mica sono tutti così intelligenti come noi?