Si è svolta ieri presso Palazzo Clerici a Milano la presentazione della traduzione italiana di “Obamanomics” di John R. Talbott, volume dedicato alla politica economica di Barack Obama, organizzato dal centro studi ISPI. Polisblog era ovviamente presente, eccovi dunque la cronaca dell’evento.
Nel libro, l’autore ha riassunto il pensiero e le proposte economiche del nuovo presidente USA, con la cognizione di causa di chi a seguito la parabola di Obama fin dall’inizio e l’acume di chi già nel 2006 aveva previsto il crollo del mercato immobiliare, pubblicando un libro dal titolo lapidario: “Sell Now!“.
La diagnosi di John R. Talbott (in collegamento via satellite da San Diego) è semplice: declino democratico ed economico vanno sempre di pari passo, e questo è quanto è accaduto nell’America degli ultimi anni. La ragione? Lo strapotere delle lobbies sulla politica, che hanno imposto la deregulation completa dei mercati finanziari.
La mania di fare tagcloud di qualunque cosa è dilagata in occasione del discorso di insediamento di Barack Obama, 44esimo Presidente degli Stati Uniti d’America. Su Read Write Web si trovano anche quelle dei discorsi d’insediamento dei presidenti che l’hanno preceduto, e ci sembrava interessante riproporle.
Via | RWW
E così si parte per una nuova era. In cui di sicuro non muore il razzismo - negli Stati Uniti, come ricordava stamane Vittorio Zucconi, sei persone su dieci affermano di non farsi influenzare dal colore della pelle: quattro cretini su dieci sono un buon risultato, se si pensa che nel ‘96 le percentuali erano invertite… - ma in cui a comandare il pianeta, insieme alla Cina e all’India, c’è qualcuno che ha fatto del miscuglio inevitabile, da cui siamo tutti nati, e verso cui siamo tutti destinati, prima o poi, a scioglierci, un abito talmente naturale, da dimenticarsi di portarlo. Ecco: quando ti dimentichi dell’abito che porti, o della pelle, o della religione che professi, allora di solito qualcosa di buono si combina.
Qui sopra e qui sotto trovate alcune immagini del New York Times, che raccontano la cerimonia di insediamento di Barack Obama, 44esimo Presidente degli Stati Uniti d’America.
Via | NYT
La nostra diretta dal Le Banque di Milano, dove il consolato americano ha organizzato una fantastica nottata elettorale, sta per volgere al termine: ecco a voi tutte le immagini dei festeggiamenti dei sostenitori di Barack Obama, nel momento in cui la CNN ha annunciato “Obama President”. Vedrete molte stelle, molte strisce e, ovviamente, un sacco di bandiere.
Obama presidente: tutte le foto della festa dei democratici a Milano
C’è chi si sbilancia ormai spudoratamente (come “La Repubblica”) e chi preferisce la prudenza e l’understatement (come il francese “Le Monde”) ma su una cosa i maggiori quotidiani internazionali , all’alba (è proprio il caso di dirlo) delle 4.40 del mattino, sono d’accordo: a meno di voler ipotizzare scenari da fantapolitica, come una California che cade nelle mani di McCain, Barack Obama sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti d’America. Trovate tutte le homepage nella gallery.
Vince Obama: le homepage dei principali quotidiani internazionali
Oggi alla Festa della Libertà a Milano, in piazzale Lotto, eravamo in due. Oltre a Luca Landoni, che sta tenendo una serrata e serissima corrispondenza, anch’io. Il sottoscritto non poteva certo esimersi dal presenziare a questa kermesse: scattando centinaia di foto e tirandoci fuori il post che trovate dopo il salto. Le immagini qui sotto sono chiaramente solo un assaggio.
E’ stato un lungo tira e molla per la verità ancora non del tutto concluso, ma ormai pare certo che l’olimpionica e medagliata di Pechino Margherita Granbassi raccoglierà l’eredità di Beatrice Borromeo, confermando la presenza di una giovane esterna alla politica nello spazio Generazione Zero. Raggiunto telefonicamente dal Corriere della Sera, anche Santoro ha confermato la sua presenza, motivandone la scelta con la necessità di fornire allo spazio suddetto una voce nuova che rappresentasse la mediazione tra i giovani e la politica.
Ricordiamo che le polemiche sorte intorno alla scelta dell’avvenente fiorettista azzurra traevano spunto dal suo essere di fatto un membro del corpo dei Carabinieri, sia pur nella squadra sportiva, e dal regolamento dell’Arma che esclude la possibilità di un secondo impiego continuativo remunerato per i suoi appartenenti. Alla vicenda si è interessato personalmente anche il Ministro della Difesa Ignazio la Russa, che aveva dichiarato: «Esistono delle regole precise. Tuttavia c’è la mia buona volontà di fare in modo che si possano rispettare queste regole e, nello stesso tempo, si possa dare alla Granbassi l’opportunità di fare questa esperienza, nei limiti del consentito. Mi auguro che si riesca a trovare la strada».
Dal canto suo la bella Margherita ha affermato di sperare che si possa trovare un compromesso, in attesa del quale prenderà parte alla prima puntata, anche per testare la compatibilità dell’impegno con i suoi allenamenti. La Granbassi ha infatti più volte ribadito di non voler rinunciare alla scherma almeno fino alle prossime Olimpiadi. Torneremo comunque sull’argomento Anno Zero domani per presentare al meglio la prima puntata, nel frattempo vi lasciamo con una gallery fotografica della Generazione Zero di ieri e di domani.
Continua a leggere: Margherita Granbassi ad Anno Zero si farà
nostro inviato a Firenze
Per raccontare al meglio la contaminazione voluta da Walter Veltroni nell’ambito della Festa Democratica, basta scorrere la seconda parte di questa gallery (la trovate dopo il salto). Come ha scritto giustamente Paolo Granzotto sul Giornale salamelle, kebab, lampredotto, cuscus, lambrusco, mojito, piadina, tacos, porchetta e springrolls si confondo quest’anno in un melting pot che è prima di tutto culturale e poi gastronomico.
Quando il segretario del Pd, nel presentare questa prima edizione di una rinnovata Festa dell’Unità, ha scritto che “ci sono mura (quelle della Fortezza da Basso, dove si sta svolgendo la convention democratica, ndr) che non chiudono ma accolgono, mura che che non segnano confini ma aprono nuove frontiere” non intendeva, infatti, riferirsi solo al Governo e alla maggioranza (peraltro quasi sempre bastonati).
Questa Festa sarà l’occasione per provare sapori nuovi, odori nuovi … forse sconosciuti, forse appena avvertiti. Dal ristorante multietnico alle specialità thailandesi, dal ristorante indiano a quello argentino col preciso obiettivo di non fermarsi alla cucina toscana ma raccontare, anche attraverso il cibo, che il Pd è al passo coi tempi in una società sempre più multietnica.
Continua la rassegna delle finaliste di Miss Parlamento, e dopo Daniela Melchiorre ci occupiamo del Ministro delle Pari opportunità Maria Rosaria Carfagna. Della Mara nazionale (ormai ben avanti alla Venier) si sa tutto o quasi, quindi risulta quasi pleonastico rievocare il suo passato di inviata televisiva e soubrette.
La cosa più difficile semmai è stata reperire una galleria di immagini che non fossero già abusate, visto che dei suoi servizi fotografici osè ne abbiamo fin sopra i capelli, senza contare il deciso cambio di look attuato al momento dell’ingresso nella politica attiva. Abbiamo così scelto un mix di foto pre e post-ministeriali scelte tra quelle meno viste.
Dopo Melchiorre e Carfagna sarà il momento di Barbara Mannucci e Gabriella Giammanco, il tutto in perfetto stile balneare-agostano, prima della finale di settembre, tradizionalmente mese-principe per i concorsi di bellezza.
Continua a leggere: Le finaliste di Miss Parlamento: Mara Carfagna
L’ex-liberaldemocratica e diniana Daniela Melchiorre inaugura le gallery delle finaliste di Miss Parlamento. Nata a Roma il 12 maggio 1970, la Melchiorre si è laureata in giurisprudenza a Bari ed ha lavorato per l’Avvocatura di Stato e per la Magistratura militare. Nel 2006 entra nel mondo della politica, come sottosegretario alla Giustizia nel Governo Prodi II (da tecnico).
Successivamente viene eletta presidente della Margherita di Milano, prima di seguire Lamberto Dini nell’avventura del Liberal Democratici di cui in seguito diverrà presidente. In occasione delle ultime elezioni si dimette da sottosegretario per accettare la proposta di candidatura nelle file del Pdl. Eletta deputato, siede in Parlamento dal 22 aprile 2008.
Le foto sono tratte dal web e dal suo sito personale danielamelchiorre.it.
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