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Tutti gli articoli con tag gatti

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Grillo al Corsera insiste: “Il Partito democratico è guidato da fossili che non danno risposte su niente”. I Bersauri e i Veltroniraptor

Con il Papa e i gatti il povero Balducci si è giocato una buona fetta di reputazione professionale. E si può proprio dire che il giornalista del Tg3 l’ha presa in quel posto. Vatic-ano

Marcello Vernola, pugliese e figlio di ministro Dc, spara ad alzo zero contro il Cav e contro il presunto ‘velinismo’ imperante nel Pdl. L’ormai ex europarlamentare racconta che il coordinatore Denis Verdini giustificò la sua mancata ricandidatura dicendo: “Tu mica c’hai le poppe”. Adesso, e solo adesso, Vernola vuota il sacco. Col seno di poi

Insomma, per un motivo o per un altro, il MegaPapi non riesce a mettersi alle spalle i presunti scandali legati alla propria vita privata e sessuale. Eppure lui vuole ripartire con una seconda fase dell’azione di governo. E il nuovo inizio, si vocifera, segnerà l’avvento del suo uomo più fidato nel ruolo di vicepremier unico. Riuscirà il burattinaio di tutte le eminenze grigie a imprimere una svolta e a far dimenticare il “ciarpame senza pudore”? Oppure l’esuberanza del Cav metterà fuorigioco persino lui? Gianni Tetta

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Immigrazione clandestina e uranio, parte 2: Fabrizio Gatti e il triangolo Sarkozy - Gheddafi - Berlusconi

pubblicato da davide f.

da http://www.flickr.com/photos/alexbip/167163306/

Abbiamo parlato qualche giorno fa del reportage di Fabrizio Gatti sugli stretti rapporti tra Francia e Libia e su come questo incida sull’immigrazione molto più che gli accordi tra Italia e Libia. Di questi ultimi firmati dal governo anzi, il reporter ci dice ancora di più.

“Dove li metterete tutti questi immigrati con la crisi che avete in Europa?”, sorride un passatore tuareg di Agadez. Ovviamente non vuole essere filmato né fotografato: “Da novembre scorso è come se la Libia avesse dato il via libera. Ora che Gheddafi è stato eletto presidente dell’Unione africana, non può certo rimandare indietro i suoi concittadini africani. Abbiamo saputo che l’Italia investirà in Libia 5 miliardi di dollari.

“Apriranno cantieri, ci sarà lavoro. Avranno bisogno di manodopera e noi gliela portiamo. Se poi qualcuno vuole proseguire il viaggio in Europa, dal nostro punto di vista è normale. Grazie all’immigrazione clandestina potrebbe addirittura essere firmata la pace. È l’unico punto su cui esercito del Niger, esercito libico, ribelli tuareg e noi tuareg esterni alla ribellione andiamo d’accordo”.

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Immigrazione clandestina e uranio: Fabrizio Gatti sull'Espresso racconta il triangolo Sarkozy - Gheddafi - Berlusconi

pubblicato da davide f.

nuova ondata

Gheddafi, a sud del Sahara, oggi è soltanto un esecutore di decisioni prese a Parigi. Per fermare o rallentare la marcia dei clandestini verso il loro futuro, Berlusconi dovrebbe piuttosto chiedere l’intervento del presidente francese Nikolas Sarkozy: perché la via ai trafficanti di uomini è stata riaperta proprio grazie alla guerra dei tuareg. Una guerra per l’uranio sostenuta dalla Francia nella regione di Agadez.

Da novembre 2008 migliaia di persone sono passate dalla città rossa per andare a nord. Con un record di partenze tra gennaio e febbraio: quasi 10 mila ragazzi e ragazze in fuga dall’Africa occidentale. Dalla prossima estate capiremo se questa generazione di ventenni avrà trovato lavoro in Libia o apparirà nei telegiornali sui barconi alla deriva nel Mediterraneo. Il loro obiettivo, dicono, è arrivare in Italia o da qualche parte in Europa.

Oggi Fabrizio Gatti, giornalista, free lance e autore di Bilal, regala sull’Espresso un altro reportage di grande interesse, spiegando come il vero alleato strategico di Gheddafi sia Sarkozy, e di come una volta vinta la “guerra sporca” contro il Niger per le riserve dell’uranio con l’aiuto della Libia il dittatore libico sia diventato presidente dell’Unione Africana. Di seguito Gatti spiega il perchè dell’amicizia tra Berlusconi e Sarkozy, e di come all’interno di questa guerra vada studiata la questione delle tratte clandestine.

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Gatti e la coca made in Cia: un'altra eredità di G.W.Bush

pubblicato da davide f.

da http://elproyectomatriz.files.wordpress.com/2008/04/el-plan-colombia.jpgCosa ha lasciato in eredità Bush oltre a due guerre, migliaia di morti e un cumulo di macerie di quello che rimane del defunto sogno americano? Fabrizio Gatti, con un reportage sull’Espresso di questa settimana, si è fatto un’idea. Guantanamo e la lotta alla droga, che ha visto l’ex presidente W. lanciare anatemi contro Bolivia e Venezuela, a suo parere non abbastanza decisi in questa battaglia.

Cosa lega Guantanamo alla lotta alla droga? Scopriamolo.
Racconta il reporter:

Il 24 settembre 2007 un Gulfstream II, un lussuoso jet d’affari, attraversa lo spazio aereo messicano. I piloti puntano a nord, verso il confine degli Stati Uniti. Ma in pochi istanti capiscono di essere nei guai. Devono atterrare al più presto. Anche se il carico che hanno distribuito in modo bilanciato tra i sedili non è di quelli che si possono dichiarare in dogana: 126 valigie per un totale di 3 tonnellate e 300 chili di cocaina purissima. Forse la causa dell’eccessivo consumo è proprio quel sovraccarico: l’equivalente di 41 passeggeri per un aereo che di solito ne porta 14.

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Berlusconi e Gheddafi, i colonnelli nemici-amici sulla pelle dei clandestini

pubblicato da davide f.

da www.globalpress.itL’Italia è un paese senza memoria. Il suo governo peggio. E così tocca assistere allo scambio di favori e accordi tra Berlusconi e Gheddafi, un capo di stato che di certo democratico non è. E il nemico, il terrorista, il dittatore, diventa uno dei migliori amici del presidente del consiglio. Sulla pelle di migliaia di ragazzi africani, ribatezzati clandestini, che finiscono torturati in Libia quando non muoiono nel deserto o annegano con le fragili imbarcazioni pagate a peso d’oro dai trafficanti di uomini.

La tragedia umana sembra ineluttabile, e invece, sotto la maschera di bugie di un’opinione pubblica anestetizzata, sono affari.In cambio di qualche euro, il colonnello si impegna a reprimere in modo sistematico i migranti che cercano di fuggire dall’Africa subsahariana e dall’Africa orientale, per raggiungere l’Italia passando dalla Libia e dal Mediterraneo.

Già da alcuni anni il passaggio a Tripoli per migliaia di persone significa indebitarsi, vivere nel terrore di essere scoperti dalla polizia, essere reclusi in terribili prigioni come a Kufra, al confine con il Sudan, ma anche diventare schiavi ed essere costretti a vendersi.

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Per il sottosegretario Francesca Martini (Lega) anche i cani hanno un’anima e hanno bisogno della mutua

pubblicato da paganini


Il ministro Maurizio Sacconi ha attribuito al sottosegretario Francesca Martini (Lega) la delega alla trattazione e alla firma degli atti relativi alle relazioni con la Commissione salute della Conferenza delle Regioni, alle materie della sanità pubblica veterinaria, degli alimenti e della nutrizione, all’assistenza sanitaria e medico-legale del personale navigante, alla Croce Rossa Italiana, alla tenuta dei rapporti con i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, alle materie della disabilità e della riabilitazione.

Tutte materie di una certa importanza, nelle quali però l’onorevole Martini non ha certo fatto notizia per attivismo. Ora, per recuperare il terreno perduto e mossa dalla convinzione che cani, gatti, conigli e criceti abbiano un’anima (forse è stata al cinema a vedere Bolt..), il sottosegretario leghista si è attivato: ci sarà una mutua per i cani poveri, verrà cancellata la lista delle razze canine aggressive (tipo rottweiler e pitbull) dato che sono tutti buoni se vengono trattati bene, i canili diventeranno “orfanotrofi dove adottare”…

Insomma per Francesca Martini, che dichiara di lavorare 14 ore al giorno al ministero, “anche perché mica mi occupo solo di cani: ho la delega al rientro del deficit sanitario, al rapporto con le Regioni, con l’Europa…”, la priorità politica del momento è salvaguardare l’anima dei cani e la salute degli animali da compagnia indigenti.

Foto | Flickr