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Tutti gli articoli con tag gavino angius

Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Gavino Angius: Berlusconi replay. Voto + 9. “Una peculiare forma di immunità parlamentare per le alte cariche dello stato non è affatto uno scandalo. Ma va ricercato il percorso legislativo più efficace, di individuare le norme più equilibrate per il nostro ordinamento istituzionale lavorando per consentire le più larghe convergenze politiche e parlamentari. In ogni caso è un tema del tutto distinto ed estraneo alla materia e alle norme contenute nel “pacchetto sicurezza. Sempre va rispettata la sovranità del Parlamento, da parte di tutti, e dunque da parte della stessa Magistratura”. Della serie: quando si parla forte e chiaro.

Antonio Di Pietro: briglie perse. Voto – 9. Le pensa e le fa tutte l’ex pm per smarcarsi e arraffare consensi. Proprio un bell’acquisto, per Veltroni! Dov’è finita la leale sintonia dell’Idv con il Pd per una strategia comune? Di Pietro è oramai incontrollabile nella sua deriva giustizialista, respinta dagli italiani. Alla fine fra Di Pietro e Veltroni sarà divorzio, anzi “ripudio”. Non è quella la strada del riformismo, fatta di azioni moderate e responsabili per raggiungere obiettivi concreti di giustizia sociale e civile. La protesta indistinta e giustizialista è, paradossalmente, l’altra faccia del “berlusconismo”. Comunque porta acqua al mulino del Cavaliere.

Le pagelle del Sabato

pubblicato da Massimo Falcioni

GAVINO ANGIUS (+8) attacca Massimo D’Alema perché: “ha chiesto al Pse, che raccoglie tutti i partiti socialisti e socialdemocratici europei, di cambiare nome per favorire l’ingresso del Pd. Cioè i partiti socialisti dovrebbero mutare la loro denominazione e di fatto snaturarsi per legittimare la deriva centrista del Pd. Se ci tiene tanto a entrare nel Pse, è il Pd che deve cambiare nome!”. D’Alema vuole il Pd di “sinistra” nel Pse, Veltroni vuole il Pd di “centro” nei Democrats Usa. Caos totale sui valori, sui principi, sulla collocazione internazionale. E l’elettore naviga fra le nebbie…

WALTER VELTRONI (-9)che, copiando Berlusconi, fa una promessa al giorno (una tira l’altra, come le ciliegie)”aboliremo le riunioni di maggioranza, quelle nella Sala Verde di Palazzo Chigi, diventata verde non a caso”. Ma il leader del Pd non sta esagerando con l’ottimismo? Primo: nel governo Prodi, non era Di Pietro, oggi apparentato da Veltroni alla sua lista, a pretendere continue e inutili riunioni di maggioranza? Ci sarà un Di Pietro diverso? Secondo: perché preoccuparsi? Dopo il 14 aprile la grana delle riunioni di maggioranza non sarà di Walter ma di…Berlusconi. Cioè di chi vince le elezioni…