Giovanardi è ossessionato dagli omosessuali. Forse, da giovane, tentò invano di diventare uno dei Village People? Un’ikea geniale
Magari gli mancava le physique du role per stare nella band. E allora ha sviluppato nel tempo un sordido rancore. Marcio Man
Napolitano predica sempre il culto delle istituzioni e intanto c’è chi, come Giancarlo Mazzuca (Pdl), si diverte e stilare la classifica delle colleghe in base alla bontà del ‘lato B’. Il culo delle istituzioni
Berlusconi annuncia il ritorno dell’esercito contro i rifiuti a Napoli. L’Italia e la Nato bombarderanno la spazzatura con missili intelligenti per debellarla. La Lega, però, ha chiesto una missione a tempo. (Net)turbe psichiche
L’ineffabile Formigoni sull’ipotetica uscita di scena di Berlusconi: “Lui ha detto ’se e quando’. Io sottolineo ’se’, come nella famosa canzone”. Mina…la salute mentale
Angelino Alfano, il delfino arpionato, stronca qualsiasi ipotesi sulla successione al Cav: “Nel 2013 il candidato sarà ancora il nostro premier. La questione non si pone”. Indefessamente allineato e coperto. (Del)fino alla morte
Il Cav: “In ognuno di noi c’è un 25% gay. Però in me quel quarto è lesbico”. Un’assurdità logica, ma tant’è. Il premier saffico ci ha abituati a tutto. Chissà cosa ne penseranno i parlamentari dichiaratamente omosex. Concia-to male
La dirigenza Thyssen si lamenta della storica sentenza di Torino. E ora minaccia di ritirare gli investimenti italiani. I tedeschi sono per la legalità e le regole? Dovrebbero badarci anche fuori dal territorio germanico. Thyssen-Crucc
Ecco qual è il vero problema. Non le critiche sollevate, tra gli altri, da Luca Telese e Marco Travaglio. No. I ragazzi di Giornalettismo, citando un articolo del Giornale, ci ricordano che
“Fabio Fazio col suo birignao, Roberto Benigni col suo scutrettolante linguaggio corporeo, Roberto Saviano con il ben predisposto sembiante da «macho-macho man» alla Freddy Mercury, ecco, quel terzetto al quale ovviamente va aggiunto l’ospite d’onore, Nichi Vendola, pareva lì per sponsorizzare il Gay Pride.”
Paolo Granzotto, autore dell’articolo dai cui è tratta questa citazione, non le manda certo a dire.
“per movenze e linguaggio, per quei sorrisini e quello sgranare gli occhioni, per quelle reticenze da verginelli o da Vispa Teresa di Paolo Poli, dalla brigata di Vieni via con me traspariva una palese consuetudine alla checcaggine, alla ricchionaggine.”
Come fa Nichi Vendola ad allearsi con l’Udc? Il presidente dei centristi, Rocco Buttiglione, ha equiparato i gay agli evasori fiscali. Come pensa il governatore della Puglia di riuscire a coesistere con Casini e compagni? Si può far finta di niente di fronte a certe affermazioni? Orecchino da mercante
Legalità, onestà, pulizia. La politica si è sempre riempita la bocca di grandi parole. Poi vai a vedere le liste e ti accorgi che gli influssi mafiosi sui partiti non sono mai spariti. Mafia e politica: sempre la stessa musica, sempre lo stesso ritmo. Mandamento lento
Per Reporters sans frontières la nostra libertà di stampa è pari a quella del Burkina Faso. Deluso il dg Rai Masi che voleva attestarsi sui livelli dell’amato Zimbabwe. Intanto il Tg1 di Minzolini crolla in termini di raccolta pubblicitaria e la via del risanamento aziendale si fa sempre più irta di ostacoli. Caduta Masi
Ma poi perché la sinistra se la prende così con il “direttorissimo”? E’ un uomo buono e dolce. Con il Natale che si avvicina, sarebbe carino da parte di Di Pietro o di Bersani regalargli una scatola di cioccolatini in segno di pace. MinzoLindt
Carlo Giovanardi: mercatino. Voto 3 -. Nuova “perla” del sottosegretario “crociato”alla presidenza del Consiglio: L’adozione gay causa la compravendita dei bambini”. Pressapochismo, ignoranza e violenza omofoba: sono questi gli uomini del Presidente? Dimissioni!
Francesco Rutelli: mercatone. Voto 5-. Il leader dell’Api: “Penso che il governo andrà avanti e che debba andare avanti, ha una maggioranza”. Solo in Italia l’opposizione “spinge” un governo fallito a resistere, invece che chiederne le dimissioni. Anomalie Made in Italy.

Non accenna a placarsi lo scontro tra Barack Obama e la comunità omosessuale statunitense. A pochi dalla censura applicata dall’entourage del Presidente a delle manifestazioni organizzate per sensibilizzare l’opinione pubblica sul matrimonio omosessuale scoppia un altro caso.
Al centro delle polemiche, come riportato dal Fatto, sarebbe Elena Kagan candidata a prendere il posto di John Paul Stevens che il prossimo giugno lascerà, per andare in pensione, la Corte Suprema.
La promozione dell’avvocato, come sostenuto da Den Domenech (repubblicano, assistente durante l’amministrazione Bush), darebbe soddisfazione ad una larga parte dell’opinione pubblica poiché fino ad oggi la Corte Suprema non è mai stata presieduta da un giudice apertamente omosessuale.
Continua a leggere: Elena Kagan: una lesbica per la Corte Suprema degli Stati Uniti

Le dichiarazioni di Italo Bocchino (secondo il quale è meglio un Primo Ministro omosessuale che leghista) oltre a non tener conto di una serie di pettegolezzi secondo i quali un importante adepto di Umberto Bossi avrebbe avuto come amante un cantante italiano dichiaratamente omosessuale, colma il silenzio della maggioranza e dell’opposizione sulle esternazioni omofobe di Tarcisio Bertone.
Come riportato dai colleghi di queerblog.it l’esponente ecclesiastico pur di ammettere che la Chiesa, di cui è portavoce, deve risolvere un problema ha riportato in auge l’assioma “pedofilo= omosessuale”. La teoria, come sottolineato ieri sera da Giuseppe Cruciani, è stata sconfessata persino dagli psicologi cattolici.
Sottolineare i limiti del Cardinal Bertone in queste sede non ha senso. Soffermarci sull’omertà dei politici italiani invece sì. Adottando le linee guida di certi quotidiani che oggi non hanno pubblicato le foto riguardanti i graffiti fatti sulla casa nativa del Papa, Benedetto XVI, i politici italiani hanno deciso di tacere sullo scandalo di cui si stanno occupando praticamente tutti.
Continua a leggere: L’omofobia di Tarcisio Bertone zittisce tutti

Meglio gay che leghisti. Il Giornale di oggi sceglie un titolo-choc per l’ennesimo attacco a Gianfranco Fini e ai suoi uomini. In questo caso l’obiettivo è l’onorevole Italo Bocchino, reo di aver dichiarato in un’intervista (a Klaus Davi) che se un giorno un omosessuale diventasse Presidente del consiglio non ci vedrebbe nulla di male, e comunque sarebbe molto meglio di un leghista poiché “non può governare un intero paese chi ne rappresenta solo una parte”.
Di Bocchino ci siamo occupati in passato per le scottanti intercettazioni che lo vedevano coinvolto in alcuni giri poco chiari, per cui sorvoliamo sul personaggio e su come concepisce la politica. Cerchiamo invece di capire cosa ci sia dietro un titolone così abbagliante, sparato a caratteri cubitali nell’edizione di oggi. Stile Feltri a parte, ovviamente.
Il fondo, autorevolmente firmato dal vicedirettore Nicola Porro, traccia un parallelo tra il vecchio arco costituzionale che aveva relegato il Movimento Sociale (in cui Bocchino e Fini hanno cominciato la loro carriera) nel ghetto della non esistenza politica. Ora che gli ex-missini/ex-aennini sono arrivati al potere vorrebbero applicare lo stesso principio nei confronti degli scomodi cugini “padani” arrogandosi l’unico diritto di presiedere il paese.

Lech Kaczynski, morto a seguito di un incidente aereo, non era solo il Presidente della Polonia. Insieme al fratello gemello Jarosław, attualmente parcheggiato al Ministero della Giustizia è diventato il profeta di un modello politico che poco ha da spartire con il futuro.
Facendo proprie le peggiori malefatte di Vladimir Putin, a cui ancora oggi è imputabile la morte della giornalista Anna Politkovskaja che per anni ha scritto del genocidio in Cecenia, Lech Kaczynski è diventato in pochi anni il bambino che l’Unione Europea non perdeva occasione per sgridare.
Significativa è sempre stata la sua posizione omofoba contro le persone non eterosessuali che in occasione del primo pride nazionale organizzato a Cracovia riportarono delle lesioni di cui la stampa locale non si è mai occupata.
Continua a leggere: Con Lech Kaczynski muore anche l’omofobia in Polonia?

Altro che terra dei cachi. L’Italia è il paese dei paradossi. A pochi giorni dalla censura, l’ennesima, applicata dalla politicizzata dirigenza RAI su Aldo Busi per delle dichiarazioni riguardanti l’omofobia praticata da una parte del clero il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, accoglie la richiesta di Walter Veltroni, e farà riaprire l’indagine sulla morte di Pier Paolo Pasolini.
Dichiaratamente omosessuale l’intellettuale prima di essere ucciso è stato schiacciato dall’ignoranza. La stessa che ha colpito in maniera diversa altri grandi pensatori. Riaprire il caso non serve se non si dimostra con i fatti che dalla morte di Pier Paolo Pasolini qualcosa è cambiato. Trovare un colpevole non può e non deve essere un palliativo.
Se davvero Angelino Alfano vuole rendere onore al monumentario pensatore italiano dovrebbe impegnarsi affinché altre persone non siano discriminate per la propria sessualità.
Continua a leggere: Angelino Alfano riapre le indagini sulla morte di Pier Paolo Pasolini