
Altro che terra dei cachi. L’Italia è il paese dei paradossi. A pochi giorni dalla censura, l’ennesima, applicata dalla politicizzata dirigenza RAI su Aldo Busi per delle dichiarazioni riguardanti l’omofobia praticata da una parte del clero il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, accoglie la richiesta di Walter Veltroni, e farà riaprire l’indagine sulla morte di Pier Paolo Pasolini.
Dichiaratamente omosessuale l’intellettuale prima di essere ucciso è stato schiacciato dall’ignoranza. La stessa che ha colpito in maniera diversa altri grandi pensatori. Riaprire il caso non serve se non si dimostra con i fatti che dalla morte di Pier Paolo Pasolini qualcosa è cambiato. Trovare un colpevole non può e non deve essere un palliativo.
Se davvero Angelino Alfano vuole rendere onore al monumentario pensatore italiano dovrebbe impegnarsi affinché altre persone non siano discriminate per la propria sessualità.
Continua a leggere: Angelino Alfano riapre le indagini sulla morte di Pier Paolo Pasolini

Nelle scorse settimane chi ha parlato della riforma della giustizia ha spesso omesso due considerazioni troppo importanti per essere trascurate. La riforma per essere tale oltre a tener conto anche delle vittime deve garantire alla magistratura un carico di lavoro adeguato.
Non è pensabile che il sistema si alleggerisca se i giudici a causa delle negligenze governative sono chiamati ad esprimersi su ciò che compete all’apparato amministrativo dello Stato.
Oggi la Corte Costituzionale, come spiegato dai colleghi di queerblog.it, stabilirà se è giusto chiudere il matrimonio alle sole coppie eterosessuali. Al di là di come uno la pensi sull’argomento è evidente che esiste una falla su cui bisogna legiferare senza aspettare che lo facciano indirettamente i magistrati per il governo.
Continua a leggere: La Corte Costituzionale si esprime sui matrimoni gay

Lucia Annunziata, intervistata negli ultimi giorni sia dall’Unità che dal Fatto, ha sostenuto una tesi che mi preme di condividere con voi. Secondo la giornalista, ex Presidente della Rai, i colleghi a cui sono stati chiusi i programmi televisivi hanno sbagliato ad organizzarsi singolarmente.
Per la conduttrice di “In 1/2”, sospeso in solidarietà di chi non ha più il proprio spazio televisivo, il diritto al bavaglio deve essere forte tanto quanto quello della libertà di espressione.
Organizzando la propria protesta singolarmente i vari Santoro, Floris e Vespa hanno dimostrato una volta di più che il problema in Italia non è questo o quel governo ma i liberi cittadini che vittima del proprio egocentrismo non riescono a costituire una comunità che dia vita ad un movimento propositivo.
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Attorno al dibattito politico si sta imponendo uno strano modo di ragionare. Chi è al centro di uno scandalo, e in questi mesi non sono certo mancati gli eventi di dubbio gusto, tenta di dispensare morale a chi concettualmente potrebbe essergli contro.
Malgrado quanto successo a Dino Boffo, direttore dell’Avvenire costretto a dimettersi grazie ad una probabile segnalazione fatta dal direttore dell’Osservatore Romano a Vittorio Feltri, la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) attacca duramente Emma Bonino.
Ci sta che alla chiesa le posizioni laiche, e contemporanee, dell’esponente radicale non piacciano. Quel che colpisce è il distinguo che viene fatto dalla candidata del Partito Democratico e quella del Popolo delle Libertà.
Continua a leggere: Elezioni Regionali 2010: la CEI contro Emma Bonino

Francesco Zanardi ha deciso di interrompere lo sciopero della fame che aveva iniziato con il compagno Manuel Incorvaia affinché la loro unione, in quanto omosessuale, fosse riconosciuta dallo Stato.
Intervista da Ulisse Spinnato Vega Francesco Zanardi aveva condiviso con gli utenti di polisblog.it il boicottaggio che era stato organizzato da diversi media contro la loro iniziativa. Drammaticamente, e inutilmente, già vista.
Ricorre proprio in questi giorni l’anniversario della morte di Alfredo Ormando. Lui si mise in gioco molto più della coppia. Si diede fuoco in Piazza San Pietro come una strega, drammaticamente, moderna. Di lui, malgrado il massimo sacrificio, non si parla più.
Continua a leggere: Francesco Zanardi e Manuel Incovaia interrompono lo sciopero della fame

La posizione del Partito Democratico sul No B-Day è stata piuttosto ambigua tanto che alcuni rappresentati, Rosy Bindi in primis, hanno deciso di aderirvi solo in un secondo momento.
Capire come sia cambiato il progetto avviato da Walter Veltroni dopo l’uscita di scena di Dario Franceschini non è semplice. Anzi. Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare Ivan Scalfarotto che dopo aver sostenuto la mozione di Ignazio Marino è diventato vice presidente del Pd.
Sei, da poche settimane, il vice presidente del Partito Democratico. Nel concreto cosa farai per la coalizione di Pierluigi Bersani?

Dalla bocciatura della legge contro l’omofobia presentata da Paola Concia è passato un mese. Il dibattito postumo, soprattutto sull’identità del Partito Democratico che ha contribuito ad affossare la proposta fatta da un membro di questo schieramento, è stato piuttosto acceso.
Tra le molte persone che hanno manifestato il proprio disappunto si è contraddistinta Cristiana Alicata. Manager. Scrittrice. E impegnata politicamente con i Mille di Giuseppe Civati e di molte altre persone che hanno sostenuto la mozione di Ignazio Marino.
Nelle ultime legislature ci sono stati diversi esponenti LGBT in Parlamento, uno su tutti Vladimir Luxuria, eppure i diritti alle persone non eterosessuali tardano ad arrivare. È colpa, secondo lei, anche dei rappresentanti?
Ultimo appuntamento con Christian Rocca, il giornalista del Foglio per il quale cura anche camilloblog.it, che abbiamo intervistato per tutta la settimana per capire meglio il lavoro fatto da Barack Obama dal giorno della sua elezione.
Con Christian Rocca abbiamo parlato di riforma sanitaria, di nobel, di crisi e di donne. Oggi, per chiudere, ci concentreremo su una minoranza. Quella costituita dalla comunità GLBT che non condivide la politica del Presidente malgrado l’amministrazione abbia approvato una legge analoga a quella elaborata da Paola Concia. Affossata. Poi.
Barack Obama è favorevole al matrimonio gay? Ha risolto i contrasti con la comunità omosessuale statunitense?
C’è stato un referendum che ha detto no alla possibilità di fare i matrimoni gay.
Obama è contro il matrimonio gay. L’ha detto e ripetuto in ogni modo possibile anche se ha una posizione un po’ strana e a tratti contraddittoria.

Negli ultimi giorni si è molto parlato di Paola Concia. Non solo perché sostiene la mozione Marino. Di Paola Concia si è disquisito, soprattutto, per via della bocciatura contro l’omofobia sulla quale stava lavorando. Da più un anno.
L’intervista che trovate di seguito è stata registrata prima di questo momento. Dopo, però, della sentenza del Tar di Lecce a causa del quale è stata sciolta la giunta (a maggioranza Pd) di Taranto per assenza di donne.
Con Paola Concia non abbiamo parlato solo della scomparsa delle donne in politica. Anzi. A lei abbiamo chiesto delucidazioni sull’assenteismo a causa del quale il progetto sullo scudo fiscale, contestato dal proprio schieramento, è diventato legge.
Suor Binetti dopo il voto della discordia sull’omofobia: “Voglio sapere cosa farà il Pd: ammetterà libertà di coscienza o ogni volta che qualcuno la invocherà sarà buttato via?“. Giustificazione s-Concia
Ma si può invocare la scelta etica di fronte a una legge che bada solo all’ordine pubblico e alla difesa dell’incolumità fisica delle persone? Finanche il cattolicissimo Soro, da capogruppo, perde le staffe con la Binetti. Abiezione di coscienza
Che la legge sia stata affossata perché in realtà entrambi gli schieramenti vogliono prendersi il merito di averla promossa? Non è tutto ‘omo’ ciò che luccica
Proposta choc dei movimenti lgbtqi: una norma che dia un’attenuante a tutti quelli che aggrediscono politici con un cognome che inizia per ‘B’. Buttiglione, Binetti, Berlusconi, Bossi, Branceschini, Basini, Balderoli…