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Tutti gli articoli con tag genova

Troppi tagli alla scuola pubblica, il tribunale della Spezia condanna Mariastella Gelmini

pubblicato da Giovanni Molaschi


L’intervista televisiva più recente di Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione, è stata fatta da Fabio Fazio. In quell’occasione l’esponente politico, nemmeno per sbaglio, ha detto che esiste una scuola pubblica e una privata. Per lei l’istruzione che dovrebbe rappresentare è comparabile ad un sistema paritario.

Secondo Gelmini la scuola paritaria dovrebbe essere finanziata dallo Stato anche se chi vi accede è nelle condizioni di poter pagare tutti i costi di questo tipo di strutture. L’opinione del ministro non è condivisa, per fortuna, dagli altri responsabili dei cittadini. Il tribunale della Spezia ha bocciato l’operato del Ministero dell’Istruzione.

Il giudice ligure ha chiesto al ministro di ripristinare le ore di insegnamento di sostegno previste per uno studente disabile di un istituto superiore della Spezia. Prima di questo episodio il ministro dell’Istruzione era stato condannato dal Tribunale del Lavoro di Genova. Il dicastero di Gelmini dovrà dare 500mila euro ai 15 lavoratori precari che si erano rivolti al Tribunale dopo la loro mancata stabilizzazione.

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Genova come Brescia. Gli immigrati protestano contro il Comune

pubblicato da Giovanni Molaschi


Sbaglia chi crede che gli immigrati creino problemi solo alle amministrazioni di centro-destra. Lo scorso autunno un gruppo di lavoratori extracomunitari di Brescia sono saliti su una gru per essere rispettati dalle autorità. Il sindaco della città è Adriano Paroli (Pdl).

Gli immigrati non sono ascoltati nemmeno dalla sinistra. A Genova, città amministrata da Marta Vicenzi (Pd), un gruppo di lavoratori ambulanti ha manifestato contro il Comune, il video dell’accaduto lo trovate dopo il salto. Secondo i manifestanti le restrizione decise da Francesco Scidone, assessore alla Sicurezza, non gli permetterebbero più di lavorare.

“Siamo perseguitati dai vigili, bussano alle nostre case in piena notte, magari con motivo banale come controllare i documenti. In America sei un venditore abusivo se metti giù la roba e ti vedono vendere qualcosa. Qui basta avere un borsone e vieni perquisito finendo in un mare di guai. Possibile che non abbiamo cose più di importanti da fare che sequestrare due borsette?”

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Un partito senza scandali né zoccole: il programma dell'idealista Enrico Musso per il Pdl

pubblicato da paganini


Un senatore del Popolo della libertà può avere come proposito quello di trasformare questa formazione politica in un partito serio, pulito, senza scandali né zoccole? Sembra una contraddizione in termini (che libertà ci sarebbe se si escludono le parti migliori della politica…), l’effetto di un colpo di calore, e invece è proprio così.

Enrico Musso, senatore Pdl ed ex candidato sindaco a Genova, si è lasciato andare a questi propositi che sfiorano l’idealismo e l’utopia. In confronto l’idea di realizzare il socialismo in un solo paese sembra un progetto con tanto di calcoli, approvazione comunale e cantieri già avviati. E non contento della gravità di quanto scritto su Facebook (galeotto fu il libro e chi ci scrisse) il Musso ci aggiunge pure un malizioso non dite che è tutta colpa dei magistrati.

Eliminare le zoccole, evitare gli scandali, fare pace coi giudici… ci manca solo che Musso proponga la reintroduzione del falso in bilancio e poi lo prendono nell’Italia dei valori.

Intervista - polisblog incontra Mario Portanova autore del “Partito dell’Amore”

pubblicato da Giovanni Molaschi

Negli stessi giorni il Ministro dell’Economia annunciava nuovi tagli per evitare che la crisi greca diventi in pochi mesi anche italiana Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, qua e là parlava della probabile messa in vendita del Milan.

Il leader del Popolo delle Libertà a differenza di molti altri suoi colleghi ha un talento importante. Solo lui riesce a distogliere l’attenzione degli italiani sui problemi del paese ragionando su altro che per quanto interessante non è utile al cittadino medio.

Di questo e molto altro abbiamo ragionato con il giornalista Mario Portanova che per Chiarelettere ha pubblicato “Il Partito dell’Amore”.

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Ronde: storia di un flop non annunciato

pubblicato da Giulio Mattioli


La notizia è di quelle bomba, eppure stranamente non sta facendo molto rumore: le ronde si sono rivelate un flop. O perlomeno queste sono le informazioni che provengono da grandi città del nord come Milano, Genova, Bergamo e Bologna. Il numero di associazioni che si sono fatte avanti ricorda il codice binario: oscilla infatti tra 0 e 1.

Qualcosa dev’essere andato storto per davvero, se perfino il berlusconiano Panorama titola “Niente ronde, siamo padani” e parla esplicitamente di “flop”. E dire che solo qualche mese fa, il dibattito infuriava: c’era chi salutava la misura provvidenziale che ci avrebbe salvato dall’anarchia e chi si preparava al ritorno del fascismo…

Perchè le ronde sono fallite? E’ presto detto: regole troppo restrittive. Si sono proibite le ronde di matrice politica, quelle retribuite, e si è trascurato l’intento di assistenza sociale che animava gruppi pre-esistenti come i City Angels. E così alla fine non è rimasto (quasi) nessuno.

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G8: 8 anni dopo Genova, si prepara la protesta in tutta Italia

pubblicato da davide f.

no g8

Siamo entrati nella settimana che porta al G8 in Italia. A otto anni da Genova, dalla mattanza della Diaz e da una situazione che il mondo non esitò a definire come una “tre giorni degna di Pinochet“, da quello che Michelangelo Fournier, all’epoca vice questore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma, definì “macelleria messicana“.

L’Italia non ha ancora superato quel G8, è rimasta una profonda (e forse non ricomponibile) lacerazione tra chi in quei giorni ha giustificato la violenza di stato, chi ha fatto orecchie da mercante e chi invece ha denunciato quello che fu.

Proprio oggi il pm ha chiesto due anni di reclusione per l’ex capo della Polizia Gianni de Gennaro, grande amico di (quasi) tutta la politica italiana, che ha indotto l’ex questore Francesco Colucci a rendere falsa testimonianza per i fatti della Diaz.

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Governare con la paura di Deaglio, Cremagnani, Portanova: il g8 del 2001, i giorni nostri

pubblicato da davide f.

da flickr, common creative

“Non saranno più accettate azioni di minoranze organizzate che calpesteranno la legalità “. La voce del presidente del consiglio annuncia la “nuova” strategia di governo, mentre sullo sfondo scorrono le immagini della repressione a Chiaiano e dei militari mandati a presidiare i nuovi “obiettivi di interesse strategico nazionale” all’interno delle nostre città.

E’ questo l’input che apre il nuovo lavoro di Enrico Deaglio, Beppe Cremagnani e Mario Portanova, un libro e un dvd dal titolo Governare con la paura. La tesi è questa: se la repressione del G8 di Genova fosse stata la prova generale di un sistema che doveva venire? Una dimostrazione per preavvisare i “sovversivi”, dopo aver dimostrato che “si può fare”?

Dai fatti di Genova alle violenze di Chiaiano, dalla ragazza nigeriana maltrattata nel carcere di Parma a Emmanuel pestato dai vigili sempre nella città emiliana, dalle cariche sui No Dal Molin agli scontri nei giorni dell’Onda studentesca fino ad arrivare alle violenza sui manifestanti a Bergamo nel corteo contro la sfilata di Forza Nuova.

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G8 Genova: pubblicate le motivazioni della sentenza sulle violenze della caserma di Bolzaneto

pubblicato da paganini


Nel luglio scorso la sentenza del Tribunale di Genova sugli abusi compiuti dalla polizia contro gli attivisti fermati e reclusi nella caserma di Bolzaneto ha aperto la strada all’autoassoluzione e alla completa impunità per i rappresentanti delle forze dell’ordine responsabili dei reati legati alla repressione della manifestazione di Genova del 2001. Una strada poi seguita con le miti condanne e le numerose assoluzioni per l’assalto alla scuola Diaz.

In entrambi i casi il punto di vista degli ultrà della politica del manganello è stato enunciato con chiarezza: dato che c’erano gli scontri di piazza la polizia era autorizzata a reagire agli attacchi. Forse è vero, anche se opinabile. Ma in questi due casi non c’erano scontri di piazza, c’erano persone che dormivano e giornalisti soli e disarmati che sono stati picchiati fino a finire in coma (nel caso della scuola Diaz) e c’erano persone tratte in arresto e recluse (nella caserma Bolzaneto).

Un solo esempio, per capire di cosa si sta parlando. Nelle motivazioni della sentenza (che potete leggere qui) c’è scritto che Anna Poggi viene condannata a 2 anni e 4 mesi. Per quali motivi?
“Sottoponeva a misure di rigore non consentite dalla legge le persone ristrette presso la Caserma per il periodo in cui erano a disposizione della Polizia di Stato più precisamente tollerava, consentiva e comunque non impediva che le persone ristrette in Bolzaneto (in alcuni casi visibilmente ferite in conseguenza degli scontri di piazza): fossero costrette, nelle celle di pertinenza della Polizia di Stato, senza plausibile ragione (e senza necessità legata alla detenzione) a rimanere per numerose ore in piedi, con il volto rivolto verso il muro della cella,

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