La settimana scorsa il Superpremier ha cercato in politica estera il tanto sospirato riscatto. Alle Nazioni unite voleva parlare a un orario che consentisse al fido Minzolini di mandarlo in diretta nazional-popolare. Ma per colpa del suo amico Gheddafi, non è andata esattamente così. C-Onu d’ombra
Il Rais, infatti, si era prodotto in un discorso fiume che aveva fatto venire la bolla al naso a metà dei presenti dentro il Palazzo di Vetro (l’altra metà era andata via). Intanto, però, la sua tenda non ha trovato posto sul suolo americano. Soltanto noi lo avevamo accolto con gioia quasi servile nel verde di Villa Pamphilj. Al (cam)peggio non c’è mai fine
Come visto a Taranto, in Puglia ci sono zone in cui le donne non hanno diritto di governare. In altre, invece, basta andare alle feste di Palazzo Grazioli per beccarsi una candidatura. Le Bari opportunità
E’ uscito nelle sale ‘Baaria’ di Giuseppe Tornatore. Il SuperCav dice di averlo apprezzato. Chissà che riflessioni avrà fatto tra sé e sé vedendo una storia in cui la mafia (il cattivo) ammazza i sindacalisti comunisti e socialisti (il buono). La stessa storia che tempo fa raccontò un altro siciliano illustre come Leonardo Sciascia. Cosa avrà pensato il Mega Papi davanti al grande schermo? Il porno della civetta
Barack Obama: vento nuovo. Voto + 9. Forte discorso all’Onu del presidente Usa sul futuro del mondo: “ Avviamo una nuova era basata sul rispetto. La democrazia non si impone dall’esterno”. Addio Bush. E Berlusconi?
Gheddafi: delirio. Voto – 9. Il caporione libico contro tutti all’Onu: rifiuta la Carta delle Nazioni Unite, definisce terroristi i membri del Consiglio di Sicurezza e tracima sul virus A, “arma di laboratorio”. E Berlusconi?

In occasione della visita ossequiosa di Silvio Berlusconi a Tripoli in onore dei 40 anni di regime a-democratico e dittatoriale del colonnello Gheddafi (celebrato anche con una esibizione delle Frecce tricolori) ci chiedevamo come mai il Popolo della Libertà avesse deciso di abiurare a tutte le sue teorie sul liberismo e sul liberalismo per andare a baciare le vesti di un tizio che, pur possedendo molto petrolio, non si è mai posto il problema di indire delle libere elezioni dal 1969 ad oggi.
Una domanda che oggi, dopo le dichiarazioni del capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, torna di attualità: “Franceschini ed altri esponenti del centro-sinistra non sono stati capaci di dire una parola contro Chavez, cioè su colui che veramente sta affossando la libertà in Venezuela, questa volta non in nome del fascismo ma di una nuova versione del castrismo e del populismo di sinistra.”
Quindi è giusto ossequiare Gheddafi, dittatore da 40 anni, inviando le Frecce tricolori ma è sbagliato non protestare contro Chavez (che con tutti i difetti e le tendenze autoritarie che lo caratterizzano, ha vinto le elezioni varie volte, in un paese in cui si tengono anche le consultazioni amministrative). Che strano concetto di Libertà ha questo Popolo…
Silvio Berlusconi: ieri, oggi, domani. Voto + 8. Il Premier a Danzica per l’anniversario dello scoppio della Seconda guerra mondiale: “Quelle situazioni non potranno ripetersi mai più, mai più, mai più. La cultura democratica europea è solida”. Bene. Ora, coerenza! In Italia.
Silvio Berlusconi: amicizie pericolose. Voto – 8. Il Premier privilegia amicizie “particolari” quali quella con Gheddafi, Chavez, Putin. Con costi alti. Per il vergognoso accordo Italia-Libia gli italiano sborsano cinque miliardi di dollari! Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.
Libia o non Libia, la nostra pattuglia acrobatica è uno dei (pochi) orgogli della nazione. Domanda retorica: possiamo dire lo stesso dei nostri politici e del loro modo di trattare Gheddafi? Fecce tricolori
Il premier pensa di aver sventato il pericolo di una fronda siciliana? Sbagliato. Nell’Isola tutto resta magmatico. Mentre Mega Papi si preoccupa di denunciare Repubblica, Micciché dice esplicitamente che una forza politica meridionalista è un fatto ineluttabile. Intanto molti notabili locali stanno lavorando sottobanco per mettere in crisi il Pdl. Il mare è calmo solo in apparenza. Il partito del sub
Il giovane Piotr Kowalski sostiene di aver visto e filmato il vero uomo delle nevi tra le Tatra Mountains, in Polonia. In realtà, secondo gli esperti che hanno visionato le immagini, si tratterebbe di un Romano Prodi in stato confusionale. L’ex premier, convinto di trovarsi sull’Appennino emiliano, vaga alla eremitica ricerca del senso della vita, tra un passato amaro e un futuro tuttora incerto. Yeti, oggi e domani
Pd in stallo sulle nomine di Rai Tre. A via del Nazareno non si mettono d’accordo su nulla. La confusione è tale che qualcuno avrebbe addirittura suggerito di premiare Boffo con la direzione del Tg3. Di Bella e le bestie
Le dichiarazioni farneticanti di Gheddafi contro Israele aspettano ancora la condanna del Premier Berlusconi.
Perché il presidente del Consiglio tace di fronte a tali insulti e provocazioni e si ostina a succhiare la ruota del leader libico?
Gheddafi, è noto, vuole solo ottenere visibilità internazionale e giocare sempre al più uno nella sua politica ricattatoria. A questo punto non si capisce dove mira Berlusconi, il quale prosegue imperterrito nella sua politica di inchini e regali al dittatore libico.
Mentre il Governo italiano ossequia Gheddafi, l’Europa (comunista?) si muove in modo completamente diverso: Francia e Germania si mettono insieme (con accordi seri su temi importanti) per il prossimo G20, Svezia e Spagna rilanciano i prossimi impegni della Ue, persino la Russia di Putin si riavvicina alla Polonia.
Evidentemente il Governo italiano ha scambiato la politica estera per le simpatie e le amicizie – con gente come Gheddafi e Chavez - (e gli interessi?) del Premier.
Intanto gli italiani sono costretti a seguire la (brutta) musica imposta da “feltrusconi” …
Silvio Berlusconi, si sa, è portato agli innamoramenti. Politici, intendiamo.
Ultimamente ha preso la “cotta” per Gheddafi. Messo in naftalina Bush (dagli americani), altalenante con Putin, tenuto a debita distanza da Sarkozy e dalla Merkel, il Premier fa la corte al Colonnello libico.
E, per compiacerlo, oltre a un accordo “storico” (una beffa per l’Italia), il Cav ha inaugurato ieri una mostra sul colonialismo che è una offesa all’Italia tutta e a tutti gli italiani.
Insomma, sembra proprio che Berlusconi si sia piegato davanti a un capo antidemocratico e “terrorista” per il classico piatto di lenticchie.
Ma non è finita. Giusto per far capire che aria tira in autunno, Berlusconi cita un sondaggio che lo vede al 68% del gradimento degli italiani. Miracoli Made in Italy.
Perché il Premier non commissiona il prossimo sondaggio a Gheddafi? Vedrebbe il gradimento toccare l’agognata vetta del 100 per cento!
E’ questa la “nuova” democrazia, bellezza!
Continua a leggere: Ore 12 - Berlusconi e il gradimento al 100%. Se il sondaggio è di Gheddafi ...
Quella cosa che inizia per “m”, si sa, più la giri e più puzza.
Come la politica italiana di questa seconda Repubblica che, chiamarla delle “banane”, sarebbe un complimento.
Il caso Boffo (il direttore di Avvenire fa bene a indignarsi ma farebbe altrettanto bene a dare spiegazioni) è solo una tappa delle polpette avvelenate preparate e lanciate a destra e a manca per intimidire e ricattare.
L’Italia è sempre stata un Paese di dossier e di complotti (veri o inventati): c’è un incrocio inquietante di attività di polizie private, sicurezza interna e dirigenti dell’intelligence. E c’è oggi un uso “intimidatorio” di certe notizie, soprattutto per imbavagliare l’informazione.
Ovvio che l’Italia è dentro fino al collo in una crisi della politica mai vista prima: una democrazia malata. Le responsabilità e le colpe non stanno (mai) da una parte sola.
Ma se è giusto dare al Governo i meriti (quando ci sono) per certe cose buone fatte, non si capisce perché il Governo non debba rispondere di ciò che non va, in particolare riferito a queste ultime tristi vicende su dossier e giornali.
La domanda è d’obbligo: è possibile che circolino dossier opportunamente confezionati e somministrati alla bisogna a qualche giornale compiacente per stroncare ogni forma di critica all’attuale esecutivo e al suo Premier?
Continua a leggere: Ore 12 - Berlusconi si "gode" Gheddafi. Ma l'Italia va sotto la m ...da

Anche questa settimana al centro del ciclone dei media stranieri vi è stato Berlusconi, i suoi scandali e le sue strategie, tanto che abbiamo dovuto dedicare a tutto questo, oltre alla consueta puntata della rassegna stampa estera, anche uno speciale centrato sulle cause contro i giornali europei e sullo scontro con il Vaticano.
Così facendo però rischiamo di perdere di vista altri temi cui la stampa straniera ha dedicato molta attenzione nel corso di quest’ultima settimana. Fra tutti, l’immigrazione e il rapporto del nostro paese con la Libia. L’olandese Trouw ha ad esempio stabilito un legame tra le politiche italiane e la recente tragedia dei 73 dispersi nel canale di Sicilia:
Le leggi italiane, diventate più severe, hanno scatenato paura nel mondo marittimo; ripescare un migrante dall’acqua può costare caro ad un capitano. “Le eventuali conseguenze del soccorso ad un profugo -problemi giuridici, perdita di tempo e quindi di denaro a causa della trafila burocratica- pesano ora più dell’obbligo di salvare una vita”, dice Boldrini dell’UNHCR
Continua a leggere: Rassegna stampa estera: l'immigrazione, Malta e la visita di Berlusconi in Libia
La “questione libica” agita premier, governo, maggioranza. E non solo.
La stessa Casa Bianca nutre dubbi sul viaggio di Berlusconi a Tripoli.
L’opposizione (spinta anche trasversalmente da “amici” di Pdl e … Lega) chiede a Berlusconi di rinunciare alla visita a Tripoli e di tenere in Italia le Frecce Tricolori, fiore all’occhiello dell’aeronautica italiana.
Si ritengono inaccettabili le continue provocazioni del colonnello Gheddafi che ha approfittato della passività del Governo: prima uno sconcertante e costosissimo trattato per il risarcimento del periodo coloniale (senza garanzie per gli esuli e per il blocco delle partenze dei clandestini dalle coste libiche). Poi la “puntata” show a Roma. Infine le minacce ai pescatori italiani e la vergognosa sceneggiata per il ritorno in Libia dell’attentatore di Lockerbie.
Gheddadi era e resta Gheddafi, un dittatore, uno che non rispetta i diritti umani e le vittime delle stragi, figurarsi se rispetta gli accordi.
La domanda s’impone: Berlusconi ha a cuore gli interessi dell’Italia o solo gli interessi suoi e dei suoi “amici?
Continua a leggere: Ore 12 - Berlusconi, amico degli italiani o "amico del giaguaro" (Gheddafi)?