Silvio Berlusconi: ballista 1. Voto 3. Il Cav conferma l’appoggio del Pdl all’esecutivo: “Da noi senso di responsabilità, ci siamo fatti da parte per consentire la nascita di questo governo tecnico”. Sì sì, e Cristo è morto di freddo.
Silvio Berlusconi: ballista 2. Voto 3. Il Cav apprezza chi lo salvò in Parlamento: “Razzi, un cavallo di razza, Scilipoti, vero uomo”. Ognuno sceglie gli amici che merita: Gheddafi, Putin, Scilipoti, Razzi, Cosentino, Mangano.
Gongola Domenico Scilipoti per l’intervento di Silvio Berlusconi al primo congresso del suo Movimento di responsabilità, all’Auditorium Massimo dell’Eur. Il premier sforna la grinta dei giorni migliori e ripropone il solito refrain:
”Abbiamo i numeri per riformare la giustizia e la Carta Costituzionale: nella riforma della giustizia la prima cosa da fare è non consentire che nella giustizia ci siano dei partiti politici” ed in particolare “rivedere la formazione del Csm per ottenere che i giudici facciano i giudici e non utilizzino la giustizia come arma politica”.
Poi uno sguardo al (lontano) futuro:”La mia ambizione, uscendo da questa fase di impegno politico, sarà quella di aver lasciato all’Italia una formazione storica che incarna valori liberali e democratici per potersi contrapporre come un’unica formazione alla sinistra dilaniata dalle divisioni”.
Quindi la domanda retorica:”Come mai sono riuscito a durare cinque anni la prima volta e penso anche questa volta, durerà altri cinque? Semplicemente grazie alla mia personale autorevolezza”, ha detto il premier. Tocca finale sul Bunga bunga:“Nell’ultimo periodo hanno trasformato quelle che sono state cene eleganti e divertenti a casa mia in cose indicibili. Io ho giurato che in casa mia non c’è stato mai nulla di quello che hanno raccontato”. Candelina sulla torta, forse col pensiero all’ex amico Gheddafi: “In questi 18 anni non mi hanno fatto mancare nulla. Aggressioni politiche, giudiziarie di cui sono il recordman e anche fisiche perchà se quella statuetta del Duomo invece che sulla guancia l’avessi presa in un’altra parte del viso sarei sotto terra”.Quando si dice baciati dalla fortuna.
Fabrizio Cicchitto: rinsavito. Voto 6+ Il capogruppo del Pdl alla Camera “difende” D’Alema indagato dalla procura di Roma sugli appalti Enac “Francamente le motivazioni dell’avviso di garanzia a D’ Alema ci appaiono forzate”. Furbatina?
Franco Frattini: rintronato. Voto 4- Videoconferenza di Obama con i capi di governo di Germania, Francia, Inghilterra sulla morte di Gheddafi e sul dopo Libia. L’Italia fuori dalla porta. Ruolo internazionale ko. Premier con Putin, Frattini con Lavitola?
Nichi Vendola: la furia. Voto 7 Il leader di Sel dopo il voto salva-Milanese: “La classe politica dà un’immagine particolarmente sconcertante e scandalosa, comportandosi con lo stile di Gheddafi”. Cnt cercasi.
Roberto Maroni: il bobo. Voto 3 Il ministro obbedisce al Senatur e alla Camera salva Milanese dall’arresto. La base leghista esplode: “Finirà con le monetine”. Maroni di nome, non di fatto. Bobo smascherato. Lega salva cricca.
Dopo più di 31 anni, una prima, e forse parziale, verità emerge dalle motivazioni della sentenza che ha condannato il Ministero della Difesa e il Ministero dei Trasporti a un risarcimento di oltre 100 milioni di Euro in favore dei familiari delle vittime (qui sopra la puntata di Blu Notte dedicata al caso). Secondo i giudici di Palermo
”Tutti gli elementi considerati consentono di ritenere provato che l’incidente occorso al Dc9 si sia verificato a causa di un intercettamento realizzato da parte di due caccia, che nella parte finale della rotta del Dc9 viaggiavano parallelamente ad esso, di un velivolo militare precedentemente nascostosi nella scia del Dc9 al fine di non essere rilevato dai radar, quale diretta conseguenza dell’esplosione di un missile lanciato dagli aerei inseguitori contro l’aereo nascosto oppure di una quasi collisione verificatasi tra l’aereo nascosto e il Dc9“.
L’ipotesi secondo cui in quei minuti sui cieli italiani ci fosse Gheddafi (a cui sarebbe stata concessa la libertà di sorvolare il nostro spazio aereo), e che fosse stato proprio l’aereo di Gheddafi a nascondersi nella scia del Dc9 dell’Itavia diventa più credibile. Come ricorda un altro estratto delle motivazioni
”I fatti rilevano una situazione aerea complessa che può avere consentito l’inserimento di un velivolo nella scia del Dc9 al fine di evitare di essere rilevato dai radar, e una serie di anomalie sia nelle rilevazioni radar che nel comportamento dei velivoli presenti nelle immediate vicinanze del Dc9”.
Libia: Amnesty International accusa i ribelli di violazioni dei diritti umani. Non era un mistero: tutte le guerre hanno il loro carico di atrocità da entrambe le parti, soprattutto quelle combattute da forze irregolari come l’armata Brancaleone dei ribelli libici. Fin dalle prime settimane della rivolta contro Gheddafi, abbiamo letto e sentito le notizie di migranti dall’Africa sub-sahariana braccati e attaccati dai rivoltosi perché sospettati, in ragione del solo colore della pelle, di essere mercenari a libro paga del regime.
La conferma a queste testimonianze arriva da Amnesty International con il suo ultimo rapporto intitolato “The battle for Lybia: killings, disappareances and torture“.
La Ong per i diritti umani ha concluso che la maggior parte delle violazioni sono state commesse dalle forze lealiste con una serie di crimini di guerra quali attacchi contro i civili, sparizioni di massa, arresti arbitrari e torture. Tuttavia, il report evidenzia che anche i ribelli hanno commesso diverse atrocità.
“I combattenti dell’opposizione” scrive il rapporto “hanno sequestrato, detenuto arbitrariamente, torturato e ucciso ex membri delle forze di sicurezza, sospetti lealisti, soldati catturati e cittadini stranieri sospettati di essere mercenari che combattevano al fianco delle forze di Gheddafi”
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Tremonti con candore sulla manovra: “Non abbiamo mica la bacchetta magica”. E infatti si vede. Mago Merdino
In Libia è caos quasi come nella maggioranza Pdl-Lega. Si pensa al dopo Gheddafi, ma intanto ancora si combatte. E un pugno di fedelissimi difende l’ex rais come farebbe solo un Bondi in forma con il Cavaliere. Nella buona e nella cattiva Sirte
La politica delegittimata da orge e festini ha pensato bene di tassare le rimesse degli immigrati. Che classe. Money…trans
Il premier è un benefattore e Tarantini un povero in canna. Allora chi è il cattivone in questa storia? O la borsa o Lavitola
Esteri, speciale Libia, battaglia per Tripoli e per i soldi di Gheddafi. Gli scontri per il controllo della capitale libica sono ancora in corso. Sul live blog di Al Jazeera potete seguire gli ultimi aggiornamenti sui combattimenti che vedono impegnate le forze lealiste contro i ribelli del Consiglio nazionale di transizione (Cnt). Sul sito dell’emittente panaraba trovate anche una mappa interattiva che documenta l’evolversi della situazione di quella che è diventata una vera e propria guerriglia urbana con combattimenti casa per casa.
In ogni caso, anche se Gheddafi è ancora vivo e incita i suoi a reistere, la guerra appare quasi terminata e per la coalizione degli insorti è venuto il momento di battere cassa. Il leader della coalizione Mahmud Jibril ha iniziato un viaggio diplomatico in Europa per chiedere di sbloccare miliardi di dollari di asset libici attualmente congelati. Le garanzie? Una commissione per la formazione di una nuova Costituzione da sottoporre a referendum popolare. Non ci vuole però un genio per capire che la contropartita sarà ben più che una vaga “transizione democratica”, ma sarà fatta di contratti per lo sfruttamento di petrolio, gas e appalti per la ricostruzione, come è già stato ben spiegato su queste pagine.
Il viaggio di Jibril si svolge in contemporanea con una querelle all’interno del Consiglio di sicurezza dell’Onu che, questa settimana, dovrebbe votare una risoluzione per sbloccare 1,5 miliardi di dollari di asset libici attualmente congelati in banche Usa. Secondo quanto riportano alcuni analisti, l’intero ammontare del patrimonio del regime (e della famiglia) di Gheddafi ammonterebbe a 110 miliardi di dollari sparsi in banche di tutto il pianeta.
Cifre da capogiro, che fanno capire come il rais libico abbia potuto finanziare mercenari, acquistare armi e guadagnarsi appoggi internazionali presso quegli stessi paesi che ora gli muovono guerra finanziando i ribelli (e supportandoli con addestratori e forze speciali direttamente sul campo).
La prima mossa per dare ulteriore ossigeno ai ribelli passa comunque da un’eventuale risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu per sbloccare il miliardo e mezzo attualmente congelato dal Comitato per le sanzioni delle Nazioni Unite. Se l’Amministrazione Obama è da giorni impegnata a fare pressioni in questa direzione, un ostacolo è però rappresentato dal Sud Africa guidato dall’African National Congress (il partito un tempo guidato da Nelson Mandela).
In passato l’Anc sarebbe infatti stato finanziato dalla Libia. Parliamo dei tempi in cui il partito sudafricano era ancora un movimento di liberazione che si batteva contro l’Apartheid e Gheddafi amava presentarsi come il paladino dei popoli oppressi dell’Africa. Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e Gheddafi ha rivelato il suo vero volto, ma resta il fatto che l’Anc (oggi al Governo in Sud Africa) sembra non aver dimenticato i suoi debiti di riconoscenza e continua a votare contro la proposta di Washington di sbloccare il denaro libico custodito nelle banche Usa. Come riporta la Cnn, l’ambasciatore sudafricano Baso Sangqu ha dichiarato di approvare il decongelamento solo di una parte degli asset per fare fronte a esigenze umanitarie urgenti, ma che sarebbe prematuro per le Nazioni Unite riconoscere il Cnt come il legittimo governo della Libia, sbloccando in suo favore l’intera somma .
Di fatto, l’opposizione del Sud Africa è però destinata a creare solo un po’ di disturbo e a rallentare i lavori (la riunione del Consiglio di sicurezza tenutasi ieri non ha infatti approvato la proposta degli Stati Uniti), perché il paese africano non ha potere di veto in seno al Consiglio. L’Amministrazione Obama ha già fatto sapere che continuerà a fare pressioni e che, in ogni caso, troverà il modo per fare comunque avere il denaro ai ribelli libici.

Base militare di Santo Stefano nell’arcipelago de La Maddalena. Deposito giudiziario di Guardia del Moro. Fino allo scorso maggio vero e proprio arsenale composto da 30mila kalashnikov, 32 milioni di proiettili per i mitragliatori AK 47, 400 missili terra-aria filoguidati con annesse 50 postazioni di tiro, 5mila razzi katiuscia. Armi sparite tra il 18 e il 20 maggio scorsi. L’arsenale era stato rinvenuto nel 1994 come frutto del sequestro di una nave del milionario russo Alexander Zhukov.
Ma le indagini avviate dalla Procura di Tempio dopo la pubblicazione dell’inchiesta de La Nuova Sardegna non possono proseguire perché è arrivata la scure del Segreto di Stato.
Si smarca la Nato che fa sapere che la storia non li riguarda e che è la faccenda è prettamente italiana. Dunque, facciamo un passo indietro, diciamo un mese fa, quando La nuova Sardegna pubblica un articolo in merito sparizione delle armi da Guardia del Moro e trasportate su navi civili della Saremar e Tirrenia via Maddalena, Palau, Olbia, Civitavecchia. Da li in poi si perdono le tracce: dove sono state consegnate? E a chi?
Avanza la pazza idea che le armi siano state spedite in Cirenaica per aiutare i ribelli contro Gheddafi, vincere la guerra e salvare faccia davanti Nato, Onu e Europa. Ma il movimento è stato fatto su navi civili: si voleva meglio occultare il trasporto? O banali questioni di budget?
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C’è un piccolo mago (piccolo di statura) che aleggia lieve tra i banchi del Parlamento. E’ un abile trasformista, sa mutarsi repentinamente da dipietrista a berluscones. Ama gli alambicchi della medicina naturale e il14 dicembre ha fatto l’incantesimo per salvare il governo. Scilipotter
Il suo collega responsabile, Bruno Cesario, spiega a RadioRai: “Sono diventato parlamentare con il Pd grazie a Padre Pio”. Va bene i santi in paradiso, ma è difficile immaginare l’ex segretario Veltroni con le stimmate. Forse nel 2008 pesò in modo decisivo l’intercessione celeste di suor Binetti? Adesso, tuttavia, anche Cesario ha abbandonato San Walter ed è passato alla parrocchia di Fra’ Cicchitto. Chissà cosa ne penserà Padre Pio. Pietrelcinico
Politica e make-up. La Russa dice che le parlamentari del Pdl sono gnocche e quelle di sinistra sono racchie. E’ bello vedere che si valuta soprattutto la preparazione e la loquela. Il (Ci)cerone
Ci si chiede se Gheddafi sia vivo o morto. Forse il rais libico è sparito soltanto perché è ospite fisso de ‘L’Infedele’ su La 7. Gad-dafi