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Tutti gli articoli con tag gheddafi

Ore 12 - Nucleare, pochi a naso in su a scrutare la "nube". E il governo cerca altri limoni da spremere

pubblicato da Massimo Falcioni

altroPochi col naso in su, nel Belpaese, a scrutare la nube radioattiva in arrivo dal Sol Levante.

In Italia il premier ha altre gatte da pelare, dai processi al “rimpastino”, al fuoco sull’ex amico Gheddafi. E il ministro Carfagna s’arrabbatta fra master più o meno taroccati, mentre in Germania una laureata in fisica, il cancelliere Angel Merkel mette la parola fine alle centrali nucleari nel Paese locomotiva d’Europa.

Anche su questa vicenda, esplosa con la tragedia in Giappone, il Governo fa la sua “bella figurina” da … pirla: è l’ultimo esecutivo in Occidente a puntare nelle centrali nucleari, poi, vista la … gaffe (e i sondaggi…) allunga il brodo, con pause di riflessione, rinvii o moratorie, solo perché teme perdite di consenso elettorali.

Alla fine di queste giravolte, la conclusione è una sola: il governo non sa che pesci pigliare, di fatto l’Italia è senza una politica energetica.

Mettere insieme i dodici mesi di moratoria e i 24 mesi per l’elaborazione della strategia nucleare, ovvero a scadenza delle legislatura, dà la misura di quanto il nodo nucleare fosse diventata esplosivo per il Governo.

Adesso, ammettere che il rilancio nucleare italiano era già morto prima di nascere e dire “scusate” alla lobby che già si stava fregando le mani al pensiero di tutti quei miliardi di euro di soldi pubblici necessari al programma nucleare spiazza le cricche amiche di chi conta e decide.

E’ in questa ottica che vanno lette le dichiarazioni di chi si attarda ancora nel dire che ci sono decisioni da ponderare e non da assumere sull’onda dell’emotività. Ma, anche se si chiude l’affaire del nucleare, c’è sempre un nuovo limone da spremere.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

E’ morta Liz Taylor, la più famosa Cleopatra della storia del cinema. E se ne va un autentico mito in celluloide. Berlusconi ai suoi: “Sono addolorato per lei quasi come per Gheddafi”. Cleopapi

Il premier da tempo denuncia la miscela letale. Fini amico intimo dei giudici e, al tempo stesso, sigillato sullo scranno più alto di Montecitorio. Sara-toga

Il capo del governo fa il blitz e “impone” al recalcitrante Napolitano il ministro-indagato Saverio Romano. Così spera di placare almeno per un po’ gli appetiti dei Responsabili. Di certo non basterà, ma il Cav prende tempo. Tutto Grassano che cola

Ma questi Responsabili sono solo opportunisti o hanno dentro, nell’anima, il sacro fuoco delle istituzioni? Vogliono strapuntini o vivono come un imperativo morale la necessità di far sopravvivere la legislatura? Che fortuna, però, poter entrare nel governo che nei prossimi due anni cambierà l’Italia con riforme “epocali”. (Pio)nati con la camicia

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: cacasotto. Voto 4. Il Premier è “dispiaciuto per Gheddafi” e minaccia Sarkozy: “O il comando va alla Nato o ritiro le basi”. Il “Ghe pensi mi” non conta nulla, cerca l’amico Putin e alza la voce, convinto di essere nel bunga bunga di Arcore. Ri-di-co-lo.

Umberto Bossi: cacasenno. Voto 4. Sulla Libia il “comandante in campo” del Carroccio fa il saltimbanco e tira la corda pro domo sua. Il Governo chiede chiarezza agli altri quando è nel caos interno. B&B, il gatto e la volpe. Celodurismo da osteria. Caz-za-ro.

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Sarkozy è partito in quarta a bombardare e il suo amore Carlà gli ha chiesto di curare l’aspetto umanitario della missione: “Perché non lanciamo brioches ai ribelli?”. I Sarkottini alla ciliegia

L’Italia ora chiede di diluire l’impeto francese in un comando Nato. Ma intanto il Cav si dice dispiaciuto per Gheddafi e fa capire che non avrebbe mai voluto sparare al suo vecchio amicone. CosterNato

Il ministro dell’Ambiente tedesco, Norbert Roettgen, si prepara a tirar fuori la Germania dal nucleare. Se la quarta potenza economica del mondo pensa di poter fare a meno dell’atomo, perché noi ci incaponiamo a dire che bisogna andare avanti (pur con una pausa di riflessione)? Ministro Prestigiacomo, qual è la differenza tra lei e il suo omologo Roettgen? Ci avete Roett le p…

Esilarante gaffe di La Russa che a Porta a porta chiama più volte “generale Loacker” l’ammiraglio americano Samuel Locklear che coordina la missione dalla nave Mount Whitney. Loacker?? Loacker??? Ma mica su Gheddafi stiamo lanciando praline o cioccolata. E anche l’opposizione se ne sta rendendo conto. Wafer Veltroni

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Libia, Bossi e la sinistra uniti nella "vergogna". Italia in guerra senza maggioranza di governo.

pubblicato da Massimo Falcioni

Dopo il placet dell’Onu (risoluzione 1973), è in pieno sviluppo l’attacco armato alla Libia di Gheddafi con la missione “Odissea all’alba” firmata in primis da Usa, Francia, Gran Bretagna, cui, oltre agli interessi umanitari, fa gola il business del petrolio e del gas del rais.

Nell’operazione anti rais, c’è anche l’Italia, pur non essendo del tutto chiari i contorni militari e politici. Ai bagliori delle prime bombe su Tripoli, come lumaconi dopo la grandinata, tornano in piazza le anime belle del “pacifismo pacifondaio” e i leghisti gettano la maschera, pronti a strumentalizzare la vicenda per fini elettoralistici.

La saggezza e il realismo del presidente Napolitano (“Oggi servire la pace significa trovare il modo di andare incontro alle popolazioni perseguitate non rimanendo indifferenti alle sofferenze e alle repessioni”) non interessano né i pacifisti a corrente alternata e né i leghisti, chiusi nella propria ottusità localistica.

A dire il vero, nel coro nazionale dei “distinguo” c’è gran ressa, con in campo tutta la sinistra “dura e pura”: si va da Vendola di Sel, alla Camusso della Cgil, dai quotidiani Il Fatto a Liberazione, tutti comunisti, vetero o post, che tornano alla loro frase preferita: “ma anche”.

La sinistra Made in Italy torna cioè a ciurlare nel manico e a imbrogliare le carte, fregandosene del “compagno” Gheddafi e delle sue repressioni, interessandosi invece solo e sempre di ricaricare la pistola ad acqua dell’antiberlusconismo.

Che si doveva fare di fronte al genocidio in corso d’opera di Gheddafi contro il popolo libico? Chi fermava i miliziani del rais già dentro Bengasi e pronti a fare “piazza pulita” dei “rivoltosi”? I bla bla della sinistra dimostrano la sua pochezza politica e la sua inconsistenza elettorale.

Tornando a Bossi, stavolta il Senatur si è superato: “La sinistra vuole l’intervento per far arrivare immigrati in Italia e averne il voto. Con i bombardamenti verranno qui milioni di immigrati”. Dalla tragedia alla farsa.

Il dato politico interno è che la maggioranza, su un nodo cruciale come la politica internazionale e con l’Italia “dentro” la guerra, non c’è più. Berlusconi si arrampica sugli specchi, Bossi si smarca, il Paese è senza guida. Mentre i nostri elicotteri e i nostri caccia armati di misiili e bombe, sono con i motori accesi..

Libia: è guerra! Sarkozy dà il via libera all’attacco. Caccia francesi già a Bengasi

pubblicato da Massimo Falcioni

Sarkozy annuncia: “Via libera all’attacco!”. I caccia francesi sono sulla Libia, navi americane sono in azione e nelle basi siciliane sono già schierati i Tornado italiani e aerei danesi.

Il vertice a Parigi di Ue, Usa e Paesi arabi ha accolto l’invito della risoluzione dell’Onu. Pochi minuti dopo, poco prima delle 16, Sarkozy ha detto che: “Gli aerei francesi stanno impedendo gli attacchi delle truppe di Gheddafi contro Bengasi”.

Gheddafi ha risposto minacciando tutti, Gran Bretagna e Francia per primi: “Vi pentirete!”. E’ guerra!

Libia, Gheddafi, Occidente: i risultati del sondaggio e l'imminente attacco

pubblicato da davide f.


Dopo settimane di stallo - un tempo che nel caso libico è sembrato tendente all’infinito - il Consiglio di sicurezza delle nazioni unite ha approvato una risoluzione che va oltre la fly zone, e prevede “tutte le misure necessarie per proteggere i civili”. Decisione spinta da Francia Inghilterra e Stati Uniti, che non ha riscosso particolare entusiasmo nel governo cinese che ha espresso “serie riserve” sull’uso della forza. Anche la Turchia si è opposta, la Russia non ci pensa proprio a inviare truppe e l’India - dato interessante - ha dichiarato di “ritenere che non debba esserci alcuna interferenza sugli affari interni libici della Libia”.

Il dado però sembra essere tratto, anche perché Gheddafi spinge e annuncia tramite tv che non avrà nessuna pietà “per i ratti di Bengasi”, una dichiarazione che lascia pochi dubbi alle sue reali intenzioni. In queste ore il rais e le sue truppe stanno bombardando Misurata. L’Italia metterà a disposizione le basi, il Canada invierà sei caccia.

L’Italia dunque rimane cauta, le probabili conseguenze saranno calcolabili solo a battaglia conclusa: a Bengasi i ribelli festeggiano, probabile Francia e Inghilterra faranno altrettanto al termine quando diventeranno partner privilegiati della Libia al posto dell’Italia. Il nostro sondaggio di 48 ore fa aveva parlato chiaro: anche i nostri lettori si schieravano in grande maggioranza per l’intervento armato. Dopo il salto i risultati.

Fonte|Bbc

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Tremonti va ad Annozero e si capisce che saprebbe fare una lezione universitaria. I suoi disegni, però, fanno veramente schifo. D’altronde il premier non lo ha chiamato per farsi fare un ritratto. Il Verme-er solitario

La vistosa medicazione del Cav impietosirà la procura di Milano? Sembra impossibile. La Boccassini persegue sempre i reati e non guarda in faccia (incerottata) nessuno. La benda bassotti

Il caro-petrolio rischia di ammazzare il barlume di ripresa economica. E l’Europa, sotto sotto, sarebbe disposta a concedere un salvacondotto a Gheddafi pur di vedere la crisi libica presto risolta. E-greggio Rais

Intanto la produzione italiana di oro nero in loco si è ridotta a un terzo. Spezzeremo le r-Eni al nemico

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giulio Tremonti: smascherato. Voto 4. Il ministro dell’Economia resta “sereno” di fronte all’allarme di Bankitalia: “Boom di fallimenti, 11.000 nel 2010, + 20%”. Il Governo del fare.

Umberto Bossi: mascherato. Voto 3. Il Senatur risponde alle accusa del rais libico: «Chiedere aiuto a Gheddafi per la secessione? Abbiamo tanti uomini e le armi le facciamo noi». Lega di cappa e spada.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il governo si prepara a varare la grande riforma della giustizia e l’Anm alza le barricate. Gli uomini del Cav stavolta sono pronti a tutto e la magistratura trema. Paniz per i suoi denti

La gente in Libia continua a venire massacrata. Gheddafi minaccia tutti e la Comunità internazionale non è nemmeno in grado di riconoscere ufficialmente gli insorti. Rischio di una nuova Somalia? Se il buongiorno si vede dal martirio

Gli Usa invece temono “un nuovo Afghanistan” nel Mediterraneo. Ma questa volta ci sono Maroni e la Lega a intervenire e ci salveranno loro. Celoduring Freedom

Il figlio della Moratti si fa il loft in stile Batman e la mammina chiosa sdegnata: “Rivendico la massima trasparenza anche e soprattutto su questa vicenda”. Si prendono Joker di noi

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