A dir poco, la frase di Giulio Tremonti: “Io non rubo perché non ne ho bisogno” è alquanto ambigua, contraddittoria e lascia aperti molti interrogativi. Più che una difesa, sembra una stupidaggine. Tant’è che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè ne approfitta per lanciare sul proprio blog una frecciata avvelenata.
Scrive il leader di “Forza sud”: “Il messaggio (di Tremonti ndr) che ne viene fuori e’ devastante, e’ contrario non solo a ogni logica, ma anche a tutte le regole dell’etica e del senso civico”. E insiste: “Tremonti non solo offende l’intelligenza degli italiani, ai quali dovrebbe, invece, spiegare i motivi veri della sua assunta estraneità, ma lascia anche trasparire l’idea, distorta e molto contorta, che a rubare possano essere solo quelli che non guadagnano 10 milioni l’anno: suona più come una specie di ‘giustificazione di classe’, come un’aprioristica assoluzione etica per i ricchi e di condanna per chi ricco non lo è”. Poichè “non si ruba perchè rubare e contro la legge e non perchè non se ne abbia bisogno…”.
Conclude Miccichè: “Tremonti ha fatto una stupidata, forse e’ vero. Ma aggiungere altre stupidate mi sembra uno stolto perseverare”. Ed allora: “se ne è in grado, chiarisca bene -cioè senza enunciazioni assurde e strani postulati di principio- tutti i contorni di questa vicenda, altrimenti quelle ombre non si dissiperanno e magari qualcuno un giorno potrà dire: ‘Quando incontri un ministro ricco del Nord non sai bene se è un ministro o un delinquente…’”.
Tutta farina del suo sacco o una bomba ad orologeria dietro suggerimento del … Cav?
Il popolo della Lega vuole una resurrezione del Carroccio. Basta con Berlusconi, bisogna ricominciare da Pontida, dall’ampolla del Po e dalle radici padane. E io rinascerò celto a primavera
Ferrara invoca il Cav: “Silvio, non ti ingessare”. Cosa farebbe l’Elefantino senza di lui? Gesso di esistere
Il Pdl perde una delle sue ‘barbie’. Se ne va infatti Micaela Biancofiore. E sta per dire addio anche il suo possibile partner politico. Gianfranco Micci-Ken
Battisti esce di galera: fa marameo all’Italia e ora lo attende una vita da scrittore a Rio de Janeiro. Beato lui. Saluto e (Corco)vado

Il Partito del Sud non è più una minaccia che Raffaele Lombardo e Gianfranco Miccichè usavano per “impaurire” il Pdl in merito alla composizione e alle politiche del governo regionale in Sicilia. In una conferenza stampa, tenuti sabato, si sono poste le fondamenta per questo nuovo progetto: il sottosegretario e fondatore dello “scissionista” Pdl Sicilia è addirittura pronto a lasciare la casa madre.
Al di là dello sviluppo di questo nuovo partito (che secondo i fondatori potrebbe mirare al 40% nell’isola) sarà interessante vedere cosa succederà agli equilibri, già piuttosto instabili, nell’assemblea regionale siciliana. Come tutti sanno Lombardo ha perso nel tempo l’appoggio di Udc e Pdl (la componente legata ad Alfano e Schifani) e si trova in una situazione quasi di immobilismo, con un nuovo esecutivo sostenuto da Mpa e Pdl Sicilia e appoggiato esternamente in maniera piuttosto ambigua dal Pd.
Ed è proprio il Pd a vedere di buon occhio il Partito del Sud, forse immaginando di poter, tramite loro, recuperare consenso in una regione da anni molto legata al centrodestra. In molti incominciano già a parlare di alleanza, come il duo Lumia-Cracolici
Guardiamo con molto interesse a quanto sta avvenendo dall’altra parte, cioè al Partito del Sud, chiaramente non ci sogniamo nemmeno di lasciare il Pd, ma è chiaro che sulle alleanze siamo disponibili a confrontarci
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Di Gaspare Spatuzza si è parlato molto negli ultimi giorni. Sia a destra che a sinistra. Ognuno ha cercato di sfruttare a proprio modo le dichiarazioni di un pentito il cui racconto, semmai fosse confermato, è talmente lontano nel tempo da risultare astratto.
Tanto quanto le accuse che ha espresso il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè. Secondo l’esponente politico Gaspare Spatuzza sarebbe stato pagato dagli stessi magistrati per rilasciare le dichiarazioni che tanto fanno discutere.
“Non penso – ha dichiarato Gianfranco Miccichè - che la mafia voglia far cadere il governo. Però non mi sento di escludere che Spatuzza voglia rifarsi un’immagine, non più killer, bensì salvatore della patria. E non escludo che sia pagato, magari da magistrati, o da terzi”.
Continua a leggere: Gianfranco Miccichè: “Gaspare Spatuzza è stato pagato dai magistrati”
Quel vecchio bolscevico ‘mangiabambini’ di Bersani non si fa intenerire dall’addio del frignante Cicciobello Rutelli: “Sono troppo sicuro del mio progetto per preoccuparmi”. Della serie: fai un po’ come cavolo ti pare. Non ci Sta(lin)
L’ex presidente della Margherita, intanto, ha mollato gli ormeggi e ha deciso di lasciare il Pd, che secondo lui va verso la ‘Cosa 3′. Molti dei suoi fedelissimi, però, hanno scelto (almeno per adesso) di non seguirlo verso la ‘cosetta bianca’ (copyright: il Giornale). Tutto cosa e chiesa
Anche Suor Binetti ha precisato che al momento vuole rimanere nel partito: “Posso ancora redimere Bersani. L’importante è che lui inizi a pregare. Poi gli insegnerò a recitare il rosario. Ci sto provando anche con Marrazzo”. Transcendenza
In Sicilia Miccichè e compagni hanno rotto gli indugi (oltre a rompere qualcos’altro a Berlusconi) e hanno fondato il Pdl Sicilia. Alfano e Schifani masticano amaro. Il governatore Lombardo se la ride. All’Assemblea regionale siciliana traslocano 15 deputati su 34 del centrodestra e lo scenario cambia in modo deciso. Da Roma si tenta di minimizzare. Miccichi???

Ne son passati di anni dalla Prima Repubblica, con tutto il suo contorno di voti di scambio, casse del mezzogiorno e finte carità fatte passare sotto il pomposo nome di questione meridionale. Elargizioni finte, in quanto mai utilizzate per migliorare infrastrutture e condizioni degli abitanti, ma esclusivamente per ingrassare politici locali e appaltatori collusi.
Sentivamo davvero la mancanza di questi sperperi conditi a giochini di potere, e allora è spuntato fuori un semi-oscuro (ma in realtà ben noto) deputato del Pdl ad ovviare a questo bisogno. Si tratta di Gianfranco Miccichè, ex-uomo di punta di Publitalia e poi di Forza Italia, e attualmente sottosegretario di stato con delega al Cipe.
Il nostro Miccichè, in un ben collaudato asse con il turbolento governatore di Sicilia Raffaele Lombardo, sta usando il grimaldello ricattatorio della fondazione di un non meglio identificato Partito del Sud, per bussare a soldi (ma guarda un po’) non tanto per il meridione in generale, ma specificamente per la regione siciliana (qui il post di Marco che riassume le origini della vicenda).
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