Il premier Silvio Berlusconi, padre/padrone del Pdl, può certo permettersi anche di fare il “maestro” e impartire lezioni da consulente ai suoi deputati.
Così oggi al gruppo parlamentare Pdl alla Camera, dopo aver ripetuto la solita filastrocca sugli attacchi subiti dai soliti noti, dopo aver annunciato che cambierà nome al Pdl (“Non comunica niente, non emoziona, non commuove”), dopo aver elogiato Beppe Grillo (“che toglie voti al PD”), si è prodotto in una lezione sulla comunicazione politica, consigliando ai suoi alcune regole per chi va ospite nei talk show.
In particolare, il premier ha esortato ad evitare di dare del tu all’avversario in video, “perchè la troppa confidenza potrebbe dar luogo all’effetto teatrino”. Ha poi invitato i suoi ad usare il linguaggio del corpo per contraddire l’avversario, per esempio scuotendo la testa. Il presidente del Consiglio ha anche elogiato la partecipazione di una sua parlamentare all’Ultima parola di Gianluigi Paragone: “E’ stata bravissima, ma non scuoteva abbastanza la testa e quando parlava l’opposizione prestava troppa attenzione”.
Infine, un pizzico di autocritica finale: “Anche io so di aver mancato nella comunicazione negli ultimi tempi, ma è difficile parlare andando in certe trasmissioni che voi sapete”.
Ecco, così il capo del governo e i deputati del Pdl sono impegnati sulle … riforme.
Nel pomeriggio di oggi PolisBlog sarà presente al backstage de L’Ultima Parola, il programma di approfondimento politico di Gianluigi Paragone in onda ogni venerdì 25 febbraio alle ore 23,30 su Raidue. Il backstage si svolgerà dalle ore 16,15 alle ore 17 e lo trovate qui e qui. Nei giorni successivi verrà poi riportato sul canale YouTube del programma. Oggi con il titolo SABBIE MOBILI si parlerà di rivolta in Libia, situazione in Nordafrica, immigrazione, islam, risvolti per l’Italia. A rappresentare PolisBlog oggi ci sarà Massimo Falcioni. Sarà possibile interagire tramite la pagina Facebookdell’Ultima parola e twitter.
Seguiteci numerosi.
Il Carroccio ormai va più di moda delle microcar a Roma (chi fa più danni?) e il pitbull del Cav, Giorgio Stracquadanio, accarezza l’idea di una federazione tra i due alleati di maggioranza. Lega-ti a filo doppio
C’è ancora chi disprezza i ‘lumbard’ con supponenza snobistica e chi ne esalta il senso civico di comunità o li paragona addirittura ai Conservatori inglesi. Prendi i Tories per le corna
Quella da Gianluigi Paragone è stata una serata disgraziata per il Pdl: una lite furiosa tra le due anime del partito che plasticamente rappresentava la frattura tra i due co-fondatori. Una serata televisiva assolutamente nefasta. Notte da…Lupi
Bocchino, Urso, la Santanchè e, appunto, il buon Lupi se ne sono detti di tutti i colori. L’ex pupillo di Tatarella si è fatto scappare anche una verità storica sulle proverbiali capacità spartitorie del gruppo politico-culturale da cui proviene il vicepresidente della Camera. Cl, Comunione e lottizzazione

All’indomani della defenestrazione di Francesca Senette (ex Tg4 nonché presentatrice di RaiDue a cui l’attuale direttore di rete tolse un programma che venne poi affidato a Lorena Bianchetti) nei corridoi televisivi di Milano una voce era più insistente di altre.
Quanto successo alla giornalista è spiacevole ma capita se alle tue spalle hai un protettore che poi ad un certo punto viene meno. Francesca Senette arrivò in RAI su invito di Antonio Marano, in quota Lega Nord, che durante la sue direzione investì anche su Gianluigi Paragone (ancora in onda) e Daria Bignardi (in onda con qualche problema).
La storia di Francesca Senette, felicemente sposata, assomiglia a molte altre. Alcune delle quali molto più brutte. Secondo quanto pubblicato da Repubblica, e ripreso da Dagospia, Eleonora Daniele (volto di RaiUno nonché ex concorrente del Grande Fratello) avrebbe avuto una liaison con l’allora Ministro dell’Agricoltura Gianni Alemmano.

Il nuovo programma di Gianluigi Paragone, L’ultima parola, ha dunque totalizzato uno share inferiore al 6%. Onestamente non ci pare un gran risultato, ma alla fine il punto non è questo. La questione semmai è che tutti i programmi di politica in seconda serata fanno sempre, inevitabilmente flop. Con l’eccezione di qualche Speciale Porta a Porta, trasmissione che tuttavia fa storia a sè visto che si occupa di politica solo in occasioni “da audience”.
E allora, se davvero il programma di Paragone rientra nella sbandierata ottica di creare un contraltare ad Annozero e Ballarò, che senso ha la sua collocazione? È possibile che quello stesso centro-destra il cui leader si picca di essere un esperto di comunicazione non sia capace di imporre una trasmissione in prima serata?
I casi sono due. O il dio denaro ha il sopravvento su tutti e si evita la prima serata nel terrore di non fare ascolti; oppure non gliene frega niente a nessuno, e la campagna battente contro i programma “di sinistra” non è altro che fumo negli occhi dell’elettorato, tanto per fare vacuo esercizio di indignazione.
Continua a leggere: Il flop annunciato di Paragone e la triste politica della seconda serata

Come preannunciato ieri da Marco, questa sera prenderà il via la nuova trasmissione di approfondimento politico di Gianluigi Paragone, già direttore della Padania e conduttore di Malpensa, Italia.
Ogni settimana inchieste, servizi filmati, interviste e ospiti in studio per approfondire quanto accade nel nostro Paese, in un racconto che fornisce spunti di riflessione e qualche risposta. Ad aprire ogni “capitolo” di questo racconto - su una passerella formata da 12 schermi al plasma - sarà Gianluigi Paragone con un editoriale nel quale propone la propria chiave di lettura del tema del giorno, seguito poi dal dibattito in studio e dalle testimonianze di ospiti e protagonisti.
Molto particolare anche il metodo del programma, i cui ospiti sono ancora in via di definizione, con una sorta di “schermo magico” in touchscreen per visualizzare filmati e servizi, e alla fine di ogni puntata la hit parade con il meglio e il peggio della settimana televisiva e della carta stampata, sempre commentata (di qui “L’ultima parola”) da Paragone.
Appuntamento alle ore 23,45 su Raidue.
Se avete assistito con orrore alla minzolinata del direttore del Tg1 sappiate che il peggio deve ancora arrivare, con il meglio (diciamo così) dell’intellighenzia televisiva della destra più retriva che scalpita a bordo campo per poter entrare a gamba tesa nel palinsesto Rai.
Come già annunciato da Tvblog, dal 15 gennaio Gianluigi Paragone, già direttore de La Padania, attuale co-direttore di Libero, condurrà su Rai 2 L’ultima parola, un programma di approfondimento che già dall’infelice titolo spiega bene quale sia l’approccio di questi personaggi alla dialettica politica. La prima puntata sarà casualmente dedicata all’attacco della magistratura e alla malagiustizia, come ci annuncia gongolante Il Giornale.
Paragone non sarà solo, potrà contare su Maurizio Belpietro, direttore di Libero, che sempre su Rai 2, dalla seconda settimana di gennaio, avrà un suo spazio per arrivare ai telespettatori che si perdono i predicozzi filogovernativi del Minzolini. (In compenso Canale 5 potrebbe tornare a offrire asilo a Enrico Mentana, che dopo un anno di assenza da Mediaset sembra possibilista su un rientro nella sua tv).
Due giornalisti così pesantemente targati e schierati imposti a Rai 2 fanno davvero effetto: provate a immaginare cosa sarebbe successo se Prodi avesse affidato due programmi di approfondimento al direttore e al vice direttore dell’Unità…
Da stasera il panorama politico italiano si arricchisce di una nuova trasmissione televisiva, condotta dall’ex-direttore de La Padania e attuale vicedirettore di Libero Gianluigi Paragone. Ogni martedì sera alle 23,40 circa, per sette puntate, Paragone si propone di dare voce alle opinioni di politici, imprenditori e giornalisti sui problemi di maggiore attualità, in un’ottica per così dire settentrionale.
Questo il senso del titolo. Citando gli autori: “Malpensa, Italia non è una trasmissione dedicata all’aeroporto, ad Alitalia o ai trasporti. No, Malpensa è solo l’ultimo esempio dello scontro tra Roma e Milano”. In pratica si cercherà di analizzare la situazione del paese privilegiando il punto di vista del “nord”, in un programma fondamentalmente strutturato in tre parti.
Ad aprire ogni puntata, “L’editoriale” di Gianluigi Paragone, una sorta di “dichiarazione di intenti”, il pensiero del conduttore sull’argomento della serata. Poi, “L’intervista al check-in” un faccia a faccia tra il conduttore e uno degli ospiti. Dalle sue risposte comincerà il confronto in studio, stimolato da inchieste e altri contributi. Nel finale, ancora uno spazio per il conduttore, “Senza diritto di replica”, nel quale Paragone fa il punto sulla serata, riassumendone – dal proprio punto di vista - temi e conclusioni.