Chi ci capisce è bravo, in questa politica tutta intenta allo “scaricabarile”. La sceneggiata (e la colpevole inattitudine) del sindaco di Roma Gianni Alemanno è nota, superandosi negativamente nell’emergenza neve di questi giorni.
Ma c’è di più. Prendete il Pd: oggi ha chiesto al governo di riferire alla Camera sul “disastro” provocato dal maltempo. Ha denunciato il vicepresidente dei deputati: “Interi comuni senza luce e gas; treni bloccati per ore e passeggeri al freddo e senza informazione; una grande città, capitale del Paese, letteralmente in ginocchio; autostrade e raccordi sommersi da neve e ghiaccio con automobilisti abbandonati a loro stessi. Troppe cose non hanno funzionato e non è il momento di aprire inutili commissioni d’inchiesta nell’impossibile tentativo di salvare quel sindaco o accusare prefetti e Protezione civile”. “Chiediamo immediatamente al Governo di venire nell’aula di Montecitorio a riferire di quanto è successo, ben consci che niente potrà ripagare i cittadini italiani dei disagi subiti, ma nella speranza che il disastro di questi giorni non torni a ripetersi”, ha concluso l’esponente Pd. Bene.
Ma il Partito democratico non è nella maggioranza di questo governo? E, a parte Roma, non è il partito che governa decine e centinaia di comuni in affanno in queste ore sotto la nave? All’epoca del vecchio Pci, non certo avaro in interpellanze e proteste varie, in tempi di emergenza (neve, alluvioni, terremoti) i dirigenti del partito e i suoi esponenti istituzionali erano in prima file, con il badile in mano …
Roma si blocca per un po’ di neve e Alemanno non pensa a nulla di meglio che invitare i cittadini ad armarsi di pala. Un vero fenomeno…sarebbe perfetto come sindaco di Mosca. Pala al piede
Macché. A Mosca gli avrebbero fatto fare una bruttissima fine. Dasvid-anal
Scenderà presto il gelo tra governo e sindacati sull’articolo 18 e lo Statuto dei lavoratori? Intanto gli italiani sono ancora alle prese con il freddo e l’emergenza maltempo. Starnuto dei lavoratori
Certo, va detto che su alcuni fronti di riforma anche il governo iper-decisionista dei tecnici si è un po’ arenato. Ma i cittadini sembrano in qualche modo accontentarsi nel nome dell’emergenza. Questo è ciò che Passera il convento

Gianni Alemanno tuona contro la Protezione civile: «Ci avevano detto 35 mm di neve». E il sindaco di una Roma innevata chiede una commissione d’inchiesta.
Ma qualcosa non torna. Sia chiaro: se c’è da rilevare le responsabilità del Dipartimento, qui non ci si tira di certo indietro. Ma è possibile, ci chiediamo, che sia stato commesso un errore così marchiano?
Purtroppo per Alemanno, pare proprio di no. Anzi, l’errore arriva, se mai, dal suo staff. Ecco quel che scrive la Protezione civile:
«aspettando il lavoro della Commissione d’inchiesta auspicata dal sindaco Alemanno, date le informazioni scorrette che stanno circolando, [il Dipartimento] ritiene necessario puntualizzare alcuni aspetti. I 35 mm di cui parla il sindaco sono contenuti nelle previsioni giornaliere che il Centro Funzionale Centrale del Dipartimento ha inviato nei giorni scorsi al Centro Funzionale della Regione Lazio, dove, crediamo, lavorino tecnici ed esperti capaci di leggere tali dati»
Infatti, quando in meteorologia si comunicano i dati delle precipitazioni (per scoprirlo è sufficiente leggere la voce pluviometro su Wikipedia, anche se si presuppone che i tecnici specializzati lo sappiano senza nemmeno bisogno di un solo click online), si comunicano in equivalente d’acqua. E l’equivalente d’acqua è, esattamente, un decimo della densità nevosa. Quindi, continua il comunicato del Dipartimento di Protezione Civile:
«I 15-35 mm sono riferiti a cumulate di precipitazione di acqua equivalente: i tecnici, che leggono le previsioni e le traducono in informazioni intelligibili per tutti, sanno bene che 1 mm di acqua corrisponde a circa 1 cm di neve. Quindi, i 15-35 mm, se riferiti a neve, si trasformano in centimetri».
Alemanno tuona, ma su di lui, a quanto pare, piove una grossa figuraccia.
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Angelino Alfano: mascherato. Voto 4- In un colloquio con Angela Merkel Alfano ha promesso che il “nuovo” Pdl sceglierà il candidato premier alle prossime elezioni con le primarie. Cav permettendo.
Gianni Alemanno: smascherato. Voto 4- Sparatoria a Roma: 64enne ucciso davanti al garage. Il 38° omicidio nella capitale dal 2011. E le “squadracce nere” scorrazzano impunite. C’era una volta in Italia.
Ancora morti ammazzati a Roma. L’opposizione ad Alemanno paragona la Capitale alla Chicago degli anni ’20, ma il sindaco snobba le critiche: “Speculazioni”. Lui Chicaga sopra
Italia in tilt per i blocchi al traffico. Ma ora arriva il pugno duro del ministro dell’Interno. La trattativa sarà lunga e difficile. Tir e molla
Ecco al “lenzuolata” liberalizzatrice di Monti. Il Cav ha un ottimo rapporto con le lenzuola, tuttavia le reazioni migliori sono arrivate da Terzo polo e Pd. Il copriLetta
Il premier sulle liberalizzazioni: “Andiamo avanti, c’è vera roba”. E da Bruxelles si plaude. W l’Euroba
Gianni Alemanno: contrordine. Voto 7+ Il sindaco fa rimuovere da Piazza Venezia l’albero di Natale “anomalo”: un cono obbrobrioso di 10 metri con chioma e tronco artificiali e una fascia tricolore. La protesta popolare paga.
Pier Luigi Bersani: dietrofront. Voto 7+ Il leader del Pd “saluta” l’ex Pm, a testa bassa contro Monti: “Da Di Pietro sono giunte affermazioni che non condivido, così andrà per la sua strada”. Meglio soli che male accompagnati.
Gianni Alemanno: gerarchetto. Voto 4- Gli studenti in piazza a Roma contro il divieto di cortei del sindaco dopo il 15 ottobre. La polizia carica. Cinque attivisti del Pd aggrediti da estremisti di destra. Caput mundi o centro della violenza?
Francesco Storace: camerata. Voto 3- Il segretario della Destra getta la maschera: “Quei deputati che cambiano partito mentre Berlusconi è a Cannes per l’Italia, meriterebbero di essere fucilati alla schiena”. A quando il Tribunale speciale?
Che siano amici c’è da dubitarne. Che poi siano anche sinceri nessuno lo crede. Ma Claudio Scajola, il “frondista” di comodo, ha commentato così l’incontro del pomeriggio con Silvio Berlusconi: “Una chiacchierata sincera tra amici”.
Alle ripetute domande su quale fosse stato l’esito dell’incontro, l’ex ministro si è limitato a ripetere più volte: “Una chiacchierata sincera tra amici”. All’incontro hanno preso parte anche il segretario del Pdl Angelino Alfano e il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta. Berlusconi e Letta hanno anche loro lasciato palazzo Grazioli diretti al Quirinale per il giuramento di Sergio Mattarella come giudice costituzionale.
Intanto il sindaco di Roma Gianni Alemanno, smentisce e contesta, a parole, l’etichetta di «frondista»: “Non c’è nessuna riunione di frondisti e io non ho nessuna intenzione di fare il frondista. Mi incontrerò con una serie di persone, come Claudio Scajola, ma sarà un confronto politico di cui ho già parlato con il segretario Alfano nella giornata di ieri: non c’è un incontro tra frondisti, ma tra esponenti politici che hanno a cuore il Pdl e il centrodestra e che su questo si confronteranno oggi”. Il sindaco di Roma ha confermato che nel pomeriggio parteciperà a un incontro con l’ex ministro Claudio Scajola e altri esponenti del Pdl.
E il “burbero” Beppe Pisanu, il più frondista dei frondisti, che dice?
Il governo è più unito che mai, procede senza esitazioni, difenderà il Paese dalla speculazione finanziaria e dalla crisi. Se credete che anche solo una delle frasi precedenti sia vera, dovete smettere di guardare il Tg1. Anche perchè potreste trovare, su internet e sui giornali, notizie interessanti. Ad esempio, qualche giorno fa Gianni Alemanno ha attaccato un certo consigliere regionale:
“«Dobbiamo dire con chiarezza: mai più Minetti nei consigli regionali perché in questo modo offendiamo il Pdl e Silvio Berlusconi»”
Se anche nel Pdl si inizia a criticare il Capo, allora è tutto finito. E non bastano le parole di Mario Mantovani per ristabilire l’ordine e la verità:
“«Alemanno, nel listino della Regione Lazio, ha messo sua moglie, Isabella Rauti. Per cui stia zitto» […] «La Minetti fa bene alla Lombardia ed è una consigliera di tutto rispetto: è laureata con il massimo presso l’ Università di Milano ed è stata scelta in Regione per le sue competenze nelle professioni della sanità. La maglietta ([…], con scritto «senza t-shirt sono ancora meglio» ndr ) forse era inopportuna»”
Ecco, è stata scelta per le sue competenze. Tra tutte le laureate, proprio lei. Guarda alle volte il caso. Poi, certo, forse ha tenuto dei comportamenti inopportuni. No, non le feste: parliamo della maglietta. Ecco il vero problema, senza quella maglietta la carriera politica di Nicole Minetti sarebbe stata ancora più rapida e gloriosa. Quella guastafeste di Isabella Rauti ha rincarato la dose, affermando che
“«Non è una questione personale. Mai più Minetti detto da Alemanno voleva dire mai più liste bloccate e candidati dall’alto. Abbiamo posto un problema, quello di rivedere il sistema elettorale. Vorremmo reintrodurre il sistema delle preferenze e di una selezione dei candidati». Una sola battuta poi sul nuovo tatuaggio della Minetti con la scritta ‘Kyrie Eleison’ (’Signore, pieta”, ndr): «Non commento - ha detto la Rauti - Io sono cattolica praticante, non faccio tatuaggi. Porto il rosario al dito, tutto qui.»”
Mai più candidati dall’alto? Ma siam pazzi, direbbe Bersani? Certo, scoprire solo oggi, come fanno Alemanno e la Rauti, che il Pdl è un partito senza democrazia interna in cui comanda il Capo (e magari i vari capetti locali) significa essere un po’ lenti di riflessi. Oppure, molto più concretamente, è uno dei tanti elementi che segnalano come, all’interno del Pdl, sia in corso una guerra per bande che non risparmia nessuno. Il governo potrà anche salvare il Ministro Romano, ma negare che l’esecutivo sia dilaniato da scontri tra Pdl e Lega e tra le varie “anime” del Pdl non è più possibile. Il governo forse non cadrà oggi, e neanche domani, ma se continua a tirare a campare piuttosto che tirare le cuoia le conseguenze per il Paese saranno disastrose.
Giulio Tremonti: commissariato. Voto 4-. Il super ministro è in caduta libera e il premier lo mette da parte: “Prendo io in mano la situazione”. Replica Tremonti: “Suicidio politico!”. Giulio, super furbo pronto per il ribaltone anti Cav.?
Gianni Alemanno: scaricato. Voto 4-. La Lega non dimentica e non perdona: “Alemanno si occupa di tutto meno che dei problemi di Roma. E’ un politico mediocre e pessimo amministratore locale”. Fuoco amico estivo. Autunno caldo?