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Tutti gli articoli con tag gianni letta

Governo Monti, il biglietto di (Enrico) Letta fra ... miracoli e gaffe

pubblicato da Massimo Falcioni

La storia è nota: durante il dibattito sulla fiducia alla Camera di ieri un fotografo ha “immortalato” tra le mani del presidente Monti un foglio siglato a penna. Non un semplice saluto augurale. Parole graficamente chiare, ambigue sul piano personale, per nulla rassicuranti, anzi pericolose sul piano politico.

Questo lo scritto: “Mario, quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso esserti utile dall’esterno. Sia ufficialmente (Bersani mi chiede ad es. di interagire sulla questione dei vice) sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo. E allora i miracoli esistono!”. Firmato, Enrico. La foto è dell’agenzia Photoviews.

L’autore, nascosto per un po’, alla fine è stato … “stanato”. E’ il vicesegretario del Pd Enrico Letta, che ha dato questa spiegazione: “Certo che il biglietto è mio. E mi pare la dimostrazione che in privato diciamo le stesse cose che in pubblico: sostegno pieno, soddisfazione per il ‘miracolo’ e suggerimenti per la composizione di una squadra di tecnici che funzioni bene con il Parlamento, visto che la convivenza durerà per un buon anno e mezzo”.

Preso con le dita nel barattolo della marmellata. E la spiegazione è la classica toppa peggiore del buco. Non è il bigliettino alla ragazzina innamorata fra i banchi delle medie. La letterina va al di là di un “eccesso di zelo” del pur misurato e austero Enrico, (quasi) fotocopia dello zio, l’eminenza grigia di Berlusconi, Gianni Letta. E va al di là della leggerezza, comunque inammissibile a quei livelli, per il danno che può fare al neo premier, a Bersani, al Pd, e per gli interrogativi che apre.

Che vuol dire “esserti utile”? Tutto e niente. Di certo è un modo per proseguire sul binario della vecchia politica dei giochini sottobanco, di scambi di figurine (di poltrone e strapuntini del potere), ben oltre una semplice gaffe. Trattasi di errore politico, di grave errore politico. On. Letta, cui prodest?

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: (al)capone. Voto 4- L’ex premier sta pensando di trasferirsi da Palazzo Chigi a Montecitorio per diventare il nuovo capogruppo del Pdl. Obiettivo: condizionare Monti e il suo governo, tenere in mano il Pdl squagliato. Cav in caduta libera. Verso l’ultimo girone?

Angelino Alfano: (il)capino. Voto 4- Il segretario del Pdl frana su tutta la linea, ammainata anche l’ultima bandiera rappresentata da Gianni Letta. Al “burattinaio” consigliere/complice di Berlusconi viene negato anche l’ultimo strapuntino del governo Monti. Tabula rasa?

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Lucio Dalla intervistato in radio su Berlusconi: “Come cantante è bravo”. Il problema è tutto il resto. Caro amico ti schifo

D’altronde ciò che di Dalla piace a Berlusconi è soprattutto il cognome, che il premier uscente interpreta come imperativo di uso frequente dalle parti di Arcore, Villa Certosa e Palazzo Grazioli. Luoghi di perdizione che il cantautore bolognese frequenterebbe con sospetto. Caro amico ti schivo

Gianni zio al governo non piace al Pd. Lui ed Enrico nipote assieme non piacciono a nessuno. Decisamente indigesti. CotoLetta

Monti in conferenza stampa: “Non ho mai usato l’espressione ‘lacrime e sangue’”. Niente sangue? Sarà, ma intanto il cetriolo sempre evocato da Crozza è lì dietro l’angolo. Tu chiamale, se vuoi, emo…rroidi

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Ore 12 - Berlusconi al G20, ultima trasferta da premier? E poi? Non cadere dalla padella alla brace ...

pubblicato da Massimo Falcioni

altroOggi a Cannes Silvio Berlusconi rischia di essere accolto, se va bene, come un commesso viaggiatore con la borsa piena di foglie secche.

Di fronte ai mercati che anche stamane rispondono picche, il capo del governo italiano si presenta al G20 come un “re travicello”: governo lacerato e impotente con premier e ministro dell’Economia l’uno contro l’altro, maggioranza sfilacciata e attesa alla prova del fuoco in Parlamento sul provvedimento anti crisi, primo ministro con credibilità internazionale ridotta al lumicino, se non a zero.

Con il Paese a rischio fallimento, qual è la prospettiva, c’è una via d’uscita? Il nodo è innanzi tutto politico, il “tappo” è rappresentato dalla mancanza del senso di responsabilità istituzionale di Berlusconi di non voler fare quel “passo indietro”, reclamato ieri persino da Tremonti.

Il Cavaliere, sempre più arroccato, irresponsabilmente, spara l’ultimo colpo: “Se hanno coraggio mi sfidino in Aula”. E fra poche ore in Parlamento si andrà probabilmente alla conta finale, con il ko definitivo del governo. E poi? Emanuele Macaluso sul Riformista prevede quattro opzioni:

1)Se si vuole un governo politico e con un’ampia partecipazione, può presiederlo solo un esponente del Centro: cioè Casini;
2)Se si pensa a un governo “tecnico” con una notevole valenza politica dato che dovrebbe ottenere una fiducia larga nel Parlamento, a presiederlo potrebbe essere Mario Monti;
3)Se è possibile solo un governo fondato sulla attuale maggioranza con un allargamento ai centristi, a guidarlo non può essere altri che Gianni Letta;
4)Un governo di transizione, espresso solo dal centrosinistra, non ha oggi nessuna possibilità di trovare altri voti per costruire una maggioranza.

Con l’aria che tira, solo la seconda opzione di un governo Monti, potrebbe evitare all’Italia di cadere dalla padella alla brace.

Chi sono i politici gay ma omofobi? Ecco la lista secondo Listaouting

pubblicato da Alberto Puliafito

Listaouting

Una lista di politici omofobi ma gay. Era stata annunciata da tempo, poi è arrivata, con modalità francamente discutibili. C’è grande prudenza nei mezzi di comunicazione e sui siti mainstream che evitano di riportare i nomi. Che comunque girano sul web senza difficoltà e che trovate dopo il salto. Anche colleghi di Queerblog hanno ripreso listaouting.wordpress.com: Il sito aveva annunciato che avrebbe pubblicato una lista di dieci nomi di politici che, secondo gli autori del sito stesso, sarebbero gay ma omofobi. La data era stata indicata nel 23 settembre: detto-fatto, questa mattina è uscita la lista che vedete qui sopra. Un banale elenco di nomi, che sarebbero, secondo gli autori dell’iniziativa (anonimi e con un sito registrato all’estero) politici gay che però hanno votato contro la legge sull’omofobia, affossandola.

Il commento fra i lettori di Queerblog - così come nel resto della comunità glbt - si divide fra quelli d’accordo, quelli perplessi, quelli contrari. Non mancano le reazioni politiche:

Ivan Scalfarotto (vicepresidente del Pd), ha parlato di operazione dilettanteca che fa male alla battaglia per i diritti civili […] che rischia di squalificare e macchiare con il gossip l’impegno di tutte quelle persone che nelle associazioni e nei partiti ogni giorno conducono una lotta politica su temi serissimi e fondamentali per il progresso civile dell’Italia.

Franco Grillini (che si occupa dell’associazionismo per l’IdV) apprezza l’intento di smascherare un comportamento ipocrita, ma ritiene che sia un errore fare una lista di nomi, violando la privacy delle persone.

Su Gay.it, Alessio De Giorgi scrive un pezzo dal titolo Quest’outing barbaro, becero e vile, chiarendo la propria posizione fin dal titolo dell’intervento, e parla di

un’operazione che rischia di essere più deleteria che altro. Una violazione della privacy senza il supporto di prove di alcun genere né del coraggio di chi ne ha la paternità politica. E adesso?

E voi, cosa ne pensate?

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Valter Lavitola: "Bisignani è senza dubbio uomo di Letta"

pubblicato da Alberto Puliafito

Gianni Letta e Luigi Bisignani

C’è un elemento decisamente interessante e poco commentato, nelle intercettazioni telefoniche che fanno parte dell’ordinanza di custodia cautelare per Valter Lavitola (scopri chi è) - ancora “all’estero per lavoro”, Tarantini e consorte. Ed è una telefonata che Silvio Berlusconi fa al direttore dell’Avanti, nel frattempo sospeso dall’ordine dei giornalisti in attesa che si faccia chiarezza sulla sua posizione. La telefonata è del 13 luglio 2011. Secondo l’ordinanza - il documento integrale è stato reso pubblico dal Fatto quotidiano - Berlusconi telefona sull’utenza panamense di Lavitola a da una scheda WIND intestata a Ceron Caceres, un connazionale del Chavez (collaboratore di origine peruviana di Lavitola, ndr) e da quest’ultimo, su indicazione del Lavitola, consegnata in data 5/7/2011 a Palazzo Grazioli assieme ad altri telefoni.

Ebbene, in questa conversazione Lavitola fa cenno a una relazione che avrebbe preparato per il premier. Una relazione che Berlusconi avrebbe letto, a giudicare dalla trascrizione della telefonata, ma di cui non condividerebbe i contenuti. Lavitola insiste e alla fine legge un paio di righe che chiudono tale scritto:

Bisignani è…senza dubbio..uomo di Letta…tramava contro Berlusconi..e teneva rapporti operativi con
nemici vero..forse veri…Bocchino, D’Alema, De Bortoli, Montezemolo.

E’ ovvio: si tratta di un’opinione di Lavitola, che riferisce a Berlusconi. E lo stesso Berlusconi, nel corso della telefonata, fa capire chiaramente di non crederci e di ritenere che Letta sia fedele e onesto.

Al lettore e commentatore non resta che porsi una domanda: che giochi di potere ci sono, dietro questa intricata situazione?

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Tarantini arrestato per estorsione al premier. Il Cav: “Aiutavo solo una famiglia in difficoltà”. Un vero benefattore, un santo. San Franc-escort

La manovra cambiava di continuo, la maggioranza fibrillava e Tremonti si nascondeva in montagna. In molti, nel centrodestra, si auguravano che decidesse di restarci e magari che facesse qualche brutto incontro (oltre a Bossi in canottiera). Yeti, oggi e domani

Gianni Letta cercava di smorzare la rabbia degli enti locali, ma poi si è stretto nelle spalle e ha ammesso: “Tremonti non risponde nemmeno al telefono”. Il ministro dell’Economia si serve di un operatore mobile che ha grossi problemi di ricettività quando chiamano quelli del Pdl. 3-monti

In Grecia entra in vigore l’aumento dell’Iva sul settore ristorazione, ma la situazione rimane disperata e l’economia continua a languire. Dorme come un ghiros

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

E anche Gianni Letta è finito a piè pari nel tritacarne mediatico-giudiziario. Chissà quali sono le sue emozioni private di fronte alla parabola del lobbista Bisignani. Chissà se ogni tanto gli scende…una lacrima sul viso. Lobby Solo

Con fenomeni tipo la P4, la politica finisce per fagocitare ogni altro ambito e settore della vita pubblica. E’ un divorare continuo di soldi, nomine, appalti… BisiGnam!!!

E mentre la politica sprofonda sempre più in basso, il presidente Napolitano spicca per la sua credibilità e per l’equilibrio. Gli italiani lo amano e si aggrappano a lui. Ovunque va, è salutato da folle acclamanti e applausi da rockstar, tipo un Vasco Rossi o uno Zucchero Fornaciari. Colle…mani sbucci le cipolle

In ogni caso, le logge para-massoniche sono tante. Fino alle ultime amministrative c’era una forza occulta, torbida, dai contorni poco chiari e con un leader che lavorava sottotraccia. Poi è venuta allo scoperto. P3 o P4? No, Pd

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Essere o non essere…il successore del Cav. Questo è il problema. Se sia più nobile fargli le scarpe e puntare al Quirinale o restargli fedele fino alla rovina…”. Amleto? No, AmLetta

La Finocchiaro: “La maschera di carnevale ideale per Berlusconi? Quella di Napoleone naturalmente”. D’altronde il premier soffre di una certa dose di megalomania e adora la cultura francese. Ne me quitte papi

Micaela Biancofiore e la ineffabile difesa della vita privata del premier: “Ora non è nemmeno libero di innamorarsi?!?”. La f(r)eccia di Cupido

Gheddafi pirotecnico e fluviale nelle interviste tv. Berlusconi vuole concedergli una exit strategy e sta lavorando con Mauro Masi per affidargli, l’anno prossimo, il dopofestival di San Remo. Rais, di tutto di più

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Daniel Barenboim e il suo gesto in qualche modo clamoroso alla prima della Scala. Per fortuna noi abbiamo la nostra Valchiria dell’arte, del sapere e della creatività. L’uomo che salverà la cultura italiana. BarenBondi

Il Cav schianterà i “maneggioni” e il voto del 14 dicembre testimonierà al pianeta la sua grande statura di leader internazionale. Altro che festini. I have a drink

Il premier ha ricomposto con il fido collaboratore. Beh, si sa che Gianni è il miglior amico dell’uomo. Torna a casa Letta

Sotto sotto si tratta, ma all’apparenza restano evidenti gli arroccamenti e le chiusure reciproche. In tutti i casi, la maggioranza è appesa al filo di un paio di gravidanze. Feti incrociati

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