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Tutti gli articoli con tag gianni letta

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Oggettivamente la compravendita dei parlamentari non è un gran bello spettacolo per l’opinione pubblica. Pionati di vomito

Gianni Letta che tradisce Berlusconi? Il fido consigliere che lo critica alle spalle e lo pugnala per sostituirlo? Il Cav non può credere sia vero, ma il tarlo del dubbio si insinua. Non tutti i ciambellani riescono col buco

Verdini virilmente: “Il Quirinale? Me ne frego”. Ormai i toni sopra le righe fanno ‘figo’, sono quasi di moda. E questa settimana ne sentiremo di tutti i colori. Fascio-n week

Il Pd vuole prendere spunto da Fazio e Saviano per scaldare i cuori dell’elettorato di sinistra. Bersani sta progettando un format simile su YouDem, la tv del partito. In prima serata, i democrats daranno un’immagine di coesione e unità con Veltroni che leggerà l’elenco degli obiettivi serbi bombardati da D’Alema premier nel ‘99, mentre D’Alema leggerà l’elenco dei giocatori nelle figurine panini che Veltroni non ha mai trovato per i suoi album. Renzi leggerà la cartella clinica di Bersani e Bersani leggerà l’elenco degli amanti di Rosy Bindi. Infine Prodi leggerà i motivi per cui è bello restar fuori da ’sto casino ed è meglio dedicarsi all’amato ciclismo. Vieni via con Merckx

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Wikileaks Berlusconi: l'incontro con l'ambasciatore dopo l'attentato in Duomo

pubblicato da V.

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Ancora il Guardian, ancora rivelazioni dal cablegate - ma questa volta direi che è un retroscena di non enorme importanza - sul Silvio Berlusconi privato. Dobbiamo tornare a circa un anno fa, quando il premier fu colpito da una statuetta in miniatura del Duomo di Milano, lanciata da Massimo Tartaglia.

Nei giorni successivi - il 30 dicembre 2009 - l’ambasciatore David H. Thorne si reca a visitarlo in una residenza privata in Lombardia. Gianni Letta in separata sede spiega a Thorne che Berlusconi è depresso

he’s an impresario, he wants everyone to love him

Nulla che non sapessimo già: vorrebbe che tutti lo amassero. Interessanti invece gli altri risvolti del cablogramma soprattutto sulle opinioni che Berlusconi esprime su alcuni uomini politici: Sarkozy per esempio.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

In fondo per il Cav questa vita di palazzo è come una prigione. Lui stesso a volte dice di sentirsi in carcere. Ma perché non molla tutto e si ritira su qualche atollo, in una villa piena di ragazze e vasche idromassaggio? Figa per la vittoria

Secondo WikiLeaks Berlusconi sarebbe malato, sfiancato, imbolsito dai festini. E ad ammetterlo sarebbero stati persino uomini a lui vicinissimi. La mammoLetta

L’ambasciatore americano a Roma, David Thorne, dice inoltre che il Cav si addormenta troppo spesso in occasioni pubbliche (le telecamere lo hanno testimoniato) e persino al telefono. Ci vorrebbero dosi massicce di caffè. Depresso, what else?

Il Pd si prepara a rinunciare alle primarie, si prepara a divorziare dal suo elettorato e si consegnerà mani e piedi legati al leader venuto da sinistra. Sarà una resa, una disfatta. Sul ponte s-Vendola bandiera bianca

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Ore 12 - Berlusconi è per "una" Camera. Newsweek: "Cultura dell'harem"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroFra insulti e minacce, Berlusconi tenta una via d’uscita dal cul de sac.

Insulti ai finiani (“traditori”) e minacce a Fini (“Gianfranco non sa cosa l’aspetta”) come antipasto di un menù che prevede polpette avvelenate per tutti.

Riconfermato l’abbraccio di Bossi, il Cavaliere adesso teme più di tutti Giorgio Napolitano, che mai autorizzerebbe lo scioglimento di un solo ramo di un Parlamento che è composto da Camera e Senato.

Così, anche l’ultima via d’uscita sarebbe preclusa. E al premier, se sfiduciato anche solo alla Camera dei deputati, non resterebbe che l’ultima carta delle dimissioni e la richiesta del voto anticipato prima possibile.

Sul piano politico, è evidente che già oggi premier e governo sono sfiduciati. Costituzione alla mano, il gioco non è in mano al capo del governo, ma al capo dello stato. Napolitano, dopo le improcrastinabili dimissioni di Berlusconi, potrà verificare se c’è qualcuno della stessa maggioranza in grado di ottenere la fiducia in Parlamento.

Potrebbe essere lo stesso Berlusconi a fare il nome di Gianni Letta (o … Beppe Pisanu) creando in quel caso non pochi problemi nei campi avversari, specie nel Pd.

Ma se il Cavaliere non si schioda dalla sua roccaforte (“O fiducia o il voto”), Napolitano potrà affidare l’incarico a un esponente anche fuori dall’attuale maggioranza (Draghi?) che dovrà poi trovare i voti in Parlamento per varare il nuovo esecutivo “tecnico” per fare la nuova legge elettorale e poco più: poi al voto.

Fuori da queste due ipotesi c’è solo la fiducia piena alle Camere di Berlusconi o, in caso contrario, il voto subito, entro gennaio. Semplice? Come uscire dal labirinto di Cnosso. Intanto l’autorevole settimanale Usa Newsweek taglia corto: “Vergogna Berlusconi: disinteresse e cultura dell’harem”. Per gradire.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Nel Pdl crescono le defezioni (vere, presunte o minacciate) di esponenti locali e nazionali. Il fronte dei senatori è quello che più preoccupa il premier. E sembra un po’ appannata l’antica capacità del Cav di ammaliare e lusingare gli interlocutori. Come porti i capelli bella Biondi…

I parlamentari? Guadagnano una barca di soldi, lavorano pochissimo e quasi tutti si danno arie da rock star. Rolling Stronz

Marina difende sempre papuccio. Lo copre di fronte a ogni attacco. Sarà l’erede del Cav anche in politica? Figlia di fico

Meno male che c’è lui. È l’uomo buono per tutte le mediazioni, smussa, annacqua, ammortizza, ammorbidisce. Una vera comodità, per il capo del governo, averlo a disposizione. Contribuisce a fargli dormire sonni tranquilli. Letta a tre piazze

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Gianni Letta: fischi & fiaschi. Voto 3. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio alla Mostra del cinema di Venezia riceve dalla gente fischi e urla: “a casa, a casa”. L’”ombra” del Cavaliere perde pezzi. Tutti i fiaschi vengono al pettine.
Michela Brambilla: fischi & fez.. Voto 2. Nella guerra per bande aperta nel Pdl starebbero spuntando comparse pagate per fischiare Fini domenica a Mirabello. Siamo alle milizie di regime? O solo una pagliacciata della “rossa” ministra bollita?

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Silvio Berlusconi: il play-old che piace al Vaticano di don Luigi Verzé

pubblicato da Giovanni Molaschi


L’anno scorso, in questi giorni, Dino Boffo dalle pagine di Avvenire, il quotidiano della CEI che dirigeva prima di essere travolto da uno scandalo, criticava la condotta morale di Silvio Berlusconi.

Il Premier, all’epoca, era reduce dalla richiesta di divorzio fatta, attraverso la stampa, da Veronica Lario che come altri non aveva digerito i pettegolezzi che erano stati fatti sulla partecipazione dello stesso Silvio Berlusconi alla festa di compleanno di Noemi Letizia.

Il Vaticano, che sovente, si occupa della vita politica dell’Italia in alcune occasioni avevo persino preso le distanze dal Presidente del Consiglio tanto che Gianni Letta durante un incontro pubblico con il cardinal Tarcisio Bertone dovette sostituire lo stesso Silvio Berlusconi.

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Il sabato del villaggio. Berlusconi-Casini: colpo di stato o colpo di sole?

pubblicato da Massimo Falcioni

Complice l’anfitrione Bruno Vespa, Silvio Berlusconi ha giocato l’ultima carta per uscire dalla crisi in cui si dibattono Governo e maggioranza.

Così l’altra notte (in un party romano per i 50 anni professionali del giornalista di Porta a porta), presenti il primo collaboratore del Papa … cardinale Tarcisio Bertone il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi e il presidente delle Generali Cesare Geronzi, il premier (accompagnato da Gianni Letta) ha offerto all’invitato di … lusso Pierferdinando Casini l’ingresso nel Governo per “eliminare” il traditore Gianfranco Fini.

La proposta del Cavaliere è allettante: “Vieni a guidare il Paese con me, fai il vice presidente del Consiglio, prendi il ministero degli Esteri e scegli anche il sostituto di Scajola”.

Il leader dell’Udc ha (per ora) resistito, rilanciando: “Ci vuole un forte segnale di discontinuità, marcato da una crisi di governo, con conseguenti dimissioni del premier. Noi non facciamo la ruota di scorta. Ci vuole un nuovo Governo, nuovo programma, nuova maggioranza per fare vere riforme”.

Ma Berlusconi (per ora) non può e non vuole ammettere di avere fallito e soprattutto teme che, aperta la crisi e passata la palla al Quirinale, possa rimanere definitivamente fregato.

Insomma il Cavaliere teme lo spettro di un nuovo Dini, di un governo di transizione come nel ’95, sotto l’ala protettrice di Scalfaro.

Il ghiaccio però è rotto. Nell’Udc i più premono su Casini perché accetti l’offerta succulenta di Berlusconi.

I colpi di stato di solito si fanno in piena estate. Stagione propizia ma anche pericolosa. Per i colpi di sole.

Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Gianni Letta: scoperchiato. Voto 3. Ci mette la “faccia” pure l’eminenza grigia del premier per far digerire la “stangata” da 27 miliardi e ammette: “Sacrifici duri”. Anche l’ultimo dei “presentabili” getta la maschera. Il “fido” Gianni s’accuccia. Senza vergogna.

Silvio Berlusconi: durbans. Voto 2. Stamattina il premier annuncia i “pesanti sacrifici necessari” per non finire come la Grecia. Il Cavaliere-Pinocchio ride ancora ma agli italiani non resta che piangere. Governo delle “cricche” e delle “balle”. Sputtanato.

Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Lacrime e sangue? Il Cav aveva parlato della manovra dicendo di stare tranquilli perché la “macelleria” è chiusa. Poi è arrivato il fido Gianni e la musica è cambiata: “Ci saranno sacrifici“. Signore e signori, la macelleria apre i battenti. CotoLetta

Intercettazioni: il governo vuole fermare i magistrati? La politica cerca di sigillarsi e rendersi impermeabile rispetto a indagini e scandali? (Sara)toga…rossa

I direttori dei quotidiani si mobilitano contro la ‘legge bavaglio’. E protestano tutti insieme, al di là della collocazione politica di ciascuno. Ferruccio De Brontoli

Germano trionfa a Cannes e se la prende con la nostra classe dirigente: “Ho vinto e dico quello che mi pare“. Senza pElio sulla lingua

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