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Berlusconi non incontra i magistrati neanche da "parte offesa"

pubblicato da Alberto Puliafito

Berlusconi non incontra i magistrati neanche da "parte offesa"

Salta l’incontro, previsto per martedì, fra Silvio Berlusconi e i pm che stanno indagando sulla presunta estorsione ai danni del premier (che sarebbe stata operata da Valter Lavitola, Gianpaolo Tarantini e consorte).

Così come abbiamo dato l’annuncio del fatto che il premier sarebbe stato sentito come parte offesa a Palazzo Chigi, ora bisogna ritrattare: Berlusconi, martedì, non incontrerà alcun pm. Lo comunica Repubblica - che già ventilava, sul cartaceo uscito oggi, che ci fosse in vista un qualche impegno europeo.

Detto-fatto: Silvio Berlusconi, martedì, sarà a parlare della manovra anticrisi a Strasburgo. Proprio martedì. E i pm non potranno sentirlo nemmeno come presunta vittima.

Il Premier dai pm di "questo paese di merda". Come parte offesa

pubblicato da Alberto Puliafito

Silvio Berlusconi

Martedì 13 settembre Silvio Berlusconi sarà ascoltato a Palazzo Chigi dai pm che stanno indagando sulla questione che riguarda Valter Lavitola e Gianpaolo Tarantini. Come parte offesa. Ovvero, vittima di un reato. Perché?

Il ricatto

Secondo il procuratore aggiunto Francesco Greco e i pm Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock, Silvio Berlusconi sarebbe stato ricattato da Valter Lavitola, Gianpaolo Tarantini e Angela Devenuto (moglie del Tarantini), che gli avrebbero estorto una somma pari ad almeno 500mila euro, più realisticamente 800mila.

Per i magistrati, i tre avrebbero potuto ricattare Berlusconi per la questione delle escort che Gianpaolo Tarantini avrebbe procurato al premier - fra di esse ci sarebbe anche Patrizia D’Addario - e che rappresentano in qualche modo materiale esplosivo per Palazzo Chigi. I tre, come dimostrano le intercettazioni, erano consapevoli della cosa. E il Tarantini sarebbe così riuscito a ricevere un compenso mensile di 20mila euro. La Devenuto, in particolare, dice in una telefonata a Lavitola (che secondo l’accusa ne sarebbe l’amante):

Noi non abbiamo più niente, quindi non abbiamo più niente da perdere, salvo il fatto di non avere i soldi la mattina per mangiare, lui (Berlusconi, ndr) invece ha da perdere tutto questo e dell’altro, o meglio ha da perdere di più lui di noi…

Gianpaolo Tarantini La versione di Tarantini

“Gianpi” (nell’immagine) si difende e sostiene di non aver mai ricattato Berlusconi. Le somme in denaro che ha ricevuto dal premier sarebbero semplicemente parte di un prestito. Un prestito che Taratini, in seria difficoltà dopo lo scandalo e le indagini sul suo conto, avrebbe utilizzato insieme alla moglie per mantenere l’alto tenore di vita a cui erano abituati.

La versione di Lavitola

Valter Lavitola, come abbiamo visto, sostiene di essere molto amico di Berlusconi e di agire solo per il suo bene, al punto di aver addirittura cercato di metterlo in guardia a proposito di certi comportamenti di uomini a lui vicini (”Bisignani è senza dubbio uomo di Letta“). Da qui le sue insistenti telefonate a Berlusconi. Quanto a Tarantini, Lavitola si sarebbe limitato a fare da tramite fra lui, in gravi difficoltà economiche, e Berlusconi (sempre spinto da un forte sentimento di solidarietà con le persone che si trovano in disagio)

La versione di Berlusconi

In tutto ciò, qual è la versione del premier? Quello stesso premier che in una telefonata con Valter Lavitola si sfoga: Me ne vado per i cazzi miei…da un’altra parte e quindi…vado via da questo paese di merda…di cui…sono nauseato…punto e basta…, ovviamente ha una sua versione dei fatti.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Tremonti con candore sulla manovra: “Non abbiamo mica la bacchetta magica”. E infatti si vede. Mago Merdino

In Libia è caos quasi come nella maggioranza Pdl-Lega. Si pensa al dopo Gheddafi, ma intanto ancora si combatte. E un pugno di fedelissimi difende l’ex rais come farebbe solo un Bondi in forma con il Cavaliere. Nella buona e nella cattiva Sirte

La politica delegittimata da orge e festini ha pensato bene di tassare le rimesse degli immigrati. Che classe. Money…trans

Il premier è un benefattore e Tarantini un povero in canna. Allora chi è il cattivone in questa storia? O la borsa o Lavitola

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Giustizia a orologeria: arrestato l'ex vicepresidente della Giunta regionale pugliese Sandro Frisullo (Pd)

pubblicato da paganini


Ancora una volta i giudici intervengono a turbare il regolare svolgimento del processo democratico, influenzando gli elettori che stanno decidendo per quale partito votare il 28 e 29 marzo 2010, se per il Partito dell’Amore (Pdl) o per quello dell’Odio e dell’Invidia (meglio conosciuto come Pd).

L’incresciosa invasione di campo è avvenuta a Bari, dove i magistrati politicizzati - dopo aver trascinato nel fango il Premier associando il suo nome a escort e daddarie - ora hanno fatto tintinnare le manette. La vittima sacrificale di questa ondata giustizialista stavolta è l’ex vicepresidente della Giunta regionale pugliese Sandro Frisullo del Partito democratico.

Da quanto è emerso dai verbali degli interrogatori a cui è stato sottoposto Tarantini a novembre 2009, il Gianpi avrebbe procurato “compagnia femminile” e versato tangenti a Sandro Frisullo in cambio di agevolazioni nelle delibere e dello sblocco dei pagamenti delle fatture: Frisullo è accusato di associazione per delinquere, corruzione e turbativa d’asta.

Che ne dite, Alfano manderà gli ispettori anche a Bari?

D’Addario, Tarantini, le escort... Anche Checco Zalone le canta a Berlusconi

pubblicato da paganini

Questa della D’Addario è la storia vera…

Ci si mette anche Checco Zalone, insieme ai farabutti e ai giudici di ogni risma (ma di un solo colore) ad attaccare e sputtanare il nostro Paese e l’uomo solo al comando che il popolo ha eletto amministratore delegato.

Debuttando ieri con il suo nuovo one man show, Zalone si è avventurato nella rivisitazione della Storia di Marinella e del Pescatore di De Andrè, qualificandosi anche come il miglior cantante degli ultimi 150 anni.

Naturalmente ogni riferimento a cose, fatti, persone o Berlusconi è puramente casuale: All’ombra di Villa Certosa, pensava sempre ad una cosa …

Due parlamentari del Pdl e uno del Pd indagati a Bari nel processo Tarantini

pubblicato da paganini


Dopo due giorni di rumors sarebbero stati svelati i nomi dei Parlamentari coinvolti nell’inchiesta dei giudici di Bari sulle malversazioni che Gianpaolo Tarantini avrebbe organizzato a colpi di escort e cocaina.

Guido Ruotolo, su La Stampa, ipotizza che gli onorevoli (è proprio il caso di dirlo) siano Salvatore Mazzaracchio, ex assessore regionale alla Sanità, senatore del Pdl, D’Ambrosio Lettieri, ex presidente dell’Ordine dei farmacisti oggi parlamentare Pdl, Alberto Tedesco, ex assessore regionale della Sanità, senatore del Pd.

Dal 2001 ad oggi, tranne alcune parentesi, le conversazioni dell’imprenditore della malasanità Gianpi Tarantini sono state tutte intercettate dagli organi di polizia giudiziaria. E lo spaccato che emerge è quello una consuetudine di Tarantini ad appoggiarsi ai politici per trarre vantaggi economici. Il regno dei fratelli Tarantini è durato quasi un decennio, in Puglia. C’è una informativa finale dei carabinieri, datata 25 giugno 2009, 165 pagine, nella quali si ricostruisce la «Dinasty Tarantini» dal 2002 al 2006 e cita diversi nomi di politici: dal ministro Raffaele Fitto al senatore Mazzaracchio, da Alberto Tedesco a Guido Viceconte, ex sottosegretario alle Infrastrutture.

Beata Puglia, tra bella gente, ottima politica e buongoverno…

Foto | Flickr

Speciale intercettazioni di Bari: Tarantini, Berlusconi, le escort, la cocaina, la politica

pubblicato da paganini


La scelta del Corriere della Sera di pubblicare oggi i verbali degli interrogatori di Gianpaolo Tarantini e sulla trentina le donne che questi avrebbe introdotto alle feste del premier Silvio Berlusconi riporta l’attenzione sull’inchiesta di Bari e sul marcio profondo in cui i magistrati si sono imbattuti indagando su una vicenda di mazzette nel campo della sanità. Il Corrierone ci spiega: “Non solo Patrizia D’Addario, dunque. Per oltre cinque me si, da settembre 2008 alla fine di gennaio scorso, l’imprenditore pugliese ha reclutato italiane e straniere per allietare cene e incontri nelle residenze del presidente del Consiglio”.

Già questo passaggio da solo appare significativo, dato che lascia intravedere un contesto in cui un imprenditore dedica gran parte delle sue energie a reclutare ragazze a pagamento da condurre, a bordo di un’auto coi vetri oscurati, nella residenza romana del presidente del Consiglio in carica. Il quale, sempre stando alle dichiarazioni di Tarantini, non immagina, non può nemmeno supporre, che quelle avvenenti fanciulle siano delle escort pagate per fargli compagnia. “Quando accompagnavo le ragazze a palazzo Grazioli le facevo sedere sui sedili posteriori in quanto i finestrini posteriori della mia autovettura erano oscurati avendoli fatti sostituire nel settembre del 2008 se non ri cordo male. Tale accorgimento era volto ad evitare che i giornalisti o altre persone potessero guardare nell’auto…”. (Quanto rompono questi giornalisti!)

Nel ricostruire i numerosi incontri, Tarantini spesso evidenzia le occasioni in cui le ospiti non sono state retribuite (essendo indagato per favoreggiamento della prostituzione è anche ovvio che lo faccia) riconoscendo però di aver talvolta pagato spese di viaggio e gettoni da 1000 euro alle convenute: “Ho accompagnato in una occasione Terry De Nicolò a casa del presidente Berlusco ni a Roma, tacendo allo stesso gli accordi da me presi con la De Nicolò e la vera attività dal la stessa svolta, se non erro a settembre o ottobre 2008. Io ebbi in tale circostanza a retribuirla anticipatamente nella previsione di una sua presta zione sessuale poi non so se sia avvenuta”.

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Tangentopoli 2: il Sistema Tarantini annienta la giunta pugliese

pubblicato da Luca Landoni



Si respira un’aria di Nuova Tangentopoli in Italia; un vento che spira per tutto il paese e che non conosce confini. Destra e sinistra pari sono, e ci auguriamo che a differenza di Mani Pulite questa volta si possa creare un clima che faccia davvero piazza pulita di tutti i maneggioni. Un clima che anche noi, a partire da chi scrive, possiamo contribuire a creare, mettendo da parte il tifo politico per guardare a tutti nello stesso modo. Un ladro è sempre un ladro, qualunque colore abbia.

Già stamane ci siamo occupati dei guai giudiziari di Paolo Berlusconi. Ora passiamo allo scandalo della Regione Puglia, decapitata prima dalle inchieste e poi dallo stesso Presidente Nichi Vendola che l’ha azzerata senza troppi complimenti. Facciamo subito i nomi: su tutti Alberto Tedesco, dalemiano doc e assessore alla sanità, nonché imprenditore del settore elettromedicale (e già qui dovrebbe squillare un campanellino).

Poi abbiamo il direttore generale del policlinico di Bari Vitangelo Dattoli, il primario di ortopedia Vittorio Patella, la direttrice di un centro riabilitativo Ilaria Tatò, il direttore generale dell’Asl di Bari Lea Cosentino e l’imprenditore Enrico Intini, anche lui vicino a D’Alema. Al centro di tutto un nome che ormai dovrebbe esservi familiare; Gianpaolo Tarantini (nella foto grande).

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Berlusconi, Gianpaolo Tarantini e Patrizia D'Addario. Una bella commedia all'italiana con Sordi, Enrico Maria Salerno e Annamaria Rizzoli

pubblicato da Luca Landoni

Chi è Gianpaolo Tarantini? Il chiacchierato fornitore di donne per party è un uomo d’affari rampollo di una ben nota famiglia di imprenditori pugliesi, operativi nel ramo medico-ospedaliero. Ma si badi bene, che le sue “forniture” siano state pagate per la loro opera è tuttora al vaglio degli investigatori. E anche se lo dovessero risultare sarebbe da dimostrare che abbiano concesso le loro grazie a chicchessia, fatto che le porrebbe su un crinale assai ripido, molto vicino all’ipotizzata accusa di prostituzione. O meglio, di induzione alla prostituzione nei confronti del Tarantini stesso.

Quello che è certo è che il Tarantini pagava le ragazze. Lui sostiene che si trattasse di un semplice rimborso spese, ma come si sa è molto difficile in questi casi riconoscere il confine, tant’è vero che la tecnica del “rimborso spese” in Italia è ampiamente utilizzata da molte società per coprire dei compensi reali aggirando il fisco. C’è poi la testimonianza della D’Addario che sostiene di aver esplicitamente chiesto 2.000 euro (ottenendone 1.000).

Ma come ha agganciato Berlusconi il nostro imprenditore rampante? Utilizzando una tecnica semplice, ben spiegata in questo articolo del Sole 24 Ore. Organizzava feste di ampio respiro - sempre in Sardegna - invitando gente bene, che a sua volta aveva conoscenze in alto. Tanto in alto che alla fine si è arrivati ai vertici, e Tarantini è riuscito nel suo sogno di conoscere personalmente il Premier. E i rapporti col partito dovevano essere piuttosto buoni, a giudicare dal fatto che nell’ultimo congresso del Pdl il nostro Gianpaolo sedeva in prima fila.

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Tremonti primo ministro, Letta portavoce. Fini e Maroni vicepremier. Mentre Berlusconi dice "Gli italiani mi vogliono così" impazza il totoministri del futuro governo

pubblicato da Luca Landoni


Il sasso nello stagno lanciato ieri dal Financial Times ha aperto una voragine nei rapporti interni al Governo, ma soprattutto in un’opinione pubblica già ampiamente provata dalle vicende scandalistiche delle ultime settimane. Il G8 è ormai imminente e, come aveva anticipato Cossiga, ci si attende un ulteriore colpo giudiziario “ad orologeria” nei confronti di Berlusconi. Un colpo che potrebbe anche risultare mortale.

D’altronde tutta la strategia politica di Gianfranco Fini nell’ultimo anno è stata improntata all’organizzazione del dopo-Cavaliere; un evento che egli evidentemente già sentiva imminente mesi fa e che lo ha spinto a defilarsi sempre più dalle posizioni del Pdl. Che lui sia uno delle “alte fonti governative” citate da FT non si può certo escludere, ma ancor più papabile risulta certamente l’attuale ministro all’Economia Giulio Tremonti.

La volontà politica degli italiani è chiara: il centrodestra deve governare, con Berlusconi o senza. Il punto è tenere unita la coalizione in questo secondo caso, e per mantenere salda la vitale alleanza con la Lega di Bossi non esiste che un nome, quello di Tremonti.

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