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Tutti gli articoli con tag gino strada

Emergency: Toni Capuozzo ragiona sulle testimonianze della ong di Gino Strada

pubblicato da Giovanni Molaschi



Il rilascio dei tre volontari di Emergency, che oggi verranno interrogati su quanto successo in Afghanistan, non ha spento le polemiche che attorno al caso si sono alzate. Anzi. Il lieto fine sta permettendo a molti di ragionare con più lucidità.

Fermo restando che il problema è stato gestito male dagli amministratori italiani, secondo i quali Emergency si sarebbe cacciata nei guai a causa della sua componente politica, è giusto capire con degli argomenti validi fino a che punto Franco Frattini si sbagliasse.

Toni Capuozzo, per il Foglio, con quella serenità che accompagna chi antepone i fatti al tifo ha provato ad interrogarsi su alcuni coni d’ombra creati attorno all’ospedale afghano dove Marco Garatti, Matteo Dell’Aira e Matteo Pagani hanno lavorato prima di essere arrestati.

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Emergency: Franco Frattini parla della chiusura dell’ospedale in Afghanistan

pubblicato da Giovanni Molaschi



Il rilascio dei tre volontari di Emergency non chiude la polemica aperta nei giorni scorsi dal Governo italiano, reo di aver tutelato i collaboratori di Gino Strada solo dopo una mobilitazione reale. In Italia e all’estero.

A poche ore dalla notizia riguardante il ritorno in patria di Marco Garatti, Matteo Dell’Aira e Matteo Pagani durante il programma radiofonico “un giorno da pecora” il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha precisato che per la liberazione dei tre volontari non è stata pagata nessuna contropartita.

Secondo quanto dichiarato dall’esponente politico la chiusura, si spera e si suppone, momentanea dell’ospedale afghano dove i tre volontari lavoravano non sarebbe stata decisa per velocizzare l’archiviazione della vicenda.

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Liberati i volontari di Emergency

pubblicato da Luca Landoni

Ora è davvero ufficiale. I 3 volontari di Emergency sono stati liberati. Le voci si erano rincorse per tutto il pomeriggio, soprattutto dopo una prima dichiarazione del ministro degli Esteri Frattini, intorno alle 16.40, poi confermata dal seguente comunicato:

«Abbiamo ottenuto quello che era il nostro obiettivo prioritario, e cioè la libertà per i nostri connazionali senza mettere in discussione la nostra posizione di ferma solidarietà con le istituzioni afgane e la coalizione internazionale nella lotta contro il terrorismo in Afghanistan»

Col ritorno in libertà di Marco Garatti, Matteo Pagani e Matteo Dell’Aira si smentisce in certo qual modo la teoria cospirazionista che voleva l’esecutivo italiano indifferente nei confronti della questione per via delle note tendenze antigovernative del fondatore di Emergency Gino Strada.

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Frattini e il caso Emergency: dov'è il ministro degli esteri?

pubblicato da davide f.

flickr, common creative Travaglio lo chiama Frattini Dry (con Seltz, senza oliva), qualcuno si ostina a considerarlo un ministro degli esteri, altri lo conoscono per il gossip e le sue vacanze. Il suo nome è Frattini, il più giovane ministro degli esteri della storia repubblicana che come dimostrano questi giorni (ma non solo) e il caso Emergency, non sa fare il ministro degli esteri.

Con un atteggiamento tra l’indifferenza e il disinteresse, Frattini ha dato prova delle sue indubbie qualità di diplomazia e conoscenza del delicato contesto afgano. Mentre i tre operatori di Emergency sono ancora sotto sequestro (qui il link per la petizione su facebook, quasi 100.000 adesioni), la domanda posta ieri da De Magistris appare quantomeno sacrosanta:

E’ normale che il ministro degli esteri ed esponenti della maggioranza arrivino a delegittimare il lavoro di Emergency, bollando come politica la sua posizione pacifista e umanitaria? Non è un’esposizione pericolosa dei suoi operatori, che ne mette a rischio l’attività e la vita?

Si attende una risposta del ministro dry, please.

Immagine|Flickr

Caso Emergency in Afghanistan: la protesta in rete continua, mentre gli operatori lasciano Lashkar-gah

pubblicato da davide f.

emergency

Mentre l’opinione pubblica inizia a farsi un’idea di quello che è successo a Lashkar-gah, in Afghanistan, ancora nessuna notizia dei tre operatori sequestrati: Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani. Emergency fa sapere di non avere nessuna novità, e di non poter più lavorare nella sede in mano alla polizia afgana.

Mentre Frattini riesce incredibilmente a peggiorare le sue dichiarazioni (ieri a Skytg24 ha chiamato i tre operatori sotto sequestro “imputati”, parola evidentemente molto familiare al suo partito), i talebani fanno sapere - ce ne fosse bisogno - di non avere nessun tipo di accordo con Emergency.

Pare proprio che ad avercela con Gino Strada e soci sia, come accennavamo ieri, la NATO e le forze alleate, infastidite dagli “occhi scomodi di Gino Strada”, come li ha chiamati Massimo Fini oggi su Il Fatto Quotidiano. Facebook intanto registra oltre 70.000 adesioni alla protesta in meno di 24 ore.

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Caso Emergency in Afghanistan: smentito il Times, esplode la protesta in rete e su Facebook

pubblicato da davide f.

io sto con emergency

Come ci hanno riportato Luca e Giovanni questa mattina, la bomba “Emergency” scoppiata nelle ultime 24 ore è stata circondata da quell’alone di voci non confermate che tanto sanno di operazione atta a screditare l’organizzazione umanitaria presente in alcune delle zone più delicate del globo, tra cui l’Afghanistan.

La questione surreale, ovvero se alcuni membri di Emergency abbiano preparato o collaborato a preparare attentati contro le autorità afgane, ha coinvolto politica e società civile: le reazioni politiche, Frattini La Russa e Gasparri in primis, si sono mosse avallando l’ipotesi colpevolezza, con grande sbigottimento delle famiglie dei tre prigionieri (ma non erano super garantisti?).

Una dei primi segnali forti della società civile riguardano la sottoscrizione dell’appello IO STO CON EMERGENCY, che ha fatto andare letteralmente in tilt il sito dell’organizzazione per le decine di migliaia di contatti, e naturalmente Facebook, dove la pagina a favore di Emergency ha visto un boom di adesioni, più di 12.000 in poche ore, ed è destinata a crescere vertiginosamente nei prossimi giorni.

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Afghanistan: Franco Frattini, sul caso Emergency, è contro Gino Strada

pubblicato da Giovanni Molaschi



L’atteggiamento adottato dal Ministro degli Esteri Franco Frattini, su quanto sta accadendo in Afghanistan ad Emergency, è figlio delle peggiori ideologie italiane poiché conferma che il lavoro di Gino Strada non è sempre ben visto dall’attuale Governo Italiano.

Durante un’intervista realizzata dal gr1 l’esponente politico ha infatti precisato che le forze armate italiane sono presenti in Medio Oriente per portare a termine una missione di pace.

“Il dottor Strada ha fatto un comizio politico, una conferenza stampa in cui accusa la coalizione e l’Isaf di uccidere vittime innocenti. Le forze italiane - ha poi dichiarato Franco Frattini - sono sempre state in prima fila contro il terrorismo e non certo contro le vittime innocenti. Questo tentativo di buttare fango sui nostri valorosi militari di pace, sui militari della coalizione è un tentativo politico che io respingo con forza”.

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Nobel per la Pace a Barack Obama: il testimonial perfetto per un prodotto senza appeal commerciale?

pubblicato da Giovanni Molaschi



Consegnando il Nobel per la Pace a Barack Obama la commissione di Oslo che si occupa del riconoscimento ci ha, involontariamente, fatto sapere che le basi per un futuro migliore al momento non sono state costruite. Meglio investire sulla speranza.

Meglio attribuire un premio disinformandosi piuttosto che ammettere che le persone, al momento, impegnate per aumentare la pace nel mondo sono sempre in meno. E sempre meno visibili. Scommettiamo che così tanti lanci di agenzia Teresa Sarti, moglie di Gino Strada (scomparsa lo scorso 1° settembre), non li avrebbe mai avuti?

Certo, tanto quante sono le contraddizioni che chi di dovere avrebbe dovuto per lo meno spiegare al momento dell’annuncio pre santificazione dell’attuale Presidente degli Stati Uniti.

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In ricordo di Teresa Sarti, fondatrice di Emergency

pubblicato da davide f.

teresa sarti strada

Ieri pomeriggio si è spenta a Milano Teresa Sarti, fondatrice di Emergency assieme al più noto marito e chirurgo Gino Strada.

Teresa era la presidente di Emergency, fondazione creata 15 anni fa e salita alla ribalta per l’attività medica gratuita a favore delle vittime della guerra, di qualunque colore esse siano e in qualunque parte del mondo.

Attraverso la costruzione di centri ospedalieri e luoghi di accoglienza e di cura tra le macerie prodotte dall’odio e dalla follia dei potenti, Emergency ha fatto dell’attenzione alla dignità umana la sua bandiera.

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