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Tutti gli articoli con tag giorgia meloni

Intervista - polisblog incontra Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore

pubblicato da Giovanni Molaschi



A poco più di un anno dalla morte di Eluana Englaro, nella giornata nazionale del malato, polisblog.it incontra Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore. L’uomo che (come documentato dalle Iene la scorsa settimana) ha deciso di porre fine ai suoi giorni in Belgio.

Negli stessi giorni in cui il Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, a SkyTg24 ribadiva l’impegno del Governo per la tutela della vita umana è necessario riflettere sulle reali condizioni dei malati in Italia.

La storia di Salvatore, come raccontato da Pietro, è molto diversa da quella della figlia di Beppino Englaro. A differenza di Eluana Salvatore ha deciso di porre fine ai propri giorni perché, allo stato attuale, l’Italia non gli garantisce un’assistenza sufficiente.

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Giorgia Meloni: “Deputati diciottenni e senatori a 25 anni”

pubblicato da Giovanni Molaschi



Per capire perché in Italia i giovani non siano un reale investimento sul futuro è sufficiente riflettere sulle dichiarazioni rilasciate da Giorgia Meloni, il cui Ministero dovrebbe occuparsi proprio per queste persone, a La Stampa.

“Visto - ha dichiarato l’esponente politico - che al Senato prima dei 40 anni non si può essere eletti e quindi le generazioni che precedono tale compleanno dono rappresentate imperfettamente. E’ una riforma su cui c’è larga intesa. Deve esserci corrispondenza tra l’età necessaria per eleggere ed essere eletti”.

Alla richiesta, poi, della giornalista di maggiori dettagli sulla proposta Giorgia Meloni ha ipotizzato deputati diciottenni e senatori con soli sette anni in più.

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Nicola Cosentino candidato in Campania e legato ai clan mafiosi di Casal di Principe. Il Pdl perde di credibilità

pubblicato da Giovanni Molaschi



In coincidenza di ogni scandalo, o provvedimento poco lecito, riconducibile a Silvio Berlusconi si scrive almeno un editoriale utile per capire cosa succederà dopo che il Premier avrà abbandonato la poltrona.

Ebbene, un assaggio di cosa succederà quel giorno è molto probabile che il pubblico italiano l’abbia già durante le prossime elezioni regionali. Appuntamento che dovrebbe far riflettere i fans del Cavaliere.

Dopo aver accontentato Umberto Bossi, Silvio Berlusconi ha deciso di non esprimersi sulla candidatura di Nicola Cosentino. Eppure l’attuale sottosegretario all’Economia, che dovrebbe concorrere per la presidenza della regione Campania, è riuscito a vincere su Mara Carfagna.

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Donne contro Rosy Bindi, Mariastella Gelmini appoggia Giorgia Meloni

pubblicato da Giovanni Molaschi



Invece di risolvere i propri problemi, con il Tar del Lazio, Mariastella Gelmini preferisce disquisire su delle provocazioni che i media qua e là riprendono alterando il dibattito sulle quote rosa che, come dichiarato da Daniela Occhiali su polisblog, andrebbe rivisto. Per essere davvero utile.

Avallando la posizione del Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, il Ministro della Pubblica Istruzione ha deciso di non manifestare la propria solidarietà a Rosy Bindi su quanto Silvio Berlusconi e Roberto Castelli hanno detto in una recente puntata dello show di Bruno Vespa. Porta a Porta.

“Solidarietà a Rosy Bindi? Nessuna. Nemmeno io – ha dichiarato Mariastella Gelmini - a mio tempo l’ha ricevuta. Repubblica ed Espresso avevano scritto cose terribili su di me, che mettevano in discussione la mia onorabilità, tanto che li ho querelati. La Bindi non dia lezioni, sarebbe fuori dalla storia”.

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Giorgia Meloni: “Giorgio Bocca mi ha insultato tanto quanto Silvio Berlusconi ha fatto con Rosy Bindi”

pubblicato da Giovanni Molaschi



Su quanto detto da Silvio Berlusconi, durante a Porta a Porta, a Rosy Bindi è stato creato un caso che in altre nazioni, giusto per essere sempre esterofili, non si sarebbe mai preso in esame. Il Premier ha insultato un suo interlocutore. Rosy Bindi ha risposto a dovere. Senza sbavature.

Prendiamo atto del fatto che se ci fosse stato al posto dell’ex Ministro della Sanità, in quello studio televisivo, un uomo la sostanza non cambiava. Un insulto è un insulto al di là del genere sessuale. Al di là del colore politico. Al di là di altre mille variabili.

Barocca è apparsa dunque la dichiarazione che sulla vicenda ha rilasciato sulla vicenda il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni. Dopo aver fatto sapere che lei una battuta maschilista di quel genere ha precisato che a cominciare, con gli insulti misogini, è stata la sinistra.

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Rassegna stampa estera: Berlusconi e la manifestazione per la libertà di stampa

pubblicato da Giulio Mattioli


Tra i temi all’attenzione dei media stranieri questa settimana, il perdurante conflitto tra il presidente del consiglio italiano e la stampa occupa senza dubbio un posto di rilievo.

Ha suscitato particolare clamore un bruciante editoriale dell’Economist, che ha espresso il suo sostegno per la manifestazione nazionale per la libertà di stampa di oggi a Roma, affibbiando al capo del governo paragoni poco lusinghieri:

Sabato 3 ottobre si terrà a Roma una manifestazione per difendere la libertà di stampa - non in una lontana dittatura, ma proprio in Italia. I giornalisti che l’hanno indetta hanno buone ragioni per preoccuparsi. (..) Per quanto riguarda almeno questo aspetto, l’Italia di Berlusconi si sta allontanando dall’Europa occidentale per diventare più simile alle deboli democrazie dell’est. (..) Le ordinanze di Berlusconi sembrano parte di un progetto per spazzare via le ultime enclavi ribelli rimaste nei media italiani

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Mara Carfagna first lady al G8? La maggioranza in fibrillazione

pubblicato da Giulio Mattioli


Scosse di terremoto? Reputazione internazionale dell’Italia in crisi? Certo, ma c’è un altro ostacolo che rischia di rovinare l’imminente G8 italiano: l’assenza di una first lady, che faccia da Cicerone per le consorti dei leader mondiali. Un problema organizzativo e di immagine, che sembra aver spinto più di una première dame a considerare la possibilità di una defezione.

Ma ecco la soluzione geniale di Berlusconi: far interpretare il ruolo che sarebbe spettato a Veronica Lario da Mara Carfagna e Mariastella Gelmini. Ne ha parlato perfino il Daily Mail, con il consueto tono rispettoso della stampa britannica:

Silvio Berlusconi ha a quanto pare risolto il problema di non avere una first lady che faccia da padrona di casa al prossimo vertice del G8, chiedendo ad un ex modella di topless divenuta ministro di intervenire (..) L’idea stamperà sicuramente un sorriso sulla faccia del marito della cancelliera tedesca Angela Merkel, Joachim Sauer, l’unico uomo tra i partner dei leader mondiali

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A Ballarò si parla di piano casa con D'Alema e Casini

pubblicato da Luca Landoni

Stasera Ballarò imposta la puntata sulla modernizzazione del paese, traendo spunto dal programma di aiuti all’edilizia genericamente denominato piano casa. Gli attacchi a questo progetto da parte dell’opposizione si sono sprecati, e proprio nel momento in cui il leader Pd Franceschini apriva uno spiraglio proponendo un tavolo di dibattito, è arrivata la ferma opposizione di diverse regioni. Queste ultime, capitanate da Umbria e Emilia Romagna sembrano volersi appellare alla presunta incostituzionalità del piano, che in diversi casi a loro dire andrebbe contro i singoli piani regolatori locali.

Tutti invocano un Paese più moderno, ma cos’è la modernità? Sono tratti di modernità, ad esempio, il piano casa o la famiglia che funziona da ammortizzatore sociale? Queste alcune domande che Ballarò, il settimanale condotto in diretta da Giovanni Floris, pone a Romano Prodi che aprirà la puntata e agli sopiti presenti in studio.

Ospiti in studio che saranno Massimo D’Alema (Pd), Pierferdinando Casini (Udc), il ministro delle politiche giovanili Giorgia Meloni (Pdl), il presidente dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto e il filosofo Dario Antiseri. Presente anche Maurizio Costanzo, forse in qualità di esperto di comunicazione televisiva o quant’altro non è dato sapere.

Apre la puntata la copertina satirica di Maurizio Crozza. Appuntamento su Rai3 alle 21.05

Olimpiadi: il pugile Clemente Russo dà una lezione di vita a Meloni e Gasparri

pubblicato da Luca Landoni


Chi ha fatto sport per una vita, soprattutto nelle discipline cosiddette minori, lo sa: le Olimpiadi sono il sogno, l’apice di qualunque desiderio agonistico. Essere convocato per i Giochi è la più grande gioia per un atleta, e riveste un valore ben superiore alla medaglia o al piazzamento. Significa che tu c’eri. C’eri dopo aver lottato una vita per arrivarci, e nessuno potrà mai più toglierti quello che hai ottenuto.

Per questo noi stiamo con Clemente Russo, il pugile italiano che ha risposto a tono a chi, come il ministro Meloni e Gasparri invitava i nostri atleti a non prendere parte alla cerimonia inaugurale di Pechino. Sì va bene, lo sappiamo che sport e politica non sono sempre separabili, specialmente in occasioni grandi come questa, così come conosciamo e appoggiamo le lotte per i diritti umani di cinesi e tibetani, ma non è disertando la cerimonia che si cambiano le cose. Non è utile e soprattutto non è giusto. Bisognava pensarci prima, quando si sono stoltamente assegnati i giochi a un paese autoritario. Non si è potuto o voluto fare e ora è tardi.

“Certi politici, anche se sono vicini alle mie idee, sono incompetenti: non capiscono certe cose al di fuori del loro mondo”, ha detto il campione del mondo pesi massimi di pugilato Clemente Russo senza peli sulla lingua. “Non vedo perché disertare la cerimonia di apertura, allora tanto valeva boicottare i Giochi. E poi alla ministro Meloni chiedo, ma lei diserterebbe l’occasione della vita? I politici devono fare i politici, e io sono qui per fare sport - ha poi continuato - quindi non ci penso proprio a disertare la cerimonia d’apertura dei Giochi. Tra l’altro storicamente per i Giochi si sospendono le guerre. Persino nel pugilato, che viene erroneamente considerato sport violento, c’è una fratellanza difficile da riscontrare in altri settori… “

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Precari e assegni sociali. Il governo ascolta le proteste e cambia la norma

pubblicato da Luca Landoni

Parziale retromarcia del governo, che si è visto costretto a modificare una parte delle norme su assegni sociali e precari dopo le sonore proteste di ieri da parte di sindacati e centro-sinistra. Per la verità anche da alcuni ministri della maggioranza, in particolare Brunetta (Funzione pubblica), Sacconi (Welfare) e Meloni (Giovani), si erano levate numerose perplessità, cosicché in serata lo stesso ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha annunciato l’emendamento delle norme contestate. Vediamo di che si tratta.

Abbiamo affrontato già ieri l’argomento precari, e le motivazioni che hanno spinto a bloccare le assunzioni di tutti i lavoratori in causa con la propria azienda, correggendo l’eventuale pena di quest’ultima in un risarcimento tra i 2,5 e i 6 mesi di stipendio. Il provvedimento, che noi avevamo ribattezzato salva-Poste, doveva appunto servire a evitare l’assunzione a tempo indeterminato di una decina di migliaia di persone da parte di Poste Italiane, fatto che avrebbe potuto portare a un crollo verticale dell’azienda statale. Da parte nostra avremmo visto bene anche il licenziamento in tronco di qualche dirigente furbo o incapace che aveva approfittato della situazione, ma ciò che conta è che ora sarà inserito un emendamento che circoscriverà il tutto al solo caso delle Poste, escludendo i contenziosi in atto con tutte le altre aziende.

Caso numero due, gli assegni sociali. I nuovi criteri di assegnazione prevedevano un minimo di dieci anni di contribuzioni per potervi accedere; una norma voluta dalla Lega per evitare di pagare la pensione a tutti i lavoratori stranieri arrivati in Italia grazie alla legge sul ricongiungimento familiare. L’idea di per sè era sacrosanta, ma così strutturata alimentava il paradosso di escludere improvvisamente dall’assegno tutti gli emigranti rientrati dopo i 65 anni, oltre ad altre categorie come religiosi, disabili e casalinghe.

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