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Tutti gli articoli con tag giorgio napolitano

Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giorgio Napolitano: l’inascoltato. Voto 8+ Nuovo severo monito del capo dello Stato alla cerimonia di chiusura delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia: “Dalla politica più moralità e trasparenza”. Sempre caro mi fu quest’ermo colle …

Francesco Rutelli: l’irritato. Voto 3- Scintille in tv a In mezzora. Le domande di Lucia Annunziata sull’affaire Lusi fanno infuriare l’ex segretario della fu Margherita: “Basta con questa storia! Ancora mi rompete le p@lle?”. Con Api si vola…

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Giorgio Napolitano chiude le celebrazioni per il 150° dell'Unità d'Italia: «Coesione nazionale»

pubblicato da Alberto Puliafito

17marzo2012

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiuso le celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con una cerimonia al Quirinale seguita da una lunga diretta di Rai 1. Oltre ai ringraziamenti di rito, Napolitano ne ha approfittato per parlare del presente.

Il succo del discorso? Sempre lo stesso, sia sul fronte interno che su quello europeo. Per quanto riguarda la politica interna, Napolitano si dice fermamente convinto che la politica non abbia affatto abdicato al proprio ruolo, con questa maggioranza così ampia che sostiene il Governo Monti, ma anzi, che si sia rilanciata, ritrovando quella stessa coesione nazionale che, secondo il Censis, avrebbero ritrovato, in questo anno di celebrazioni, anche i cittadini italiani.

Sul fronte “estero”, invece, Giorgio Napolitano ha difeso, anche qui con fermezza, la necessità di cedere parte della propria sovranità nazionale all’Unione Europea, per portare a compimento l’idea stessa dell’Unione.

Ora, entrambe le posizioni sono la naturale conseguenza delle scelte fatte da Napolitano stesso. Tuttavia, bisognerebbe ricordare al Presidente della Repubblica che la presunta coesione nazionale si gioca su compromessi che molto spesso somigliano a veri e propri aborti politici (si veda, ad esempio, lo scambio ddl anti-corruzione e ddl intercettazioni) e che l’Unione Europea, da molti mesi a questa parte, non fa che parlare di economia e finanza, mettendo da parte qualsiasi altra questione (quella sociale in primis) e condizionando tutti i governi nazionali futuri con il fiscal compact, le cui conseguenze a lungo termine sono ben lungi dall’essere prevedibilil.

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Elezioni 2013, c'è chi punta al rinvio. La Lega: "Sarebbe un golpe!"

pubblicato da il passator cortese

Zitto zitto c’è stato chi puntava a posticipare almeno di qualche settimana le prossime elezioni amministrative e c’è addirittura chi pensa di rinviare di (almeno) un anno le elezioni politiche del 2013.

Sullo slittamento del voto delle amministrative, la richiesta avanzata “ufficiosamente” dal Pdl è caduta nel vuoto, il 24 febbraio il Cdm ha deciso ufficialmente la data del voto: 6 maggio (primo turno).

L’indiscrezione sul “salto” delle politiche del 2013 non trova conferme negli ambienti governativi, ma nei partiti e in “transatlantico” c’è chi ha avuto il compito di tastare il terreno. La motivazione… “ufficiale” è quella di non fermare l’azione riformatrice del governo Monti.

La verità è un’altra: i partiti, PdL in testa, sono proprio con le ruote a terra, e non sanno né che fare, né dove andare, né con chi. Si teme una astensione dal voto addirittura oltre il 50%: una vera e propria sconfessione della politica, una vera e propria richiesta di cancellazione per l’intera casta e per tutti i partiti.

La Lega Nord insorge e grida al golpe. il capogruppo del Carroccio alla Camera Gianpaolo Dozzo, dichiara ad Affaritaliani.it: “Se sono dei rumor lasciano il tempo che trovano, ma se qualcuno effettivamente pensa di rinviare la scadenza naturale della legislatura compie un atto dal punto di vista costituzionale altamente grave e lesivo della sovranità popolare”.

Stavolta a Palazzo Chigi non c’è Berlusconi il Kaimano, ma Monti il Prof. Che ne dice Giorgio Napolitano?

Ore 12 - Liste civiche, ecco i "cacicchi". Aveva ragione Massimo D'Alema?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroNel centro destra e nel centro sinistra tirano a campare raccontandosi e raccontando “balle”. Berlusconi, Bersani e Casini fanno a gara nel ripetere che sono stati loro a … “convincere” Giorgio Napolitano a puntare su Mario Monti.

L’ex premier si dimentica che non aveva neppure più i numeri in Parlamento per continuare a sfangarla. E i leader del Pdl e dell’Udc si sono già scordati della loro impossibilità di presentare una alternativa possibile e credibile al governo di B&B.

A dire il vero tutti e tre hanno portato a casa qualcosa: Berlusconi ha evitato le urne che lo avrebbero seppellito, Bersani ha tirato un sospirone per l’uscita del Cav da Palazzo Chigi, Casini ha visto premiata la sua linea contro il bipolarismo coatto. Poi, in questi ultimi tre mesi, a turno, Pdl, Pd, Udc hanno tirato per la giacca il nuovo premier, strumentalizzandone ogni passaggio e ogni scelta. Solo per prendere tempo e cercare di salvarsi i partiti hanno accettato il governo “tecnico”.

Ma se al Paese Monti, fra alti e bassi, è servito e serve, ai partiti no. I Partiti, come scialuppe senza timoniere e senza vela, vagano in alto mare, senza più meta. Se il governo “tecnico” è stato il primo tempo, le “liste civiche” alle elezioni di maggio saranno il secondo tempo di un reality che mette a nudo tutta l’inconsistenza dei partiti e tutta l’incapacità a rinnovarsi.

Privi di identità e strategia, con uomini per lo più impresentabili, ecco la scappatoia delle liste civiche, sperando che qualche valido esponente locale riesca a fare dimenticare i simboli e le nomenclature dei partiti.

La previsione di Massimo D’Alema si è avverata: è l’ora dei “cacicchi”, ras locali dal potere assoluto disposti ad accettare i partiti solo come portatori d’acqua, cioè di voti e pronti per il successivo salto in Parlamento. Bossi, Di Pietro,Vendola e Grillo, con tanto di nomi e simboli dei rispettivi partiti, sono pronti … all’incasso.

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Merkel fa saltare l'incontro di Roma con Monti e Napolitano. Dimissioni di Wulff?

pubblicato da il passator cortese

Come una bomba arriva la disdetta all’ultimo momento della visita del cancelliere tedesco Angela Merkel in programma oggi a Roma.

L’annullamento dell’incontro nella capitale italiana con il premier Mario Monti e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato causato dello scandalo che ha travolto il Presidente della Repubblica Christian Wulff.

L’ufficio del cancelliere ha annunciato per le 11.30 una dichiarazione di Merkel. Ieri, la procura di Hannover, nel nord della Germania, ha annunciato di aver chiesto l’annullamento dell’immunità per il presidente della Repubblica, accusato da due mesi di illeciti.

Il Bundespraesident Wulff, che parlerà oggi alle 11 in conferenza stampa a Berlino, è a un passo dalle dimissioni. Subito dopo le dichiarazioni a Schloss Bellevue di Wulff, che da metà dicembre è finito nel tritacarne mediatico per un prestito privato ricevuto da una coppia di imprenditori e altre vacanze pagate da ricchi amici, Merkel prenderà posizione.

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giorgio Napolitano: pulizia. Voto 8 Il capo dello Stato al Csm bacchetta le toghe: “Troppe esternazioni esorbitanti”, critica l’assunzione di incarichi politici che: “Contribuiscono a disorientare i cittadini” e sulla responsabilità civile: “Colmare il vuoto”. Aveva ragione il Cav?

Silvio Berlusconi: polizia. Voto 3 Nel processo Mills il pm De Pasquale chiede 5 anni di carcere per il Cav accusato di corruzione in atti giudiziari: La difesa dell’ex premier “è basata su carte false”. Il Cav “costretto ad aspettare 5 anni … dietro le sbarre prima di tornare in campo?

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Crisi, Napolitano spinge per la "via emiliana"...

pubblicato da il passator cortese

Ancora una volta il capo dello Stato è entrato nel merito della crisi economica e politica, con critiche e proposte.

Nella giornata conclusiva della sua visita a Bologna Giorgio Napolitano ha lanciato un severo monito: “L’Italia deve uscire dalla crisi più sobria e più giusta”. Il presidente della Repubblica ha identificato il modello bolognese ed emiliano come quello dove non vi è soltanto “ricchezza e opulenza” ma c’è “una vita molto socievole”.

“Si può andare verso una nuova misurazione del benessere”, ha ricordato Napolitano; il modello emiliano mostra la possibilità di una vita “ugualmente molto gratificante anche se con un ridimensionamento del livello di redditi”.

Poi ha toccato altri temi caldi: “L’attuazione di misure sul federalismo fiscale non è una opzione ma un dovere di attuazione costituzionale” e ha chiarito che è necessario “andare al di là dell’impasse attuale. Vediamo cosa modificare ed innovare”.

E sulle Province: “Siamo rimasti a metà, la riforma deve essere una priorità”. C’è da sperare che i partiti non facciano come sempre orecchie da mercante?

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Morto Oscar Luigi Scalfaro. Il cordoglio di Napolitano

pubblicato da il passator cortese

Oscar Luigi sCALFARO

È morto nella notte a Roma l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, per un arresto cardiaco; lo riferiscono fonti parlamentari. Scalfaro aveva 93 anni. Nato a Novara il 9 settembre 1918, fu presidente della Repubblica dal 1992 al 1999.

Il cordoglio di Napolitano. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la triste notizia della scomparsa del Presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro ha rilasciato la seguente dichiarazione:

    «È con profonda commozione che rendo omaggio alla figura di Oscar Luigi Scalfaro nel momento della sua scomparsa, ricordando tutto quel che egli ha dato al servizio del paese, e l’amicizia limpida e affettuosa che mi ha donato. È stato un protagonista della vita politica democratica nei decenni dell’Italia repubblicana, esempio di coerenza ideale e di integrità morale. Si è identificato col Parlamento, cui ha dedicato con passione la più gran parte del suo impegno. Da uomo di governo, ha lasciato l’impronta più forte nella funzione da lui sentitissima di ministro dell’Interno. Da Presidente della Repubblica, ha fronteggiato con fermezza e linearità periodi tra i più difficili della nostra storia. Da uomo di fede, da antifascista e da costruttore dello Stato democratico, ha espresso al livello più alto la tradizione dell’impegno politico dei cattolici italiani, svolgendo un ruolo peculiare nel partito della Democrazia Cristiana. Mai dimenticando la sua giovanile scelta di magistrato, Oscar Luigi Scalfaro ha avuto sempre per supremo riferimento la legge, la Costituzione, le istituzioni repubblicane. In questa luce sarà ricordato e onorato, innanzitutto da quanti come me hanno potuto conoscere da vicino anche il calore e la schiettezza della sua umanità. Alla figlia Marianna, che gli è stata amorevolmente, ininterrottamente vicina, la mia commossa solidarietà».

Foto | ©TMNews

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Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Romano Prodi: denuncia. Voto 4 L’ex premier vuole le primarie anche per i parlamentari: “Una volta i partiti selezionavano la classe dirigente, oggi sono soltanto macchine elettorali”. E se ne accorge solo ora?
Umberto Bossi: denunciato. Voto 3 Al leader della Lega piovono querele da tutta Italia perché pronunciò parole offensive contro Napolitano e Monti in occasione di una kermesse nel bergamasco. Bene. Era ora!

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Casta militare e spese folli. Monti, se ci sei batti un colpo!

pubblicato da Massimo Falcioni

Quando in Italia si parla di caste, quella militare è indubbiamente fra le più corpose, dispendiose e intoccabili. Cancellare le nostre forze armate, la nostra difesa è solo, oltre che una stupidaggine, una utopia. Ma ciò non può essere una copertura per lasciare le cose come stanno. In questo settore delicato e vitale, ridurre la spesa dandogli una migliore funzionalità, si può.

Scrive su l’Unità Umberto Degiovannangeli: “ Ridurre le spese militari non significa smantellare uno dei pilastri della politica di un Paese, la Difesa, ma orientare, selezionare, gli investimenti in funzione del ruolo che s’intende avere sullo scenario internazionale. Un ripensamento da collocare in una chiave europea, sviluppando, ad esempio, una politica di Difesa integrata euromediterranea, «modello Unifil», la missione Onu in Sud Libano che si regge essenzialmente sul contributo di Italia, Spagna e Francia”.

Già. Un conto è dirlo, un conto è farlo. L’Italia spende di più di molti altri Paesi: è la decima potenza militare al mondo su 153 Paesi monitorati (dati Sipri). Il nostro Paese spende per l’apparato militare più di Canada, India, Brasile, Israele ecc. Abbiamo Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica) composte da 178.600 unità, più militari della Gran Bretagna (177.000), della Germania (152.000), della Spagna (135.000). La nostra spesa pro capite è di 478 dollari annui, contro i 332 del Giappone, 411 della Germania.

Attualmente sono impegnate nelle missioni all’estero 7.435 uomini e donne. Le nostre Forze Armate sono oggi composte da 83.421 unità, per lo più persone in età avanzata, per un costo (solo per il personale) di 9,4 miliardi euro (2011). La spesa per il personale è un’anomalia perché inghiotte 2/3 del bilancio della difesa. Infatti l’organico attuale conta ben 511 tra generali e ammiragli (69 generali di Corpo d’armata!), 2600 colonnelli, 22.992 ufficiali, 71.837 sottufficiali con la truppa volontaria, ripetiamo, di 83.421 unità: siamo un esercito di … “comandanti”.

E veniamo alle commesse, a cominciare dai famosi F-35. Questo il quadro.
CACCIA F-35. L’Italia ha una commessa di 15 miliardi di euro per l’acquisto dagli Stati Uniti d’America di 135 caccia F-35 (costo unitario 124 milioni di euro).
EUROFIGHTER. L’ultima trance del programma (già spesi 13 miliardi di euro) per il caccia Eurofighter costerà all’Italia 5 miliardi di euro.
AEREI SENZA PILOTI: Il nostro governo intende acquistarne 8. Costo complessivo 1,3 miliardi di euro.
ELICOTTERI. L’Italia sta acquistando 100 nuovi elicotteri militari NH-90: costo complessivo 4 miliardi di euro.
NAVI DA GUERRA. L’Italia ha acquistato 10 fregate «Fremm» costo complessivo 5 miliardi di euro.
SOMMERGIBILI. Il nostro Paese sta acquistando 2 sommergibili militari: costo 1 miliardo di euro.
SISTEMI DIGITALI PER L’ESERCITO: Il progetto «Forza Nec» serve a dotare le forze di terra e da sbarco di un sistema di digitalizzazione. Solo la progettazione in atto costa 650 milioni. La stima di spesa complessiva è intorno a 12 miliardi di euro. Nel 2013, nel 2013 acquisteremo 249 blindati «Freccia per 1,6 miliardi. Nel 2015, 2 fregate antiaeree «Orizzonte » per altri 1,4 miliardi. Nel 2016 finiremo di pagare la portaerei Cavour e 4 sommergibili U-212 saldando i restanti 3,2 miliardi del finanziamento. Sul bilancio dello Stato, al momento, gravano 71 programmi di ammodernamento e riconfigurazione di sistemi d’arma, che ipotecano la spesa bellica da qui al 2026.

Si chiede Degiovannangeli: “sono tutte acquisizioni necessarie?”. Ce lo chiediamo anche noi. Chissà se se lo chiede anche il premier Mario Monti? E magari anche Giorgio Napolitano?