Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag giornali

Rassegna della stampa estera: l'Italia, l'immigrazione e la xenofobia

pubblicato da Giulio Mattioli


Gli argomenti più associati alla parola “Italia” sulle pagine della stampa straniera questa settimana sono stati le politiche dell’immigrazione e la xenofobia. Causa scatenante, il discusso respingimento di imbarcazioni cariche di migranti provenienti dalla Libia e l’approvazione del pacchetto sicurezza firmato Lega Nord. Molto attenta come sempre la stampa francese: Le Figaro ad esempio ha dato voce fin dall’inizio alle inquietudini dell’ONU (che hanno avuto eco perfino in India), riferendo poi dell’”indignazione” che l’espulsione ha suscitato in Italia (di indignazione ha parlato anche il cipriota Phileleftheros).

A proposito del pacchetto sicurezza, invece, il giornale del centro-destra francese ha titolato “Il Parlamento italiano criminalizza l’immigrazione clandestina”, mentre Le Monde ha parlato di un’Italia che “si dota di una politica di immigrazione decisamente di destra”. La ragione, secondo il quotidiano francese, sarebbe che “a un mese dalle elezioni europee, il capo del governo non vuole che la Lega Nord rimanga più a destra di lui”. In un altro articolo infatti il corrispondente Philippe Ridet nota che “ad un mese dalle elezioni, Berlusconi predilige il fronte sicurezza della sua maggioranza” e sottolinea i giochi politici interni alla destra italiana:

“La vittima di questa escalation a destra non è altro che il secondo dei principali alleati di Berlusconi: il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ex-presidente di Alleanza nazionale. Nel suo discorso durante il congresso per la fondazione del Popolo della Libertà, Fini aveva giustamente descritto l’Italia del futuro come un paese multietnico. Da allora, moltiplica le uscite “umaniste” per meglio sottolineare la sua differente opinione. Berlusconi aveva dato ragione a Fini ritirando la legge sulla sicurezza che obbligava i direttori scolastici a denunciare i bambini di immigrati irregolari. Questa volta, ha scelto di seguire Maroni e cavalcare l’onda xenofoba che attraversa l’Italia”

Continua a leggere: Rassegna della stampa estera: l'Italia, l'immigrazione e la xenofobia

Rassegna della stampa estera: Fiat e Opel, la Mafia e la libertà di stampa

pubblicato da Giulio Mattioli


Questa settimana, se escludiamo il divorzio di Veronica Lario e Silvio Berlusconi, cui abbiamo dedicato non a caso una puntata speciale della nostra rassegna mercoledì, si è parlato innanzitutto dell’attivismo di Fiat sui fronti Opel e Chrysler, tema più prettamente economico, ma con alcuni risvolti sul piano politico. In Francia Le Figaro ha titolato ad esempio che l’accordo con la casa americana “risveglia il patriottismo italiano”, fenomeno che vede in prima fila il Cavaliere.

Altri giornali, come De Volkskrant in Olanda, hanno mostrato evidente scetticismo rispetto alla possibilità di associare i concetti “operazione economica di successo” e “Italia”. Per risolvere questa dissonanza cognitiva, il quotidiano olandese ha prima ironizzato sulla stima incondizionata di cui gode Sergio Marchionne nel nostro paese, e ha poi messo in dubbio la sua “italianità”, con una giravolta a dire il vero abbastanza offensiva:

“Che Marchionne sia un ’uomo straordinario’, come viene definito, è certo –perlomeno lo è per gli standard italiani. A cominciare dall’aspetto: raramente in completo e mai con cravatta, Marchionne porta quasi sempre camicia con sopra normalmente un maglione blu scuro. In Italia, un outfit di questo tipo può solo essere visto come un’energica dichiarazione. (..) Non si può certo dire che Marchionne sia l’italiano medio. Parla inglese senza alcun accento e possiede sia il passaporto italiano che quello canadese”

Continua a leggere: Rassegna della stampa estera: Fiat e Opel, la Mafia e la libertà di stampa

....
condividi 9 Commenti

Rassegna della stampa estera: il terremoto in Abruzzo

pubblicato da Giulio Mattioli


C’è chi pensa che leggere i media stranieri sia l’unico modo per ottenere notizie obiettive su quello che accade nel nostro paese. Altri ritengono invece che la stampa estera sia male informata, piena di pregiudizi e spesso interessata più che altro alla facile irrisione dell’italiano tutto pizza, spaghetti e mandolino. La verità? Probabilmente, come spesso accade, sta nel mezzo.

Polisblog ha deciso di dare uno spazio regolare, una volta a settimana, ai punti di vista “stranieri”, con una vera e propria rassegna della stampa estera. Cominciamo questa settimana con i commenti al terremoto in Abruzzo, notizia che ha ovviamente avuto una risonanza globale.

Le Monde ha dedicato moltissimi articoli alla tragedia abruzzese, parecchi dei quali firmati dal solito Philippe Ridet. In uno di questi il giornalista transalpino cerca di mettere a fuoco un tratto peculiare del nostro carattere nazionale: “L’Italia soffre, ma non vuole essere criticata fuori dai suoi confini”. Una tendenza che sarebbe ben interpretata da Silvio Berlusconi.

Continua a leggere: Rassegna della stampa estera: il terremoto in Abruzzo

Le immagini elettorali di Berlusconi, ovvero le fondamenta e la fortuna del Popolo delle Libertà

pubblicato da davide f.

unit� 

“L’effigie del candidato stabilisce un legame personale fra questo e gli elettori ; il candidato non dà a giudicare solo un programma, propone un clima fisico”. Non ci poteva essere miglior sintesi della politica in Italia e della strategia comunicativa che l’ha caratterizzata di quello scritto più di cinquant’anni fa da Roland Barthes in “Miti d’oggi”. Per il semiologo la fotografia elettorale “è prima di tutto riconoscimento di una profondità , di un irrazionale estensivo alla politica”.

La strategia sulla quale Berlusconi ha costruito le sue fortune. Sulle orme del suo amico, collega e predecessore Bettino Craxi, che è stato il primo politico in Italia a curare maniacalmente le pose fotografiche (anzi il secondo dopo Benito Mussolini…), quando si faceva ritrarre da bullo di periferia. Già da quando era solo ambizioso imprenditore, Berlusconi cercava di dare un’immagine allo stesso tempo ambigua e tranquillizzante. Molto interessante a questo proposito il libro del critico letterario e saggista Marco Belpoliti, “Il corpo del capo”.

Continua a leggere: Le immagini elettorali di Berlusconi, ovvero le fondamenta e la fortuna del Popolo delle Libertà

Ore 12 - Altri 4 morti sul lavoro. L'Italia dei "frizzi e lazzi" non si vergogna

pubblicato da Massimo Falcioni

altroL’abbiamo scritto altre volte. Ma la realtà costringe a ripeterci. Notizie di questo tipo non “fanno notizia”.

La gente che lavora e muore per lavorare non fa vendere giornali, non fa schizzare in alto l’audience televisivo. Soprattutto non porta voti.

Inoltre consumavano poco da vivi, figurarsi da morti. Fuori mercato, fuori notizia, fuori da tutto. Adesso anche fuori dal mondo.

Ieri a Trapani, Roma, Latina e Taranto, in un giovedì come un altro, in questo paese in chiaroscuro, di frizzi e lazzi e qui pro quo, quattro incidenti mortali sul lavoro.

Due edili morti in cantiere, un agricoltore rimasto sotto il trattore, un operaio travolto e ucciso mentre lavorava lungo l’ A 29 Palermo-Mazara del Vallo.

In Italia cala (per fortuna) il numero di assassinii e sul lavoro si muore due volte di più. Chissenefrega. E’ l’Italia delle ronde che avanza.

Qualche addetto stampa di qualche politico forse butterà giù due righe per un telegramma alle famiglie sventurate dei quattro sventurati.

L’elenco s’allunga. E’ l’elenco della vergogna. Disgrazie? Fatalità? Assassinii, altrochè! Italia in lutto? Ma va! Taca banda …

Le dimissioni di Veltroni e la crisi del PD viste dalla stampa estera

pubblicato da Giulio Mattioli


Una delle ragioni per cui la stampa straniera fa fatica a capire il fenomeno Berlusconi, e non smette di stupirsene, è legata alla scarsa attenzione che le stesse testate, sensibilissime ad ogni gaffe del Silvio nazionale, dedicano alle notizie legate all’altra metà dello spettro politico italiano: il centrosinistra.

Si tratta di un errore di prospettiva particolarmente grave: non si può infatti capire il perdurante successo del capo del PDL presso l’opinione pubblica se non si considera quanto sia invece screditato - e non da ieri - il principale schieramento politico alternativo.

Molti giornali esteri tuttavia sembrano ignorare volentieri le vicende della sinistra italiana. Prendiamo ad esempio il modo in cui la stampa britannica ha seguito le dimissioni di Walter Veltroni e la crisi del PD: difficile trovare sui principali quotidiani anche un breve reportage.

Continua a leggere: Le dimissioni di Veltroni e la crisi del PD viste dalla stampa estera

....
condividi 6 Commenti

Il caso Mills, Lavanguardia e il degrado dell'informazione in Italia

pubblicato da davide f.

Il caso Mills è l’ennesima conferma: l’informazione (seria) in Italia è a rischio d’estinzione. Il video qui sopra è per constatare l’invisibilità del notiziabilissimo processo Mills. Per avere un’idea di quello che realmente succede e di cosa sta diventando lo stivale è ormai indispensabile guardare all‘informazione straniera, che con tutti i suoi difetti, resta perlomeno aggrappata ad un criterio: l’analisi dei fatti.

Come sottolineato nel post di Giulio, non sono poche le difficoltà per un giornalista di un altro paese per capire come mai gli italiani se ne freghino che il loro premier sia stato indagato e ritenuto colpevole in diversi processi, e perchè anzi ormai gli italiani siano insofferenti anch’essi alla giustizia. Quantomeno il reporter rimane stupefatto.

Uno stato dove l’informazione, di destra o sinistra che sia, non è più “cane da guardia del potere”, è uno stato fragile e inconsapevole. Credo che la sintesi migliore sia quello che scrive Lavanguardia, quotidiano catalano di idee liberali, di certo non particolarmente progressiste. Lavanguardia scrive:

L’Italia va male. I dati sulla disoccupazione, sulla produzione industriale e sul deficit sono negativi. La xenofobia dilaga. E invece Berlusconi va alla grande. Questo contrasto dà la misura di un evidente deterioramento nazionale. Non solo economico ma anche politico. E, in fondo, morale.

Qualcosa non torna?

Condanna Mills - Berlusconi: il punto di vista della stampa estera

pubblicato da Giulio Mattioli

Ci sono molte cose che i giornali stranieri fanno fatica a capire dell’Italia: una su tutte, le disavventure giudiziarie di Silvio Berlusconi e il modo in cui gli italiani (non) reagiscono ad esse. Prendiamo ad esempio i commenti di questa settimana sulla condanna di David Mills per essere stato corrotto dal Presidente del Consiglio.

Molte testate tendono a commettere un errore di prospettiva: ragionando sulla base di quello che succederebbe nel loro paese, immaginano che questo episodio nuocerà molto al Cavaliere. El Pais, ad esempio, sostiene che “la sentenza getta un’ombra inquietante sui comportamenti giudiziari del Cavaliere”. Negli USA, Il Washington Post e il Financial Times affermano che “la condanna crea imbarazzo politico per Berlusconi”.

Il Times inglese addirittura si immagina che questa condanna “indiretta” per il premier possa mettere in forse la sua aspirazione a diventare il prossimo Presidente della Repubblica. Altre testate invece dimostrano invece di conoscere meglio il nostro paese, e puntano il dito contro l’”indifferenza” degli italiani.

Continua a leggere: Condanna Mills - Berlusconi: il punto di vista della stampa estera

Il Giornale attacca l'Arci: cronistoria di un'ossessione tutta a destra

pubblicato da davide f.

http://www.arci.it/Numero 1, individua il tuo nemico. Numero 2, fai di tutto per rovinargli la reputazione. Numero 3, attacca a testa e bassa e cerca di affossarlo. Sembra una strategia di guerra, e lo è. Ma non solo, perchè è anche la metodologia con cui in Italia si fa informazione. Di ieri l’attacco de Il Giornale all’Arci (Associazione Ricreativa e Culturale Italiana). Storicamente la destra italiana cerca qualche appiglio per attaccare gli Arci. Perchè?

Arci è una associazione di promozione sociale ai sensi della Legge 383/2000, ha la sua sede nazionale a Roma e fonda le sue radici nella storia del mutualismo e del solidarismo italiano. L’associazione si riconosce nei valori democratici nati dalla lotta di liberazione contro il nazifascismo, valori che trovano piena affermazione nella Costituzione repubblicana, si richiama alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e opera in contesti locali, nazionali e internazionali per l’affermazione degli stessi.

Forse adesso è più facile capire il perchè l’informazione di destra in Italia ci provi in ogni modo. Sradicare chi lavora sul territorio. Il problema nasce quando le argomentazioni sono pretestuose come quelle usate da Paolo Beltramin ieri.

Perchè dire che l’Arci dovrebbe pagare le tasse è un argomento di dibattito interessante, sostenere che gli Arci sono delle discoteche è assolutamente falso. E dimostra quanto sia la faziosità di chi parla di cose che non conosce. Questa la risposta dell’Arci Magnolia di Milano, uno dei circoli messi più sotto attacco da Il Giornale:

Continua a leggere: Il Giornale attacca l'Arci: cronistoria di un'ossessione tutta a destra

....
condividi 6 Commenti

Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Governo: dietrofront sui giornali di partito. Voto – 8. Come le ciliegie, un dietrofront tira l’altro. Ora il governo, dopo tanto brandire di scure e minacce, fa marcia indietro anche sui tanto sbandierati tagli ai contributi statali per l’editoria. L’annuncio, dato anche questo al “Costanzo show, è che per il 2008 non cambierà niente per i giornali in cooperativa, di partito e no profit. Forse è meglio così. Anche se prosegue il ginepraio di privilegi, di falsi giornali, di testate bluff ecc. Cane non morde cane.

Piloti e hostess Alitalia: lotta continua. Voto – 8. L’assemblea infuocata tenuta ieri a Fiumicino da piloti e hostess che non hanno firmato l’accordo Cai ha deciso la linea dura e di proseguire con la mobilitazione e forme di lotta dure. Contestato, il presidente dell’Anpav abbandona la riunione. Adesso si contesta Cai perché penalizzerebbe le donne separate con figli e chi ha handicap. Problemi oggettivi e rispettabili. Per questo si chiede alla Cgil di ritirare la firma. Insomma, si cerca l’ago nel pagliaio. Chi troppo vuole …

....
condividi 8 Commenti