
Il Tribunale civile di Milano ha respinto il ricorso presentato dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che in collaborazione con l’avvocato Maurizio Steccanella ha provato a dimostrare l’ineleggibilità dell’attuale Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.
In seguito al pronunciamento della sentenza i Radicali attraverso un comunicato stampa, di cui da notizia anche Giuseppe Civati sul proprio blog, hanno fatto sapere di voler proseguire la contestazione già avviata dal Movimento 5 Stelle.
Per farlo aspettano la pubblicazione del documento di convalida dell’elezione di Roberto Formigoni. Tale certificato, come spiegato da Marco Cappato e Lorenzo Lipparini al Corriere della Sera, sarebbe l’unica prova impugnabile per contestare il quarto mandato dell’attuale Presidente della Lombardia.

Per molti giorni, prima delle elezioni, si è discusso sulla probabile illeggibilità di Roberto Formigoni e Vasco Errani, rispettivamente Governatore della Lombardia per il Pdl e Governatore dell’Emilia Romagna per il Pd.
Luca Sofri, sul proprio blog, si è occupato per molto tempo di questa discussione tanto che nei giorni scorsi ha condiviso con i propri lettori l’iniziativa che Giovanni Favia (in foto, a sinistra) del Movimento 5 Stelle ha deciso di portare avanti in qualità di consigliere regionale dell’Emilia-Romagna.
L’esponente politico, convinto come altri che Vasco Errani non poteva essere eletto per via dei mandati già conseguiti, ha depositato presso la Procura di Bologna un ricorso affinché si accerti che il Governatore della Regione Emilia-Romagna non poteva presentarsi alle ultime elezioni.
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Grazie il digitale terrestre, da qualche tempo ho la possibilità di guardare BBC World News, e di prendere così una boccata d’aria rispetto all’asfittico panorama televisivo nostrano. Ieri pomeriggio ad esempio mi è capitato di vedere una puntata del programma politico “Newsnight“, il cui ospite d’onore era il candidato conservatore alle imminenti elezioni britanniche, David Cameron.
L’intervista è fin da subito sembrata molto bizzarra ad uno spettatore italiano come me: l ‘intervistatore, Jeremy Paxman, ha infatti incalzato il probabile prossimo primo ministro britannico con una serie di domande provocatorie, del tipo “Lei promette cambiamento, ma è stato parte dell’establishment negli ultimi 20 anni. Com’è possibile?“.
Quando Cameron svicolava, Paxman gli dava sulla voce, lo interrompeva e gli proponeva ulteriori domande per metterlo ancora più alle strette. Rinfacciandogli ad esempio palesi contraddizioni tra le sue dichiarazioni odierne e quelle di qualche mese fa. L’intervista di Newsnight al laburista Gordon Brown è sullo stesso tenore, e si apre con la domanda “Avevate promesso di ripulire la politica, perchè avete fallito?“.
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Il ciclone Beppe Grillo ha rappresentato la vera novità di queste elezioni amministrative, raccogliendo consensi (quasi) ovunque si sia presentato. Le regioni in questione erano 5, ed è interessante notare come in tutte il consenso personale al candidato abbia superato quello alla lista (nel caso emiliano addirittura +1%). Ma vediamole nel dettaglio.
Emilia Romagna. La regione del boom. Giovanni Favia si è guadagnato i titoli di tutti i giornali ottenendo un clamoroso 7% (6% alla lista collegata). Il fatto che i maggiori consensi grillini siano venuti proprio nella più rossa delle regioni in cui si sono presentati (erano assenti in Toscana, Umbria e Marche) avvalora la tesi per cui il voto a 5 stelle sia quasi interamente transfuga dalla sinistra. Ricordiamo anche che il governatore eletto Vasco Errani si è fermato al 52,0%; un consenso tutt’altro che esaltante.
Piemonte. Il caso. Qui la Lista 5 Stelle è stata chiaramente decisiva nel determinare la sconfitta di Mercedes Bresso (che ha chiesto il riconteggio dei voti). 0,4% il margine di vittoria di Cota e 4,08% i voti raccolti da Davide Bono (contro il 3,6% della Lista).
Continua a leggere: Lista 5 Stelle superstar. Analisi del voto a Beppe Grillo regione per regione
Ci piacerebbe sostenere, sicuri, che il prossimo appuntamento elettorale non è altro che una scadenza politica. La cronaca di queste ultime settimane ci ha dimostrato che di politico attorno le prossime elezioni c’è ben poco.
A volte, ragionando sull’argomento, sembra di essere vittima di un deja vu a causa del quale scrivere degli esponenti politici è un po’ come disquisire sul secondo posto di Emanuele Filiberto di Savoia al Festival di Sanremo.
Panini, procure, Polverini e par condicio hanno trasformato un appuntamento elettorale in un carro carnevalesco su cui, a questo punto, vale la pena ridere. I colleghi di betsblog.it riportano le scommesse che attorno alle elezioni regionali sono state avviate. Qui e qui invece i risultati dei sondaggi che nelle scorsa settimana sono stati fatti da noi di polisblog.it.

Nei giorni scorsi, come osservavano diversi quotidiani nelle precedenti settimane, Silvio Berlusconi ha interrotto il silenzio adottato durante questa campagna elettorale per evitare che i candidati del Popolo della Libertà avessero, a causa dello scandalo scoppiato attorno alle liste, meno probabilità di vincere.
Quanto successo a Renata Polverini e Roberto Formigoni, rispettivamente candidati per la regione Lazio e Lombardia, pesa e non può essere trascurato. Per questo motivo il Presidente del Consiglio ha deciso di metterci la faccia malgrado il momento.
Malgrado l’opinione che lo stesso esponente politico ha del proprio paese. Un conto è criticabile, in pubblico, l’operato di Michele Santoro e Serena Dandini. Un conto è organizzarsi, in privato, per zittire queste voci.
Continua a leggere: Silvio Berlusconi: “C’è un’aria avvelenata”
In vista delle regionali 2010, una settimana fa abbiamo lanciato una serie di sondaggi. Un post per regione, con tutti i candidati: dopo migliaia di voti, ecco i risultati. Come premesso fino alla noia, non c’è nulla di scientifico in queste rilevazioni: abbiamo solo voluto tastare il polso dei nostri lettori - allargare queste considerazioni a tutto il web, forse sarebbe un po’ presuntuoso. Partiamo.
Per quanto riguarda il sondaggio sulle regionali in Calabria, trionfa Agazio Loiero, in lista per Pd e Sinistra con ben 750 voti, il 46% del totale. Sconfitto Giuseppe Scopelliti, che corre per Pdl e Udc: agguanta 518 voti, ovvero il 32%. Terza piazza per Filippo Callipo, candidato di Idv, liste civiche e lista Bonino-Pannella, con 347 voti, un onesto 21%. Difficile vada così per Loiero, il 28 e il 29 marzo…
Proseguiamo con il sondaggio sulle regionali in Puglia: dove sbanca Nichi Vendola (Pd, Idv, Si e Sinistra) con 863 voti, il 64%. Un plebiscito che travolge il candidato PdL Rocco Palese: prende circa la metà dei consensi, 388 voti, il 29% del totale. Terza piazza per Adriana Poli Bortone - UdC e Io Sud/Mpa - con 96 preferenze, un misero 7%.
E dopo il salto? Partiamo con il Lazio…
Continua a leggere: Sondaggi elezioni regionali 2010: i risultati finali su polisblog (prima parte)
Il 28 e il 29 marzo l’Emilia Romagna va al voto: i candidati alla Presidenza della Regione sono quattro, e si parte da Vasco Errani, candidato del centrosinistra, sostenuto da PD e liste collegate. Poi c’è Anna Maria Bernini, candidata del centro destra, e terzo incomodo c’è, outsider di lusso, Gian Luca Galletti, in lista per l’Udc. Ma il terzetto non è solo.
Infine, per queste regionali 2010, troviamo Giovanni Favia, classe ‘81, candidato per il movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo: con un mezzo miracolo era riuscito a portare i grillini in consiglio comunale a Bologna. Un pronostico? Prevedibile che Errani vinca a mani basse: ma in questo caso, non sono io a dovermi sbilanciare, ma chi sta leggendo questa pagina di polisblog.
Tu chi sceglieresti?